Salute: nutrizionisti, adulti mangiano peggio di ragazzi

(AGI) - Roma, 30 set. - Le abitudini alimentari cambiano, inpeggio, col passare degli anni. Questo il dato piu' rilevantedell'ultima ricerca dell'Osservatorio Nestle', incollaborazione con la Fondazione ADI, giunto alla sua sestaedizione. Secondo l'indagine, l'84% dei ragazzi non salta maipasti, l'89% fino ai 13 anni, e l'85% fino ai 18 anni fa semprela prima colazione. Tutto cambia con l'eta': dai 17 anni,infatti, si inizia a saltare i pasti (almeno due volte allasettimana per il 10%), a perdere l'abitudine allo spuntino e siinizia a mangiare fuori casa, 1 o 2 volte alla

(AGI) - Roma, 30 set. - Le abitudini alimentari cambiano, inpeggio, col passare degli anni. Questo il dato piu' rilevantedell'ultima ricerca dell'Osservatorio Nestle', incollaborazione con la Fondazione ADI, giunto alla sua sestaedizione. Secondo l'indagine, l'84% dei ragazzi non salta maipasti, l'89% fino ai 13 anni, e l'85% fino ai 18 anni fa semprela prima colazione. Tutto cambia con l'eta': dai 17 anni,infatti, si inizia a saltare i pasti (almeno due volte allasettimana per il 10%), a perdere l'abitudine allo spuntino e siinizia a mangiare fuori casa, 1 o 2 volte alla settimana per il36% del campione. Spiega Giuseppe Fatati, coordinatorescientifico dello studio e presidente della Fondazione ADI:"Mangiare fuori casa comporta uno sforzo in piu' per riuscire atrovare tempo e luogo per assumere un pasto equilibrato. Siinizia quindi ad alterare il regime alimentare della giornatasenza neppure compensare con una maggiore convivialita'".Proprio il rapporto con la convivialita' presenta datinegativi: i ragazzi non vivono lo stare a tavola come unmomento di condivisione, anzi, per il 33% stare a tavola e'prettamente una necessita' fisica. Ben 1 ragazzo su 5 utilizzail cellulare a tavola, in particolare le femmine, e solo 2 su 3parlano con gli altri commensali. Ma il dato piu' indicativo e'che sia il 72% degli adulti sia il 73% dei ragazzi guarda la TVdurante i pasti. Dai dati emerge che i genitori riescono al meglio nel lorocompito di trasmettere e favorire uno stile di vita attivo: ifigli dedicano almeno il doppio di ore allo sport (piu' diquattro ore alla settimana) rispetto ai genitori. Tuttavia il valore e il significato dello sport si perdeprogressivamente e ogni due anni la frequenza cala di mezz'oracirca. Con l'aumentare dell'eta', infine, il 39% dei ragazzisceglie di fare palestra. "E' importante non sottovalutarequesta tendenza" - spiega il dott. Fatati. "Secondo i dati dopo17 anni i giovani iniziano a fare attenzione a calorie eporzioni e cambiano il loro approccio all'attivita' fisica. Lapalestra, per quanto utile, non puo' sostituirsi ai valoritipici dello stile di vita attivo che ha un impatto positivonon solo sul fisico ma sulla crescita psico-socialedell'individuo". (AGI)st2/Pgi