Unesco: Coldiretti, sfornata pizza "doc" simbolo dell'Expo 2015

(AGI) - Roma, 26 mar. - E' sfornata la prima pizza NapoletanaDoc simbolo dell'Expo 2015 nella giornata di mobilitazione inoccasione della convocazione della Commissione Italiana Unescoa Roma per l'atteso via libera nazionale all' inserimentodell'Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella "Lista del patrimonioculturale immateriale dell'umanita'". Lo rende noto laColdiretti nel sottolineare che la novita' e' arrivatadall'Antica Pizzeria Brandi di Napoli dove la leggenda vuoleche nel giugno 1889 il cuoco Raffaele Esposito fu convocato alPalazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale,per preparare a Sua Maesta' la Regina Margherita di Savoia lesue

(AGI) - Roma, 26 mar. - E' sfornata la prima pizza NapoletanaDoc simbolo dell'Expo 2015 nella giornata di mobilitazione inoccasione della convocazione della Commissione Italiana Unescoa Roma per l'atteso via libera nazionale all' inserimentodell'Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella "Lista del patrimonioculturale immateriale dell'umanita'". Lo rende noto laColdiretti nel sottolineare che la novita' e' arrivatadall'Antica Pizzeria Brandi di Napoli dove la leggenda vuoleche nel giugno 1889 il cuoco Raffaele Esposito fu convocato alPalazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale,per preparare a Sua Maesta' la Regina Margherita di Savoia lesue famose pizze. Per onorare la sovrana, Esposito creo' cosi'la pizza Margherita, dove i condimenti, pomodoro, mozzarella ebasilico, rappresentavano la bandiera italiana. Ora nel tempodella globalizzazione diventa importante difenderne l'identita'e per questo - sottolinea la Coldiretti - la pizza simbolodell'Expo 2015 e' stata realizzata con ingredienti napoletani"Doc" come la "Mozzarella di Bufala Campana", l'extravergine"Penisola Sorrentina", il "Pomodoro San Marzano dell'AgroSarnese- Nocerino" e il "Pomodorino del piennolo del Vesuvio",tutti rigorosamente a denominazione di origine protettariconosciuti dall'Unione Europea. La pizza simbolo dell'Expopunta dunque alla valorizzazione dell'identita' nazionale inuna situazione in cui anche in Italia - precisa la Coldiretti -quasi due pizze su tre (63 per cento) sono ottenute da un mixdi farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaiadi chilometri di distanza senza alcuna indicazione per iconsumatori. Troppo spesso - spiega la Coldiretti - vieneservito un prodotto preparato con mozzarelle ottenute non dallatte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate,provenienti dall'est Europa, pomodoro cinese o americano invecedi quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo oaddirittura olio di semi al posto dell'extravergine italiano efarina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quellaottenuta dal grano nazionale. "Un fiume di materia prima che hapurtroppo compromesso notevolmente l'originalita' tricolore delprodotto servito ma anche le formidabili opportunita'occupazionali che possono venire nell'agroalimentare nazionale"ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvonel sottolineare che "garantire l'origine nazionale degliingredienti e le modalita' di lavorazione significa difendereun pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintivita' neiconfronti della concorrenza sleale". L'italianita' della pizzae' un fattore importante poiche' il 39 per cento degli italianiritiene che la pizza sia il simbolo culinario dell'Italiasecondo un sondaggio del sito www.coldiretti.it, mentre secondoun sondaggio on line della Societa' Dante Alighieri la pizza e'la parola italiana piu' conosciuta all'estero con l'8 percento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7per cento) e dall'espresso (6 per cento). Su Twitter l'#hashtag#pizzaunesco.(AGI)