Cosa c'è scritto nel programma di Liberi e uguali su innovazione, startup e digitale

I principali punti del programma del partito di Aldo Grasso e Laura Bordrini

Cosa c'è scritto nel programma di Liberi e uguali su innovazione, startup e digitale

Non è al centro del dibattito politico di queste settimane che precedono le elezioni politiche del 4 marzo, eppure nei programmi dei principali partiti e schieramenti ci sono dei riferimenti a quello che farebbero per l'innovazione e le startup. A volte diretti, altre meno, ecco cosa c'è scritto nei programmi di governo del Centrodestra, del Partito democratico, Movimento 5 stelle, +Europa, Liberi e uguali e 10 volte meglio. 

Il programma di Liberi e uguali

Il programma di Liberi e Uguali cita a più riprese internet, l'innovazione e il digitale. Si tratta quasi sempre di principi generali, ma in alcuni casi (specie per il sostegno finanziario) emergono scelte precise. Il partito guidato da Pietro Grasso dedica ampio spazio alla neutralità della rete.

Fondi pubblici per l'innovazione

Liberi e Uguali fa una scelta precisa per favorire la crescita del startup: “Devono aumentare in modo considerevole gli investimenti pubblici nella ricerca e nell’innovazione rappresentata dalle tante giovani imprese, così che facciano da traino agli investimenti privati anch’essi non sufficienti nel nostro Paese”. Non è il solo partito che parla dell'argomento nel proprio programma. Ma è l'unico che indica con chiarezza la strada dell'intervento pubblico. Anche se non chiarisce gli strumenti che verrebbero utilizzati (investimenti diretti nelle startup, co-investimenti o fondi di fondi).

Turismo digitale

Il partito guarda allo sviluppo digitale come leva che la politica dovrebbe “sfruttare pienamente per promuovere un nuovo modello di sviluppo che sia socialmente ma anche ecologicamente sostenibile, così come per incrementare la trasparenza e la partecipazione democratica”. Il programma indica, ad esempio, il turismo come “terreno fertile per sperimentazione, innovazione tecnologica e imprenditorialità giovanile”.

Diritto a internet

Liberi e Uguali dedica buona parte del suo programma digitale ai “diritti” della rete. Sottolinea che “ogni persona ha il diritto alla protezione personale dei dati che la riguardano per garantire il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza”. Afferma che “l’accesso al web rappresenta uno strumento che può influire in maniera determinante sull’effettività dei diritti fondamentali”. Internet, scrive il partito, “ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera”.  Perciò “deve essere considerata come una risorsa globale”. Il partito indica quindi la necessità di “superata ogni forma di divario, da quello di genere a quello economico, da quello dovuto a vulnerabilità personale o a disabilità”.

Net neutrality

Legato all'idea di internet come diritto è la protezione della net neutrality: “L’ipotesi di abolire la neutralità della rete va combattuta con determinazione perché consentirebbe alle grandi società di telecomunicazione di offrire servizi più veloci a chi paga di più e anche di scegliere quali contenuti possano avere la precedenza su altri. Internet deve restare uno spazio dove tutti i cittadini e tutte le imprese possano accedere a idee, informazioni e servizi, senza alcuna discriminazione, a prescindere dai contenuti e dai servizi”.

 



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