Reddito di cittadinanza, Quota 100 e Jobs Act: i piani di Nunzia Catalfo

Intervista della ministra del Lavoro al Messaggero. "Occorre avere uno sguardo d’insieme e non essere faziosi". Ma lei smentisce: "Dichiarazioni mai pronunciate"

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Agf
Nunzia Catalfo

Articolo aggiornato alle ore 8,13 dell'11 settembre 2019*.

“Ho lavorato ben con la Lega, ma credo che non mi troverò male con la sinistra”, dice a Il Messaggero la neoministra 5Stelle del Lavoro Nunzia Catalfo, chiamata a sostituire Luigi Di Maio, passato alla Farnesina, anche se non avrà da occuparsi dello sviluppo, quindi delle aziende. Quindi non si assumerà l’onere delle crisi industriale “ma avrò a che fare con la parte finale – dichiara ancora – quella dei licenziamenti e del collocamento dei lavoratori. Una sfida davvero bella”.

Catalfo è anche la madre del Reddito di cittadinanza, di cui è stata la relatrice del provvedimento in Senato. Quindi il Reddito di cittadinanza “non si tocca”, esordisce subito. Giù le mani. Ma sul futuro del Reddito non si sente al momento di fare previsioni, ad esempio se verrà esteso o meno il bacino dei suoi utenti. E sull’esito di questo provvedimento dice solo: “Ha avuto bisogno di tempi più lunghi per entrare a regime, ma arriveranno i risultati”.

E anche se la Lega lo riteneva assistenzialismo puro, Catalfo sostiene invece che sia “un’opportunità e che d’ora in poi dovremo cercare il modo di farlo funzionare e parlare con il mondo del lavoro sempre di più”.

Però il Reddito è l’antitesi del Jobs Act renziano. Dove verrò messo, sarà accantonato. A sorpresa, Catalfo dice al Messaggero che “non  si può dire che sia tutto sbagliato” perché “bisogna essere lucidi e guardare la riforma nel suo complesso” come ad esempio la nascita dell’Anpal, la nuova agenzia per l’occupazione, che secondo la ministra “è stato un fatto positivo e importante che non mi sento di criticare, così come altre politiche sul lavoro”. Insomma, “occorre avere uno sguardo d’insieme e non essere faziosi”.

E quota 100, invece? Come il Reddito, anche gli effetti della quota sembrano tardare ad arrivare. Secondo la ministra Catalfo “il meccanismo funzionerà con il tempo e inizia a dare i primi frutti con le prime uscite dal pubblico impiego” e comunque Quota 11 “era del governo e fa parte del programma di questo nuovo esecutivo” anche se “parliamo di una misura migliorabile ma che non sarà toccata”.  

La smentita: "Dichiarazioni mai pronunciate"*

Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, fa sapere in mattinata di non aver mai rilasciato alcuna intervista al quotidiano Il Messaggero. "Il giornalista che ieri ha avvicinato il ministro prima nei corridoi del Senato e poi nell'ascensore di servizio per presentarsi e scambiare alcune brevi considerazioni con lei - si legge in una nota - le attribuisce oggi dichiarazioni mai pronunciate perché frutto di domande mai poste. Soprattutto, mai è stata pronunciata l'affermazione relativa al Jobs Act usata nel titolo ("Non butto il Jobs Act"). Questo modo di fare giornalismo non serve ad informare. Per questo, il ministro Catalfo si riserva di tutelare la propria immagine nelle sedi competenti".



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