Russia: Confindustria studia opportunita' per food processing (2)

(AGI) - Mosca, 5 ott. - Le autorita' hanno ribadito ladisponibilita' a valutare progetti di joint venture di aziendeitaliane con quelle locali e sostenere gli investitoristranieri nella scelta del partner e della regione adatta. Inquesto processo, risulta importante anche il coordinamento traConfindustria Russia e altre associazioni di categoria comeDelovaya Rossia, la cui vicepresidente Nonna Kagramanyan haribadito le "grandi potenzialita'" di un nuovo tipo dicooperazione tra business russo e italiano, suggerendo dicostituire anche con l'Italia, come gia' fatto con la Germania,una "piattaforma di lavoro per discutere i problemi degliimprenditori sul

(AGI) - Mosca, 5 ott. - Le autorita' hanno ribadito ladisponibilita' a valutare progetti di joint venture di aziendeitaliane con quelle locali e sostenere gli investitoristranieri nella scelta del partner e della regione adatta. Inquesto processo, risulta importante anche il coordinamento traConfindustria Russia e altre associazioni di categoria comeDelovaya Rossia, la cui vicepresidente Nonna Kagramanyan haribadito le "grandi potenzialita'" di un nuovo tipo dicooperazione tra business russo e italiano, suggerendo dicostituire anche con l'Italia, come gia' fatto con la Germania,una "piattaforma di lavoro per discutere i problemi degliimprenditori sul mercato e trovare soluzioni". "La quota occupata dall'Italia nel settore enograstronomicoin Russia e' inferiore alla capacita' offerta dal Paese", haammesso Andrey Nikolaev, analista dell'Ice di Mosca, che haricordato come il nostro import in questo settore sianotevolmente calato quest'anno, a causa anche del regimesanzionatorio: ad aprile 2015, le importazioni in formaaggregata dall'Italia hanno subito una flessione del 43,3%.L'Ice prevede che molti prodotti saranno sostituiti daproduzioni locali, realizzate anche con partner stranieri. Perquesto alla Russia "serve importare macchinari agricoli,soprattutto da imballaggio", che pero' potrebbero trovare comeprimo ostacolo la svalutazione del rublo, che rende gliacquisti dall'estero poco convenienti. L'Italia e' gia' tra i primi esportatori verso la Russia diquesti macchinari, insieme a Germania e Paesi Bassi. Nei primi11 mesi del 2014 si sono esportati verso la Federazionemacchinari da imballaggio per 280 milioni di dollari. Come haricordato Vittorio Maiorana, dello studio Pavia&Ansaldo, Moscaha in programma di diminuire del 40-45% le importazioni dimacchinari food processing e una serie di normative nuove inmateria stanno scoraggiando la loro importazione. Per agevolarela prospettiva di una localizzazione in Russia anche dellaproduzione di questo tipo di merci, Maiorana ha proposto aConfindustria di farsi portavoce presso le autorita' russe diuna richiesta di ammorbidimento delle norme per l'assemblaggiodi macchinari in loco, che preveda - come per l'automotive -agevolazioni doganali sui pezzi in arrivo dall'estero. Lapolitica del governo russo per incentivare la localizzazione diaziende straniere e potenziare la produzione interna trovaappoggio fondamentale nelle banche. Il vice direttoredell'ufficio vendite Sberbank Mosca, Dmitri Kalinin, haespresso la disponibilita' a "realizzare in tempo realeprogetti di credito", illustrando poi i diversi strumentiprevisti dalla banca. Come ha riassunto Sergio Comizzoli(Cremonini), vice presidente e responsabile di ConfindustriaRussia e responsabile della task force Food & Agricolture"ormai se si vuole produrre per la Russia, bisogna farlo almenoin parte in Russia e non solo nell'agroalimentare". (AGI)Ruy/Ila