Così finalmente le future Eluana non resteranno intrappolate

In un'intervista a Repubblica, Beppino Englaro commenta il testo della legge sul biotestamento dopo i primi emendamenti approvati alla Camera

Così finalmente le future Eluana non resteranno intrappolate
 Eluana Englaro (afp)

A quasi otto anni dalla morte di Eluana Englaro, il caso che divise il Paese e che, sull'onda emotiva di quegli ultimi giorni, portò il Parlamento a tentare una sintesi per varare una legge che regolasse la materia, il biotestamento fa il primo grande passo avanti. E' arrivato il via libera ai primi articoli.

Beppino Englaro, padre di Eluana, in un'intervista a Repubblica ha commentato il testo della legge sul biotestamento dopo i primi emendamenti approvati alla Camera che rappresentano i capisaldi dell'intero provvedimento e disciplinano il consenso informato. E' previsto, inoltre, che il paziente possa rifiutare anche l'idratazione e la nutrizione artificiali. Esonera il medico da ogni responsabilità derivante dalla scelta del paziente di non sottoporsi a terapie, ma gli riconosce la possibilità di essere obiettore di coscienza e, quindi, di rifiutarsi ad esempio di staccare la spina

Le future Eluana non resteranno intrappolate in cure inutili

 

"Oggi l'Eluana di turno può evitare di farsi intrappolare, finita la prima fase dell'emergenza, in cure che non servono a niente". Per Beppino Englaro, il papà della giovane vittima di un incidente deceduta nel 2009 dopo l'interruzione dell'alimentazione artificiale al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario "la questione, ridotta all'osso, è che Eluana aveva delle idee chiare e solide sulla vita, che ben conoscevamo. Ecco, è lei che ha portato al massimo livello la sua richiesta di diritti fondamentali e il suo è diventato il caso costituzionale più importante di questi tempi", ha aggiunto. 

Lasciare che la morte accada

La nuova legge ricalca la storia processuale di Eluana? "Moltissimo", sostiene Beppe Englaro, "il rifiuto all'idratazione nasceva dai ragionamenti della comunità scientifica internazionale e oggi la struttura medica non può più negarmi l'accompagnamento nel morire. Un medico dirà no, ma un altro dirà sì. In fondo la sedazione profonda, che fa parte della clinica medica, significa solo 'lascia che la morte accada'". Per Englaro "non ha niente a che vedere" con l'eutanasia: "Non vanno confusi", ha spiegato, "non c'è l'ora fissata per smettere di respirare, si lascia che il fisico rispetti i suoi tempi. Il morire, la scienza lo ha accertato nei minimi dettagli, è un processo".