Ma alla fine Cottarelli e disposto o no a fare il ministro?

L'ex commissario alla spending review, intervistato dal Foglio, dice la sua su conti pubblici e flat tax 

Ma alla fine Cottarelli e disposto o no a fare il ministro?

"Sono stato contattato da diversi movimenti e partiti, tanti cercano di tirare la giacchetta. A tutti ho detto grazie di avermi contattato, ma se ne parla dopo le elezioni con i programmi veri alla mano". Così Carlo Cottarelli in un'intervista a Il Foglio, chiarisce perché ha smentito l'annuncio di Silvio Berlusconi dalla platea di Confcommercio di una sua disponibilità nell'eventuale squadra di governo del Cav. "Non si può dare la disponibilità alla cieca, i programmi dei partiti sono definiti in maniera estremamente vaga. Penso che uno possa fare il ministro se c'è un accordo e si possano fare le cose in cui si crede" ha detto l'economista.

"Per ridurre il debito la crescita non basta"

"Innanzitutto penso che il paese necessiti di avere conti pubblici in ordine - dice l'ex direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale - quindi come priorità bisogna aumentare l'avanzo primario intorno al 4 per cento in tempi ragionevoli, diciamo 2-3 anni". Il 4 per cento è lo stesso livello di avanzo primario indicato dalla Banca d'Italia. "Non a caso. Se noi guardiamo i paesi avanzati che sono riusciti ad abbattere il debito pubblico in maniera consistente, nessuno l'ha fatto solo con più crescita. Nella media dei 9 casi che ce l'hanno fatta, l'avanzo primario è stato del 4 per cento e questo deve essere un obiettivo perché ritengo prioritario ridurre il debito".

Molti, a partire dal M5s, rievocano quel piano di tagli da circa 30 miliardi. Ma in questi anni non è stato fatto nulla? "Qualcosa è stato fatto, soprattutto sugli acquisti di beni e servizi e sull'andamento della spesa sanitaria. Di quel piano penso che 89 miliardi di tagli sono già stati fatti. Nel complesso dal 2014 al 2016 la spesa primaria al netto del bonus 80 euro è salita poco, a un tasso dello 0,4 per cento. Il problema è che se riduci le tasse senza tagliare la spesa non rafforzi l'avanzo primario". Forza Italia propone proprio un avanzo del 4 per cento. "Si, ed è una cosa positiva. Il problema è che c'è un'incoerenza con le altre proposte, perché vogliono eliminare la riforma Fornero, aumentare altre spese e dare la Flat tax. C'è un buco nei piani di Forza Italia che con l'Osservatorio quantificheremo presto".



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