Cosa c'è scritto nel programma del M5s su innovazione, startup e digitale

I punti del partito guidato da Luigi Di Maio, da Industria 4.0 a Cybersecurity

Cosa c'è scritto nel programma del M5s su innovazione, startup e digitale
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Di Maio

Non è al centro del dibattito politico di queste settimane che precedono le elezioni politiche del 4 marzo, eppure nei programmi dei principali partiti e schieramenti ci sono dei riferimenti a quello che farebbero per l'innovazione e le startup. A volte diretti, altre meno, ecco cosa c'è scritto nei programmi di governo del Centrodestra, del Partito democratico, Movimento 5 stelle, +Europa, Liberi e uguali e 10 volte meglio. 

Il programma del Movimento 5 stelle

 Il Movimento 5 stelle ha pubblicato il programma elettorale che lo accompagnerà verso le urne. Non c'è una sezione dedicata a digitale e innovazione. Ma si trovano alcune indicazioni distribuite tra i 22 capitoli che compongono il documento. Molte le dichiarazioni d'intenti e alcune misure puntuali. Dall'industria 4.0 al fintech, alle quali devono aggiungersi le indicazioni contenute nel capitolo banche sulla necessità di creare in Italia una banca pubblica di investimento a sostegno delle imprese, anche innovative.

Industria 4.0

Il Movimento è convinto che l'innovazione possa "rivoluzionare il tessuto industriale, favorendo l'introduzione di nuovi strumenti e servizi ad alto valore tecnologico". Non si nominano esplicitamente gli incentivi attuali e il loro eventuale rinnovo, ma sono definite "fondamentali tutte le misure volte alla promozione degli investimenti in nuovi beni e servizi".

Allo stesso tempo, però, vanno pensati "nuovi modelli di welfare per attutire l'impatto sociale della rivoluzione industriale". "La politica deve essere conscia che se da una parte l'Industria 4.0 crea nuovi posti di lavoro e opportunità, dall'altra comporterà pesanti conseguenze sull'occupazione a causa del largo impiego di soluzioni di robotica".

Startup

"Gli spazi per investire e creare lavoro sono enormi", si legge sul programma. Si parla di "favorire la nascita e la crescita di nuove imprese", di " sburocratizzazione" e di "riduzione degli oneri fiscali". L'unica misura concreta citata è l'abolizione, "nei primi anni di attività" del "contributo minimale Inps che impone il pagamento di 3600 euro l'anno per ogni socio amministratore o dipendente di Srl, anche se fattura zero".

L'innovazione passa anche dalla promozione delle competenze tecnico-scientifiche e matematiche (le cosiddette Stem) "sin dai più inferiori livelli di istruzione". E "dall'incontro degli innovatori tramite eventi o grazie all'istituzione di nuovi spazi di coworking nei locali pubblici inutilizzati".

Non si fa un cenno diretto a come attrarre investimenti in queste imprese, ma il 5 febbraio durante lo Startup Day di Agi la deputata Laura Castelli ha sottolineato come il Movimento voglia promuovere la creazione "di una banca pubblica di investimento, sul modello tedesco o francese". Intenzione che ha confermato il candidato premier Luigi Di Maio in un'intervista a StartupItalia: "creeremo una Banca Pubblica per gli Investimenti, perchè oggi avere credito dalle banche è diventata una mission impossible". La misura è contenuta esplicitamente nel programma al capitolo dedicato alle banche. 

Fintech

Il programma afferma che "non si deve avere un atteggiamento pregiudiziale verso le nuove tecnologie in settori tradizionali come il mondo bancario e finanziario". Occorre invece "favorire lo sviluppo di tali fenomeni" se supportano "l'inclusione finanziaria". Fin qui la premessa. "Favorire tali fenomeni - continua il programma - non significa lasciare campo libero agli operatori".
La soluzione sarebbe "una regolamentazione, anche minima, del Fintech", con norme "amiche dell'innovazione ma che sappiano tutelare i consumatori". Al momento però, non ci sono all'orizzonte misure concrete. Il M5S afferma infatti che prima si dovrà passare da un approfondimento sul settore che coinvolga autorità e parlamento.
 

Open Data

Gli Open Data sono definiti come uno strumento per creare servizi innovativi. Qualche esempio: "L'app che ci informa sui ritardi dei bus" o "il servizio che ci consente di capire in tempo reale i consumi energetici del comune e di valutare l'operato della nostra amministrazione". Il Movimento punta a realizzare un portale informatico "costantemente aggiornato, liberamente, gratuitamente e facilmente fruibile, anche avvalendosi del patrimonio informativo dell'Agenzia del demanio, in cui siano indicati dettagliatamente i beni immobili di proprietà delle amministrazioni pubbliche".
 

Banda larga e 5G

 
Il M5S vuole gestione e infrastruttura di rete pubbliche. Per farlo punta a rendere Open Fiber (società che realizza e gestisce la rete in fibra ottica) "a maggioranza pubblica, creando le condizioni per unire i maggiori soggetti in un'unica infrastruttura". Al momento Open Fiber è partecipato al 50% da Enel e al 50% da Cdp. Per quanto riguarda le reti 5G, "la priorità" è liberare le frequenze a 700 Mhz per fare spazio alla nuove connessioni senza fili.
"L'obiettivo del Movimento 5 Stelle sarà quello di ottimizzare le risorse assegnate all'emittenza locale e nazionale" passando a un nuovo sistema di compressione video. Una soluzione che, secondo il programma, dovrebbe "lasciare le tv al loro posto, non incidere sugli utenti" e aprire al 5G.

Accesso alla rete 

 
Primo passo, completare il "catasto delle reti elettroniche", previsto da un emendamento firmato dal M5S nel 2014. La mappatura dovrebbe permettere di "velocizzare lo sviluppo della banda ultralarga e risparmiare sui costi di posa della fibra". Fatto il censimento, il programma parla di "una serie di azioni" per garantire a tutti un accesso alla rete ad una velocità adeguata.

Per raggiungere l'obiettivo "le amministrazioni devono essere incentivate ad intraprendere delle politiche per evitare l'esclusione" di chi ha meno disponibilità economica. In concreto, il Movimento cita il modello dei "Punti Roma Facile": spazi di accesso e formazione digitale varati dalla giunta Raggi. Che quindi potrebbero essere estesi oltre la capitale. 

Una cabina di regia digitale

 
Negli ultimi governi non c'è stato un ministero delle Comunicazioni: dal 2008, ricorda il programma, le competenze sono finite sotto l'ombrello del Mise. Affiancato in alcune funzioni da Agid e Agcom. Il M5S non dice chiaramente se istituirebbe nuovamente un ministero ad hoc. Afferma però l'esigenza di "un'unica cabina di regia che semplifichi la governance digitale. Coordinamento e visione di insieme non possono essere lasciate sparse ad una moltitudine di soggetti".
 

Net Neutrality 

"Il traffico Internet deve essere trattato in condizioni di uguaglianza, senza discriminazione, restrizione o interferenza, indipendentemente dal mittente, dal destinatario, dal contenuto, dall'applicazione, dal servizio o dal dispositivo". Questa è la net neutrality secondo il Movimento, che intende "continuare a seguire" le linee guida europee.
 

Cybersicurezza

Il M5S "si impegna a sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la cybersicurezza del sistema Paese". Come? Tre i punti indicati: "Disciplinare le forme di cooperazione tra pubblico e privato nello scambio di dati; stanziare risorse pubbliche nell'ambito della cyber security e incentivare misure di defiscalizzazione per le aziende che investono sulla sicurezza". 

 



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