Costa, basta sentenze creative su adozioni gay

Il ministro sulla "stepchild": non può rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta 

Costa, basta sentenze creative su adozioni gay
Con Matteo Renzi ed il neo ministro Enrico Costa (gennaio 2016)

Roma - Monito del ministro della Famiglia, Enrico Costa, sulle sentenze che negli ultimi tempi hanno consentito adozioni da parte di coppie gay. "Sia chiaro", ha avvertito intervenendo al convegno "Famiglia. La vera impresa in Italia", organizzato a Roma in occasione della Giornata internazionale della famiglia, "che non puo' rientrare dalla finestra quello che e' uscito dalla porta: in tema di stepchild adoption fino a oggi la giurisprudenza ha dato delle interpretazioni colmando un vuoto normativo". "Ora quel vuoto non c'e' più", ha osservato parlando al convegno organizzato dal Forum delle associazioni familiari, "e c'e' una norma chiara che esclude la stepchild adoption, a maggior ragione alla luce dei lavori parlamentari, e quindi mi attendo di vedere chiusa una fase di interpretazione creativa". Per la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle Unioni civili, però, "non è così, non c'è alcuna giurisprudenza creativa". "C'è la giurisprudenza che ritiene punto di partenza la tutela del minore", ha ribattuto, "così, davanti alla scelta del legislatore di non decidere, continua ad applicare la norma esistente che è la legge sulle adozioni, richiamata esplicitamente al punto 20 del maxi-emendamento del governo".  (AGI)