Catricala' rinuncia alla Consulta In FI volano gli stracci

(AGI) - Roma, 12 set. - La decisione di fare un passo indietro,raccontano in Forza Italia, e' stata comunicata a Gianni Letta.Poi, dopo un colloquio con il 'grande mediatore' e con contatti- secondo fonti azzurre non diretti - con Silvio Berlusconi,Antonio Catricala' ha reso pubblica la sua scelta: "Non provonessuna amarezza, sono un uomo delle istituzioni. C'e' unproblema, ho voluto risolverlo cosi'", spiega il candidato allaConsulta in ticket con Violante, ma osteggiato da una fetta diparlamentari forzisti, che hanno 'disubbidito' alle direttivedel 'capo' e hanno votato nel segreto dell'urna per Donato

(AGI) - Roma, 12 set. - La decisione di fare un passo indietro,raccontano in Forza Italia, e' stata comunicata a Gianni Letta.Poi, dopo un colloquio con il 'grande mediatore' e con contatti- secondo fonti azzurre non diretti - con Silvio Berlusconi,Antonio Catricala' ha reso pubblica la sua scelta: "Non provonessuna amarezza, sono un uomo delle istituzioni. C'e' unproblema, ho voluto risolverlo cosi'", spiega il candidato allaConsulta in ticket con Violante, ma osteggiato da una fetta diparlamentari forzisti, che hanno 'disubbidito' alle direttivedel 'capo' e hanno votato nel segreto dell'urna per DonatoBruno. Secondo fonti vicine al Cavaliere, del resto, Berlusconisi era gia' convinto, dopo un giro d'orizzonte con i verticidel partito e i fedelissimi sul da farsi per superarel'impasse, e tentare di ricomporre la frattura interna,dell'impossibilita' di continuare a puntare su Catricala'. Mala rinuncia dell'ex sottosegretario di Monti poco influisce sulclima teso che aleggia sui forzisti e il malessere non accennaa diminuire, tanto piu' dopo le parole al vetriolo di RaffaeleFitto contro il braccio destro del leader azzurro, MariaRosaria Rossi. Per il Cavaliere il momento piu' difficile della giornata,spiegano alcuni big azzurri, sarebbe stato quello in cui hadovuto comunicare a Renzi l'impossibilita' di mantenere fedeall'accordo su Violante-Catricala'. Ora, pero', non e'automatica la candidatura di Donato Bruno. D'altra parte,l'irritazione del leader azzurro per quanto successo ieri, conquei 120 voti dati al senatore FI, non sarebbe affatto scemata.E il ragionamento, gia' fatto filtrare ieri,sull'indisponibilita' a darla vinta alla minoranza interna perevitare di creare un pericoloso precedente, viene ribaditoanche oggi. Anche se, raccontano alcuni azzurri, il pressing diNiccolo' Ghedini - sponsor della candidatura di Bruno -potrebbe sortire effetti positivi. Ma le due note diramate daicapigruppo Romani e Brunetta, lascerebbero intendere cheBerlusconi non ha intenzione di mollare e ritornare sui suoipassi: il candidato non lo sceglie una fronda interna, avrebbespiegato ai suoi, ne' un gruppetto di parlamentari riottosi.Anche se poi l'ex premier ha richiamato il partito allacompattezza, e non e' un caso se entrambi i capigruppo parlanoesplicitamente di "unita'" e evitare "strappi". Il Cavaliere, raccontano, non ha affatto digeritol'insubordinazione dei suoi, che lo fanno apparire oggi come unleader dimezzato e senza piu' lo scettro saldo in mano. Adinnervosire Berlusconi, in particolare, le parole dure di Fittocontro la Rossi, che per mandato dello stesso ex premier haadottato il pugno di ferro sul fronte 'conti in rosso'. Per dipiu', viene fatto osservare, dalle parti di Arcore l'attaccoalla Rossi viene letto come un attacco al leader. Tuona Fitto: "Lascia allibiti il fatto che il presidenteBerlusconi possa consentire alla senatrice Rossi didistribuire, controllare, rilasciare o ritirare 'patenti' sullalegittimita' dello stare nel partito, e sulla correttezza omeno delle opinioni e delle tesi politiche altrui". Inun'intervista, la senatrice azzurra esclude categoricamente lapossibilita' di fare le primarie, caldeggiate dall'exgovernatore pugliese, che viene liquidato con una frasebrevissima: "Da noi non se ne parla, magari e' possibiletentare altrove... Poi, certo, ognuno puo' dire la qualunque".Insomma, nel partito e' ormai guerra aperta. E quanto successosulla Consulta, viene spiegato, e' solo la dimostrazione delmalessere che va montando. Non solo per il fatto, e' larivendicazione di un big dei frondisti, di essere trattati"come semplici esecutori, nemmeno pensanti, di decisioni presedai vertici e mai condivise". Ma ad essere in discussione e' lalinea stessa del Cavaliere nei confronti di Renzi: "stasacrificando il partito in nome di un patto siglato con ilpremier di cui nessuno di noi - spiega ancora la stessa fonte -conosce i veri contenuti". Per ora Berlusconi tira dritto: nelweek-end si decideranno le prossime mosse e quindi il nuovocandidato per la Consulta. Non e' escluso, viene spiegato, unvertice ad Arcore prima della nuova seduta comune delParlamento, convocata per lunedi' alle 15. (AGI).