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    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Sat, 12 Sep 2026 11:45:29 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
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    <dc:language>it-it</dc:language>
    <item>
      <title>Ilary Blasi si sposa domani a Ravello, tutto pronto per il rito ma sui dettagli bocche cucite</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-09-12/nozze-ilary-blasi-ravello-39019736/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Sono arrivati dalla Germania in auto, senza invitati, senza clamore, con soltanto due&lt;strong&gt; testimoni al seguito&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benjamin e Juliette hanno scelto &lt;strong&gt;Ravello &lt;/strong&gt;per dirsi sì e oggi, alle 12.30, saranno nei giardini della &lt;strong&gt;Principessa di Piemonte, &lt;/strong&gt;affacciati sul mare, per celebrare il loro matrimonio civile. Un giorno tutto per loro, lontano da occhi indiscreti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le nozze con rito civile a Ravello&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;È qui, nel giardino pubblico inaugurato nel 1933 dalla principessa &lt;strong&gt;Maria José del Belgio&lt;/strong&gt;, futura ultima regina d'Italia, che il Comune celebra abitualmente i matrimoni civili. E anche per Benjamin e Juliette la cerimonia seguirà la consueta prassi: dopo il 'si'', l'ufficiale dello stato civile consegnerà agli sposi una preziosa edizione dedicata a Ravello, con le immagini più belle della città e cenni alla sua storia millenaria, realizzata da Domenico De Masi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul volume, come vuole la tradizione, sarà apposta la dedica "Che ogni giorno della vostra vita sia bello come Ravello".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il grande giorno di Ilary Blasi e Bastian Muller&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Una consuetudine che domani, sempre a Ravello, sarà riservata anche a due nomi ben più noti:&lt;strong&gt; Ilary Blasi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Bastian Muller.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per loro non cambierà assolutamente nulla. Stessa&lt;strong&gt; cerimonia civile&lt;/strong&gt;, stessa prassi, stesso volume in dono agli sposi. La celebrazione del rito della conduttrice e dell'imprenditore tedesco è stata prenotata solo nei giorni scorsi al&lt;strong&gt; Comune di Ravello&lt;/strong&gt;, dopo la pubblicazioni a Roma, il 29 agosto scorso. Sull'orario della cerimonia, però, resta il&lt;strong&gt; massimo riserbo. &lt;/strong&gt;Dal Comune non trapela nulla: si sa soltanto che il matrimonio dovrebbe essere celebrato nella giornata di domani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;Possibile location del rito di civile Ilary Blasi; foto Emiliano Amato&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Massima discrezione sulla cerimonia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A Ravello, del resto, sulla cerimonia vip è calato il silenzio. I &lt;strong&gt;patti di riservatezza &lt;/strong&gt;sono stati sottoscritti da tutte le persone coinvolte e l'organizzazione procede all'insegna della massima discrezione. I genitori di Bastian Muller sono già arrivati da alcuni giorni. Gli sposi sono attesi nella Città della Musica tra l'ora di pranzo e il primo pomeriggio di oggi e dovrebbero raggiungere subit&lt;strong&gt;o Villa Cimbrone&lt;/strong&gt;, dove prenderà forma il ricevimento nuziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La villa, uno dei luoghi simbolo di Ravello, sarà chiusa al pubblico per l'intera giornata, proprio per garantire la privacy degli sposi e degli invitati. Saranno tra i settanta e gli ottanta, secondo le indiscrezioni. Tra loro è attesa &lt;strong&gt;Silvia Toffanin&lt;/strong&gt;, grande amica di Ilary, e anche la nonna materna della sposa, di 93 anni, che avrebbe bisogno di un supporto per raggiungere Villa Cimbrone. L'accesso alla struttura, infatti, non è agevole: la villa si trova nel cuore del centro storico, in una zona non direttamente raggiungibile dalle auto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 12 Sep 2026 11:29:13 GMT</pubDate>
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      <title>Ilary Blasi e Bastian Muller presto sposi a Ravello: chi sono i vip invitati</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-09-07/ilary-blasi-nozze-ravello-ospiti-dettagli-38917886/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Comincia a&lt;strong&gt; Ravello&lt;/strong&gt; la settimana che porterà al matrimonio di &lt;strong&gt;Ilary Blasi&lt;/strong&gt; e Bastian Muller domenica 13 settembre. La data, la location e alcuni dettagli dell'organizzazione dell'evento erano stati anticipati dall'AGI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora si entra nella fase clou, con la costa di Amalfi pronta ad accogliere gli sposi, gli invitati e, con ogni probabilità, un nutrito gruppo di giornalisti e paparazzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dettagli del matrimonio a Ravallo di Blasi e Muller&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le pubblicazioni di matrimonio sono state affisse lo scorso &lt;strong&gt;29 agosto&lt;/strong&gt; all'albo del Comune di Roma, mentre il ricevimento è previsto a &lt;strong&gt;Villa Cimbrone,&lt;/strong&gt; una delle location più celebri della zona e da anni scelta per &lt;strong&gt;matrimoni di alto profilo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rimane invece ancora da capire dove verrà celebrato il &lt;strong&gt;rito civile&lt;/strong&gt;. A &lt;strong&gt;Palazzo Tolla,&lt;/strong&gt; sede del Comune di Ravello, al momento non risulterebbero comunicazioni ufficiali. E proprio questo mantiene aperto uno dei piccoli misteri del matrimonio. Per il pomeriggio di&lt;strong&gt; domenica 13 settembre&lt;/strong&gt;, per quanto risulta all'AGI, non sarebbero infatti già prenotati altri matrimoni civili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ravello è del resto una delle località più richieste anche per questo tipo di cerimonie, ma Villa Cimbrone non è automaticamente sede per la celebrazione del rito civile da parte degli ufficiali di stato civile del Comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Villa Cimbrone; foto di&amp;nbsp;Emiliano Amato&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'unico precedente&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nella località, vi è solo un precedente in cui un matrimonio è stato celebrato fuori dalla sede municipale, quello di&lt;strong&gt; Renato Brunetta con Titti Giovannoni. &lt;/strong&gt;Nel luglio 2011 il Comune fece un'eccezione per il matrimonio a &lt;strong&gt;Villa Rufolo, &lt;/strong&gt;ma fu un caso particolare, organizzato in condizioni del tutto straordinarie. Il rito si svolse di notte, l'11 luglio, celebrato &lt;strong&gt;in gran segreto&lt;/strong&gt;, per ragioni di sicurezza ed evitare all'allora ministro per la &lt;strong&gt;Funzione Pubblica&lt;/strong&gt; le noie di una manifestazione di protesta organizzata il giorno successivo sulla piazza di Ravello col chiaro intento di rovinargli la festa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per Blasi e Muller, dunque, bisognerà attendere eventuali comunicazioni ufficiali, e non è escluso che possano arrivare nelle prossime ore.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un ricevimento da favola&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il banchetto inizierà nel &lt;strong&gt;tardo pomeriggio&lt;/strong&gt; di domenica nei giardini della storica villa, che oltre a essere un parco aperto alle visite è anche un &lt;strong&gt;hotel a cinque stelle&lt;/strong&gt; con ristorante stellato.Per l'occasione, la struttura dovrebbe chiudere &lt;strong&gt;anticipatamente al pubblico, &lt;/strong&gt;così da garantire maggiore privacy e consentire lo svolgimento dell'evento in condizioni di riservatezza. Gli invitati sarebbero complessivamente tra i&lt;strong&gt; 75 e gli 80&lt;/strong&gt;, tutti già destinatari delle partecipazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'arrivo a Ravello è previsto nel corso della &lt;strong&gt;mattinata di domenica,&lt;/strong&gt; in tempo per prepararsi e prendere parte al ricevimento. Villa Cimbrone, tuttavia, non sarebbe stata presa&lt;strong&gt; interamente in esclusiva.&lt;/strong&gt; Per gli sposi è prevista&lt;strong&gt; suite&lt;/strong&gt;, mentre altre stanze saranno utilizzate come appoggio e per i &lt;strong&gt;familiari più stretti. &lt;/strong&gt;Il ricevimento dovrebbe svolgersi nel giardino della villa. In caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli, è pronta però un'alternativa di &lt;strong&gt;grande fascino&lt;/strong&gt;: la cripta in stile gotico, uno degli ambienti più particolari della struttura, capace di creare un'atmosfera &lt;strong&gt;quasi fiabesca.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'organizzazione dell'evento è affidata a un'&lt;strong&gt;agenzia napoletana&lt;/strong&gt; di wedding planner che in questi giorni si interfaccia quotidianamente con il settore eventi di Villa Cimbrone.&lt;br&gt;
  La scenografia dovrebbe puntare soprattutto &lt;strong&gt;sull'eleganza: &lt;/strong&gt;molti fiori, tovaglie di raso, posate d'argento, candelabri e porcellane raffinate, oltre alla cucina curata dal resident exeutive chef&lt;strong&gt; Lorenzo Montoro &lt;/strong&gt;(Stella Michelin).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sarà invece&lt;strong&gt; Malafronte&lt;/strong&gt;, il floral designer ravellese noto per aver curato gli allestimenti di numerosi eventi vip, a occuparsi della parte &lt;strong&gt;floreale del matrimonio.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il matrimonio più costoso a Villa Cimbrone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;E, nonostante la location e il livello dell'organizzazione, quello di Blasi e Muller non dovrebbe essere un matrimonio caratterizzato da &lt;strong&gt;spese fuori scala &lt;/strong&gt;rispetto ad altri eventi che hanno trasformato Ravello, negli anni, in una delle mete preferite dal &lt;strong&gt;jet set internazionale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il precedente più eclatante resta quello del&lt;strong&gt; 25 luglio 2015&lt;/strong&gt;, quando Villa Cimbrone ospitò il matrimonio tra il plurimiliardario americano &lt;strong&gt;Robert Smith&lt;/strong&gt; e l'ex playmate di Playboy &lt;strong&gt;Hope Dworaczyk.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Un evento da circa due milioni di dollari, con &lt;strong&gt;250 invitati &lt;/strong&gt;provenienti in larga parte dal mondo dell'alta finanza e dello show business americano. Il parco di Villa Cimbrone si trasformò allora in un enorme palcoscenico dello sfarzo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A esibirsi furono due star internazionali:&lt;strong&gt; John Legend&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Seal, &lt;/strong&gt;con le attrezzature necessarie agli spettacoli&lt;strong&gt; trasportate in elicottero&lt;/strong&gt;. I contratti dei due artisti si aggiravano, secondo le cifre circolate all'epoca, intorno ai &lt;strong&gt;200mila euro ciascuno.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Villa Cimbrone; foto di&amp;nbsp;Emiliano Amato&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli ospiti dell'evento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il matrimonio di Blasi e Muller si inserisce nella lunga storia di ricevimenti esclusivi che hanno avuto come scenario la città della musica e le sue ville storiche. Sul fronte ospiti, circolano diversi nomi legati al mondo della &lt;strong&gt;televisione e dello spettacolo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i possibili, figurano &lt;strong&gt;Silvia Toffanin &lt;/strong&gt;e, chissà, &lt;strong&gt;Pier Silvio Berlusconi&lt;/strong&gt;, oltre a Michelle Hunziker, Giulio Berruti, Gerry Scotti, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli. Tra le persone vicine alla sposa potrebbe esserci anche&lt;strong&gt; Tamara Pisnoli,&lt;/strong&gt; ex moglie di Daniele De Rossi e amica di Ilary Blasi. Le due, insieme ai rispettivi compagni, hanno trascorso alcuni giorni a &lt;strong&gt;Cortina&lt;/strong&gt; appena un paio di settimane fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti saranno alloggiati negli alberghi del centro storico di Ravello. Il check-in nelle strutture è previsto &lt;strong&gt;dalle 14,&lt;/strong&gt; una tempistica che consentirà agli invitati di arrivare, sistemarsi, prepararsi e raggiungere la villa per il ricevimento. I parenti tedeschi dello sposo,&lt;strong&gt; Bastian Muller,&lt;/strong&gt; dovrebbero invece essere ospitati insieme in una specifica &lt;strong&gt;struttura alberghiera.&lt;/strong&gt; Il programma prevede arrivi domenica e ripartenza già lunedì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Blasi e Muller dovrebbero raggiungere Ravello proprio domenica mattina, e il giorno seguente tornare a Roma.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Una location amata dai Vip&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il loro è solo l'ultimo di una lunga serie di nozze celebri nella città della musica. Nel &lt;strong&gt;2007 &lt;/strong&gt;fu il campione del mondo&lt;strong&gt; Alessandro Nesta &lt;/strong&gt;a scegliere Ravello per sposare &lt;strong&gt;Gabriela Pagnozzi. &lt;/strong&gt;La cerimonia religiosa si tenne nella chiesa di San Francesco, in forma privata, con familiari e pochi amici. Durante la giornata venne celebrato anche il battesimo della figlia Sofia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due anni dopo, fu la volta di&lt;strong&gt; Gary Lineker&lt;/strong&gt;, ex attaccante della nazionale inglese e volto televisivo britannico, che sposò a Ravello la modella &lt;strong&gt;Danielle Bux.&lt;/strong&gt; Sempre nel 2009, tra gli altri, Ravello ospitò le nozze dell'allenatore&lt;strong&gt; Christian Bucchi &lt;/strong&gt;con &lt;strong&gt;Roberta Leto&lt;/strong&gt;. Nel 2017 il matrimonio di&lt;strong&gt; Marianna Pascale,&lt;/strong&gt; che vide come testimoni di nozze la sorella Francesca con&lt;strong&gt; Silvio Berlusconi,&lt;/strong&gt; ai tempi legati sentimentalmente.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Agi Desk</category>
      <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 18:20:54 GMT</pubDate>
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      <title>In Giappone i single cercano chi ha già lo stesso cognome</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-09-02/giappone-single-cognome-38830096/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;In Giappone il nodo del cognome dopo il matrimonio sta producendo soluzioni sempre più singolari. In un Paese dove le coppie sposate devono ancora adottare un unico cognome, sono nati eventi di matchmaking riservati a persone che &lt;strong&gt;condividono già lo stesso cognome&lt;/strong&gt;, così da evitare che uno dei due debba cambiarlo dopo le nozze.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A organizzare gli incontri sono &lt;strong&gt;Asuniwa&lt;/strong&gt;, associazione che sostiene l'introduzione di un sistema opzionale con cognomi separati per i coniugi, e &lt;strong&gt;IBJ&lt;/strong&gt;, uno dei principali operatori giapponesi nel settore del matchmaking. Gli eventi, spiega Japan Times, vengono promossi congiuntamente da marzo e puntano a trasformare un vincolo legale in un criterio di compatibilità già al momento della conoscenza.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli eventi per i single&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il cognome che i partecipanti devono avere cambia a seconda dell'evento. Quattro eventi si sono tenuti a Tokyo entro la fine di maggio, con circa 50 partecipanti in totale, tra i 20 e i 30 anni. A giugno, il primo evento online ha attirato 14 partecipanti con il cognome Suzuki provenienti da tutto il Paese, secondo gli organizzatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le risposte dei partecipanti sono state positive: uno di loro ha detto di aver apprezzato la possibilità di parlare di esperienze simili legate ad avere un cognome così comune. È tuttavia difficile organizzare eventi per persone con cognomi poco comuni.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le norme sul doppio cognome in Giappone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il Codice civile giapponese impone che una persona della coppia sposata cambi il proprio cognome in quello dell'altra. Un sondaggio governativo dell'anno fiscale 2021 ha mostrato che il 31,9% delle intervistate donne non desiderose di sposarsi e l'8,6% degli intervistati uomini nella stessa condizione non volevano cambiare cognome o consideravano l'operazione fastidiosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Cambiare cognome ha un costo", ha detto &lt;strong&gt;Yuka Maruyama&lt;/strong&gt;, funzionaria di Asuniwa che pianifica e gestisce gli eventi di matchmaking, citando la seccatura di dover cambiare il cognome su patente e passaporto, oltre a un senso di perdita di identità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Anche se possiamo aiutare solo alcune persone, speriamo che possano sposarsi senza preoccuparsi del proprio cognome", ha detto Maruyama. Tenendo presente l'obiettivo di creare una società in cui le persone possano scegliere liberamente il proprio cognome, il che renderebbe non necessari gli eventi di matchmaking per persone con lo stesso cognome, Maruyama ha detto: "Speriamo che i nostri eventi offrano anche l'occasione di riflettere sulla necessità di un sistema selettivo di doppio cognome."&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:55:09 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-09-02T07:55:09Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Ilary Blasi e Bastian Muller si sposeranno il 13 settembre a Ravello</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-30/ilary-blasi-bastian-muller-sposi-38780478/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – Adesso c'è anche un atto ufficiale a mettere nero su bianco la data di uno dei matrimoni più attesi dell'estate, anticipata dall'&lt;strong&gt;AGI&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;Ilary Blasi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Bastian Muller&lt;/strong&gt; si sposeranno il &lt;strong&gt;13 settembre&lt;/strong&gt;, a &lt;strong&gt;Ravello&lt;/strong&gt;. Le &lt;strong&gt;pubblicazioni di matrimonio&lt;/strong&gt; della conduttrice e dell'&lt;strong&gt;imprenditore tedesco&lt;/strong&gt; sono state depositate all'&lt;strong&gt;Albo Pretorio&lt;/strong&gt; del &lt;strong&gt;Comune di Roma&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'avviso resterà pubblicato fino al &lt;strong&gt;5 settembre&lt;/strong&gt;, completando così l'iter previsto per le &lt;strong&gt;nozze&lt;/strong&gt;. Per Ilary Blasi è il passaggio che mancava dopo la conclusione definitiva del matrimonio con &lt;strong&gt;Francesco Totti&lt;/strong&gt;. Il &lt;strong&gt;divorzio&lt;/strong&gt; è arrivato lo scorso &lt;strong&gt;6 luglio&lt;/strong&gt; e, poco meno di due mesi dopo, la conduttrice è pronta a pronunciare nuovamente il fatidico sì.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Location confermata: Villa Cimbrone a Ravello&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La location è confermata: Ravello, nel cuore della &lt;strong&gt;Costiera Amalfitana&lt;/strong&gt;. Come anticipato dall'AGI, il &lt;strong&gt;banchetto di nozze&lt;/strong&gt; avrà come scenario la straordinaria cornice di &lt;strong&gt;Villa Cimbrone&lt;/strong&gt;, una delle mete del &lt;strong&gt;wedding&lt;/strong&gt; più richieste del &lt;strong&gt;Mediterraneo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Niente luna di miele: subito al Grande Fratello Vip&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;E se il matrimonio è ormai alle porte (tra due settimane esatte), per Ilary Blasi non ci sarà neppure il tempo di godersi la &lt;strong&gt;luna di miele&lt;/strong&gt;. A pochi giorni dal matrimonio, infatti, la conduttrice dovrebbe tornare subito al lavoro per prendere le redini della nuova stagione del &lt;strong&gt;Grande Fratello Vip&lt;/strong&gt;. Le più recenti anticipazioni indicano il &lt;strong&gt;17 settembre&lt;/strong&gt; come data di partenza del &lt;strong&gt;reality&lt;/strong&gt;, appena quattro giorni dopo il matrimonio di Ravello.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La love story e la proposta di matrimonio a Parigi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La storia d'amore tra Blasi e Muller aveva conosciuto un altro momento decisivo lo scorso febbraio, nel giorno di San Valentino, quando&lt;strong&gt;&amp;nbsp;l'imprenditore aveva chiesto alla conduttrice di sposarlo a Parigi&lt;/strong&gt;. La proposta era stata poi annunciata sui social con una fotografia dell'anello con diamante indossato dalla futura sposa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell'ottobre 2025, quando la coppia aveva trascorso un fine settimana tra Ravello e Positano, il loro soggiorno aveva alimentato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;voci su possibili sopralluoghi in vista delle nozze&lt;/strong&gt;. A Ravello i due avevano soggiornato proprio a Villa Cimbrone, dimora storica celebre per i suoi giardini e per la Terrazza dell'Infinito. Nei giorni successivi Blasi aveva condiviso immagini anche dal Palazzo Avino di Ravello e da l'hotel San Pietro di Positano,&lt;strong&gt; due indirizzi simbolo dell'ospitalità di lusso&lt;/strong&gt; della Costiera.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il divorzio da Francesco Totti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A partire&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dal 6 luglio scorso&lt;/strong&gt;, il matrimonio tra il re e la regina di Roma è ufficialmente terminato anche per la legge, dopo che la sentenza del Tribunale civile della capitale era stata depositata il 4 giugno. La tormentata vicenda giudiziaria era iniziata l'11 luglio 2022, con l'annuncio della separazione, ed era proseguita tra udienze, tentativi di accordo naufragati,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;la guerra dei Rolex contesi&lt;/strong&gt;, assegni di mantenimento e una lunga battaglia giudiziaria. La coppia, durante l'unione durata più di vent'anni, ha avuto tre figli: Cristian, nato nel 2005; Chanel, nata nel 2007, e Isabel, nata nel 2016.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 30 Aug 2026 10:31:21 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-08-30T10:31:21Z</dc:date>
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      <title>Chi è Chanty Beluga, la donna che non esiste e ha conquistato TikTok</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-28/chanty-beluga-38744838/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Si chiama Chanty Beluga, fa cose assolutamente normali e da settimane su TikTok, e ormai anche fuori, non si smette di parlare di lei.&amp;nbsp;Anche perché fa cose normalissime: prende un Uber per spostarsi, ordina un caffè, porta fuori la spazzatura, si racconta attraverso piccoli episodi quotidiani. Non ci sono situazioni assurde o voci contraffatte. Spesso il momento più riconoscibile dei video è semplicemente quello in cui pronuncia, con entusiasmo, il proprio nome: "Chanty Beluga".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema è che &lt;strong&gt;Chanty Beluga non esiste&lt;/strong&gt;. O meglio, è un esperimento social. È un personaggio interpretato dalla comica americana Courtney O'Donnell, diventato nel giro di poche settimane uno dei fenomeni più strani dell'estate negli Stati Uniti (e non solo).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote cite="https://www.tiktok.com/@chantybeluga/video/7677712289633455390"&gt;
 &lt;a href="https://www.tiktok.com/@chantybeluga?refer=embed" title="@chantybeluga"&gt;@chantybeluga&lt;/a&gt;
 &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;a href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7677712258067172126?refer=embed" title="♬ original sound - Chanty Beluga"&gt;♬ original sound - Chanty Beluga&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;Chi è davvero Chanty Beluga&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dietro Chanty c'è &lt;strong&gt;Courtney O'Donnell&lt;/strong&gt;, comica di Los Angeles. Secondo People, l'idea del personaggio è nata quasi per caso mentre O'Donnell si trovava a Brooklyn sul set della commedia indipendente "Stephanie, Bride to Be". Da lì sono arrivati i primi video e, soprattutto, un nome così improbabile e facile da ricordare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo contenuto attribuito al personaggio è stato pubblicato su Instagram il &lt;strong&gt;29 luglio 2026&lt;/strong&gt;, secondo la ricostruzione di Know Your Meme. Nel video Chanty prende un Uber, si presenta all'autista e ride. Tutto qui.&amp;nbsp; Non c'è nient'altro. Un sorriso, un passaggio in macchina.&amp;nbsp;La struttura è rimasta sostanzialmente la stessa nei video successivi: una donna dall'atteggiamento allegro affronta situazioni quotidiane e continua a presentarsi con quel nome. Una formula che Know Your Meme definisce una forma di &lt;strong&gt;"anti-comedy"&lt;/strong&gt;: l'effetto comico che nasce proprio dall'assenza di una battuta e dalla ripetizione di una situazione apparentemente priva di senso.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote cite="https://www.tiktok.com/@chantybeluga/video/7672478014290152734"&gt;
 &lt;a href="https://www.tiktok.com/@chantybeluga?refer=embed" title="@chantybeluga"&gt;@chantybeluga&lt;/a&gt; get in girl, we’re going to the party! &lt;a href="https://www.tiktok.com/tag/influencer?refer=embed" title="influencer"&gt;#influencer&lt;/a&gt; &lt;a href="https://www.tiktok.com/tag/humor?refer=embed" title="humor"&gt;#humor&lt;/a&gt; &lt;a href="https://www.tiktok.com/tag/chantybeluga?refer=embed" title="chantybeluga"&gt;#chantybeluga&lt;/a&gt; &lt;a href="https://www.tiktok.com/tag/newaccount?refer=embed" title="newaccount"&gt;#newaccount&lt;/a&gt; &lt;a href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7638361943997057805?refer=embed" title="♬ original sound - Curls &amp;amp; Coins"&gt;♬ original sound - Curls &amp;amp; Coins&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;h2&gt;Il meme che funziona su TikTok&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;È proprio questa semplicità ad aver contribuito alla diffusione del fenomeno. Karen North, fondatrice ed ex direttrice del programma di digital social media della University of Southern California, ha spiegato al Los Angeles Times che la forza di Chanty Beluga sta nella facilità con cui chiunque può partecipare al gioco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"La cosa che funziona in Chanty Beluga è che è semplice, quasi banale", ha spiegato North. I meme nei quali tutti possono inserirsi e contribuire, ha aggiunto, sono spesso quelli che funzionano meglio. Non serve infatti conoscere una storia precedente, seguire una serie di video o comprendere riferimenti particolari. Basta conoscere Chanty Beluga e il suo modo di presentarsi. Da quel momento, praticamente qualsiasi situazione può diventare parte del meme. Un po' la strada già percorsa da Kabhy Lame qualche anno fa.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Internet le ha inventato una vita&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli utenti, però, hanno cominciato a comportarsi come se &lt;strong&gt;Chanty fosse una persona realmente famosa&lt;/strong&gt;, con una storia, una reputazione e persino scandali alle spalle. La storia, che non esiste, si è arricchita di capitoli, illazioni, voci. E di gossip, come una vera celebrità di Hollywood.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante il mese di agosto sono comparsi video di persone che raccontavano incontri completamente inventati con lei, accuse per comportamenti mai avvenuti e contenuti che fingevano di volerla "cancellare". Know Your Meme ha documentato, tra gli altri, un video nel quale un utente sosteneva per scherzo che Chanty gli avesse rubato prodotti dal carrello del supermercato e altri post che lasciavano intendere l'esistenza di misteriose vicende compromettenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gioco funziona proprio perché tutti sanno, o dovrebbero sapere, che si tratta di una finzione. Tutti possono usare Chanty per i loro contenuti, ottenere consenso e allargare la platea del pubblico. Se il personaggio originario è quasi vuoto, ci ha pensato proprio il web ha dare sostanza, costruendo intorno a Chanty una sorta di &lt;strong&gt;biografia collettiva completamente inventata&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Da TikTok ai media americani&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In poche settimane il personaggio è uscito dai confini del suo account. Imitazioni, parodie e contenuti di altri creator hanno moltiplicato il fenomeno. People segnala anche l'arrivo del meme fuori dalla normale comunità di TikTok e Instagram, fino a essere ripreso da account legati ad altri contesti, dallo spettacolo allo sport.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Perché tutti parlano di Chanty Beluga&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il successo è difficile da spiegare proprio perché &lt;strong&gt;non esiste una vera battuta da spiegare&lt;/strong&gt;. Chanty non è particolarmente strana, non compie imprese assurde e non è protagonista di una storia. Fa cose normali con un nome improbabile e un entusiasmo leggermente fuori posto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è probabilmente questo il motivo per cui Internet se ne è appropriato così facilmente. Il personaggio non impone una storia: lascia agli utenti la possibilità di inventarla. Così Chanty Beluga è diventata contemporaneamente una donna qualunque, una celebrità immaginaria, una presunta protagonista di scandali mai avvenuti e un personaggio sul quale chiunque può aggiungere un nuovo pezzo. Una donna che non esiste, insomma, ma alla quale Internet ha già costruito una vita intera.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 05:48:11 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>È morta Yayoi Kusama, la regina dei pois</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-27/morta-kusama-pois-38720599/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La giapponese &lt;strong&gt;Yayoi Kusama&lt;/strong&gt;, una delle artiste contemporanee più celebri al mondo, è morta all'età di 97 anni: lo ha annunciato giovedì la sua società, scatenando un'ondata di omaggi da parte di ammiratori in tutto il mondo. L'artista d'avanguardia nota come la "regina dei pois", scomparsa il 14 agosto, aveva trasformato le sue allucinazioni e i suoi traumi in opere sfolgoranti, con i suoi motivi caratteristici di pois, reti e infinito, nel corso di una carriera durata diversi decenni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Per tutta una vita straordinaria interamente dedicata alla creazione artistica, Yayoi Kusama ha condotto una carriera acclamata in tutto il mondo come artista d'avanguardia pionieristica, la cui pratica creativa comprendeva le arti visive, la performance, la narrativa e la poesia", ha scritto la sua società. "Ha continuato a dipingere fino agli ultimi giorni, senza mai posare il pennello, proseguendo la sua esplorazione dell'amore eterno e dell'anima immortale", aggiunge il testo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'infanzia e le prime visioni di Kusama&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nata nel 1929 in una famiglia agiata, Yayoi Kusama ha iniziato a produrre le sue opere caratteristiche all'età di 10 anni. "Un giorno, dopo aver visto su una scrivania una tovaglia decorata con un motivo di fiori rossi, ho scorto lo stesso motivo di fiori rossi ovunque, sul soffitto, sulle finestre e sui pilastri. Riempiva la stanza e ricopriva il mio corpo", ha scritto nella sua autobiografia. Immediatamente riconoscibile per la sua &lt;strong&gt;parrucca rosso vivo&lt;/strong&gt; e i suoi abiti audaci a pois, esprimeva attraverso la sua opera esuberante una lunga battaglia contro la malattia mentale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
 &lt;p&gt;"Seguiré haciendo mi arte hasta el día en que me muera, e incluso después de mi muerte, mi espíritu seguirá creando nuevas obras de arte." A los 97 años falleció la gran artista japonesa Yayoi Kusama (1929-2026), figura fundamental del arte contemporáneo internacional. &lt;a href="https://t.co/1RF4gPix6M"&gt;pic.twitter.com/1RF4gPix6M&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; — MALBA (@museomalba) &lt;a href="https://x.com/museomalba/status/2092816470812016776?ref_src=twsrc%5Etfw"&gt;August 27, 2026&lt;/a&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ricovero volontario&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver studiato arte in Giappone, Yayoi Kusama si trasferì negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta, imponendosi sulla scena avanguardista newyorkese. Nonostante le discriminazioni subite in quanto donna giapponese, si fece conoscere grazie a grandi dipinti audaci e a "happening" provocatori negli anni Sessanta, che univano body painting e pois. Lanciò anche una linea di abbigliamento, fondò una "Chiesa dell'autoannientamento" e si proclamò "Gran Sacerdotessa dei pois" per celebrare un matrimonio tra due uomini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornata in Giappone negli anni Settanta, Yayoi Kusama si fece &lt;strong&gt;ricoverare volontariamente&lt;/strong&gt; in un istituto psichiatrico di Tokyo, dove visse e lavorò fino alla fine della sua lunga vita.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il significato dei pois&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per Kusama i pois non erano un semplice motivo decorativo, ma il cuore di una vera filosofia artistica, quella dell'"autoannientamento". Dipingendo pois su corpi, oggetti e ambienti fino a farli scomparire nel disegno, l'artista sosteneva di riuscire a dissolvere l'ego e a fondersi con l'universo: "Dipingo pois sui corpi delle persone e, con quei pois, le persone si autoannientano e tornano alla natura dell'universo", scrisse nella sua autobiografia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kusama descriveva ogni singolo pois come "una particella tra miliardi", specchio della propria vita minuscola dentro un cosmo infinito: un'idea nata già nell'infanzia, quando passava ore a osservare i sassi bianchi lungo il fiume vicino a casa. Lo stesso principio ha animato le sue celebri "infinity room" a specchi e le sculture di zucche coperte di pois, diventate il simbolo più riconoscibile della sua opera in tutto il mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le zucche e le "infinity room"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le sue sculture di zucche, una delle quali si trova a Naoshima, "l'isola dell'arte" in Giappone, le sue &lt;strong&gt;infinity room&lt;/strong&gt; e le sue installazioni immersive hanno attirato folle immense e sono state vendute per diversi milioni di dollari. Secondo il suo sito internet, "visioni e allucinazioni" apparse fin dall'infanzia ispirarono i suoi primi disegni basati su pois e reti, conferendole fin da subito uno stile unico. "Ha elaborato una filosofia artistica che ha battezzato 'autoannientamento', fondata su motivi semplici di ripetizione ossessiva e proliferazione", precisa il sito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Ho avuto il privilegio di vedere più volte i suoi dipinti e le sue opere. Audaci, delicate, magnifiche. Quell'universo mi era completamente sconosciuto. E, ai miei occhi, era anche una persona davvero affascinante. Che tu possa riposare in pace", ha scritto un utente giapponese su X. "Possono tutte queste icone smettere di morire, per favore? Prima Dolly, poi Tim Curry, e ora Yayoi????", ha scritto un altro utente, in riferimento alla cantante country americana e all'attore di "The Rocky Horror Picture Show", morti anch'essi questa settimana. La società di Yayoi Kusama ha indicato che è morta in un ospedale di Tokyo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 05:53:03 GMT</pubDate>
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      <title>Perché i turisti americani "svuotano" le farmacie europee in vacanza</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-18/farmacie-europee-turisti-americani-38578857/</link>
      <description>&lt;p&gt;Per molti turisti americani in vacanza in Europa le farmacie stanno diventando una tappa da inserire nell'itinerario insieme a musei, ristoranti e negozi. Creme, sieri, balsami e soprattutto prodotti per la protezione solare finiscono nelle valigie e poi sui social, dove si moltiplicano i cosiddetti "pharmacy haul", i video nei quali gli utenti mostrano gli acquisti fatti durante il viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A raccontare l'ultima evoluzione del fenomeno è il &lt;em&gt;Wall Street Journal&lt;/em&gt;, secondo cui i vacanzieri americani stanno mostrando sui social le proprie scorte di prodotti europei per la cura della pelle, trasformando alcune farmacie del continente in vere e proprie destinazioni turistiche.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La tendenza non è nata questa estate&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il suo epicentro è stato per anni la Francia. Già nell'agosto del 2023 Euronews raccontava il successo delle farmacie francesi tra i turisti americani su TikTok: l'hashtag &lt;strong&gt;#Frenchpharmacy aveva raggiunto allora 130 milioni di visualizzazioni&lt;/strong&gt;. Influencer di viaggio e beauty pubblicavano liste dei prodotti da cercare appena arrivati a Parigi e mostravano gli acquisti fatti sugli scaffali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i marchi citati nei video comparivano Nuxe, Embryolisse, La Roche-Posay e Caudalie. Una delle ragioni indicate dagli stessi creator era semplice: alcuni prodotti non erano disponibili nella stessa formulazione negli Stati Uniti oppure costavano meno in Europa. Euronews raccontava anche come CityPharma, una farmacia parigina di rue du Four particolarmente popolare tra i turisti, fosse diventata così frequentata da spingere alcuni visitatori a presentarsi all'apertura per evitare la folla.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dalla Francia alle farmacie europee&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Quella che inizialmente veniva raccontata soprattutto come l'attrazione degli americani per la "French pharmacy" si sta progressivamente allargando. Gli acquisti di massa, spesso dedicati e frutti di ricerche accurate, vengono fatti nelle farmacie di diversi Paesi europei, con i turisti che celebrano sui social creme e sieri prodotti nell'Unione europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche l'industria della bellezza ha intercettato da tempo il fenomeno. Nel 2025 &lt;em&gt;The Business of Fashion&lt;/em&gt; dedicava un'analisi proprio al tentativo di portare il modello della farmacia francese nel retail americano, osservando come&lt;strong&gt; l'immaginario della "French girl beauty" &lt;/strong&gt;continuasse ad avere una forte presa sul mercato statunitense.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il meccanismo non è molto diverso da quello che ha trasformato altri acquisti locali in rituali di viaggio: i social producono liste di prodotti "da non perdere", altri utenti le replicano e il contenuto dell'acquisto diventa a sua volta materiale per nuovi video. Nel caso delle farmacie europee, però, dietro alla moda esistono anche differenze concrete tra i due mercati.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il caso dei solari&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'esempio più evidente è quello delle creme solari. Negli Stati Uniti e nell'Unione europea questi prodotti non vengono regolati nello stesso modo. La Food and Drug Administration spiega che &lt;strong&gt;negli Usa i filtri solari sono regolamentati come farmaci, mentre nell'Unione europea rientrano nella disciplina dei cosmetici&lt;/strong&gt;. I diversi percorsi normativi hanno prodotto nel tempo differenze negli ingredienti e nelle formulazioni disponibili sui due mercati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una distanza che gli stessi regolatori americani stanno cercando di ridurre. Il 9 giugno 2026 la FDA ha autorizzato negli Stati Uniti la &lt;strong&gt;bemotrizinol&lt;/strong&gt;, un filtro che protegge sia dai raggi UVA sia dagli UVB. È la prima nuova sostanza attiva aggiunta alla monografia americana dei solari da banco dalla fine degli anni Novanta. La stessa FDA ha sottolineato che l'ingrediente era già utilizzato da anni in Europa e in numerosi altri Paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La differenza normativa non significa automaticamente che ogni prodotto europeo sia migliore o più sicuro di uno americano. Spiega però perché un turista statunitense possa trovare in Europa formulazioni o ingredienti diversi da quelli abitualmente disponibili sugli scaffali di casa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La farmacia diventa parte del viaggio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;È proprio l'incrocio tra disponibilità dei prodotti, prezzi, cultura della skincare e amplificazione dei social ad aver trasformato un'abitudine di nicchia in un fenomeno turistico. Nel 2023 erano soprattutto le farmacie francesi a essere presentate su TikTok come una tappa obbligata. Tre anni dopo il fenomeno riguarda più in generale l'Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il concetto stesso di souvenir sembra essersi allargato: accanto a vestiti, prodotti alimentari e oggetti tipici, nelle valigie di ritorno negli Stati Uniti trovano sempre più spazio flaconi di crema solare, acqua micellare, balsami e sieri. Non necessariamente perché siano introvabili oltreoceano, ma perché una parte dei consumatori americani considera ormai la visita alla farmacia europea una componente dell'esperienza di viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 06:06:29 GMT</pubDate>
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      <title>I 'furbetti dell'ombrellone', Bild racconta un fenomeno tutto italiano</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-09/vacanze-furbetti-ombrellone-bild-38460869/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – Ci siamo passati tutti: mattina presto in spiaggia, &lt;strong&gt;asciugamano steso, ombrellone aperto&lt;/strong&gt;... e il posto migliore in riva al mare è già assicurato. In Italia, però, le cose sono diverse – sostiene &lt;a href="https://www.bild.de/"&gt;il tabloid tedesco 'Bild'&lt;/a&gt; –. Qui, i vacanzieri lasciano semplicemente ombrelloni, lettini e sedie pieghevoli &lt;strong&gt;in spiaggia durante la notte&lt;/strong&gt;. In questo modo, sperano di accaparrarsi il loro posto preferito proprio in riva al mare la mattina successiva. Gli italiani hanno persino un nome per questo fenomeno, ovvero&lt;strong&gt; "furbetti dell'ombrellone"&lt;/strong&gt;, si sostiene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il motivo di questa lotta notturna per lo spazio è &lt;strong&gt;probabilmente il prezzo&lt;/strong&gt; – argomenta 'Bild' –. Chiunque voglia sdraiarsi sotto un ombrellone in uno stabilimento balneare privato deve sborsare una cifra considerevole. Ad&lt;strong&gt; Alassio, sulla costa ligure&lt;/strong&gt;, un ombrellone con due lettini in prima fila costa in media&lt;strong&gt; 340 euro a settimana&lt;/strong&gt;. Nella più economica Lignano Sabbiadoro, la stessa sistemazione costa circa 164 euro a settimana. In alta stagione, i prezzi possono salire ulteriormente nelle località balneari più gettonate. La prospettiva di&lt;strong&gt; una spiaggia libera&lt;/strong&gt; è certamente allettante. E l'ombrellone lasciato dalla sera prima dovrebbe essere d'aiuto. Tuttavia, questa pratica sta diventando&lt;strong&gt; un vero problema&lt;/strong&gt;, soprattutto sulle spiagge ad accesso libero – si sostiene –.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Autorità contro gli occupanti notturni di spiagge&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;autorità costiere italiane&lt;/strong&gt; stanno ora prendendo provvedimenti contro questi "occupanti notturni di spiagge". Il loro obiettivo: i vacanzieri che montano la loro attrezzatura da spiaggia la sera prima. Questa forma di "prenotazione" di un posto sulle &lt;strong&gt;spiagge pubbliche&lt;/strong&gt; è illegale, sottolinea la &lt;strong&gt;guardia costiera&lt;/strong&gt;. Gli appelli al buon senso dei bagnanti si sono rivelati inefficaci. Il bilancio sulle spiagge di Marina di Peschici, in Puglia, ad esempio: circa&lt;strong&gt; 180 ombrelloni, decine di lettini, più di 200 picchetti&lt;/strong&gt; e persino una tenda da campeggio, riporta 'Gazzettah24' – sostiene il quotidiano tedesco –. E chi viene sorpreso non deve aspettarsi un semplice rimprovero: sono&lt;strong&gt; previste&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;multe fino a 200 euro&lt;/strong&gt;. Questo può trasformare rapidamente un posto in spiaggia teoricamente libero in uno di lusso. In caso di recidiva, si rischia anche l'incriminazione per &lt;strong&gt;occupazione abusiva di suolo pubblico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le ragioni dei furbetti dell'ombrellone&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Danilo Ruggiero, dell'organizzazione &lt;strong&gt;Mare Libero&lt;/strong&gt; che si batte per il libero accesso alle spiagge, individua diverse ragioni alla base di questo comportamento. "È diventata un'abitudine", afferma, intervistato da 'Bild'. Molti vacanzieri semplicemente&lt;strong&gt; non vogliono trascinarsi dietro ombrellon&lt;/strong&gt;i, sedie e altre attrezzature sotto il sole cocente ogni giorno. Ma Ruggiero vede anche un altro motivo: "C'è anche la tendenza ad accaparrarsi il posto migliore in riva al mare". Tuttavia, chi pianta&lt;strong&gt; l'ombrellone nella sabbia la sera prima&lt;/strong&gt; potrebbe avere la vista migliore del mare al mattino, ma potrebbe anche trovarsi presto nei guai con le autorità.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 14:45:23 GMT</pubDate>
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      <title>Il ristorante 3 stelle Michelin che cambia menu seguendo il clima</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-07/ristorante-michelin-tuju-clima-38414986/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Quando l'alta gastronomia si adatta al cambiamento climatico. Al Tuju, ristorante tre stelle Michelin di San Paolo, il menu cambia in base al regime delle piogge, sempre più irregolare nella metropoli brasiliana. È la scommessa di una coppia di appassionati brasiliani, &lt;strong&gt;lo chef Ivan Ralston&lt;/strong&gt; e la compagna &lt;strong&gt;Katherina Kordas&lt;/strong&gt;, ricercatrice nel campo della gastronomia, che punta a utilizzare gli ingredienti locali nel momento migliore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nome Tuju si ispira a un uccello che vola molto in alto nel cielo, che i due osservano regolarmente per capire quali siano i prodotti migliori da servire. E bisogna saper "essere flessibili", in una città di 12 milioni di abitanti dove i temporali estivi provocano il caos e la siccità fa scendere in inverno il livello dei bacini idrici fino a soglie critiche, spiega Kordas al giornalista di AFP, Facundo Barrio. La coppia ha creato un proprio centro di ricerca &lt;strong&gt;per studiare gli ingredienti &lt;/strong&gt;e ha così potuto osservare da vicino gli effetti del clima.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le stagioni reinventate al Tuju&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel corso dell'anno vengono proposti quattro diversi menu, chiamati "Umidità", "Pioggia", "Vento" e "Siccità". Ma, anziché seguire rigidamente il ritmo delle stagioni, vengono serviti in base all'andamento delle precipitazioni. "A San Paolo il clima è solitamente secco, ma quest'anno è stato più umido e la stagione dei funghi è durata il doppio. Bisogna essere attenti e sapersi adattare", afferma Ivan Ralston. Lo chef si rifornisce in gran parte da piccoli produttori dello Stato di San Paolo per realizzare il suo menu degustazione di dieci portate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel menu "Vento" si possono trovare, per esempio, tortini salati con sardine, mais e pomodoro verde, oppure guancia di maiale accompagnata da manioca e crauti. Carciofi, castagne, guaiave, arachidi, cipolle, zucche e capperi: i prodotti locali vengono lavorati "con le tecniche più moderne, mettendo l'accento sulla creatività e sul lavoro di ricerca dietro le quinte", secondo la Guida Michelin.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tuju ha conquistato la terza stella quest'anno&lt;/strong&gt;, ad aprile, insieme a Evvai, altro ristorante di San Paolo. Sono i primi due locali a ottenere il massimo riconoscimento Michelin in America Latina, dove al momento la guida è presente soltanto in alcune città di Brasile, Argentina e Messico. "È come la cintura nera nel karate", commenta soddisfatto Ivan Ralston, 41 anni, figlio di ristoratori e formatosi nelle cucine di Spagna e Giappone. Ma il riconoscimento non gli ha fatto perdere il senso della misura: "La ricerca della perfezione è superficiale. Quello che promettiamo è un'esperienza autentica".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un ristorante 3 stelle michelin&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;E i clienti sono disposti a pagare 1.650 reais, circa 280 euro, per una cena, vini esclusi. Tra gli ospiti ci sono milionari e anche un influencer che si definisce "cacciatore di stelle" e viaggia alla ricerca dei migliori ristoranti gastronomici. Ivan Ralston sa che alcuni clienti amano condividere sui social la propria esperienza, ma consiglia loro di "fare attenzione ai dettagli e (...) godersi la vita" nel momento presente, invece di pensare a mostrarla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cena comincia con cocktail serviti sotto &lt;strong&gt;un enorme albero di jabuticaba&lt;/strong&gt;, uno dei frutti simbolo del Brasile. E si conclude su una terrazza con una vista spettacolare su San Paolo, metropoli punteggiata da innumerevoli grattacieli, dove si può assaggiare, tra le altre cose, miele prodotto da api della regione. Il tutto si sviluppa sui tre piani di un'ex discoteca completamente ristrutturata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ivan Ralston ha aperto Tuju nel 2014 e, pochi mesi dopo, ha ottenuto la prima stella Michelin, seguita poco tempo dopo dalla seconda. Dopo essere stato costretto a chiudere a causa della pandemia di Covid-19, il ristorante ha riaperto nel 2023. Ralston ha avviato allora la collaborazione con Katherina Kordas, dopo due anni trascorsi viaggiando e studiando la cucina brasiliana.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 00:02:00 GMT</pubDate>
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      <title>Arriva il Gelardo, il gelato artigianale a base di lardo d'Arnad</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-04/lardo-gelato-festa-arnad-38381408/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il lardo diventa gelato. È lacuriosità della &lt;strong&gt;53esima edizione&lt;/strong&gt; della Festa del Valle d'Aosta Lard d'Arnad DOP, in programma dal &lt;strong&gt;27 al 30 agosto&lt;/strong&gt; ad Arnad, in Valle d'Aosta, con ingresso libero. Dopo una pausa di due anni, torna in scena uno degli eventi enogastronomici alpini più importanti d'Italia, capace di richiamare oltre &lt;strong&gt;50mila visitatori&lt;/strong&gt; da ogni parte d'Europa. Protagonista dell'edizione 2026 sarà il "&lt;strong&gt;Gelardo&lt;/strong&gt;", gelato artigianale a base di Lard d'Arnad servito con miele e castagne, ideato da chef locali per dare vita a un nuovo incontro tra antipasto tradizionale e dessert contemporaneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il gelato non è l'unico modo in cui il lardo verrà proposto ai visitatori. Il prodotto, che storicamente non entra nel mondo del dessert, viene infatti utilizzato in molteplici varianti: come antipasto, affettato molto sottile e servito a temperatura ambiente su fette di pane nero di segale caldo, accompagnato da miele o castagne lessate; abbinato alla polenta concia calda, sia morbida che abbrustolita; come bardatura per tagli di selvaggina nobile e arrosti di carne bianca; per insaporire minestroni o zuppe invernali di verdure e cereali; per arricchire di sapore ortaggi bolliti in sostituzione del burro.&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Il Lard d'Arnad DOP, l'oro bianco della Valle d'Aosta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il Valle d'Aosta Lard d'Arnad rappresenta un unicum nel panorama gastronomico internazionale: dal &lt;strong&gt;1997&lt;/strong&gt; è l'unico lardo a &lt;strong&gt;Denominazione di Origine Protetta&lt;/strong&gt; (DOP) in Europa. A differenza del Lardo di Colonnata, che gode della tutela Indicazione Geografica Protetta (IGP), il Lard d'Arnad è legato al proprio territorio da un rigido disciplinare di produzione: l'intero processo di lavorazione, stagionatura e confezionamento deve avvenire esclusivamente all'interno del ristretto confine comunale del paese di &lt;strong&gt;Arnad&lt;/strong&gt;, nella bassa Valle d'Aosta, &lt;strong&gt;a due passi dal celebre Forte di Bard.&lt;/strong&gt; L'eccezionalità del prodotto risiede nella sua consistenza particolarmente morbida e cremosa e nel bilanciamento tra naturale dolcezza e un bouquet aromatico montano inconfondibile che porta il territorio all'interno del prelibato alimento.&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Una storia che affonda le radici nel 1570&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La storia di questo lardo affonda le radici nell'antica sapienza contadina delle Alpi. La prima testimonianza scritta che attesta la presenza di questo prezioso alimento risale al &lt;strong&gt;1570&lt;/strong&gt;, quando le famiglie rurali erano costrette a conservare le riserve di grasso suino per superare i rigidi inverni alpini grazie al grande patrimonio energetico di alimenti poveri e semplici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lardo si è evoluto nei secoli da cibo di sussistenza a vera e propria prelibatezza, grazie agli abitanti di Arnad che hanno saputo preservare intatte fino a oggi le tecniche di lavorazione ancestrali, tramandando di generazione in generazione i segreti della salagione e i tempi d'attesa della montagna.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La produzione, tra suini selezionati e stagionatura nei Doils&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La produzione del Lard d'Arnad DOP, oggi interpretata da laboratori artigianali, cooperative e aziende specializzate secondo un rigido disciplinare stabilito dal &lt;strong&gt;Ministero delle Politiche Agricole&lt;/strong&gt; (Masaf), vede impiegare esclusivamente suini italiani di razza Large White, Landrace e Duroc di età non inferiore a 9 mesi e con peso minimo di 160 kg. L'alimentazione dei maiali è rigorosamente naturale e vieta tassativamente l'uso di mangimi integrati. Per la creazione del lardo si utilizza lo "spallotto", ovvero il dorso del suino, selezionato entro 48 ore dalla macellazione, tagliato in rettangoli e preparato per la concia, che avviene nei cosiddetti &lt;strong&gt;Doils&lt;/strong&gt;, storici recipienti in legno di quercia, castagno o larice in grado di garantire la micro ossigenazione, dove il lardo viene depositato in strati intervallati da una miscela di sale cristallizzato, acqua di sorgente e aromi freschi del territorio come aglio, rosmarino, alloro e salvia, arricchiti da spezie non macinate quali chiodi di garofano, noce moscata e ginepro. Il tutto viene poi coperto da una salamoia satura per avviare il prodotto alla stagionatura, che va dai 3 a oltre 12 mesi a seconda del livello di morbidezza che si vuole ottenere. Il risultato finale, al taglio, si presenta in fette bianche come la neve, con un cuore leggermente rosato e una sottile venatura di carne in superficie.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Quattro giorni di festa a Località Pied de Ville&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La festa, nota anche come "&lt;strong&gt;Féhta dou lar&lt;/strong&gt;", è una manifestazione nata negli anni '70 per mano di un gruppo di giovani locali desiderosi di far conoscere al mondo il loro orgoglio gastronomico dalla tradizione secolare. L'edizione 2026 si terrà nella suggestiva radura di Località Pied de Ville, storicamente nota come "La Keya", dove sarà possibile degustare il lardo in tutte le sue declinazioni all'interno di caratteristiche casette di legno decorate con fiori e panni di canapa ricamati. La festa, gestita con l'ausilio di quasi &lt;strong&gt;400 volontari&lt;/strong&gt; locali, prevede mercati enogastronomici di produttori del territorio, laboratori artigianali aperti, pranzi e cene a tema, esibizioni folcloristiche della Filarmonica di Arnad e serate di intrattenimento a ingresso libero.&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Un patrimonio da difendere&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Il gelato al lardo di Arnad non è l'unica novità che verrà proposta ai visitatori durante la festa, dato che abbiamo voluto giocare con rivisitazioni di altre ricette molto pop e iconiche a livello internazionale. Non si tratta di provocazioni o di boutade, ma del desiderio di dimostrare l'incredibile versatilità di questo prodotto, che, unitamente alle proprietà organolettiche conferite dal territorio, ha rappresentato la chiave del suo successo a livello internazionale. Ciò è stato reso possibile proprio grazie alla festa, che da oltre 50 anni lo fa conoscere fuori dai confini locali grazie all'enorme quantità di turisti che anima questo comune di 1200 abitanti in occasione dell'evento. Questo è un momento storico delicato per il nostro lardo, che è destinato a essere prodotto in quantità sempre più limitate: da qualche anno i maiali tendono a essere sempre meno grassi e questo impatta sulla quantità di materia prima disponibile. Questo è il momento di celebrare e valorizzare il più possibile il nostro oro alpino" spiega &lt;strong&gt;Ivo Joly&lt;/strong&gt;, presidente del Comitato Lo Doil che organizza la manifestazione.&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 14:01:03 GMT</pubDate>
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      <title>Trucco anti-afa e pelle perfetta: la beauty routine che resiste al caldo</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-08-04/trucco-estate-2026-siero-borgogna-38379349/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Quando le temperature sfiorano i quaranta gradi, il rapporto con la routine di bellezza cambia radicalmente. La stratificazione pesante di fondotinta e correttori cede il passo a una sola regola d'oro: sottrarre. Tuttavia, la ricerca del look estivo per la seconda metà della stagione non si limita al semplice "struccarsi", ma evolve verso un'estetica curata, luminosa e apparentemente senza sforzo. Dai dati di ricerca dominanti in questi giorni emerge un ritratto preciso della beauty routine estiva fatta di formule ibride tra skincare e make-up, dettagli di colore strategici e una nuova sensorialità per il corpo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fondotinta tradizionale è ufficialmente in vacanza. Il protagonista indiscusso delle basi viso per questi giorni di gran caldo è il &lt;strong&gt;siero colorato&lt;/strong&gt;. Formulato con attivi idratanti come &lt;strong&gt;acido ialuronico&lt;/strong&gt;, niacinamide ed estratti botanici, questo prodotto unisce la protezione e il nutrimento della skincare a una coprenza impalpabile. L'obiettivo non è nascondere la texture della pelle, ma uniformarne il tono lasciando trasparire la naturale luminosità cutanea. L'effetto finale è quella che gli esperti chiamano &lt;strong&gt;glass skin estiva&lt;/strong&gt;, ovvero fresca, rimpolpata e mai lucida, completata da un tocco di protezione SPF ad ampio spettro applicato come ultimo step o già integrato nelle formule più avanzate.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il mascara borgogna sostituisce il nero&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se la base si fa invisibile, il trucco occhi gioca su toni caldi ma morbidi. Il mascara nero denso, rischioso da gestire con l'umidità estiva, viene sostituito dalla vera rivelazione cromatica della stagione, il &lt;strong&gt;mascara borgogna&lt;/strong&gt;. Questa sfumatura, a metà tra il prugna e il marrone caldo, possiede la capacità unica di intensificare lo sguardo senza appesantirlo. Sui toni degli occhi verdi e nocciola crea un contrasto magnetico, mentre sugli occhi scuri regala un riflesso profondo e sofisticato sotto la luce solare. Applicato da solo, con una passata generosa sulle ciglia superiori e inferiori, definisce l'occhio eliminando la necessità di matite o ombretti elaborati.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La lip gloss manicure conquista le mani&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;AGI - Sul fronte nail art, il trend estivo abbandona i colori fluo e le decorazioni complesse per riabbracciare un minimalismo iper-femminile. La &lt;strong&gt;lip gloss manicure&lt;/strong&gt; è la tendenza mani più cliccata del momento. Ispirata all'effetto lucido e trasparente del lucidalabbra, questa manicure si basa su una base rosa pallido o nude lattiginoso, sigillata da un top coat ultra-brillante a specchio. Il risultato è un look pulito, fresco ed elegante che prolunga visivamente la lunghezza delle dita e si adatta perfettamente sia alla vita di città sia alle giornate in spiaggia, garantendo una ricrescita quasi invisibile.&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Idratazione e profumazione per il corpo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ma la routine estiva non si ferma al viso. La bellezza del corpo punta su due elementi chiave che sono la cura dell'idratazione doposole e la profumazione. Le &lt;strong&gt;acque profumate&lt;/strong&gt; (body mist) prendono il posto dei profumi alcolici strutturati. Le note olfattive più desiderate virano sul gourmand solare: accordi di cocco cremoso, pesca bianca, vaniglia salata e latte di mandorla, capaci di evocare immediatamente l'atmosfera delle vacanze. Per la sera, il tocco finale è affidato agli &lt;strong&gt;oli secchi&lt;/strong&gt; arricchiti con micro-pagliuzze dorate o bronzee. Applicati su spalle, clavicole e gambe, nutrono la pelle disidratata dal sole regalando un punto luce strategico che esalta l'abbronzatura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;h2&gt;Pochi gesti per un effetto naturale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il trucco dell'estate, dunque, non cerca la perfezione millimetrica, ma punta alla salute della pelle e alla valorizzazione dei punti di forza con pochissimi gesti ben calibrati. Investire su una buona base idratante colorata, un mascara dalla tonalità inaspettata e un olio corpo illuminante significa garantirsi un aspetto fresco, raffinato e a prova di calura in meno di cinque minuti.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:18:27 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Fedez di nuovo papà, è nato Edoardo Lupo</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-07-18/fedez-nato-figlio-edoardo-lupo-38103335/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI -&amp;nbsp;È nato &lt;strong&gt;il figlio di Fedez&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Giulia Honegger&lt;/strong&gt;, imprenditrice nel mondo della moda con cui è legato dal 2025. A dare la notizia è stata&lt;strong&gt; la rivista&amp;nbsp;Gente &lt;/strong&gt;prima che il rapper, postasse su Instagram la foto del neonato con mamma e papà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piccolo&amp;nbsp;Edoardo Lupo&amp;nbsp;è nato &lt;strong&gt;il 16 luglio all’ospedale San Raffaele&lt;/strong&gt; di Milano. Per Federico Leonardo Lucia è il terzo figlio dopo&amp;nbsp;Leone&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Vittoria, avuti dall’ex moglie&amp;nbsp;Chiara Ferragni. Per&amp;nbsp;Honegger, stilista e cofondatrice del marchio Ayme, si tratta invece della prima maternità.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il post ufficiale sui social&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il cantante trentaseienne ha condiviso sui social diversi scatti insieme alla compagna Giulia Honegger, 23 anni, e al loro primo figlio insieme.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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  &lt;p&gt;&lt;a href="https://www.instagram.com/p/Da7j6Y0Dh0M/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading"&gt;Un post condiviso da FEDEZ (@fedez)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;"Una gioia così grande", scrive Fedez &lt;/strong&gt;a corredo delle immagini, aggiungendo anche un cuore bianco. Già papà di &lt;b&gt;Leone &lt;/b&gt;(2018) e &lt;b&gt;Vittoria &lt;/b&gt;(2021) - nati dal &lt;strong&gt;matrimonio con Chiara Ferragni, terminato nel 2024&lt;/strong&gt; -, Fedez è legato dal 2025 a Giulia Honegger,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;
  &amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 18 Jul 2026 11:16:34 GMT</pubDate>
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      <title>Naked nails, la gen Z preferisce la manicure naturale</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-06-24/naked-nails-manicure-37716883/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Dite addio alle ricostruzioni vertiginose, ai cristalli applicati o a impressionanti nail-art tridimensionali. Solo l'unghia, nella sua forma più essenziale - corta, lucida, sana. Le passerelle della primavera 2026 l'hanno consacrata, le red carpet l'hanno adottata, e i saloni di tutto il mondo registrano numeri che parlano chiaro: le &lt;strong&gt;manicure minimali&lt;/strong&gt; sono cresciute del 250% su base annua, mentre la richiesta di &lt;strong&gt;smalti bianco latte&lt;/strong&gt; segna un +24% (stando ai dati della piattaforma &lt;strong&gt;Fresha&lt;/strong&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo chiamano "&lt;strong&gt;naked nails&lt;/strong&gt;", "bare nails" o, ancora più indicativo, "&lt;strong&gt;your nails but better&lt;/strong&gt;". Dietro le etichette, una sola direzione: il ritorno alla &lt;strong&gt;bellezza autentica&lt;/strong&gt;. Dopo anni di massimalismo, di gel a oltranza e di applicazioni sempre più elaborate, le nuove generazioni hanno riscoperto il piacere di un'&lt;strong&gt;unghia naturale&lt;/strong&gt; valorizzata anziché coperta. Toni nude trasparenti, finiture milky, rosa impalpabili, lunghezze contenute in forme morbide come squoval, mandorla, tondo. È la "&lt;strong&gt;quiet luxury&lt;/strong&gt;" approdata sulla punta delle dita: discreta, versatile, pensata per la vita di tutti i giorni. Non si tratta solo di estetica: alla base del fenomeno c'è una crescente attenzione alla &lt;strong&gt;salute dell'unghia&lt;/strong&gt;: gel ripetuti, acrilici e rimozioni aggressive lasciano nel tempo lamine fragili e indebolite, e il movimento delle unghie nude nasce anche come reazione, come scelta consapevole verso una manicure che cura invece di stressare.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un cambio di mentalità nel settore nails&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;«Secondo l'esperienza maturata nella nostra accademia, possiamo confermare che si registra una crescente richiesta di &lt;strong&gt;manicure naturali&lt;/strong&gt;, curate e versatili», conferma Carlo Matthey, CEO dell’&lt;strong&gt;Accademia Liliana Paduano&lt;/strong&gt;, storico riferimento nella formazione professionale del settore beauty e nails. «Le nuove generazioni cercano prodotti performanti ma semplici da utilizzare, che valorizzino l'&lt;strong&gt;unghia naturale&lt;/strong&gt; e permettano di cambiare look con facilità, senza rinunciare a qualità e durata», gli fa eco Valentina Iovino, art director &lt;strong&gt;Lilianails&lt;/strong&gt;, segmento che proprio in queste ore ha lanciato la linea &lt;strong&gt;Classic Nail Polish&lt;/strong&gt;. Una linea che risponde alla domanda crescente di professioniste del settore e appassionate: non un singolo smalto, ma una sequenza di prodotti per preparare, proteggere e rifinire l'unghia naturale, pensato per restituire centralità alla manicure tradizionale senza ricorrere a tecniche invasive. A definirne la fisionomia è stato il lavoro delle docenti dell'Accademia, che hanno testato e selezionato ogni referenza con criteri da contesto formativo: tenuta, facilità di applicazione, resa sull'unghia nuda. Una scelta che intercetta il nodo emerso dal trend (la salute della lamina) collocando la linea dentro la stessa logica delle "&lt;strong&gt;naked nails&lt;/strong&gt;": valorizzare l'unghia, non sostituirla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Non stiamo inseguendo una moda, la stiamo leggendo per quello che è: un &lt;strong&gt;cambio di mentalità&lt;/strong&gt;», osserva Iovino. «Chi oggi sceglie la &lt;strong&gt;manicure naturale&lt;/strong&gt; non rinuncia a niente. Chiede semplicemente che a essere valorizzata sia l'unghia, non ciò che le si applica sopra». Un'inversione di rotta che, dai dati ai banchi delle accademie, sembra destinata a durare ben oltre la stagione.&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Lifestyle</category>
      <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 02:16:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
      <dc:date>2026-06-24T02:16:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>“Il disagio dei figli e la crisi delle coppie sono lo stesso sintomo”</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-05-25/cristina-berrettini-disagio-figli-crisi-coppie-stesso-sintomo-37231732/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Una madre che racconta di un figlio chiuso nella sua stanza. Una donna separata che dice di non credere più nella coppia. Per Cristina Berrettini, antropologa e consulente familiare, non sono due storie diverse. Sono due manifestazioni dello stesso fenomeno: una cultura che ha trasferito sulle famiglie, sulle relazioni e sui ragazzi un peso che un tempo veniva sostenuto da reti più ampie, comunità, riti collettivi, strutture sociali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Berrettini, che lavora a Roma con famiglie, coppie e adolescenti, ha maturato questa lettura anche dopo aver ascoltato Massimo Recalcati al Festival delle Idee di Roma. “Lui parlava di ragazzi che spariscono. Io pensavo alle coppie che arrivano nel mio studio. E ho capito che stavo ascoltando la stessa storia raccontata da età diverse”, spiega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che rapporto c’è tra disagio giovanile e crisi della coppia?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Per anni li ho considerati due problemi distinti. Poi ho capito che non stavo lavorando su due emergenze separate. Stavo ascoltando due generazioni che cedevano sotto lo stesso peso. Il disagio giovanile e il collasso della coppia non sono due sintomi diversi: sono lo stesso sintomo, visto a età diverse”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da dove nasce questo peso?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Da una cultura che ha trasformato il fallimento in colpa. Alain de Botton lo spiega molto bene in Status Anxiety: nelle società meritocratiche, l’idea che ciascuno possa farcela se lo merita ha un rovescio inevitabile. Chi non ce la fa, se lo merita e nel fallimento non sono più contemplati la sfortuna, il limite umano o evento della vita, ma solo la colpa personale. E questa logica entra nelle case, nei rapporti, nella relazione con i figli”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come passa questa ansia dai genitori ai figli?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“'Nel pensiero di Winnicott emerge una domanda fondamentale del bambino: sono amato anche quando fallisco? Il punto è che il genitore non trasmette intenzionalmente ansia da prestazione. La trasmette perché ci vive dentro. La cultura meritocratica diventa il mare in cui nuota. Il figlio riceve il messaggio anche se nessuno lo esplicita”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;È qui che nasce il ritiro sociale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“In parte sì. Recalcati descrive due risposte possibili. Alcuni ragazzi reagiscono con l’iperperformance: visibilità a tutti i costi, godimento senza freni, eccesso. Altri fanno l’opposto: spariscono. Diventano invisibili, escono dalla scena. La cosa più controcorrente, e per me più importante, è questa: non sempre è fragilità. A volte è una risposta adattiva. In un sistema in cui o vinci o sei in colpa, scomparire può diventare la risposta più sensata disponibile”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E la coppia dove si colloca in questa dinamica?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“A monte. Esther Perel ha mostrato come il matrimonio sia cambiato storicamente. Prima era un’alleanza economica, poi un legame affettivo. Oggi è diventato un progetto identitario totale. Chiediamo a una sola persona di essere stabilità emotiva, specchio intellettuale, sostegno psicologico, conferma di chi siamo e promessa di chi vogliamo diventare. È un carico enorme. Nessuna coppia nella storia umana era stata costruita per reggere tutto questo da sola”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quindi molte coppie non finiscono perché manca l’amore?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Esatto. Nel mio lavoro vedo coppie che non hanno smesso di amarsi. Si sono semplicemente esaurite. Vedo genitori che amano profondamente i figli e, senza accorgersene, trasmettono loro l’ansia che li consuma. E vedo adolescenti che non sono fragili: sono testimoni lucidissimi di un sistema che ha chiesto troppo alle persone sbagliate”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa accomuna adulti e ragazzi quando arrivano da lei?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Si scusano. Gli adulti si scusano per come è andata la relazione. I ragazzi si scusano per come stanno. Il primo lavoro che faccio è togliere loro quella scusa di mano. Non perché siano senza responsabilità, ma perché quella colpa spesso non appartiene interamente a loro. Il mio sguardo antropologico mi permette di fare un passo indietro rispetto alla singola storia: prima di chiedermi cosa non funziona in questa persona, mi chiedo in quale sistema questa persona si trova a vivere. È una differenza di metodo che in consulenza cambia tutto”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché continuiamo a leggere questi fenomeni separatamente?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Perché è più semplice. Abbiamo convegni sul disagio giovanile e convegni sulla crisi della coppia. Politiche per la famiglia e politiche per la salute mentale degli adolescenti. Ma finché li tratteremo come problemi distinti, continueremo a rattoppare i sintomi senza toccare la causa”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è, allora, la causa?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Non è che le persone siano diventate più fragili. È che abbiamo smantellato le strutture che reggevano il peso, e poi ci siamo stupiti quando le persone hanno cominciato a cadere. Il filo che unisce il disagio dei figli e il collasso delle coppie non è la fragilità individuale. È una cultura che ha trasformato ogni momento della vita in una performance da valutare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Esiste una soluzione?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La risposta onesta è che non esiste una soluzione individuale a un problema strutturale. Il reset, se arriva, arriva attraverso comunità e nuovi riti collettivi. Non riti come decorazione culturale, ma nella loro funzione originaria: momenti in cui una persona viene accompagnata attraverso una soglia senza dover dimostrare nulla”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da dove si può ripartire?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Dalla consapevolezza. Non basta, ma è già un inizio. Capire che non tutto il dolore individuale nasce da una colpa individuale cambia il modo in cui guardiamo i figli, le coppie, le famiglie. E forse anche il modo in cui proviamo a ricostruire quello che abbiamo lasciato cadere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 17:15:17 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>A Bolzano per due giorni le eccellenze vitivinicole a Vinaltum</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-05-16/vino-bolzano-vinaltum-37089073/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Giunge alla terza edizione &lt;strong&gt;Vinaltum&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Festival delle eccellenze vitivinicole&lt;/strong&gt; d'Italia e del mondo, in programma oggi 17 maggio e domani a &lt;strong&gt;Castel Mareccio&lt;/strong&gt;, il castello medievale del XIII secolo immerso tra i &lt;strong&gt;vigneti&lt;/strong&gt; alle porte di &lt;strong&gt;Bolzano&lt;/strong&gt;, con vista panoramica sulla &lt;strong&gt;Valle dell'Adige&lt;/strong&gt;. Un evento di respiro nazionale e internazionale che sceglie ancora una volta il territorio altoatesino come palcoscenico privilegiato, confermando Bolzano come punto di riferimento per la &lt;strong&gt;cultura del vino di qualità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La grande &lt;strong&gt;degustazione&lt;/strong&gt; si svolge nelle due giornate con orario 12.00-18.00: oggi aperta al pubblico, lunedì 18 maggio riservata agli &lt;strong&gt;operatori del settore&lt;/strong&gt; e agli ospiti invitati. La scelta di &lt;strong&gt;Castel Mareccio&lt;/strong&gt; non è casuale: incarna perfettamente i valori di Vinaltum (storia, territorio, eccellenza) e rappresenta un salto di qualità nell'identità dell'evento. Un segnale colto anche dalle &lt;strong&gt;istituzioni locali&lt;/strong&gt;: Vinaltum 2026 si fregia del patrocinio del &lt;strong&gt;Comune di Bolzano&lt;/strong&gt; e del supporto dell'&lt;strong&gt;Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano&lt;/strong&gt;, nell'ambito della strategia di posizionamento di Bolzano come &lt;strong&gt;Città del Vino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Degustazione esclusiva&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;In occasione dell'apertura della terza edizione di Vinaltum, gli ospiti saranno accompagnati in una &lt;strong&gt;degustazione esclusiva&lt;/strong&gt; firmata &lt;strong&gt;Pasqua Wines&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Kettmeir&lt;/strong&gt;, due realtà iconiche accomunate da una visione contemporanea dell'eccellenza vinicola - all'interno del &lt;strong&gt;multibrand store&lt;/strong&gt; - simbolo del lusso internazionale a Bolzano, moda, design e cultura del vino si incontrano in un'atmosfera raffinata e coinvolgente, anticipando lo spirito di Vinaltum. E per la serata di domenica è in arrivo una sorpresa esclusiva firmata &lt;strong&gt;Franz Kraler&lt;/strong&gt;, Chalet Franz Kraler Cortina - Club Moritzino. Vinaltum 2026 è anche una storia di &lt;strong&gt;collaborazioni locali&lt;/strong&gt; che ne moltiplicano il valore per il territorio. Il &lt;strong&gt;Goldenstern Townhouse Bolzano&lt;/strong&gt;, storico edificio dell'800 sapientemente restaurato con sedici suite nel cuore del centro storico, e &lt;strong&gt;Castel Hortenberg&lt;/strong&gt;, residenza nobiliare con vista sui vigneti dell'&lt;strong&gt;Alto Adige&lt;/strong&gt;, sono il partner ufficiale per l'&lt;strong&gt;ospitalità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Logistica e partnership&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;logistica&lt;/strong&gt; è affidata ad &lt;strong&gt;Arco Spedizioni&lt;/strong&gt; in qualità di Main Sponsor. Completano il quadro delle partnership: &lt;strong&gt;Sophienwald&lt;/strong&gt; con UNO Glassworks, &lt;strong&gt;Franz Kraler&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Banca Alto Adige Sudtirol&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Cassa di Risparmio di Bolzano Sparkasse&lt;/strong&gt;, con la collaborazione di &lt;strong&gt;FISAR&lt;/strong&gt;. "Castel Mareccio, il Goldenstern Townhouse, Castel Hortenberg, il patrocinio del Comune di Bolzano e il supporto dell'Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano: non sono solo nomi sul programma, sono la dimostrazione che Vinaltum sta diventando parte dell'identità di questo territorio", dichiara &lt;strong&gt;Danilo D'Ambra&lt;/strong&gt;, ideatore di Vinaltum. "La nuova sede di Castel Mareccio è la cornice più eloquente che potessimo immaginare per i vini e i Produttori che ospitiamo. Un luogo che parla di storia, di territorio e di bellezza, esattamente come i vini che vi si degustano."&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 21:44:41 GMT</pubDate>
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      <title>Al Gazometro Heinz Beck e gli altri chef stellati di 'Taste of Roma'</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-05-06/food-heinz-beck-gazometro-36925711/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Sotto la pioggia prende il via nel quartiere &lt;strong&gt;Ostiense&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;, al &lt;strong&gt;Gazometro&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;decima edizione&lt;/strong&gt; di 'Taste of Roma' che, per questo &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;, inaugura un nuovo corso più aperto e inclusivo, ma sempre con l’obiettivo primario di rendere l’&lt;strong&gt;alta cucina&lt;/strong&gt; accessibile, conviviale e vicina al grande pubblico. Da questa sera fino a domenica &lt;strong&gt;10 maggio&lt;/strong&gt;, infatti, l’ex stabilimento di approvvigionamento di &lt;strong&gt;gas&lt;/strong&gt; si trasformerà in un vero e proprio villaggio di gusto che ospiterà le cucine di ben &lt;strong&gt;20 ristoranti capitolini&lt;/strong&gt;, tra nomi illustri e nuove insegne che si stanno facendo largo nel panorama gastronomico d’eccellenza.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chef stellati&lt;/strong&gt; e giovani esponenti dell’&lt;strong&gt;avanguardia gastronomica romana&lt;/strong&gt; si troveranno quindi uno di fianco all’altro per trasmettere agli avventori di 'Taste of Roma' la propria identità, attraverso piatti &lt;strong&gt;signature&lt;/strong&gt; che hanno fatto la storia dei ristoranti o che rappresentano l’essenza più intima e autentica della filosofia che ne sta alla base. Da segnalare ben &lt;strong&gt;25 proposte per celiaci&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;13 per vegetariani&lt;/strong&gt;. Piatto dopo piatto, il pubblico sarà immerso in un’&lt;strong&gt;atmosfera&lt;/strong&gt; ricca di suggestioni, tra profumi inebrianti, i suoni delle cucine in movimento e le note dei &lt;strong&gt;dj set&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;RDS&lt;/strong&gt; (Radio Dimensione Suono).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli chef protagonisti: Heinz Beck&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Quattro saranno gli &lt;strong&gt;chef protagonisti&lt;/strong&gt; nel corso di tutti e cinque i giorni. &lt;strong&gt;Heinz Beck&lt;/strong&gt;, chef del tristellato &lt;strong&gt;La Pergola&lt;/strong&gt;, al roof del &lt;strong&gt;Rome Cavalieri Waldorf Astoria&lt;/strong&gt;, spiega che "per questa edizione ho immaginato un percorso dove leggerezza e benessere si intrecciano e omaggiano la &lt;strong&gt;tradizione italiana&lt;/strong&gt;”. Ecco allora la &lt;strong&gt;tartare di ricciola&lt;/strong&gt; marinata con &lt;strong&gt;tempeh di mandorle&lt;/strong&gt; e salsa di &lt;strong&gt;chufa&lt;/strong&gt;; i &lt;strong&gt;sedanini De Cecco&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;gamberi rossi&lt;/strong&gt;, purea di &lt;strong&gt;melanzane affumicate&lt;/strong&gt; e croccante di pane e, a chiudere, la &lt;strong&gt;sfera di fragole e panna&lt;/strong&gt;, arricchita dalla &lt;strong&gt;kombucha&lt;/strong&gt; e dai profumi di rosa.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli chef protagonisti: Del Duca, Cavallaro e Zezza&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Davide Del Duca&lt;/strong&gt; che da &lt;strong&gt;Osteria Fernanda&lt;/strong&gt; valorizza l’artigianalità della cucina d’autore e propone un &lt;strong&gt;menu&lt;/strong&gt; di contrasti e tecniche diverse, con prodotti come la &lt;strong&gt;rosa canina&lt;/strong&gt; e lo &lt;strong&gt;shizu&lt;/strong&gt; al posto del pomodoro e del basilico, legati da un elemento morbido come la &lt;strong&gt;spuma di parmigiano&lt;/strong&gt;. Insomma una rivisitazione del classico pomodoro, basilico e parmigiano. &lt;strong&gt;Andrea Cavallaro&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Sbracio&lt;/strong&gt;, locale incentrato sulla cottura a carbone che, in questo Taste, intende creare dei cortocircuiti sensoriali unendo sapori di terra e di mare, con una tecnica rigorosa messa al servizio del sapore primordiale. E, ancora, &lt;strong&gt;Giacomo Zezza&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Bistrot 64&lt;/strong&gt;, con un menu che è un “ritorno all’essenza, un costante dialogo tra comfort e ricerca, dove il mondo vegetale si fa asse portante”. &lt;strong&gt;Porro&lt;/strong&gt; servito con &lt;strong&gt;lenticchie&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;nocciole&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Pici burro e alici&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Maiale&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;miso alla cacciatora&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;cicoria&lt;/strong&gt; saranno i piatti da lui proposti. Da mercoledì 6 a venerdì 8 maggio&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I protagonisti dei primi tre giorni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra i protagonisti dei primi tre giorni ci sarà &lt;strong&gt;Angelo Troiani&lt;/strong&gt;, patron de &lt;strong&gt;Il Convivio Troiani&lt;/strong&gt;, con un menu pensato apposta per questa edizione di Taste e basato sulle parole “unisci, crea, cucina”. Spazio, dunque, all’&lt;strong&gt;Ajo e Ojo&lt;/strong&gt; che unisce sapori molto netti e contrastanti tra loro, e &lt;strong&gt;Sesto Quarto&lt;/strong&gt;, ovvero la coppa di maiale. Ultima proposta in menu alcuni dei piatti più iconici in formato finger food. Una cucina giocosa in cui la tradizione dialoga con la contemporaneità è quella proposta da &lt;strong&gt;Danilo Mancini&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;Anavà&lt;/strong&gt;, che per l’occasione ha pensato a tre piatti degli anni ‘80 riproposti in chiave moderna: dal &lt;strong&gt;Cocktail di gamberi&lt;/strong&gt;, in cui la materia prima viene esplorata in tutte le sue consistenze, al &lt;strong&gt;Fragoloso&lt;/strong&gt; in cui la dolcezza diventa ricerca tecnica, passando per la &lt;strong&gt;Penna alla Vodka&lt;/strong&gt;, un’icona senza tempo riletta con eleganza e vigore.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Roma e Sicilia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un incontro tra &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Sicilia&lt;/strong&gt; sarà invece il percorso proposto dallo chef &lt;strong&gt;Natale Giunta&lt;/strong&gt; che da &lt;strong&gt;Oro Bistrot&lt;/strong&gt; ha portato la sua cucina ricca di gusto. Tra i piatti scelti, al Taste, ci saranno la &lt;strong&gt;Tartare di anatra affumicata&lt;/strong&gt; e il suo &lt;strong&gt;Rocher&lt;/strong&gt; ma anche le &lt;strong&gt;Ribs di maiale alla diavola&lt;/strong&gt; e i &lt;strong&gt;Tonnarelli cacio e peperone&lt;/strong&gt;. Per &lt;strong&gt;Roberto Bonifazi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Francesco Brandini&lt;/strong&gt;, executive chef di &lt;strong&gt;Tribuna Campitelli&lt;/strong&gt; Taste rappresenta un’occasione preziosa di confronto, scambio di idee e crescita condivisa. “Portiamo un &lt;strong&gt;sandwich di ricciola&lt;/strong&gt;, pensato per l’aperitivo, accompagnato da un calice di bollicine; un &lt;strong&gt;raviolo&lt;/strong&gt; con sapori mediterranei reinterpretati con il nostro tocco e una &lt;strong&gt;zuppa di pesce&lt;/strong&gt;, piatto simbolo di Tribuna Campitelli, che racconta la nostra idea di cucina semplice, ma sempre ricca di gusto”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il menu di 'Nomos Ante'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lo chef &lt;strong&gt;Giulio Zoli&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Nomos Ante&lt;/strong&gt; propone nel suo menu un “viaggio” tra culture e sapori diversi, guidato da tecnica e precisione. Il filo conduttore è l’&lt;strong&gt;equilibrio&lt;/strong&gt;: ingredienti e influenze internazionali vengono combinati in modo essenziale e coerente, mantenendo sempre chiarezza e identità nel piatto. A chiudere la squadra dei ristoranti del 6/8 maggio lo stellato &lt;strong&gt;Il Tino&lt;/strong&gt; (chef &lt;strong&gt;Daniele Usai&lt;/strong&gt;), &lt;strong&gt;Casa Malgarini&lt;/strong&gt; (chef &lt;strong&gt;Leonardo Malgarini&lt;/strong&gt;) e &lt;strong&gt;Fase - Cucina Spontanea&lt;/strong&gt; (chef &lt;strong&gt;Federico Salvucci&lt;/strong&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il weekend del Taste of Roma&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Da sabato 9 a domenica 10 maggio nel weekend del Taste in scena &lt;strong&gt;Andrea Pasqualucci&lt;/strong&gt;, chef del ristorante stellato &lt;strong&gt;Moma&lt;/strong&gt;, che propone l’anima autentica del ristorante, dalle influenze dei sapori forti e decisi della cucina laziale alla passione per il &lt;strong&gt;quinto quarto&lt;/strong&gt;. Dalle &lt;strong&gt;Tagliatelle di seppia alla puttanesca&lt;/strong&gt; ai &lt;strong&gt;Tortelli di stracchino stagionato, mandorle e limone nero&lt;/strong&gt;, per finire alle &lt;strong&gt;Animelle alla Diavola&lt;/strong&gt; con ketchup di susine e basilico, ovvero piccantezza, dolcezza e profondità. &lt;strong&gt;Heros De Agostinis&lt;/strong&gt;, chef fresco di stella alla guida di &lt;strong&gt;Ineo&lt;/strong&gt;, propone invece un viaggio attraverso sapori nuovi e storie lontane con tre piatti che raccontano le sue radici più profonde, dall’intensità della cucina eritrea all’essenzialità della tradizione abruzzese. Piatti pensati per chi ama viaggiare e lasciarsi guidare dalle percezioni. “Tre portate senza confini, tratto distintivo di una cucina libera e personale”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Tra terra, mare e vegetale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In dialogo continuo tra terra, mare e vegetale saranno invece le proposte di &lt;strong&gt;Alessandro Pietropaoli&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;The Green&lt;/strong&gt; all’interno di &lt;strong&gt;Hilton Rome Eur La Lama&lt;/strong&gt;. Dalla sua cucina, frutto di un dialogo continuo tra tecnica, emozione e tradizione italiana, usciranno piatti che uniranno intensità e delicatezza attraverso l’utilizzo consapevole di tecniche come l’&lt;strong&gt;affumicatura&lt;/strong&gt;. Un menu contemporaneo che lo chef definisce “radici in movimento”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le proposte del weekend&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sempre sabato e domenica &lt;strong&gt;Nicolò&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Manuel Palescandolo Trecastelli&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Trecca&lt;/strong&gt;, osteria con cucina romana autentica, proporranno “piatti profondamente identitari, capaci di raccontare chi siamo, cosa ci piace mangiare e cucinare”. Spazio allora a uno &lt;strong&gt;street food&lt;/strong&gt; che affonda le radici nel mondo della &lt;strong&gt;pizza&lt;/strong&gt;, a un omaggio alla grande tradizione romana e, infine, un &lt;strong&gt;pane e companatico&lt;/strong&gt;, umile nella forma, ma potente nel significato”. &lt;strong&gt;Eiji Yamamoto&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;Sushisen&lt;/strong&gt;, racconta il pensiero che si cela dietro ai piatti che presenterà al Taste. “La nostra cucina è espressione di tradizione e creatività. Partendo dalla qualità assoluta di ingredienti unici e stagionali non cessiamo mai di dare nuove emozioni, che nascono dai sapori autentici della tradizione del &lt;strong&gt;Sol Levante&lt;/strong&gt;”. Tra questi la &lt;strong&gt;Tartare di tonno rosso al miso&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;kumquat&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;caviale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I profumi mediterranei&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ciro Alberto Cucciniello&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;Carter Oblio&lt;/strong&gt;, ha selezionato due piatti dai suadenti profumi mediterranei, che propongono un &lt;strong&gt;allevamento consapevole&lt;/strong&gt; e una &lt;strong&gt;pesca sostenibile&lt;/strong&gt; attraverso due pesci del Mediterraneo che in cucina raccontano storie completamente diverse: &lt;strong&gt;Tonn’a Surriento&lt;/strong&gt;, che rievoca i profumi della &lt;strong&gt;Penisola Sorrentina&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Corba Rossa del Gargano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Cocco&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Frutti di Mare&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Citronella&lt;/strong&gt;, con vibranti contaminazioni asiatiche.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Babà e maritozzo rivisitato&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Infine, il &lt;strong&gt;Babà alla Pastiera Napoletana&lt;/strong&gt;. Ancora, &lt;strong&gt;Sando – Ie Koji&lt;/strong&gt;, con lo chef &lt;strong&gt;Koji Nakai&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Futura&lt;/strong&gt; della chef &lt;strong&gt;Anastasia Paris&lt;/strong&gt;. “La nostra cucina vuole rendere onore alla materia, alla ricerca e con queste creare un’&lt;strong&gt;armonia&lt;/strong&gt; che non spaventi, ma allo stesso tempo sia identitaria”, spiega la chef. A firmare la &lt;strong&gt;mise en place&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Taste of Roma&lt;/strong&gt; come sponsor tecnico sarà &lt;strong&gt;GreenGate&lt;/strong&gt;, che trasformerà ogni piatto in un elemento di stile e rendendo ogni degustazione un’&lt;strong&gt;esperienza&lt;/strong&gt; anche sostenibile. A Taste of Roma sarà presente anche il noto pizzaiolo &lt;strong&gt;Edoardo Papa&lt;/strong&gt; che, con la moglie &lt;strong&gt;Emanuela&lt;/strong&gt; e i suoi due figli &lt;strong&gt;Giordana&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Gabriele&lt;/strong&gt; (i Papas), presenterà il “&lt;strong&gt;Romanozzo&lt;/strong&gt;”, evoluzione di un prodotto tipicamente romano come il &lt;strong&gt;maritozzo&lt;/strong&gt;, reinventato negli impasti. Morbido e leggero come una nuvola, gustoso e appagante come un piatto d’autore, divertente e conviviale come una fetta di pizza, il &lt;strong&gt;Romanozzo&lt;/strong&gt; parla un linguaggio giovane, pop e veloce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 06 May 2026 18:01:45 GMT</pubDate>
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      <title>Uno chef stellato a Via Veneto, Rocco De Santis al Grand Hotel Flora</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-04-09/chef-stellato-hotel-flora-36505333/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Roma&amp;nbsp;si arricchisce di un nuovo protagonista dell'&lt;strong&gt;alta cucina&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rocco De Santis&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;chef campano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;classe '79 con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;due stelle Michelin&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;conquistate a Firenze, è il nuovo Executive Chef del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Grand Hotel Flora&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di via Vittorio Veneto. Dall'8 aprile è alla guida del progetto di ristorazione dell'albergo, che culminerà questa estate con la&lt;strong&gt; riapertura del&amp;nbsp;Rooftop&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;al settimo piano, dopo un importante restyling firmato dallo studio newyorkese&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tihany Design&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— lo stesso che ha curato progetti per ristoranti tre stelle come Daniel a New York e Per Se di Thomas Keller.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al piano più alto dell'hotel nasceranno due realtà distinte, entrambe sotto la direzione di De Santis: &lt;strong&gt;un'offerta&amp;nbsp;all-day dining&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;più casual, che unisce grande gastronomia nazionale alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mixology d'autore&lt;/strong&gt;, e una sala dedicata al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fine dining&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ispirazione mediterranea&lt;/strong&gt;, con i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grandi classici dello chef&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Il curriculum e le 2 stelle Michelin&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;De Santis porta con sé un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;curriculum&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di tutto rispetto: dalla formazione con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gennaro Esposito&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torre del Saracino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alle esperienze in Francia con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Georges Blanc&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e in Svizzera al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Domaine de Châteauvieux&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Philippe Chevrier&lt;/strong&gt;, fino ai passaggi con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pino Lavarra&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Andrea Aprea&lt;/strong&gt;. Le sue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;due stelle Michelin&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— la prima nel novembre 2019, la seconda nel novembre 2020 — le ha ottenute durante gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;anni fiorentini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il benvenuto al Grand Hotel Flora&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A dare il benvenuto allo chef sono stati il Chief Operating Officer&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Francesco Naldi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e il General Manager&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Simone D'Alessandro&lt;/strong&gt;, entrambi convinti che l'arrivo di De Santis rappresenti un passo decisivo nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;riposizionamento del Flora&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come punto di riferimento dell'&lt;strong&gt;hôtellerie romana di lusso&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;"L'eccellenza di Rocco De Santis sposa il nuovo corso dell'albergo - dichiara D'Alessandro - accogliamo &lt;strong&gt;uno dei migliori chef italiani&lt;/strong&gt;, maestro nel fondere estetica, tecnica e sapori mediterranei".&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un "nuovo inizio" a Roma per "alzare l'asticella"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chef De Santis, come è nata la decisione di lasciare Firenze e trasferirsi a Roma?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Dopo nove anni intensi, ricchi di traguardi e soddisfazioni importanti, ho scelto di rimettermi in gioco. Non per cambiare direzione, ma per evolvermi. Questa nuova avventura nasce dal desiderio di confrontarmi con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stimoli diversi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e da una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;visione condivisa&lt;/strong&gt;: creare un progetto capace di unire&amp;nbsp;&lt;strong&gt;identità, ricerca e ospitalità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in modo autentico e contemporaneo"&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come è cominciato il suo percorso in cucina?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Ho iniziato il mio percorso lavorativo già durante il periodo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scuola alberghiera&lt;/strong&gt;, muovendo i primi passi in cucina con le classiche stagioni estive. Subito dopo aver concluso gli studi ho avuto la fortuna di andare a lavorare da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gennaro Esposito&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torre del Saracino&lt;/strong&gt;, un ristorante in pieno fermento in quegli anni dove mi si è aperto un mondo e dove ho imparato tantissimo. È stata un'esperienza folgorante! Da lì la mia voglia di crescere e di approfondire nuove tecniche e conoscenze è cresciuta, portandomi a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;, all'&lt;strong&gt;Hotel Eden&lt;/strong&gt;, dove ho acquisito una visione di ristorazione più legata all'hôtellerie".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Poi ci sono state importanti esperienze internazionali.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Le esperienze forse più importanti sono state quelle in Francia da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Georges Blanc&lt;/strong&gt;, dove ho imparato il fascino del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rigore e della precisione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in cucina, e quella al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Domaine de Châteauvieux&lt;/strong&gt;, dove ho potuto affinare la mia conoscenza sulle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;carni, i fondi e le salse&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e dove ho appreso la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;metodica di una cucina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e di un'&lt;strong&gt;organizzazione perfetta&lt;/strong&gt;. Forte di queste esperienze all'estero sono tornato in Italia, dove ho intrapreso un percorso importante di crescita ulteriore con lo chef&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pino Lavarra&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e con lo chef&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Andrea Aprea&lt;/strong&gt;, senza dimenticare anche la tappa al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Byblos Art Hotel&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— tutti passaggi fondamentali della mia&amp;nbsp;&lt;strong&gt;formazione&lt;/strong&gt;, in cui conoscenza e consapevolezza si sono fuse in quella che oggi è la mia personale&amp;nbsp;&lt;strong&gt;visione di alta cucina&lt;/strong&gt;, che porterò adesso al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Grand Hotel Flora&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in questa nuova emozionante avventura"&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa porta con sé a Roma delle esperienze professionali vissute finora?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"Porto con me tutto &lt;strong&gt;ciò che ho costruito&lt;/strong&gt; finora, con la consapevolezza che ogni esperienza è un punto di partenza, mai di arrivo. Un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nuovo inizio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per crescere ancora,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;alzare l'asticella&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e scrivere insieme una pagina nuova".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:02:05 GMT</pubDate>
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      <title>La notizia che le ragazze della Generazione Z aspettavano da tempo</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-24/smalto-unghie-touchscreen-36261499/</link>
      <description>AGI - Finalmente arriva la notizia che le ragazze della Generazione Z aspettavano da sempre: è stato realizzato uno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalto trasparente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;capace di rendere le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;unghie lunghe compatibili con gli schermi touchscreen.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una notizia che potrebbe risolvere un angosciante&amp;nbsp;&lt;strong&gt;problema quotidiano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per molte utenti. Le 'speranze' arrivano da una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricerca&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;guidata da Manasi Desai e Joshua Lawrence del Centenary College of Louisiana, presentata al meeting primaverile dell’American Chemical Society (ACS). 
&lt;p&gt;I&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risultati preliminari&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;mostrano che una particolare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;formulazione chimica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;permette alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;unghie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di interagire con i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;touchscreen capacitivi&lt;/strong&gt;, simulando l’effetto del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tocco delle dita&lt;/strong&gt;. Gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;schermi capacitivi&lt;/strong&gt;, utilizzati nella maggior parte di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smartphone e tablet&lt;/strong&gt;, funzionano grazie a un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;campo elettrico&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che viene alterato da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;materiali conduttivi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come la pelle umana. Le unghie, essendo non conduttive, non producono questa variazione e quindi non vengono riconosciute dal dispositivo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come funziona lo smalto conduttivo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per superare questo limite, i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricercatori&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno sviluppato uno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in grado di trasportare una piccola&amp;nbsp;&lt;strong&gt;carica elettrica&lt;/strong&gt;. A differenza di precedenti tentativi basati su&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nanotubi di carbonio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o&amp;nbsp;&lt;strong&gt;particelle metalliche&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– potenzialmente pericolosi e poco versatili dal punto di vista estetico – il nuovo approccio utilizza&amp;nbsp;&lt;strong&gt;composti organici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;più sicuri e compatibili con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;formulazioni trasparenti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La scoperta della miscela promettente&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver testato 13&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalti commerciali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e oltre 50&amp;nbsp;&lt;strong&gt;additivi&lt;/strong&gt;, il team ha individuato come più promettente una combinazione di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;etanolammina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e derivati della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;taurina&lt;/strong&gt;. Questa miscela ha dimostrato di essere in grado di registrare il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tocco sugli schermi&lt;/strong&gt;, mantenendo al contempo una buona&amp;nbsp;&lt;strong&gt;trasparenza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
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  &lt;p&gt;&lt;a href="https://www.instagram.com/p/CLRFugXqYUA/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading"&gt;Un post condiviso da Isabella Franchi Nails (@unghiedellamadonna)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il meccanismo di trasferimento di carica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricercatori&lt;/strong&gt;, il meccanismo alla base del funzionamento non si basa su una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;conduzione elettrica classica&lt;/strong&gt;, ma su una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reazione acido-base&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che consente il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;trasferimento di carica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;attraverso il movimento di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;protoni&lt;/strong&gt;. Questo processo altera leggermente la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;capacità elettrica dello schermo&lt;/strong&gt;, rendendo il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;contatto rilevabile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Applicazioni e sfide future&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Il nostro&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalto trasparente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;può essere applicato sopra qualsiasi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;manicure&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o anche su&amp;nbsp;&lt;strong&gt;unghie naturali&lt;/strong&gt;”, ha spiegato Desai, sottolineando i possibili&amp;nbsp;&lt;strong&gt;benefici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;anche per persone con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;calli sulle dita&lt;/strong&gt;. Tuttavia, la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tecnologia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è ancora in fase iniziale. La formulazione attuale non garantisce&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prestazioni costanti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e la presenza di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;etanolammina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;comporta alcune&amp;nbsp;&lt;strong&gt;criticità&lt;/strong&gt;, tra cui una rapida evaporazione che limita l’efficacia a poche ore dopo l’applicazione. “Stiamo facendo il lavoro difficile di capire cosa non funziona, per arrivare a ciò che funzionerà”, ha affermato Lawrence.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Prossimi passi e obiettivo commerciale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il team sta ora lavorando per migliorare la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stabilità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e individuare alternative completamente&amp;nbsp;&lt;strong&gt;atossiche&lt;/strong&gt;. I&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricercatori&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno già depositato una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;domanda di brevetto provvisorio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e intendono proseguire gli studi per sviluppare una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;soluzione più efficace e sicura&lt;/strong&gt;. L’obiettivo è arrivare a un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prodotto commerciale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che unisca&amp;nbsp;&lt;strong&gt;funzionalità tecnologica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;praticità d’uso&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un nuovo argomento per influencer e 'nail artist'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le principali &lt;strong&gt;influencer unghie e nail artist in Italia &lt;/strong&gt;e nel mondo che definiscono le tendenze attraverso Instagram e TikTok hanno adesso un nuovo argomento per le loro 'storie'. Figure di spicco includon&lt;strong&gt;o Isabella Franchi (@unghiedellamadonna)&lt;/strong&gt;, nota per le manicure dei Ferragnez, &lt;strong&gt;Michela May (@lacoachdelleunghie)&lt;/strong&gt;, e la star internazionale &lt;strong&gt;Zola Ganzorigt (@nailsbyzola)&lt;/strong&gt;, artefice delle unghie virali di Hailey Bieber&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:38:00 GMT</pubDate>
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      <title>Al via nel weekend la festa del gelato che "fa cantare l'Europa"</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-19/gelato-day-eurovision-contest-36167660/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;24 marzo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si celebra in tutta Europa la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata Europea del Gelato Artigianale&lt;/strong&gt;, l'unica giornata che il Parlamento Europeo abbia dedicato a un alimento. Arrivata alla sua quattordicesima edizione, la Giornata ogni anno coinvolge migliaia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e appassionati per promuovere la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cultura del gelato artigianale&lt;/strong&gt;, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sapere artigiano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e l'&lt;strong&gt;eccellenza gastronomica europea&lt;/strong&gt;. La nuova edizione del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;contribuisce inoltre alla valorizzazione della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cucina italiana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e delle sue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizioni alimentari&lt;/strong&gt;, riconosciute dall'UNESCO come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patrimonio culturale immateriale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per l'edizione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si ispira al tema "Il Gelato che fa cantare l'Europa", creando un ponte simbolico tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gastronomia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in omaggio all'&lt;strong&gt;Eurovision Song Contest&lt;/strong&gt;, che si svolgerà a Vienna dal 12 al 16 maggio 2026. Un incontro tra due linguaggi universali,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gusto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;, in un racconto corale di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creatività&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;identità europee&lt;/strong&gt;. Protagonista della giornata sarà il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gusto dell'Anno 2026 "Melody"&lt;/strong&gt;, un'armoniosa composizione di sapori che richiama l'idea di una partitura musicale: una base cremosa e avvolgente, completata da una variegatura di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pistacchio&lt;/strong&gt;, granella di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pistacchio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e una delicata&amp;nbsp;&lt;strong&gt;salsa all'arancia&lt;/strong&gt;, che aggiunge una nota agrumata e luminosa al gusto. La sua&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricetta ufficiale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è firmata dal&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestro gelatiere Juanma Guerrero&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;della gelateria "Sicilia Gelati" di Torre del Mar (Malaga), che ha vinto il concorso indetto da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Artglace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;durante l'ultima edizione di SIGEP World - The World Expo for Foodservice Excellence. Il gusto "Melody" sarà proposto nelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie aderenti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;al Gelato Day sia nella versione originale, secondo la ricetta ufficiale, sia reinterpretato dai&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con ingredienti e ispirazioni del proprio territorio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli appuntamenti pre-Gelato Day&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In tutta Europa il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà accompagnato da un ricco calendario di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;iniziative&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che coinvolgeranno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e appassionati. Gli appuntamenti prenderanno il via sabato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;21 e domenica 22 marzo&lt;/strong&gt;: il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà tra i protagonisti di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Agrimont 2026&lt;/strong&gt;, la fiera nazionale dell'agricoltura di montagna in programma a Longarone. Domenica, nell'Area Incontri del Padiglione C, spazio a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e momenti di approfondimento dedicati al Gelato Day. Si prosegue lunedì&amp;nbsp;&lt;strong&gt;23 marzo a Roma&lt;/strong&gt;, dove il Criollo - Il Bistrot del Gelato (via G. Bagnera, 59) ospiterà "Insieme per un Gelato", un evento che riunirà venti&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri italiani e internazionali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per una giornata di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;showcooking&lt;/strong&gt;, incontri e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;attività dedicate anche ai più piccoli&lt;/strong&gt;, con una finalità solidale a sostegno dell'ODV "Il Cuore Grande di Flavio".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le celebrazioni ufficiali e gli eventi successivi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Martedì&amp;nbsp;&lt;strong&gt;24 marzo&lt;/strong&gt;, giorno ufficiale della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata Europea del Gelato Artigianale&lt;/strong&gt;, numerose&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in tutta Europa proporranno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;eventi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e reinterpretazioni creative del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gusto dell'Anno&lt;/strong&gt;, contribuendo a trasformare il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in una grande festa diffusa dedicata al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;. Menzione speciale per le celebrazioni presso il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;MASAF&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste - dove i gelatieri offriranno il gusto dell'anno all'interno del Ministero, e per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Vienna&lt;/strong&gt;, dove, alla Gelateria Ponto, il pubblico potrà scoprire un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pop-up museum&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dedicato alla storia del gelato in Austria, assistere a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dimostrazioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;, partecipare a momenti di approfondimento sul rapporto tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato e benessere&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e prendere parte a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;laboratori e attività pensate per famiglie e bambini&lt;/strong&gt;. Le iniziative dedicate all'alimento più amato in tutto il mondo proseguiranno poi anche nei mesi successivi:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ConGelato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;supporterà il Gelato Day durante la nuova edizione della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Milano Gelato Week&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(in programma dal 14 al 19 aprile 2026) e a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Vienna&lt;/strong&gt;, dal 14 al 25 maggio 2026, in occasione dello&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Stefflkirtag&lt;/strong&gt;, la festa dedicata alla Cattedrale di Santo Stefano, che si svolge a Stephansplatz, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà protagonista tra gli stand gastronomici e gli appuntamenti dedicati al pubblico, portando lo spirito del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nel cuore della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;città&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;durante le settimane dell'&lt;strong&gt;Eurovision Song Contest&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il commento del presidente di Artglace&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Con l'edizione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;, ispirata all'&lt;strong&gt;Eurovision&lt;/strong&gt;, vogliamo raccontare un'Europa che si riconosce nei valori di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;condivisione&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;diversità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dialogo&lt;/strong&gt;. Il conto alla rovescia verso il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day 2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è ufficialmente iniziato! - commenta&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Domenico Belmonte&lt;/strong&gt;, Presidente di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Artglace&lt;/strong&gt;. - La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata Europea del Gelato Artigianale&lt;/strong&gt;, unica giornata dedicata dal Parlamento Europeo a un alimento, rappresenta oggi uno straordinario simbolo della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizione artigianale&lt;/strong&gt;, della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;qualità delle materie prime&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cultura gastronomica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;condivisa tra i popoli europei. È un'occasione per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;valorizzare il lavoro dei gelatieri artigiani&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e promuovere un prodotto che unisce&amp;nbsp;&lt;strong&gt;storia&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;innovazione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;identità territoriale&lt;/strong&gt;. Siamo particolarmente felici di annunciare che anche l'&lt;strong&gt;Ungheria&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si è recentemente unita alla nostra Confederazione, rafforzando ulteriormente il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;progetto europeo di Artglace&lt;/strong&gt;. La famiglia del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;continua così a crescere, portando avanti con entusiasmo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;attività di promozione&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;collaborazione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scambio culturale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra i Paesi. Il nostro impegno è quello di continuare ad espandere questa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rete europea&lt;/strong&gt;, coinvolgendo sempre più nazioni affinché il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;diventi una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;festa condivisa&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in tutta Europa. Invitiamo quindi anche gli altri Paesi a unirsi a noi per celebrare insieme l'&lt;strong&gt;arte del gelato artigianale&lt;/strong&gt;, simbolo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;qualità&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creatività&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;amicizia tra i popoli&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
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      <title>L'IA aiuta a trovare il ristorante giusto senza fidarsi delle recensioni</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-08/trovare-ristorante-giusto-recensioni-trovamenu-36001278/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Si moltipicano le app che si basano sulla valutazione delle recensioni per suggerire &lt;strong&gt;dove andare a mangiare&lt;/strong&gt;, ma una coppia di italiani ha deciso di superare i limiti di questo sistema, creando un portale che trova il match perfetto tra i desideri gastronomici dell’utente e il ristorante.&amp;nbsp;“La nostra idea" spiegano Alessio Marzo e Chiara Ercoli raccontando trovamenu.it, "è quella di partire dai desideri dell’utente e trovare un posto capace di soddisfarli per fargli vivere un'esperienza indimenticabile”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, dopo il successo di leggimenu.it, il menù digitale gratuito utilizzato da oltre 34.000 ristoratori, i due imprenditori lanciano una nuova piattaforma che, grazie a un software di intelligenza artificiale, permette di scegliere e prenotare il ristorante&lt;strong&gt; garantendo il match migliore &lt;/strong&gt;tra i desideri degli utenti e le proposte culinarie.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Con questa nuova piattaforma è possibile rintracciare il posto davvero giusto per un pranzo o una cena, ma anche per l’aperitivo e il brunch, senza correre il rischio di affidarsi a giudizi falsati o contenuti fake” spiegano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'idea nasce dalla necessità di supportare i ristoratori a creare e gestire il proprio menù digitale. “A un certo punto, però, ci siamo resi conto di avere in mano &lt;strong&gt;un asset enorme e unico&lt;/strong&gt;"&amp;nbsp;spiegano i due imprenditori "migliaia di menù digitali reali, leggibili e costantemente aggiornati dai gestori, con dati concreti (piatti, prezzi, categorie, ingredienti, allergeni) e ci siamo domandati: se noi sappiamo cosa cucinano davvero i ristoranti, perché l’utente finale dovrebbe ancora scegliere ‘alla cieca’ tra liste e recensioni?”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La piattaforma ribalta il paradigma classico: invece di scorrere ristoranti sperando di 'azzeccare' &lt;strong&gt;l’utente racconta cosa ha voglia di mangiare&lt;/strong&gt; e l’IA trova i locali più adatti basandosi sui menù reali e aggiornati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Trovamenu.it nasce dall’incrocio tra un database di menù che oggi non ha equivalenti in Italia e l’AI che trasforma una richiesta in linguaggio naturale in un match preciso. È il passaggio di leggimenu.it da strumento per il ristoratore a piattaforma 'a doppio versante': utile a chi offre, e utilissima a chi deve scegliere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un progetto che &lt;strong&gt;supera l'impasse delle recensioni &lt;/strong&gt;con tutti i loro limiti e punta a creare un’esperienza su misura per il cliente. “Le recensioni sono utili, ma non sono un sistema sempre affidabile perché nascono per raccontare un’esperienza soggettiva, non per descrivere in modo preciso e verificabile cosa troverai davvero” dicono Marzo e Ercoli “Prima di tutto, sono parziali e contestuali, non basta leggerne 2 o 3: per avere un’idea davvero corretta, in teoria, dovremmo leggerle tutte e nella pratica questo non è realistico. Inoltre c’è un limite strutturale: le recensioni quasi mai descrivono il menù”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma trovamenu.it non butta via le recensioni: “Noi le usiamo, ma nel modo giusto"&amp;nbsp;spiegano ancora dalla startup "l’IA&amp;nbsp;ne tiene conto e tende a valorizzare i ristoranti ben recensiti, però non sceglie solo in base a quello. La base del matching è ciò che conta davvero per la scelta:&lt;strong&gt; il menù reale, leggibile e aggiornato&lt;/strong&gt;, piatto per piatto per un utente preparato che non è costretto a scegliere alla cieca”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fra i criteri di ricerca non solo il tipo di cucina, si possono scegliere anche i piatti che si vorrebbero assaggiare, &lt;strong&gt;il mood dell'ambiente -&lt;/strong&gt; più intimo o più conviviale -&amp;nbsp; ed è possibile anche segnalare eventuali allergie o indicare la distanza massima da percorrere per arrivare a destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma trovamenu.it va oltre i filtri preimpostati: a partire dagli interessi espressi dell’utente, l’IA costruirà un percorso dinamico personalizzato: “Cosa ti fa venire l’acquolina?” e “Con chi condividerai l’esperienza?” sono solo alcune delle domande più frequenti generate dall’intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta elaborate le risposte verrà restituita una selezione di posti fra gli oltre 34.000 ristoranti italiani aderenti al sistema di cui l’utente potrà consultare il menù aggiornato e &lt;strong&gt;prenotare un tavolo direttamente online&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli ideatori hanno pensato anche all’effetto sorpresa. “Di base l’AI propone i ristoranti più a fuoco con ciò che l’utente ha descritto"&amp;nbsp;spiegano "quando però capisce che i match perfetti sono pochi e non bastano a darti una scelta reale, attiva una modalità più 'esplorativa': amplia in modo intelligente il ventaglio e &lt;strong&gt;aggiunge proposte laterali&lt;/strong&gt;, sempre coerenti con i gusti espressi”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sintesi succede quello che accade con le piattaforme di streaming: oltre a ciò che “matcha al 100%”, il sito propone alternative basate su affinità che spesso l’utente non collega da solo. “La cosa importante"&amp;nbsp;concludono Marzo e Ercoli "è che non è mai casuale: &lt;strong&gt;tutto è basato su dati concreti&lt;/strong&gt;, cioè sui menù digitali reali e aggiornati, quindi l’utente può verificare subito il perché del suggerimento. E, per quanto riguarda, il ristoratore, questo meccanismo aumenta le occasioni di essere scoperti dal pubblico giusto anche quando non si è “il solito nome” della zona”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 05:07:18 GMT</pubDate>
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