Conte rinuncia all'Airbus di Renzi: "Spreco di soldi"

Conte rinuncia all'Airbus di Renzi: "Spreco di soldi"
 Peter Muscat / Instagram
 L'Airbus A340-500 usato dal governo italiano 

"Meno spreco di denaro pubblico, meno spese inutili. Il governo che presiedo da subito ha voluto dare segnali di forte cambiamento rispetto al passato. E in quest'ottica si inserisce la volontà di rescindere il contratto di leasing dell'aereo Airbus A340-500, acquistato in passato per i voli di Stato. Un impegno che avevo e avevamo assunto sin dal nostro insediamento, una decisione sacrosanta, tutt'altro che simbolica". Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "A conti fatti si è trattato di un’operazione del tutto svantaggiosa, sia dal punto di vista dell'impatto economico che dell'utilità pratica - spiega - Parliamo di circa 150 milioni di euro spesi per soli 8 anni di noleggio, inclusi i 20 milioni per riconfigurarlo, per un velivolo quasi mai usato. Soldi degli italiani, che vincolavano il governo. Per questo dai primi giorni del mio mandato ho dato indicazioni di trovare una via di uscita per rescindere il contratto. A questa Presidenza, per le missioni internazionali che siamo chiamati a svolgere, un aereo così grande e costoso non serve. È uno spreco e un capriccio a cui noi rinunciamo molto volentieri", conclude.

A Conte replica Renzi

"L'aereo di Renzi" è una bufala. E quando rilanciano quella bufala lì, significa che stanno messi male, che sono disperati. Quell'aereo non era per me: era l'aereo per le missioni internazionali delle imprese. Era un mezzo a servizio delle nostre politiche di rilancio dell'export. Non è un caso se io non ci ho mai messo piede: usavo lo stesso aereo che hanno usato tutti i premier, tutti, quelli prima di me e quelli dopo di me. 
Oggi però Di Maio e Conte - all'unisono - parlano di nuovo "dell'aereo di Renzi". Mi fa piacere che Di Maio abbia permesso a Conte di parlare e sono rassicurato, come tutti gli italiani, di sapere che il nostro premier stia bene. 
Il punto politico è che Di Maio ha scritto un decreto che farà licenziare 80mila persone. E non sapendo come cambiare discorso, rilancia le vecchie bufale di un tempo. 
Tutto bene, se non fosse che adesso Di Maio è ministro.
E dovrebbe occuparsi di lavoro e sviluppo economico, non di creare disoccupati. Perché alla fine il Governo del cambiamento cambierà solo questo: la carta da visita del ministro Di Maio.
Doveva essere il ministro del lavoro, è diventato il ministro della disoccupazione. 
Hanno vinto le elezioni parlando di flat tax, reddito di cittadinanza, legge Fornero. Hanno bisogno di bufale per andare avanti. Ma la verità prima o poi viene fuori. E il tempo è galantuomo: se sono costretti a rilanciare su una bufala conclamata come "l'aereo di Renzi" significa che se ne stanno accorgendo anche loro.



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