Aticolo 18: Poletti, mediazione o pronti al decreto

(AGI) - Roma - "La legge delega non e' unprovvedimento blindato. Sarebbe assai strano che il governo nonaccettasse modifiche dal Parlamento  [...]

(AGI) - Roma, 15 set. - "La legge delega non e' unprovvedimento blindato. Sarebbe assai strano che il governo nonaccettasse modifiche dal Parlamento a cui chiede una delegalegislativa. Certo le eventuali modifiche non dovrannostravolgere l'impianto della delega presentata dal governo edavere il consenso della maggioranza". Lo sostiene il ministrodel Lavoro, Giuliano Poletti, intervistato da Repubblica.Secondo Poletti Renzi "e' stato molto chiaro: se i tempi diapprovazione della delega dovessero dilatarsi il governo e'pronto a ricor rere al decreto". I voti di Forza Italia? "Ognipartito ha la facolta' di scegliere come comportarsi. Ilgoverno si confronta con la sua maggioranza. I voti in piu' chedovessero arrivare fanno piacere se servono a fare cose buone".Alle Cgil che chiede di smetterla con gli insulti, risponde:"Sottoscrivo totalmente questa dichiarazione. Gli insulti nonservono mai e sono d'accordo che serva un confronto". "Nonabbiamo certo un atteggiamento pregiudiziale nei confronti ellaCgil e di nessun altro - aggiunge - Mi pare pero' che ladiscussione sia un po' sopra le righe: non credo che si possaparagonare Renzi a Margaret Thatcher: noi vogliamo estendere idiritti e le tutele, non abrogarli". Sull'ipotesi cheun'abrogazione dell'articolo 18 possa dare impulsoall'occupazione Poletti precisa: "Solo un impianto ideologicopuo' far pensare che tutto dipenda dall'articolo 18, nel bene enel male. Sicuramente toglierebbe un alibi che non raramenteviene sollevato dal mondo delle imprese. Ma questo non vuoldire che produca automaticamente effetti sull'occupazione. Unasituazione di maggiore certezza favorisce gli investimenti".(AGI).