Cei: Galantino, politica non cavalchi i problemi ma tenti di risolverli

(AGI) - Roma - La politica italiana deve tentare dirisolvere i problemi, non cavalcarli per fini elettorali. E'quanto ha affermato il  [...]

(AGI) - Roma, 17 mar. - La politica italiana deve tentare dirisolvere i problemi, non cavalcarli per fini elettorali. E'quanto ha affermato il segretario generale della Conferenzaepiscopale italiana, Nunzio Galantino, intervenendo allatrasmissione di Giovanni Floris, 'Dimartedi' in onda stasera suLa7. "E' sotto gli occhi di tutti - ha detto monsignorGalantino - questa non volonta' ad affrontare" i problemi."Tutti quelli che semplificano i problemi per motivielettoralistici, per esempio il tema dell'immigrazione - haproseguito monsignor Galantino -, riescono a guadagnare qualchevoto in piu' ma non riescono assolutamente ad affrontareseriamente il problema. Sull'immigrazione ci sono due aspetti -ha sottolineato - vite da salvare e sicurezza da garantire.Queste due realta' non vanno cavalcate ma occorre ragionare,trovare la soluzione migliore, cercando di stabilire lapriorita'. E in questo caso non trasformare il Mediterraneo inun cimitero a cielo aperto". Altro problema da affrontare e' illavoro: "Oggi sentivo dall'Inps - ha affermato il segretariogenerale della Cei - che ci sono 76 mila domande di impiego atempo indeterminato. Questa e' una buona notizia e se e' fruttodi queste riforme ben vengano. Pero' questo non puo' farciignorare che la situazione nella quale ci troviamo oggi non vasubito attribuita a questo governo. Qui ci sono anni, decenni,che o non si e' fatto niente o si e' fatto male sul piano dellavoro". Secondo Galantino, "occorre una vera conversione, unavolonta' di non lucrare a spese degli altri". "Purtroppofinche' avremo gente che distingue la morale di destra daquella di sinistra - ha aggiunto -, che distingue la morale diun colore piuttosto che di un altro e invece non fa propriaquesta convinzione, cioe' che esistono le leggi ma devonoesistere anche uomini che le mettono in pratica, noi dopoTangentopoli e dopo Roma mafia capitale avremo qualche altronome, simpatico o antipatico. E non ci muoveremo di unmillimetro - ha continuato - perche' non c'e' conversione, equi torna quello che il Papa ci chiede, finche' non c'e' genteche voglia abbandonare la volonta' di lucrare a spese deglialtri". .