"Il maiale è tutto di prosciutti" ha detto Bersani, parlando di debito pubblico

In un'intervista oggi a Il Fatto Quotidiano l'ex segretario democratico, oggi Articolo1, critica Renzi e detta la linea (con due metafore)

"Il maiale è tutto di prosciutti" ha detto Bersani, parlando di debito pubblico
 (Afp)
 Pierluigi Bersani

“Adesso leggo che la prossima ricetta per la crescita sarà quella di sforare il deficit e promettere meno tasse a tutti, più crescita e meno debito. Se volete ve la traduco in tre lingue”. Addirittura tre? “In inglese è: win, win, win. In italiano: godimento cosmico. E poi c’è la metafora: il maiale è tutto di prosciutti”. A parlare è Pierluigi Bersani in un’intervista oggi al Fatto Quotidiano.  Ce l’ha con Renzi e la sua proposta di rivedere il deficit contenuta nel suo ultimo libro e anticipata al Sole 24 Ore. 

Il circolo virtuoso che ne verrebbe, secondo Renzi, dovrebbe rilanciare l’economia e permettere di abbassare le tasse e il debito pubblico. Tutti ‘prosciutti’ secondo Bersani, nel miraggio che tutto possa andare per il verso giusto solo con quell’azione sul deficit. Un abbaglio, appunto, come pensare che "il maiale sia tutto di prosciutti". 

"Il candidato è Pisapia"

Bersani in questa intervista si è dimostrato molto critico nei confronti del segretario del Partito democratico e gli chiede di rivedere le politiche sociali per continuare ad appoggiare il governo: “O sulla questione sociale c’è una radicale alternatività a quello che è successo negli ultimi tre anni, altrimenti non potranno chiederci di appoggiare il governo”, ha detto. Annunciando di appoggiare Pisapia come candidato unico del partito Articolo1-Mdp: “L’unico in grado di portarci a doppia cifra”.  Su Prodi: “Sarei felicissimo se fosse con noi”.

Ma non è l’unica metafora usata nell’intervista: “Meglio il tacchino del piccione”.  Pier Luigi Bersani nel suo stile inconfondibile spiega: “Lo dico a tutti i miei compagni: non accontentatevi del piccione in mano, andiamoci a prendere il tacchino”. In bersanese, scrive il Fatto, il tacchino è un centrosinistra “largo e inclusivo” con a capo Giuliano Pisapia e capace di andare in doppia cifra. Bersani è tornato.