Gaia-X Digital Clearing House: con Aruba una porta d’accesso per il cloud europeo  
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Gaia-X Digital Clearing House: con Aruba una porta d’accesso per il cloud europeo  

Aruba Enterprise

Cresce per le aziende di cloud computing la necessità di entrare a far parte di un ambiente allargato, aperto, trasparente e sicuro. Un ecosistema in cui gli scambi siano più facili, anche con enti pubblici e di ricerca, e in cui i princìpi europei, in particolare quelli legati alla privacy e al trattamento dei dati degli utenti, siano la guida per le azioni future.

Quell’ecosistema esiste già. Si chiama Gaia-X [https://www.gaiax-italia.eu/cosa-facciamo] ed è il risultato di un numero di piattaforme individuali, riunite insieme, che seguono standard e principi comuni. Un sistema, su base volontaria e discrezionale, condiviso e interconnesso, in cui i vari operatori possono certificare i propri servizi cloud, promuovendo la sovranità dei dati e l'innovazione digitale. Avvalendosi di provider, come nel caso dell’italiana Aruba, questo è già possibile

Proprio Gaia-X, il 9 e 10 novembre, ha ospitato il summit ad Alicante, in Spagna, per fare il punto sulle sue attività e iniziative. Due giorni intensi, tra dibatti e workshop, per parlare dei risultati tangibili raggiunti negli scorsi mesi, soprattutto per quanto riguarda la digitalizzazione di processi e la diffusione di valori, ma anche per illustrare le sfide in settori industriali diversissimi, dal manufatturiero al turismo, dalla mobilità all’energia.

Il tutto attraverso la presentazione di una serie di ‘progetti faro’ – i Lighthouse projects, quali Structura-X - che vogliono assumere il ruolo di catalizzatori del cambiamento, integrando diversi attori in spazi condivisi e aprendo ancor di più la strada a un modello di business cooperativo. Aziende che si alleano per sbloccare sinergie e raggiungere, più velocemente, nuovi traguardi.

Tra i pilastri del progetto di cloud federato c’è sicuramente Aruba. L’azienda italiana punto di riferimento principale nel panorama del cloud computing, protagonista della digitalizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione, nonché leader nell’offerta di soluzioni tecnologiche all'avanguardia per le aziende di ogni dimensione.

Aruba è sostenitore di Gaia-X fin dal primo giorno del progetto e, da marzo, è anche Digital Clearing House dell’ecosistema. Cioè è uno dei nodi dell’infrastruttura in grado di valutare la conformità dei servizi delle aziende, che desiderano diventare conformi con gli standard Gaia-X.

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Cosa vuol dire far parte della Digital Clearing House di Gaia-X

La Digital Clearing House è una struttura interna all’ecosistema di Gaia-X, che permette di rendere quest’ultimo operativo sul mercato. È costruita attraverso la presenza di nodi distribuiti sul territorio, che hanno il compito di dare supporto e sostegno alle realtà imprenditoriali pronte a beneficiare del sistema.

È un canale necessario per quelle aziende che vogliono sfruttare dei servizi e delle soluzioni dell’ecosistema Gaia-X, rispettandone i requisiti attraverso un grado di conformità accettabile per l’associazione. Per Aruba è un ulteriore impegno in questo progetto nato per affermare uno standard europeo di gestione e accesso ai dati, basato su sicurezza e rispetto della privacy. A conferma e dimostrazione della propria esperienza in ambito di tecnologie.

Che cosa offre Aruba

È stata, di recente, ufficializzata l’Aruba Digital Clearing House Solution [www.aruba.it/gxdch.aspx], tramite cui Aruba si pone come interlocutore end-to-end per accompagnare le aziende europee e le PA nell'abilitazione dei propri servizi o data space all'interno dell'ecosistema Gaia-X mettendo a disposizione tutto lo stack tecnologico Gaia-X conforme per l'erogazione dei servizi. In qualità di Cloud e Trust Service provider di livello europeo, l’azienda possiede tutto il know-how necessario: servizi cloud da una parte e servizi qualificati conformi alla normativa europea eIDAS dall’altra.

Ma non solo. Sono tanti i temi al centro dell’attenzione di Gaia-X a cui Aruba ha voluto già dare una concreta risposta nel corso degli anni. Quello degli elevati standard per la sicurezza dei dati, per esempio, snodo centrale nello sviluppo dei servizi, o quello legato alla filosofia open source che sposa perfettamente, nella sua volontà di interoperare e condividere il proprio know-how, basi fondanti del nuovo sistema europeo che ha come missione il desiderio di costruire, anche a livello di infrastrutture, il futuro del cloud in Europa. Inoltre, all’interno del progetto Structura-X di cui Aruba è parte attiva, è stata presentata anche Liqo, la soluzione open source sviluppata da ArubaKube [https://www.arubakube.cloud/] il nuovo centro d’eccellenza in ambito cloud native e spin off del Politecnico di Torino – che consente di orchestrare servizi multi-cloud.

La società fondata a Firenze ha mantenuto, grazie anche a una crescita esponenziale negli anni, un carattere improntato sull’italianità rappresentando in toto le capacità di questo Paese di innovare, creare e perfezionare. Dell’intero network europeo, i data center del gruppo distribuiti in Italia e di proprietà esclusiva, sono la garanzia sia di una presenza locale ben radicata che di un controllo accurato sulla sicurezza, sulla gestione e sulla disponibilità dei dati localizzati in Italia: un aspetto fondamentale in termini di sovranità digitale.

In aggiunta un’offerta di servizi cloud che, tra le diverse caratteristiche, possiedono anche le certificazioni ACN [https://www.aruba.it/accreditamenti.aspx] rende Aruba l’alternativa del Belpaese agli hyperscaler, grazie anche alla proposta di soluzioni flessibili e scalabili e al contempo estremamente personalizzabili per adattarsi alle tante e diverse richieste di enti privati e pubblici.

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Il giudizio di Gartner

Un’ulteriore certificazione della qualità della proposta di Aruba è arrivata da Gartner, multinazionale tra le più importanti nel settore tecnologico nell’analisi dei player presenti sui mercati e dei loro servizi. La società americana ha incluso infatti Aruba Cloud in una Market Guide (https://www.cloud.it/leader-in-europa-per-regional-cloud-providers.aspx) autorevole identificandola come “Specialty Cloud Providers” e inserendola tra i “Regional Cloud Provider”.

Ha riconosciuto, cioè, in Aruba una solida realtà che si differenzia dagli hyperscaler proprio per la tipologia di offerta, “Data center + platform + managed services”, che le permette un posizionamento ben definito. Una mission che sottolinea la flessibilità, la customizzazione dei servizi e una specificità regionale – in cui per region si intende il territorio europeo - capace di espandersi a tutta l’Unione europea.