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    <title>Agi</title>
    <link>https://www.agi.it</link>
    <description>Agi contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Mon, 25 May 2026 18:10:54 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
    <dc:date>2026-05-25T18:10:54Z</dc:date>
    <dc:language>it-it</dc:language>
    <item>
      <title>“Il disagio dei figli e la crisi delle coppie sono lo stesso sintomo”</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-05-25/cristina-berrettini-disagio-figli-crisi-coppie-stesso-sintomo-37231732/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Una madre che racconta di un figlio chiuso nella sua stanza. Una donna separata che dice di non credere più nella coppia. Per Cristina Berrettini, antropologa e consulente familiare, non sono due storie diverse. Sono due manifestazioni dello stesso fenomeno: una cultura che ha trasferito sulle famiglie, sulle relazioni e sui ragazzi un peso che un tempo veniva sostenuto da reti più ampie, comunità, riti collettivi, strutture sociali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Berrettini, che lavora a Roma con famiglie, coppie e adolescenti, ha maturato questa lettura anche dopo aver ascoltato Massimo Recalcati al Festival delle Idee di Roma. “Lui parlava di ragazzi che spariscono. Io pensavo alle coppie che arrivano nel mio studio. E ho capito che stavo ascoltando la stessa storia raccontata da età diverse”, spiega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che rapporto c’è tra disagio giovanile e crisi della coppia?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Per anni li ho considerati due problemi distinti. Poi ho capito che non stavo lavorando su due emergenze separate. Stavo ascoltando due generazioni che cedevano sotto lo stesso peso. Il disagio giovanile e il collasso della coppia non sono due sintomi diversi: sono lo stesso sintomo, visto a età diverse”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da dove nasce questo peso?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Da una cultura che ha trasformato il fallimento in colpa. Alain de Botton lo spiega molto bene in Status Anxiety: nelle società meritocratiche, l’idea che ciascuno possa farcela se lo merita ha un rovescio inevitabile. Chi non ce la fa, se lo merita e nel fallimento non sono più contemplati la sfortuna, il limite umano o evento della vita, ma solo la colpa personale. E questa logica entra nelle case, nei rapporti, nella relazione con i figli”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come passa questa ansia dai genitori ai figli?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“'Nel pensiero di Winnicott emerge una domanda fondamentale del bambino: sono amato anche quando fallisco? Il punto è che il genitore non trasmette intenzionalmente ansia da prestazione. La trasmette perché ci vive dentro. La cultura meritocratica diventa il mare in cui nuota. Il figlio riceve il messaggio anche se nessuno lo esplicita”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;È qui che nasce il ritiro sociale?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“In parte sì. Recalcati descrive due risposte possibili. Alcuni ragazzi reagiscono con l’iperperformance: visibilità a tutti i costi, godimento senza freni, eccesso. Altri fanno l’opposto: spariscono. Diventano invisibili, escono dalla scena. La cosa più controcorrente, e per me più importante, è questa: non sempre è fragilità. A volte è una risposta adattiva. In un sistema in cui o vinci o sei in colpa, scomparire può diventare la risposta più sensata disponibile”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E la coppia dove si colloca in questa dinamica?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“A monte. Esther Perel ha mostrato come il matrimonio sia cambiato storicamente. Prima era un’alleanza economica, poi un legame affettivo. Oggi è diventato un progetto identitario totale. Chiediamo a una sola persona di essere stabilità emotiva, specchio intellettuale, sostegno psicologico, conferma di chi siamo e promessa di chi vogliamo diventare. È un carico enorme. Nessuna coppia nella storia umana era stata costruita per reggere tutto questo da sola”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quindi molte coppie non finiscono perché manca l’amore?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Esatto. Nel mio lavoro vedo coppie che non hanno smesso di amarsi. Si sono semplicemente esaurite. Vedo genitori che amano profondamente i figli e, senza accorgersene, trasmettono loro l’ansia che li consuma. E vedo adolescenti che non sono fragili: sono testimoni lucidissimi di un sistema che ha chiesto troppo alle persone sbagliate”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa accomuna adulti e ragazzi quando arrivano da lei?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Si scusano. Gli adulti si scusano per come è andata la relazione. I ragazzi si scusano per come stanno. Il primo lavoro che faccio è togliere loro quella scusa di mano. Non perché siano senza responsabilità, ma perché quella colpa spesso non appartiene interamente a loro. Il mio sguardo antropologico mi permette di fare un passo indietro rispetto alla singola storia: prima di chiedermi cosa non funziona in questa persona, mi chiedo in quale sistema questa persona si trova a vivere. È una differenza di metodo che in consulenza cambia tutto”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché continuiamo a leggere questi fenomeni separatamente?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Perché è più semplice. Abbiamo convegni sul disagio giovanile e convegni sulla crisi della coppia. Politiche per la famiglia e politiche per la salute mentale degli adolescenti. Ma finché li tratteremo come problemi distinti, continueremo a rattoppare i sintomi senza toccare la causa”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qual è, allora, la causa?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Non è che le persone siano diventate più fragili. È che abbiamo smantellato le strutture che reggevano il peso, e poi ci siamo stupiti quando le persone hanno cominciato a cadere. Il filo che unisce il disagio dei figli e il collasso delle coppie non è la fragilità individuale. È una cultura che ha trasformato ogni momento della vita in una performance da valutare”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Esiste una soluzione?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La risposta onesta è che non esiste una soluzione individuale a un problema strutturale. Il reset, se arriva, arriva attraverso comunità e nuovi riti collettivi. Non riti come decorazione culturale, ma nella loro funzione originaria: momenti in cui una persona viene accompagnata attraverso una soglia senza dover dimostrare nulla”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da dove si può ripartire?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Dalla consapevolezza. Non basta, ma è già un inizio. Capire che non tutto il dolore individuale nasce da una colpa individuale cambia il modo in cui guardiamo i figli, le coppie, le famiglie. E forse anche il modo in cui proviamo a ricostruire quello che abbiamo lasciato cadere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2026 17:15:17 GMT</pubDate>
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      <title>A Bolzano per due giorni le eccellenze vitivinicole a Vinaltum</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-05-16/vino-bolzano-vinaltum-37089073/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Giunge alla terza edizione &lt;strong&gt;Vinaltum&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Festival delle eccellenze vitivinicole&lt;/strong&gt; d'Italia e del mondo, in programma oggi 17 maggio e domani a &lt;strong&gt;Castel Mareccio&lt;/strong&gt;, il castello medievale del XIII secolo immerso tra i &lt;strong&gt;vigneti&lt;/strong&gt; alle porte di &lt;strong&gt;Bolzano&lt;/strong&gt;, con vista panoramica sulla &lt;strong&gt;Valle dell'Adige&lt;/strong&gt;. Un evento di respiro nazionale e internazionale che sceglie ancora una volta il territorio altoatesino come palcoscenico privilegiato, confermando Bolzano come punto di riferimento per la &lt;strong&gt;cultura del vino di qualità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La grande &lt;strong&gt;degustazione&lt;/strong&gt; si svolge nelle due giornate con orario 12.00-18.00: oggi aperta al pubblico, lunedì 18 maggio riservata agli &lt;strong&gt;operatori del settore&lt;/strong&gt; e agli ospiti invitati. La scelta di &lt;strong&gt;Castel Mareccio&lt;/strong&gt; non è casuale: incarna perfettamente i valori di Vinaltum (storia, territorio, eccellenza) e rappresenta un salto di qualità nell'identità dell'evento. Un segnale colto anche dalle &lt;strong&gt;istituzioni locali&lt;/strong&gt;: Vinaltum 2026 si fregia del patrocinio del &lt;strong&gt;Comune di Bolzano&lt;/strong&gt; e del supporto dell'&lt;strong&gt;Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano&lt;/strong&gt;, nell'ambito della strategia di posizionamento di Bolzano come &lt;strong&gt;Città del Vino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Degustazione esclusiva&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;In occasione dell'apertura della terza edizione di Vinaltum, gli ospiti saranno accompagnati in una &lt;strong&gt;degustazione esclusiva&lt;/strong&gt; firmata &lt;strong&gt;Pasqua Wines&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Kettmeir&lt;/strong&gt;, due realtà iconiche accomunate da una visione contemporanea dell'eccellenza vinicola - all'interno del &lt;strong&gt;multibrand store&lt;/strong&gt; - simbolo del lusso internazionale a Bolzano, moda, design e cultura del vino si incontrano in un'atmosfera raffinata e coinvolgente, anticipando lo spirito di Vinaltum. E per la serata di domenica è in arrivo una sorpresa esclusiva firmata &lt;strong&gt;Franz Kraler&lt;/strong&gt;, Chalet Franz Kraler Cortina - Club Moritzino. Vinaltum 2026 è anche una storia di &lt;strong&gt;collaborazioni locali&lt;/strong&gt; che ne moltiplicano il valore per il territorio. Il &lt;strong&gt;Goldenstern Townhouse Bolzano&lt;/strong&gt;, storico edificio dell'800 sapientemente restaurato con sedici suite nel cuore del centro storico, e &lt;strong&gt;Castel Hortenberg&lt;/strong&gt;, residenza nobiliare con vista sui vigneti dell'&lt;strong&gt;Alto Adige&lt;/strong&gt;, sono il partner ufficiale per l'&lt;strong&gt;ospitalità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Logistica e partnership&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;logistica&lt;/strong&gt; è affidata ad &lt;strong&gt;Arco Spedizioni&lt;/strong&gt; in qualità di Main Sponsor. Completano il quadro delle partnership: &lt;strong&gt;Sophienwald&lt;/strong&gt; con UNO Glassworks, &lt;strong&gt;Franz Kraler&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Banca Alto Adige Sudtirol&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Cassa di Risparmio di Bolzano Sparkasse&lt;/strong&gt;, con la collaborazione di &lt;strong&gt;FISAR&lt;/strong&gt;. "Castel Mareccio, il Goldenstern Townhouse, Castel Hortenberg, il patrocinio del Comune di Bolzano e il supporto dell'Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano: non sono solo nomi sul programma, sono la dimostrazione che Vinaltum sta diventando parte dell'identità di questo territorio", dichiara &lt;strong&gt;Danilo D'Ambra&lt;/strong&gt;, ideatore di Vinaltum. "La nuova sede di Castel Mareccio è la cornice più eloquente che potessimo immaginare per i vini e i Produttori che ospitiamo. Un luogo che parla di storia, di territorio e di bellezza, esattamente come i vini che vi si degustano."&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 16 May 2026 21:44:41 GMT</pubDate>
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      <title>Al Gazometro Heinz Beck e gli altri chef stellati di 'Taste of Roma'</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-05-06/food-heinz-beck-gazometro-36925711/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Sotto la pioggia prende il via nel quartiere &lt;strong&gt;Ostiense&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;, al &lt;strong&gt;Gazometro&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;decima edizione&lt;/strong&gt; di 'Taste of Roma' che, per questo &lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;, inaugura un nuovo corso più aperto e inclusivo, ma sempre con l’obiettivo primario di rendere l’&lt;strong&gt;alta cucina&lt;/strong&gt; accessibile, conviviale e vicina al grande pubblico. Da questa sera fino a domenica &lt;strong&gt;10 maggio&lt;/strong&gt;, infatti, l’ex stabilimento di approvvigionamento di &lt;strong&gt;gas&lt;/strong&gt; si trasformerà in un vero e proprio villaggio di gusto che ospiterà le cucine di ben &lt;strong&gt;20 ristoranti capitolini&lt;/strong&gt;, tra nomi illustri e nuove insegne che si stanno facendo largo nel panorama gastronomico d’eccellenza.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chef stellati&lt;/strong&gt; e giovani esponenti dell’&lt;strong&gt;avanguardia gastronomica romana&lt;/strong&gt; si troveranno quindi uno di fianco all’altro per trasmettere agli avventori di 'Taste of Roma' la propria identità, attraverso piatti &lt;strong&gt;signature&lt;/strong&gt; che hanno fatto la storia dei ristoranti o che rappresentano l’essenza più intima e autentica della filosofia che ne sta alla base. Da segnalare ben &lt;strong&gt;25 proposte per celiaci&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;13 per vegetariani&lt;/strong&gt;. Piatto dopo piatto, il pubblico sarà immerso in un’&lt;strong&gt;atmosfera&lt;/strong&gt; ricca di suggestioni, tra profumi inebrianti, i suoni delle cucine in movimento e le note dei &lt;strong&gt;dj set&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;RDS&lt;/strong&gt; (Radio Dimensione Suono).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli chef protagonisti: Heinz Beck&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Quattro saranno gli &lt;strong&gt;chef protagonisti&lt;/strong&gt; nel corso di tutti e cinque i giorni. &lt;strong&gt;Heinz Beck&lt;/strong&gt;, chef del tristellato &lt;strong&gt;La Pergola&lt;/strong&gt;, al roof del &lt;strong&gt;Rome Cavalieri Waldorf Astoria&lt;/strong&gt;, spiega che "per questa edizione ho immaginato un percorso dove leggerezza e benessere si intrecciano e omaggiano la &lt;strong&gt;tradizione italiana&lt;/strong&gt;”. Ecco allora la &lt;strong&gt;tartare di ricciola&lt;/strong&gt; marinata con &lt;strong&gt;tempeh di mandorle&lt;/strong&gt; e salsa di &lt;strong&gt;chufa&lt;/strong&gt;; i &lt;strong&gt;sedanini De Cecco&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;gamberi rossi&lt;/strong&gt;, purea di &lt;strong&gt;melanzane affumicate&lt;/strong&gt; e croccante di pane e, a chiudere, la &lt;strong&gt;sfera di fragole e panna&lt;/strong&gt;, arricchita dalla &lt;strong&gt;kombucha&lt;/strong&gt; e dai profumi di rosa.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli chef protagonisti: Del Duca, Cavallaro e Zezza&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Davide Del Duca&lt;/strong&gt; che da &lt;strong&gt;Osteria Fernanda&lt;/strong&gt; valorizza l’artigianalità della cucina d’autore e propone un &lt;strong&gt;menu&lt;/strong&gt; di contrasti e tecniche diverse, con prodotti come la &lt;strong&gt;rosa canina&lt;/strong&gt; e lo &lt;strong&gt;shizu&lt;/strong&gt; al posto del pomodoro e del basilico, legati da un elemento morbido come la &lt;strong&gt;spuma di parmigiano&lt;/strong&gt;. Insomma una rivisitazione del classico pomodoro, basilico e parmigiano. &lt;strong&gt;Andrea Cavallaro&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Sbracio&lt;/strong&gt;, locale incentrato sulla cottura a carbone che, in questo Taste, intende creare dei cortocircuiti sensoriali unendo sapori di terra e di mare, con una tecnica rigorosa messa al servizio del sapore primordiale. E, ancora, &lt;strong&gt;Giacomo Zezza&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Bistrot 64&lt;/strong&gt;, con un menu che è un “ritorno all’essenza, un costante dialogo tra comfort e ricerca, dove il mondo vegetale si fa asse portante”. &lt;strong&gt;Porro&lt;/strong&gt; servito con &lt;strong&gt;lenticchie&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;nocciole&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Pici burro e alici&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Maiale&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;miso alla cacciatora&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;cicoria&lt;/strong&gt; saranno i piatti da lui proposti. Da mercoledì 6 a venerdì 8 maggio&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I protagonisti dei primi tre giorni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra i protagonisti dei primi tre giorni ci sarà &lt;strong&gt;Angelo Troiani&lt;/strong&gt;, patron de &lt;strong&gt;Il Convivio Troiani&lt;/strong&gt;, con un menu pensato apposta per questa edizione di Taste e basato sulle parole “unisci, crea, cucina”. Spazio, dunque, all’&lt;strong&gt;Ajo e Ojo&lt;/strong&gt; che unisce sapori molto netti e contrastanti tra loro, e &lt;strong&gt;Sesto Quarto&lt;/strong&gt;, ovvero la coppa di maiale. Ultima proposta in menu alcuni dei piatti più iconici in formato finger food. Una cucina giocosa in cui la tradizione dialoga con la contemporaneità è quella proposta da &lt;strong&gt;Danilo Mancini&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;Anavà&lt;/strong&gt;, che per l’occasione ha pensato a tre piatti degli anni ‘80 riproposti in chiave moderna: dal &lt;strong&gt;Cocktail di gamberi&lt;/strong&gt;, in cui la materia prima viene esplorata in tutte le sue consistenze, al &lt;strong&gt;Fragoloso&lt;/strong&gt; in cui la dolcezza diventa ricerca tecnica, passando per la &lt;strong&gt;Penna alla Vodka&lt;/strong&gt;, un’icona senza tempo riletta con eleganza e vigore.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Roma e Sicilia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un incontro tra &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Sicilia&lt;/strong&gt; sarà invece il percorso proposto dallo chef &lt;strong&gt;Natale Giunta&lt;/strong&gt; che da &lt;strong&gt;Oro Bistrot&lt;/strong&gt; ha portato la sua cucina ricca di gusto. Tra i piatti scelti, al Taste, ci saranno la &lt;strong&gt;Tartare di anatra affumicata&lt;/strong&gt; e il suo &lt;strong&gt;Rocher&lt;/strong&gt; ma anche le &lt;strong&gt;Ribs di maiale alla diavola&lt;/strong&gt; e i &lt;strong&gt;Tonnarelli cacio e peperone&lt;/strong&gt;. Per &lt;strong&gt;Roberto Bonifazi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Francesco Brandini&lt;/strong&gt;, executive chef di &lt;strong&gt;Tribuna Campitelli&lt;/strong&gt; Taste rappresenta un’occasione preziosa di confronto, scambio di idee e crescita condivisa. “Portiamo un &lt;strong&gt;sandwich di ricciola&lt;/strong&gt;, pensato per l’aperitivo, accompagnato da un calice di bollicine; un &lt;strong&gt;raviolo&lt;/strong&gt; con sapori mediterranei reinterpretati con il nostro tocco e una &lt;strong&gt;zuppa di pesce&lt;/strong&gt;, piatto simbolo di Tribuna Campitelli, che racconta la nostra idea di cucina semplice, ma sempre ricca di gusto”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il menu di 'Nomos Ante'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lo chef &lt;strong&gt;Giulio Zoli&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Nomos Ante&lt;/strong&gt; propone nel suo menu un “viaggio” tra culture e sapori diversi, guidato da tecnica e precisione. Il filo conduttore è l’&lt;strong&gt;equilibrio&lt;/strong&gt;: ingredienti e influenze internazionali vengono combinati in modo essenziale e coerente, mantenendo sempre chiarezza e identità nel piatto. A chiudere la squadra dei ristoranti del 6/8 maggio lo stellato &lt;strong&gt;Il Tino&lt;/strong&gt; (chef &lt;strong&gt;Daniele Usai&lt;/strong&gt;), &lt;strong&gt;Casa Malgarini&lt;/strong&gt; (chef &lt;strong&gt;Leonardo Malgarini&lt;/strong&gt;) e &lt;strong&gt;Fase - Cucina Spontanea&lt;/strong&gt; (chef &lt;strong&gt;Federico Salvucci&lt;/strong&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il weekend del Taste of Roma&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Da sabato 9 a domenica 10 maggio nel weekend del Taste in scena &lt;strong&gt;Andrea Pasqualucci&lt;/strong&gt;, chef del ristorante stellato &lt;strong&gt;Moma&lt;/strong&gt;, che propone l’anima autentica del ristorante, dalle influenze dei sapori forti e decisi della cucina laziale alla passione per il &lt;strong&gt;quinto quarto&lt;/strong&gt;. Dalle &lt;strong&gt;Tagliatelle di seppia alla puttanesca&lt;/strong&gt; ai &lt;strong&gt;Tortelli di stracchino stagionato, mandorle e limone nero&lt;/strong&gt;, per finire alle &lt;strong&gt;Animelle alla Diavola&lt;/strong&gt; con ketchup di susine e basilico, ovvero piccantezza, dolcezza e profondità. &lt;strong&gt;Heros De Agostinis&lt;/strong&gt;, chef fresco di stella alla guida di &lt;strong&gt;Ineo&lt;/strong&gt;, propone invece un viaggio attraverso sapori nuovi e storie lontane con tre piatti che raccontano le sue radici più profonde, dall’intensità della cucina eritrea all’essenzialità della tradizione abruzzese. Piatti pensati per chi ama viaggiare e lasciarsi guidare dalle percezioni. “Tre portate senza confini, tratto distintivo di una cucina libera e personale”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Tra terra, mare e vegetale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In dialogo continuo tra terra, mare e vegetale saranno invece le proposte di &lt;strong&gt;Alessandro Pietropaoli&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;The Green&lt;/strong&gt; all’interno di &lt;strong&gt;Hilton Rome Eur La Lama&lt;/strong&gt;. Dalla sua cucina, frutto di un dialogo continuo tra tecnica, emozione e tradizione italiana, usciranno piatti che uniranno intensità e delicatezza attraverso l’utilizzo consapevole di tecniche come l’&lt;strong&gt;affumicatura&lt;/strong&gt;. Un menu contemporaneo che lo chef definisce “radici in movimento”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le proposte del weekend&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sempre sabato e domenica &lt;strong&gt;Nicolò&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Manuel Palescandolo Trecastelli&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Trecca&lt;/strong&gt;, osteria con cucina romana autentica, proporranno “piatti profondamente identitari, capaci di raccontare chi siamo, cosa ci piace mangiare e cucinare”. Spazio allora a uno &lt;strong&gt;street food&lt;/strong&gt; che affonda le radici nel mondo della &lt;strong&gt;pizza&lt;/strong&gt;, a un omaggio alla grande tradizione romana e, infine, un &lt;strong&gt;pane e companatico&lt;/strong&gt;, umile nella forma, ma potente nel significato”. &lt;strong&gt;Eiji Yamamoto&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;Sushisen&lt;/strong&gt;, racconta il pensiero che si cela dietro ai piatti che presenterà al Taste. “La nostra cucina è espressione di tradizione e creatività. Partendo dalla qualità assoluta di ingredienti unici e stagionali non cessiamo mai di dare nuove emozioni, che nascono dai sapori autentici della tradizione del &lt;strong&gt;Sol Levante&lt;/strong&gt;”. Tra questi la &lt;strong&gt;Tartare di tonno rosso al miso&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;kumquat&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;caviale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I profumi mediterranei&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ciro Alberto Cucciniello&lt;/strong&gt;, chef di &lt;strong&gt;Carter Oblio&lt;/strong&gt;, ha selezionato due piatti dai suadenti profumi mediterranei, che propongono un &lt;strong&gt;allevamento consapevole&lt;/strong&gt; e una &lt;strong&gt;pesca sostenibile&lt;/strong&gt; attraverso due pesci del Mediterraneo che in cucina raccontano storie completamente diverse: &lt;strong&gt;Tonn’a Surriento&lt;/strong&gt;, che rievoca i profumi della &lt;strong&gt;Penisola Sorrentina&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Corba Rossa del Gargano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Cocco&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Frutti di Mare&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Citronella&lt;/strong&gt;, con vibranti contaminazioni asiatiche.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Babà e maritozzo rivisitato&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Infine, il &lt;strong&gt;Babà alla Pastiera Napoletana&lt;/strong&gt;. Ancora, &lt;strong&gt;Sando – Ie Koji&lt;/strong&gt;, con lo chef &lt;strong&gt;Koji Nakai&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Futura&lt;/strong&gt; della chef &lt;strong&gt;Anastasia Paris&lt;/strong&gt;. “La nostra cucina vuole rendere onore alla materia, alla ricerca e con queste creare un’&lt;strong&gt;armonia&lt;/strong&gt; che non spaventi, ma allo stesso tempo sia identitaria”, spiega la chef. A firmare la &lt;strong&gt;mise en place&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Taste of Roma&lt;/strong&gt; come sponsor tecnico sarà &lt;strong&gt;GreenGate&lt;/strong&gt;, che trasformerà ogni piatto in un elemento di stile e rendendo ogni degustazione un’&lt;strong&gt;esperienza&lt;/strong&gt; anche sostenibile. A Taste of Roma sarà presente anche il noto pizzaiolo &lt;strong&gt;Edoardo Papa&lt;/strong&gt; che, con la moglie &lt;strong&gt;Emanuela&lt;/strong&gt; e i suoi due figli &lt;strong&gt;Giordana&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Gabriele&lt;/strong&gt; (i Papas), presenterà il “&lt;strong&gt;Romanozzo&lt;/strong&gt;”, evoluzione di un prodotto tipicamente romano come il &lt;strong&gt;maritozzo&lt;/strong&gt;, reinventato negli impasti. Morbido e leggero come una nuvola, gustoso e appagante come un piatto d’autore, divertente e conviviale come una fetta di pizza, il &lt;strong&gt;Romanozzo&lt;/strong&gt; parla un linguaggio giovane, pop e veloce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 06 May 2026 18:01:45 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Uno chef stellato a Via Veneto, Rocco De Santis al Grand Hotel Flora</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-04-09/chef-stellato-hotel-flora-36505333/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Roma&amp;nbsp;si arricchisce di un nuovo protagonista dell'&lt;strong&gt;alta cucina&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rocco De Santis&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;chef campano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;classe '79 con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;due stelle Michelin&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;conquistate a Firenze, è il nuovo Executive Chef del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Grand Hotel Flora&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di via Vittorio Veneto. Dall'8 aprile è alla guida del progetto di ristorazione dell'albergo, che culminerà questa estate con la&lt;strong&gt; riapertura del&amp;nbsp;Rooftop&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;al settimo piano, dopo un importante restyling firmato dallo studio newyorkese&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Tihany Design&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— lo stesso che ha curato progetti per ristoranti tre stelle come Daniel a New York e Per Se di Thomas Keller.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al piano più alto dell'hotel nasceranno due realtà distinte, entrambe sotto la direzione di De Santis: &lt;strong&gt;un'offerta&amp;nbsp;all-day dining&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;più casual, che unisce grande gastronomia nazionale alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mixology d'autore&lt;/strong&gt;, e una sala dedicata al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fine dining&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ispirazione mediterranea&lt;/strong&gt;, con i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grandi classici dello chef&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Il curriculum e le 2 stelle Michelin&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;De Santis porta con sé un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;curriculum&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di tutto rispetto: dalla formazione con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gennaro Esposito&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torre del Saracino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alle esperienze in Francia con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Georges Blanc&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e in Svizzera al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Domaine de Châteauvieux&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Philippe Chevrier&lt;/strong&gt;, fino ai passaggi con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pino Lavarra&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Andrea Aprea&lt;/strong&gt;. Le sue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;due stelle Michelin&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— la prima nel novembre 2019, la seconda nel novembre 2020 — le ha ottenute durante gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;anni fiorentini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il benvenuto al Grand Hotel Flora&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A dare il benvenuto allo chef sono stati il Chief Operating Officer&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Francesco Naldi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e il General Manager&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Simone D'Alessandro&lt;/strong&gt;, entrambi convinti che l'arrivo di De Santis rappresenti un passo decisivo nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;riposizionamento del Flora&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come punto di riferimento dell'&lt;strong&gt;hôtellerie romana di lusso&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;"L'eccellenza di Rocco De Santis sposa il nuovo corso dell'albergo - dichiara D'Alessandro - accogliamo &lt;strong&gt;uno dei migliori chef italiani&lt;/strong&gt;, maestro nel fondere estetica, tecnica e sapori mediterranei".&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un "nuovo inizio" a Roma per "alzare l'asticella"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chef De Santis, come è nata la decisione di lasciare Firenze e trasferirsi a Roma?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Dopo nove anni intensi, ricchi di traguardi e soddisfazioni importanti, ho scelto di rimettermi in gioco. Non per cambiare direzione, ma per evolvermi. Questa nuova avventura nasce dal desiderio di confrontarmi con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stimoli diversi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e da una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;visione condivisa&lt;/strong&gt;: creare un progetto capace di unire&amp;nbsp;&lt;strong&gt;identità, ricerca e ospitalità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in modo autentico e contemporaneo"&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come è cominciato il suo percorso in cucina?&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Ho iniziato il mio percorso lavorativo già durante il periodo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scuola alberghiera&lt;/strong&gt;, muovendo i primi passi in cucina con le classiche stagioni estive. Subito dopo aver concluso gli studi ho avuto la fortuna di andare a lavorare da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gennaro Esposito&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torre del Saracino&lt;/strong&gt;, un ristorante in pieno fermento in quegli anni dove mi si è aperto un mondo e dove ho imparato tantissimo. È stata un'esperienza folgorante! Da lì la mia voglia di crescere e di approfondire nuove tecniche e conoscenze è cresciuta, portandomi a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;, all'&lt;strong&gt;Hotel Eden&lt;/strong&gt;, dove ho acquisito una visione di ristorazione più legata all'hôtellerie".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Poi ci sono state importanti esperienze internazionali.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Le esperienze forse più importanti sono state quelle in Francia da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Georges Blanc&lt;/strong&gt;, dove ho imparato il fascino del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rigore e della precisione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in cucina, e quella al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Domaine de Châteauvieux&lt;/strong&gt;, dove ho potuto affinare la mia conoscenza sulle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;carni, i fondi e le salse&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e dove ho appreso la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;metodica di una cucina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e di un'&lt;strong&gt;organizzazione perfetta&lt;/strong&gt;. Forte di queste esperienze all'estero sono tornato in Italia, dove ho intrapreso un percorso importante di crescita ulteriore con lo chef&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pino Lavarra&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e con lo chef&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Andrea Aprea&lt;/strong&gt;, senza dimenticare anche la tappa al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Byblos Art Hotel&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;— tutti passaggi fondamentali della mia&amp;nbsp;&lt;strong&gt;formazione&lt;/strong&gt;, in cui conoscenza e consapevolezza si sono fuse in quella che oggi è la mia personale&amp;nbsp;&lt;strong&gt;visione di alta cucina&lt;/strong&gt;, che porterò adesso al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Grand Hotel Flora&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in questa nuova emozionante avventura"&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che cosa porta con sé a Roma delle esperienze professionali vissute finora?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;"Porto con me tutto &lt;strong&gt;ciò che ho costruito&lt;/strong&gt; finora, con la consapevolezza che ogni esperienza è un punto di partenza, mai di arrivo. Un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nuovo inizio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per crescere ancora,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;alzare l'asticella&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e scrivere insieme una pagina nuova".&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:02:05 GMT</pubDate>
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      <title>La notizia che le ragazze della Generazione Z aspettavano da tempo</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-24/smalto-unghie-touchscreen-36261499/</link>
      <description>AGI - Finalmente arriva la notizia che le ragazze della Generazione Z aspettavano da sempre: è stato realizzato uno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalto trasparente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;capace di rendere le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;unghie lunghe compatibili con gli schermi touchscreen.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Una notizia che potrebbe risolvere un angosciante&amp;nbsp;&lt;strong&gt;problema quotidiano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per molte utenti. Le 'speranze' arrivano da una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricerca&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;guidata da Manasi Desai e Joshua Lawrence del Centenary College of Louisiana, presentata al meeting primaverile dell’American Chemical Society (ACS). 
&lt;p&gt;I&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risultati preliminari&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;mostrano che una particolare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;formulazione chimica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;permette alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;unghie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di interagire con i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;touchscreen capacitivi&lt;/strong&gt;, simulando l’effetto del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tocco delle dita&lt;/strong&gt;. Gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;schermi capacitivi&lt;/strong&gt;, utilizzati nella maggior parte di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smartphone e tablet&lt;/strong&gt;, funzionano grazie a un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;campo elettrico&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che viene alterato da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;materiali conduttivi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come la pelle umana. Le unghie, essendo non conduttive, non producono questa variazione e quindi non vengono riconosciute dal dispositivo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come funziona lo smalto conduttivo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per superare questo limite, i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricercatori&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno sviluppato uno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in grado di trasportare una piccola&amp;nbsp;&lt;strong&gt;carica elettrica&lt;/strong&gt;. A differenza di precedenti tentativi basati su&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nanotubi di carbonio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o&amp;nbsp;&lt;strong&gt;particelle metalliche&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– potenzialmente pericolosi e poco versatili dal punto di vista estetico – il nuovo approccio utilizza&amp;nbsp;&lt;strong&gt;composti organici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;più sicuri e compatibili con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;formulazioni trasparenti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La scoperta della miscela promettente&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver testato 13&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalti commerciali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e oltre 50&amp;nbsp;&lt;strong&gt;additivi&lt;/strong&gt;, il team ha individuato come più promettente una combinazione di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;etanolammina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e derivati della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;taurina&lt;/strong&gt;. Questa miscela ha dimostrato di essere in grado di registrare il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tocco sugli schermi&lt;/strong&gt;, mantenendo al contempo una buona&amp;nbsp;&lt;strong&gt;trasparenza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
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  &lt;p&gt;&lt;a href="https://www.instagram.com/p/CLRFugXqYUA/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading"&gt;Un post condiviso da Isabella Franchi Nails (@unghiedellamadonna)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
 &lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il meccanismo di trasferimento di carica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricercatori&lt;/strong&gt;, il meccanismo alla base del funzionamento non si basa su una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;conduzione elettrica classica&lt;/strong&gt;, ma su una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;reazione acido-base&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che consente il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;trasferimento di carica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;attraverso il movimento di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;protoni&lt;/strong&gt;. Questo processo altera leggermente la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;capacità elettrica dello schermo&lt;/strong&gt;, rendendo il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;contatto rilevabile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Applicazioni e sfide future&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Il nostro&amp;nbsp;&lt;strong&gt;smalto trasparente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;può essere applicato sopra qualsiasi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;manicure&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;o anche su&amp;nbsp;&lt;strong&gt;unghie naturali&lt;/strong&gt;”, ha spiegato Desai, sottolineando i possibili&amp;nbsp;&lt;strong&gt;benefici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;anche per persone con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;calli sulle dita&lt;/strong&gt;. Tuttavia, la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tecnologia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è ancora in fase iniziale. La formulazione attuale non garantisce&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prestazioni costanti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e la presenza di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;etanolammina&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;comporta alcune&amp;nbsp;&lt;strong&gt;criticità&lt;/strong&gt;, tra cui una rapida evaporazione che limita l’efficacia a poche ore dopo l’applicazione. “Stiamo facendo il lavoro difficile di capire cosa non funziona, per arrivare a ciò che funzionerà”, ha affermato Lawrence.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Prossimi passi e obiettivo commerciale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il team sta ora lavorando per migliorare la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stabilità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e individuare alternative completamente&amp;nbsp;&lt;strong&gt;atossiche&lt;/strong&gt;. I&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricercatori&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;hanno già depositato una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;domanda di brevetto provvisorio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e intendono proseguire gli studi per sviluppare una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;soluzione più efficace e sicura&lt;/strong&gt;. L’obiettivo è arrivare a un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prodotto commerciale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che unisca&amp;nbsp;&lt;strong&gt;funzionalità tecnologica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;praticità d’uso&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un nuovo argomento per influencer e 'nail artist'&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le principali &lt;strong&gt;influencer unghie e nail artist in Italia &lt;/strong&gt;e nel mondo che definiscono le tendenze attraverso Instagram e TikTok hanno adesso un nuovo argomento per le loro 'storie'. Figure di spicco includon&lt;strong&gt;o Isabella Franchi (@unghiedellamadonna)&lt;/strong&gt;, nota per le manicure dei Ferragnez, &lt;strong&gt;Michela May (@lacoachdelleunghie)&lt;/strong&gt;, e la star internazionale &lt;strong&gt;Zola Ganzorigt (@nailsbyzola)&lt;/strong&gt;, artefice delle unghie virali di Hailey Bieber&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:38:00 GMT</pubDate>
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      <title>Al via nel weekend la festa del gelato che "fa cantare l'Europa"</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-19/gelato-day-eurovision-contest-36167660/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;24 marzo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si celebra in tutta Europa la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata Europea del Gelato Artigianale&lt;/strong&gt;, l'unica giornata che il Parlamento Europeo abbia dedicato a un alimento. Arrivata alla sua quattordicesima edizione, la Giornata ogni anno coinvolge migliaia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e appassionati per promuovere la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cultura del gelato artigianale&lt;/strong&gt;, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sapere artigiano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e l'&lt;strong&gt;eccellenza gastronomica europea&lt;/strong&gt;. La nuova edizione del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;contribuisce inoltre alla valorizzazione della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cucina italiana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e delle sue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizioni alimentari&lt;/strong&gt;, riconosciute dall'UNESCO come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patrimonio culturale immateriale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per l'edizione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si ispira al tema "Il Gelato che fa cantare l'Europa", creando un ponte simbolico tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gastronomia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in omaggio all'&lt;strong&gt;Eurovision Song Contest&lt;/strong&gt;, che si svolgerà a Vienna dal 12 al 16 maggio 2026. Un incontro tra due linguaggi universali,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gusto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;, in un racconto corale di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creatività&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;identità europee&lt;/strong&gt;. Protagonista della giornata sarà il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gusto dell'Anno 2026 "Melody"&lt;/strong&gt;, un'armoniosa composizione di sapori che richiama l'idea di una partitura musicale: una base cremosa e avvolgente, completata da una variegatura di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pistacchio&lt;/strong&gt;, granella di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pistacchio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e una delicata&amp;nbsp;&lt;strong&gt;salsa all'arancia&lt;/strong&gt;, che aggiunge una nota agrumata e luminosa al gusto. La sua&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricetta ufficiale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è firmata dal&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestro gelatiere Juanma Guerrero&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;della gelateria "Sicilia Gelati" di Torre del Mar (Malaga), che ha vinto il concorso indetto da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Artglace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;durante l'ultima edizione di SIGEP World - The World Expo for Foodservice Excellence. Il gusto "Melody" sarà proposto nelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie aderenti&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;al Gelato Day sia nella versione originale, secondo la ricetta ufficiale, sia reinterpretato dai&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con ingredienti e ispirazioni del proprio territorio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli appuntamenti pre-Gelato Day&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In tutta Europa il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà accompagnato da un ricco calendario di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;iniziative&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che coinvolgeranno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e appassionati. Gli appuntamenti prenderanno il via sabato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;21 e domenica 22 marzo&lt;/strong&gt;: il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà tra i protagonisti di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Agrimont 2026&lt;/strong&gt;, la fiera nazionale dell'agricoltura di montagna in programma a Longarone. Domenica, nell'Area Incontri del Padiglione C, spazio a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e momenti di approfondimento dedicati al Gelato Day. Si prosegue lunedì&amp;nbsp;&lt;strong&gt;23 marzo a Roma&lt;/strong&gt;, dove il Criollo - Il Bistrot del Gelato (via G. Bagnera, 59) ospiterà "Insieme per un Gelato", un evento che riunirà venti&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri gelatieri italiani e internazionali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per una giornata di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;showcooking&lt;/strong&gt;, incontri e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;attività dedicate anche ai più piccoli&lt;/strong&gt;, con una finalità solidale a sostegno dell'ODV "Il Cuore Grande di Flavio".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le celebrazioni ufficiali e gli eventi successivi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Martedì&amp;nbsp;&lt;strong&gt;24 marzo&lt;/strong&gt;, giorno ufficiale della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata Europea del Gelato Artigianale&lt;/strong&gt;, numerose&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelaterie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in tutta Europa proporranno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;eventi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e reinterpretazioni creative del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gusto dell'Anno&lt;/strong&gt;, contribuendo a trasformare il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in una grande festa diffusa dedicata al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;. Menzione speciale per le celebrazioni presso il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;MASAF&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste - dove i gelatieri offriranno il gusto dell'anno all'interno del Ministero, e per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Vienna&lt;/strong&gt;, dove, alla Gelateria Ponto, il pubblico potrà scoprire un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pop-up museum&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dedicato alla storia del gelato in Austria, assistere a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dimostrazioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;, partecipare a momenti di approfondimento sul rapporto tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato e benessere&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e prendere parte a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;laboratori e attività pensate per famiglie e bambini&lt;/strong&gt;. Le iniziative dedicate all'alimento più amato in tutto il mondo proseguiranno poi anche nei mesi successivi:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ConGelato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;supporterà il Gelato Day durante la nuova edizione della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Milano Gelato Week&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;(in programma dal 14 al 19 aprile 2026) e a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Vienna&lt;/strong&gt;, dal 14 al 25 maggio 2026, in occasione dello&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Stefflkirtag&lt;/strong&gt;, la festa dedicata alla Cattedrale di Santo Stefano, che si svolge a Stephansplatz, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà protagonista tra gli stand gastronomici e gli appuntamenti dedicati al pubblico, portando lo spirito del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nel cuore della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;città&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;durante le settimane dell'&lt;strong&gt;Eurovision Song Contest&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il commento del presidente di Artglace&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Con l'edizione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;, ispirata all'&lt;strong&gt;Eurovision&lt;/strong&gt;, vogliamo raccontare un'Europa che si riconosce nei valori di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;condivisione&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;diversità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dialogo&lt;/strong&gt;. Il conto alla rovescia verso il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day 2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è ufficialmente iniziato! - commenta&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Domenico Belmonte&lt;/strong&gt;, Presidente di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Artglace&lt;/strong&gt;. - La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata Europea del Gelato Artigianale&lt;/strong&gt;, unica giornata dedicata dal Parlamento Europeo a un alimento, rappresenta oggi uno straordinario simbolo della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizione artigianale&lt;/strong&gt;, della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;qualità delle materie prime&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cultura gastronomica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;condivisa tra i popoli europei. È un'occasione per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;valorizzare il lavoro dei gelatieri artigiani&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e promuovere un prodotto che unisce&amp;nbsp;&lt;strong&gt;storia&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;innovazione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;identità territoriale&lt;/strong&gt;. Siamo particolarmente felici di annunciare che anche l'&lt;strong&gt;Ungheria&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si è recentemente unita alla nostra Confederazione, rafforzando ulteriormente il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;progetto europeo di Artglace&lt;/strong&gt;. La famiglia del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gelato artigianale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;continua così a crescere, portando avanti con entusiasmo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;attività di promozione&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;collaborazione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scambio culturale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra i Paesi. Il nostro impegno è quello di continuare ad espandere questa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rete europea&lt;/strong&gt;, coinvolgendo sempre più nazioni affinché il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Gelato Day&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;diventi una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;festa condivisa&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in tutta Europa. Invitiamo quindi anche gli altri Paesi a unirsi a noi per celebrare insieme l'&lt;strong&gt;arte del gelato artigianale&lt;/strong&gt;, simbolo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;qualità&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creatività&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;amicizia tra i popoli&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>L'IA aiuta a trovare il ristorante giusto senza fidarsi delle recensioni</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-08/trovare-ristorante-giusto-recensioni-trovamenu-36001278/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Si moltipicano le app che si basano sulla valutazione delle recensioni per suggerire &lt;strong&gt;dove andare a mangiare&lt;/strong&gt;, ma una coppia di italiani ha deciso di superare i limiti di questo sistema, creando un portale che trova il match perfetto tra i desideri gastronomici dell’utente e il ristorante.&amp;nbsp;“La nostra idea" spiegano Alessio Marzo e Chiara Ercoli raccontando trovamenu.it, "è quella di partire dai desideri dell’utente e trovare un posto capace di soddisfarli per fargli vivere un'esperienza indimenticabile”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, dopo il successo di leggimenu.it, il menù digitale gratuito utilizzato da oltre 34.000 ristoratori, i due imprenditori lanciano una nuova piattaforma che, grazie a un software di intelligenza artificiale, permette di scegliere e prenotare il ristorante&lt;strong&gt; garantendo il match migliore &lt;/strong&gt;tra i desideri degli utenti e le proposte culinarie.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Con questa nuova piattaforma è possibile rintracciare il posto davvero giusto per un pranzo o una cena, ma anche per l’aperitivo e il brunch, senza correre il rischio di affidarsi a giudizi falsati o contenuti fake” spiegano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'idea nasce dalla necessità di supportare i ristoratori a creare e gestire il proprio menù digitale. “A un certo punto, però, ci siamo resi conto di avere in mano &lt;strong&gt;un asset enorme e unico&lt;/strong&gt;"&amp;nbsp;spiegano i due imprenditori "migliaia di menù digitali reali, leggibili e costantemente aggiornati dai gestori, con dati concreti (piatti, prezzi, categorie, ingredienti, allergeni) e ci siamo domandati: se noi sappiamo cosa cucinano davvero i ristoranti, perché l’utente finale dovrebbe ancora scegliere ‘alla cieca’ tra liste e recensioni?”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La piattaforma ribalta il paradigma classico: invece di scorrere ristoranti sperando di 'azzeccare' &lt;strong&gt;l’utente racconta cosa ha voglia di mangiare&lt;/strong&gt; e l’IA trova i locali più adatti basandosi sui menù reali e aggiornati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Trovamenu.it nasce dall’incrocio tra un database di menù che oggi non ha equivalenti in Italia e l’AI che trasforma una richiesta in linguaggio naturale in un match preciso. È il passaggio di leggimenu.it da strumento per il ristoratore a piattaforma 'a doppio versante': utile a chi offre, e utilissima a chi deve scegliere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un progetto che &lt;strong&gt;supera l'impasse delle recensioni &lt;/strong&gt;con tutti i loro limiti e punta a creare un’esperienza su misura per il cliente. “Le recensioni sono utili, ma non sono un sistema sempre affidabile perché nascono per raccontare un’esperienza soggettiva, non per descrivere in modo preciso e verificabile cosa troverai davvero” dicono Marzo e Ercoli “Prima di tutto, sono parziali e contestuali, non basta leggerne 2 o 3: per avere un’idea davvero corretta, in teoria, dovremmo leggerle tutte e nella pratica questo non è realistico. Inoltre c’è un limite strutturale: le recensioni quasi mai descrivono il menù”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma trovamenu.it non butta via le recensioni: “Noi le usiamo, ma nel modo giusto"&amp;nbsp;spiegano ancora dalla startup "l’IA&amp;nbsp;ne tiene conto e tende a valorizzare i ristoranti ben recensiti, però non sceglie solo in base a quello. La base del matching è ciò che conta davvero per la scelta:&lt;strong&gt; il menù reale, leggibile e aggiornato&lt;/strong&gt;, piatto per piatto per un utente preparato che non è costretto a scegliere alla cieca”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fra i criteri di ricerca non solo il tipo di cucina, si possono scegliere anche i piatti che si vorrebbero assaggiare, &lt;strong&gt;il mood dell'ambiente -&lt;/strong&gt; più intimo o più conviviale -&amp;nbsp; ed è possibile anche segnalare eventuali allergie o indicare la distanza massima da percorrere per arrivare a destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma trovamenu.it va oltre i filtri preimpostati: a partire dagli interessi espressi dell’utente, l’IA costruirà un percorso dinamico personalizzato: “Cosa ti fa venire l’acquolina?” e “Con chi condividerai l’esperienza?” sono solo alcune delle domande più frequenti generate dall’intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta elaborate le risposte verrà restituita una selezione di posti fra gli oltre 34.000 ristoranti italiani aderenti al sistema di cui l’utente potrà consultare il menù aggiornato e &lt;strong&gt;prenotare un tavolo direttamente online&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli ideatori hanno pensato anche all’effetto sorpresa. “Di base l’AI propone i ristoranti più a fuoco con ciò che l’utente ha descritto"&amp;nbsp;spiegano "quando però capisce che i match perfetti sono pochi e non bastano a darti una scelta reale, attiva una modalità più 'esplorativa': amplia in modo intelligente il ventaglio e &lt;strong&gt;aggiunge proposte laterali&lt;/strong&gt;, sempre coerenti con i gusti espressi”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sintesi succede quello che accade con le piattaforme di streaming: oltre a ciò che “matcha al 100%”, il sito propone alternative basate su affinità che spesso l’utente non collega da solo. “La cosa importante"&amp;nbsp;concludono Marzo e Ercoli "è che non è mai casuale: &lt;strong&gt;tutto è basato su dati concreti&lt;/strong&gt;, cioè sui menù digitali reali e aggiornati, quindi l’utente può verificare subito il perché del suggerimento. E, per quanto riguarda, il ristoratore, questo meccanismo aumenta le occasioni di essere scoperti dal pubblico giusto anche quando non si è “il solito nome” della zona”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 05:07:18 GMT</pubDate>
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      <title>Il Lazio festeggia la Giornata internazionale dell'amatriciana</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-03-07/amatriciana-rinascita-amatrice-35995262/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Taglio del nastro&amp;nbsp;ad&amp;nbsp;Amatrice, nella sala polifunzionale del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Polo del gusto e delle tradizioni&lt;/strong&gt;, per la prima&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giornata internazionale dell'Amatriciana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla presenza del presidente della Regione Lazio&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Francesco Rocca&lt;/strong&gt;, del commissario straordinario alla ricostruzione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Guido Castelli&lt;/strong&gt;, del sindaco&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giorgio Cortellesi&lt;/strong&gt;, dell'assessore regionale alla cultura Simona Renata Baldassarre e del presidente dell'Associazione dei ristoratori e degli albergatori di Amatrice Giovanni Apa, insieme ai rappresentanti dell'Aram e alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;autorità civili e militari&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;del territorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spaghetti (ma anche bucatini o&lt;strong&gt;&amp;nbsp;mezzemaniche) all'amatriciana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;come strumento per far ripartire l'economia di una zona del Lazio messa in ginocchio dal terremoto del 24 agosto di dieci anni fa. Per questo da ieri a domenica 8 marzo, a sei anni da quando ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di "&lt;strong&gt;Specialità Tradizionale Garantita (STG)",&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Prima Giornata internazionale dell'Amatriciana &lt;/strong&gt;tre giorni di eventi&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il valore della ricostruzione culturale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Ha fatto&amp;nbsp;&lt;strong&gt;innamorare il mondo&lt;/strong&gt;, non soltanto noi cittadini del Lazio, ma in tutto il mondo. Quando si parla di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricostruzione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si deve parlare non soltanto della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricostruzione materiale&lt;/strong&gt;, ma anche del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;riappropriarsi della bellezza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di queste&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e delle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;meraviglie&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che circondano posti come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Amatrice&lt;/strong&gt;", ha detto il presidente della Regione Lazio,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Francesco Rocca&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;L'amatriciana come risorsa per il futuro&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sulla stessa linea il commissario straordinario alla ricostruzione&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Guido Castelli&lt;/strong&gt;: "&lt;strong&gt;L'amatriciana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risorsa intramontabile, inesauribile&lt;/strong&gt;, può essere l'alimento giusto per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;alimentare fiducia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;processo di ricostruzione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che ha avuto tanti problemi iniziali ma che finalmente volge al meglio. Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cibo racconta una terra&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;DNA di Amatrice&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e può&amp;nbsp;&lt;strong&gt;alimentare il futuro&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Amatrice&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pezzo d'Italia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e l'&lt;strong&gt;amatriciana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;rappresenta quell'&lt;strong&gt;italianità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che consente non solo di guardare al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;futuro con estrema fiducia&lt;/strong&gt;, ma anche di poter dire che partendo dall'&lt;strong&gt;identità si costruisce il futuro&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'economia di Amatrice riparte dalle eccellenze&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il sindaco di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Amatrice&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giorgio Cortellesi&lt;/strong&gt;, ha parlato di "una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grande occasione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;valorizzare Amatrice&lt;/strong&gt;, la sua&amp;nbsp;&lt;strong&gt;storia&lt;/strong&gt;, le sue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;eccellenze amate nel mondo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e nello stesso tempo un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;volano concreto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per far&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ripartire la nostra economia&lt;/strong&gt;. Senza&amp;nbsp;&lt;strong&gt;economia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;non c'è&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ripartenza vera&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Prossime iniziative e eventi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;iniziative&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;proseguiranno per tutto il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fine settimana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;visite guidate&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;laboratori&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ed&amp;nbsp;&lt;strong&gt;escursioni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 14:10:11 GMT</pubDate>
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      <title>Ripartire dall'amatriciana, un piatto di pasta come volàno dell'economia</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-02-03/food-giornata-amatriciana-amatrice-ricostruzione-35412279/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Spaghetti (ma anche bucatini o&lt;strong&gt; mezzemaniche) all'amatriciana&lt;/strong&gt; come strumento per far ripartire l'economia di una zona del Lazio messa in ginocchio dal terremoto del 24 agosto di dieci anni fa. Per questo il prossimo 6 marzo, a sei anni da quando ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di "&lt;strong&gt;Specialità Tradizionale Garantita (STG)"&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si&amp;nbsp;terrà la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Prima Giornata internazionale dell'Amatriciana.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi alla Camera dei Deputati, nella Sala Tatarella, è stato presnetato il&amp;nbsp;programma della tre giorni di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;eventi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che si svolgeranno ad&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Amatrice&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dal 6 all'8 marzo 2026. L'iniziativa è promossa dall'Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM), con il patrocinio del Comune di Amatrice, dell'&lt;strong&gt;Università Roma Tre&lt;/strong&gt;, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Nel corso della conferenza stampa è stato presentato il&lt;strong&gt; logo ufficiale della manifestazione&lt;/strong&gt; ed è stato illustrato il programma della tre giorni, che prevede&amp;nbsp;&lt;strong&gt;convegni tematici&lt;/strong&gt;, laboratori, visite ai cantieri della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ricostruzione&lt;/strong&gt;, escursioni a piedi e in e-bike, oltre a numerose&amp;nbsp;&lt;strong&gt;degustazioni&lt;/strong&gt;, con l'obiettivo di valorizzare le eccellenze e le peculiarità del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;territorio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che ha dato origine a uno dei piatti più celebri al mondo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'amatriciana come volàno per la ripartenza&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A intervenire sono stati il presidente dell'ARAM Giovanni Apa, insieme al consiglio direttivo e agli associati, il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, l'onorevole Luciano Ciocchetti, in collegamento il commissario straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli e l'assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre. "Per noi l'&lt;strong&gt;amatriciana&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;non è solo un simbolo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;eccellenza enogastronomica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- ha spiegato il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi - ma rappresenta soprattutto il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;volàno della ripartenza socio-economica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Amatrice e delle sue frazioni. È un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;brand&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che dobbiamo sfruttare per la ripresa morale del territorio, che ha bisogno che tornino le persone a viverlo e che lavorino&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ristoratori&lt;/strong&gt;, albergatori e tutte le attività della zona". Il &lt;strong&gt;commissario per la Ricostruzione Guido Castelli&lt;/strong&gt; in video collegamento ha sottolineato il valore simbolico dell'iniziativa nel percorso post-sisma: "Questa tre giorni non è solo un'occasione di promozione di un brand noto, ma l'inizio di un percorso legato a una scadenza importante: i &lt;strong&gt;dieci anni dal&amp;nbsp;terremoto&lt;/strong&gt;. Stiamo recuperando terreno, ma la sfida vera è ricostruire il nesso fiduciario tra comunità, società e istituzioni".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Ambasciatore dell'italianità e patrimonio culturale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;L'assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Baldassarre spiega: "La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cultura&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha la capacità di unire i saperi con i sapori, soprattutto per rilanciare quei territori interni che spesso sono poco conosciuti o difficili da raggiungere. L'amatriciana è un vero&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ambasciatore dell'italianità nel mondo&lt;/strong&gt;: è uno dei piatti più conosciuti, più graditi, più mangiati, e proprio parla italiano. Come diceva Lévi-Strauss, la cucina è la lingua che parlano le culture, e quella italiana ci rappresenta pienamente, tanto più oggi che è stata riconosciuta&amp;nbsp;&lt;strong&gt;patrimonio immateriale dell'Unesco&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Capacità ricettiva e obiettivi operativi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dal punto di vista operativo, il presidente dell'ARAM Giovanni Apa ha evidenziato la capacità ricettiva attuale del territorio: "Oggi Amatrice può contare su circa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;300 posti letto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;1.500 coperti al giorno&lt;/strong&gt;. Non siamo una realtà minuscola e possiamo ospitare eventi e manifestazioni. Con questa iniziativa&lt;strong&gt; vogliamo dimostrare&lt;/strong&gt; che è possibile fare qualcosa di bello e concreto, nonostante le difficoltà che ancora esistono".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il riconoscimento STG e i numeri della produzione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La scelta della data non è casuale: il 6 marzo 2020 l'Amatriciana ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di "&lt;strong&gt;Specialità Tradizionale Garantita (STG)&lt;/strong&gt;", certificazione posseduta in Italia solo da altri tre prodotti: la mozzarella, la pizza napoletana e i vincisgrassi alla maceratese. Da qui l'idea di istituire una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;giornata fissa&lt;/strong&gt;, che sarà celebrata ogni anno, affiancata nel fine settimana successivo dagli eventi sul territorio. Secondo i dati Arsial, nei soli comuni di Amatrice e Accumoli si producono circa&amp;nbsp;&lt;strong&gt;100 tonnellate annue di sugo all'amatriciana&lt;/strong&gt;, pari a circa 25 mila porzioni l'anno, mentre nel Lazio si arriva a oltre un milione di piatti. Numeri che spiegano perché, accanto al Carbonara Day e al Pizza Day, nasca ora anche l'&lt;strong&gt;Amatriciana Day&lt;/strong&gt;, con l'obiettivo di celebrare il piatto in tutti e cinque i continenti e, allo stesso tempo,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rilanciare il luogo da cui ha avuto origine&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:46:29 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Da Prada a Armani, cosa abbiamo visto alla MFW Uomo 2026</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-01-21/armani-milano-moda-uomo-35200639/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Di fronte a un calendario che si stringe, complice la scelta di molti &lt;strong&gt;big&lt;/strong&gt; di sfilare con &lt;strong&gt;format co-ed&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;Milano Fashion Week Uomo Autunno/Inverno 2026&lt;/strong&gt; appena conclusa ha risposto con una &lt;strong&gt;narrazione densa&lt;/strong&gt;, quasi introspettiva. Non è stata solo una passerella di abiti, ma un’indagine profonda su cosa significhi "&lt;strong&gt;vestire maschile&lt;/strong&gt;" oggi, un dialogo costante tra ciò che ereditiamo e ciò che decidiamo di innovare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'aria di cambiamento si è respirata forte da &lt;strong&gt;Zegna&lt;/strong&gt;. Con l’inizio dell'anno, &lt;strong&gt;Edoardo e Angelo Zegna&lt;/strong&gt; hanno assunto la guida come &lt;strong&gt;co-CEO&lt;/strong&gt;, segnando il passaggio alla &lt;strong&gt;quarta generazione&lt;/strong&gt;. In passerella, il direttore creativo &lt;strong&gt;Alessandro Sartori&lt;/strong&gt; ha trasformato il Palazzo Del Ghiaccio in un immenso "&lt;strong&gt;archivio dei ricordi&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra armadi torreggianti che evocavano il guardaroba personale di Gildo e Paolo Zegna, i modelli si muovevano con un’eleganza dégagé. Il focus? &lt;strong&gt;Capi fatti per durare&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Cappotti squadrati&lt;/strong&gt; dalle proporzioni generose, &lt;strong&gt;lane Shetland&lt;/strong&gt; e tocchi di zaffiro hanno dato vita a una &lt;strong&gt;collezione&lt;/strong&gt; che celebra il &lt;strong&gt;passaggio di testimone&lt;/strong&gt;. "Cerco la meraviglia che si prova trovando un capo del nonno", ha spiegato Sartori, confermando che il vero &lt;strong&gt;lusso&lt;/strong&gt; oggi è la &lt;strong&gt;permanenza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Prada e Simons: archeologia sartoriale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se Zegna guarda alla famiglia, &lt;strong&gt;Miuccia Prada&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Raf Simons&lt;/strong&gt; scavano nelle strutture del &lt;strong&gt;potere&lt;/strong&gt;. La sfilata, ambientata in un palazzo "sezionato" dallo studio OMA, è stata una lezione di &lt;strong&gt;archeologia sartoriale&lt;/strong&gt;. I designer si sono chiesti: cosa resta della &lt;strong&gt;camicia dell’uomo d’affari&lt;/strong&gt; o del politico in un mondo che cambia? La risposta è nella &lt;strong&gt;trasformazione&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;polsini oversize&lt;/strong&gt;, colletti che diventano scollature da T-shirt e &lt;strong&gt;colori vibranti&lt;/strong&gt; che tolgono polvere e severità alle &lt;strong&gt;divise corporate&lt;/strong&gt;. È una moda che non cancella il passato, ma lo interroga con &lt;strong&gt;urgenza politica e artistica&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ritorno di Ralph Lauren&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo vent'anni di assenza, &lt;strong&gt;Ralph Lauren&lt;/strong&gt; è tornato a Milano, scegliendo l'atmosfera intima di &lt;strong&gt;Palazzo Ralph Lauren&lt;/strong&gt;. Una sfilata "salotto" che ha mescolato il sogno della &lt;strong&gt;vecchia Hollywood&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;denim vissuto&lt;/strong&gt; e lo &lt;strong&gt;stile preppy&lt;/strong&gt;. Un’antologia della "Ralphness" che ha dimostrato come, a 87 anni, lo &lt;strong&gt;stilista americano&lt;/strong&gt; sappia ancora parlare alle &lt;strong&gt;nuove generazioni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'eclettismo di Paul Smith&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Atmosfera festosa anche per &lt;strong&gt;Paul Smith&lt;/strong&gt;. Lo &lt;strong&gt;stilista britannico&lt;/strong&gt;, prossimo agli 80 anni, ha presentato una delle sue &lt;strong&gt;collezioni migliori&lt;/strong&gt;, merito, ha detto lui, del nuovo responsabile del design Sam Cotton, capace di guardare ai 5.000 pezzi dell’archivio Smith con "occhi nuovi". Il risultato è un &lt;strong&gt;mix eclettico&lt;/strong&gt; tra &lt;strong&gt;sartoria anni '90&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;spalle anni '80&lt;/strong&gt; e ispirazioni poetiche alla &lt;strong&gt;Jean Cocteau&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Satoshi Kuwata e la funzionalità poetica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In una Milano spesso dominata dai noti, &lt;strong&gt;Satoshi Kuwata&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Premio LVMH 2023&lt;/strong&gt;) si conferma l'astro nascente da monitorare. Con il suo marchio &lt;strong&gt;Setchu&lt;/strong&gt;, ha portato in passerella una &lt;strong&gt;funzionalità poetica&lt;/strong&gt; ispirata alla &lt;strong&gt;pesca in Groenlandia&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Borse che diventano giacche&lt;/strong&gt;, texture che ricordano i &lt;strong&gt;tatami giapponesi&lt;/strong&gt; e volumi che proteggono come &lt;strong&gt;armature sciamaniche&lt;/strong&gt;. La sua energia è la &lt;strong&gt;ventata di freschezza&lt;/strong&gt; di cui la &lt;strong&gt;capitale della moda&lt;/strong&gt; aveva bisogno.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il tributo di Giorgio Armani&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La chiusura è stata un momento di pura commozione. La sfilata di &lt;strong&gt;Giorgio Armani&lt;/strong&gt; è stata la prima dalla scomparsa del Re, segnando il debutto solista di &lt;strong&gt;Leo Dell’Orco&lt;/strong&gt;. Non ci sono state rivoluzioni, ma una rispettosa &lt;strong&gt;evoluzione del DNA della maison&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;seta cangiante&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;trench fluidi&lt;/strong&gt; e quel &lt;strong&gt;taglio ampio anni '80&lt;/strong&gt; che appare oggi più &lt;strong&gt;contemporaneo&lt;/strong&gt; che mai. L’inchino finale di un Dell’Orco visibilmente commosso ha suggellato una &lt;strong&gt;settimana della moda&lt;/strong&gt; che, pur tra mille interrogativi sul futuro, ha trovato nella propria storia la forza per continuare a sognare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 07:30:50 GMT</pubDate>
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      <title>Trend “2016”, perché la Gen Z sta resettando i social a 10 anni fa?</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-01-17/trend-ritorno-2016-social-genz-35131285/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Mentre il mondo si interroga sulle ultime frontiere dell’&lt;strong&gt;intelligenza artificiale generativa&lt;/strong&gt;, una fetta enorme di &lt;strong&gt;utenti social&lt;/strong&gt; ha deciso di premere il tasto "indietro". Basta scrollare &lt;strong&gt;TikTok&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Instagram&lt;/strong&gt; per rendersene conto. Siamo nel 2026, ma sembra di essere tornati nell'anno di Lemonade di Beyoncé e dell'elezione di Donald Trump.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;trend del 2016&lt;/strong&gt; non è più una semplice operazione &lt;strong&gt;nostalgia&lt;/strong&gt; per Millennial nostalgici; è diventato un &lt;strong&gt;canone estetico&lt;/strong&gt; che sta influenzando la &lt;strong&gt;moda&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt; e, soprattutto, il modo in cui comunichiamo. Per capire la portata del fenomeno, bisogna guardare agli esempi concreti che stanno intasando le bacheche.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ritorno dell'estetica del 2016&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se nel 2024 e 2025 dominava la pelle perfetta, trucco invisibile, ordine maniacale, oggi i &lt;strong&gt;creator&lt;/strong&gt; stanno rispolverando i &lt;strong&gt;choker di velluto&lt;/strong&gt;, le camicie a scacchi legate in vita e, soprattutto, il &lt;strong&gt;trucco "bold"&lt;/strong&gt;. Su &lt;strong&gt;TikTok&lt;/strong&gt; è riesploso il tutorial per le &lt;strong&gt;sopracciglia definite&lt;/strong&gt; (le famose Insta-brows) e il &lt;strong&gt;rossetto opaco&lt;/strong&gt; color malva o marrone, tipico della prima era Kylie Jenner. In queste settimane sono apparsi migliaia di video che rievocano l'estate del &lt;strong&gt;2016&lt;/strong&gt; come "l'ultima estate felice dell'umanità". Il simbolo è &lt;strong&gt;Pokémon GO&lt;/strong&gt;: video di folle che corrono nei parchi di Central Park o Piazza del Duomo per catturare un Vaporeon. Quel momento rappresenta, nella memoria collettiva, l'ultimo punto di equilibrio in cui la &lt;strong&gt;tecnologia&lt;/strong&gt; riusciva a portare le persone fuori casa anziché isolarle in mondi virtuali.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le hit del 2016 dominano lo streaming&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;classifiche streaming&lt;/strong&gt; stanno registrando picchi anomali per brani che hanno definito quell'anno. Non si tratta solo di grandi classici, ma di vere e proprie "&lt;strong&gt;vibe&lt;/strong&gt;" sonore, così &lt;strong&gt;Closer di The Chainsmokers&lt;/strong&gt; è diventata l'inno ufficiale dei video "&lt;strong&gt;throwback&lt;/strong&gt;". &lt;strong&gt;Work di Rihanna&lt;/strong&gt; domina i &lt;strong&gt;trend di ballo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Love Yourself di Justin Bieber&lt;/strong&gt;, colonna sonora dei contenuti più introspettivi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La spontaneità digitale perduta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il motivo per cui questo &lt;strong&gt;trend&lt;/strong&gt; è esploso con questa forza proprio ora è &lt;strong&gt;sociologico&lt;/strong&gt;. Nel 2026, la produzione di &lt;strong&gt;contenuti&lt;/strong&gt; è diventata "&lt;strong&gt;troppo perfetta&lt;/strong&gt;". Le immagini generate dalle &lt;strong&gt;AI&lt;/strong&gt; sono impeccabili, i &lt;strong&gt;filtri di bellezza&lt;/strong&gt; sono indistinguibili dalla realtà e tutto sembra costruito a tavolino. Il &lt;strong&gt;2016&lt;/strong&gt; viene percepito come l’ultima epoca dell’&lt;strong&gt;internet “grezzo”&lt;/strong&gt;. All'epoca, infatti, le foto su &lt;strong&gt;Instagram&lt;/strong&gt; erano quadrate e piene di &lt;strong&gt;filtri saturi&lt;/strong&gt; come Valencia o Mayfair. Si postavano foto di cibo brutte, ma reali. Le "&lt;strong&gt;Stories&lt;/strong&gt;" erano appena nate e venivano usate senza filtri professionali, solo per dire "sono qui". “Oggi postiamo per l'&lt;strong&gt;algoritmo&lt;/strong&gt;, nel &lt;strong&gt;2016&lt;/strong&gt; postavamo per gli &lt;strong&gt;amici&lt;/strong&gt;," scrive un utente in un commento da 200.000 like. Questa frase riassume il cuore della tendenza: il desiderio di ritrovare una &lt;strong&gt;spontaneità digitale&lt;/strong&gt; che oggi appare perduta.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'impatto del trend su moda e aziende&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;trend&lt;/strong&gt; tocca anche le &lt;strong&gt;aziende&lt;/strong&gt;. Brand come &lt;strong&gt;Adidas&lt;/strong&gt; hanno visto un’impennata nelle vendite delle &lt;strong&gt;Superstar&lt;/strong&gt; e delle &lt;strong&gt;Stan Smith&lt;/strong&gt;, le &lt;strong&gt;sneaker&lt;/strong&gt; regine di quell'anno. Anche le &lt;strong&gt;case di moda&lt;/strong&gt; stanno riproponendo tagli e accessori che sembravano destinati all'oblio, confermando che il &lt;strong&gt;ciclo della moda&lt;/strong&gt; si è accorciato dai classici 20 anni a soli 10. Il &lt;strong&gt;trend del 2016&lt;/strong&gt;, dunque, non è un semplice ricordo, ma un &lt;strong&gt;sintomo&lt;/strong&gt;. Ci dice che, nonostante la &lt;strong&gt;tecnologia del 2026&lt;/strong&gt; sia incredibilmente avanzata, l'essere umano ha ancora bisogno di quella "&lt;strong&gt;sana imperfezione&lt;/strong&gt;" che ha caratterizzato la metà dello scorso decennio. Resta da capire se sarà solo una &lt;strong&gt;bolla passeggera&lt;/strong&gt; o se questo &lt;strong&gt;ritorno alle origini&lt;/strong&gt; cambierà per sempre il modo in cui useremo i &lt;strong&gt;social&lt;/strong&gt; nei prossimi mesi.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 17 Jan 2026 01:01:21 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Fawzia, Soraya e Farah Diba, le tre regine dell'ultimo scià di Persia</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-01-11/mogli-scia-iran-farah-35035626/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Se la storia del Novecento fosse un romanzo, uno dei capitoli più densi di fascino, potere e tragedia sarebbe certamente quello dedicato alle tre mogli di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Mohammad Reza Pahlavi, l'ultimo&amp;nbsp;Scià di Persia&lt;/strong&gt;. Tre donne profondamente diverse, i cui volti hanno raccontato al mondo l'ascesa e la caduta di una dinastia che sognava l'Occidente mentre le sabbie della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rivoluzione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;iniziavano a muoversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dovere dinastico&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;al grande amore, fino alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rivoluzione culturale&lt;/strong&gt;: ripercorriamo le vite di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fawzia&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Soraya&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Farah&lt;/strong&gt;, le regine che hanno sognato il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;moderno Iran&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;prima del drammatico esilio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Fawzia d’Egitto: la "Venere del Nilo" imprigionata in una gabbia d’oro&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il primo matrimonio dello Scià fu un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;affare di Stato&lt;/strong&gt;. Nel 1939, Mohammad Reza Pahlavi sposò&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fawzia d’Egitto&lt;/strong&gt;, figlia del Re Fuad I e sorella di Re Farouk. La stampa internazionale rimase folgorata dalla sua bellezza: occhi cerulei e tratti da diva di Hollywood che le valsero il paragone costante con Vivien Leigh. Tuttavia, dietro i sorrisi ufficiali si celava un profondo disagio.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Fawzia, cresciuta nel lusso cosmopolita e solare del Cairo, percepiva la Teheran dell'epoca come una corte provinciale, cupa e soffocante. Non imparò mai il persiano, preferendo rifugiarsi nel francese. Il fallimento del matrimonio fu sancito dall'impossibilità di dare un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;erede maschio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla corona (la coppia ebbe solo una figlia, Shahnaz). Fawzia scelse la strada, all'epoca scandalosa, del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;divorzio&lt;/strong&gt;, tornando in Egitto e vivendo poi una vita riservata fino al 2013.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Soraya Esfandiary: il grande amore e lo strazio del ripudio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se Fawzia fu il dovere,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Soraya&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fu il cuore&lt;/strong&gt;. Figlia di un nobile iraniano e di una donna tedesca, Soraya incarnava l’unione perfetta tra Oriente e Occidente. Il loro matrimonio nel 1951 fu una favola: un abito da sposa firmato&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Christian Dior&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;da 20 chili, impreziosito da diamanti e perle, e un anello di fidanzamento da 22 carati. Ma la favola si scontrò con la cruda realtà della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ragion di Stato&lt;/strong&gt;. Soraya era&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sterile&lt;/strong&gt;. Nonostante l'amore profondo che legava la coppia, la necessità di un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;erede maschio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;divenne un'ossessione per la monarchia. Nel 1958, con un annuncio radiotelevisivo che commosse il mondo (si dice che lo Scià pianse durante la registrazione), fu ufficializzato il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;divorzio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Soraya divenne per sempre la "&lt;strong&gt;Principessa dagli occhi tristi&lt;/strong&gt;", icona del jet-set internazionale e fugace attrice in Italia, prima di spegnersi a Parigi nel 2001.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Farah Diba: imperatrice moderna e volto della rivoluzione bianca&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel 1959 entra in scena&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Farah Diba&lt;/strong&gt;. Giovane studentessa di architettura a Parigi, Farah non fu solo una moglie, ma una vera&amp;nbsp;&lt;strong&gt;partner politica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per lo Scià. Fu lei a dare finalmente l'erede maschio alla dinastia, ma il suo impatto andò ben oltre la discendenza. Nel 1967, lo Scià compì un gesto rivoluzionario: la incoronò&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Imperatrice (Shahbanu)&lt;/strong&gt;, nominandola reggente. Farah divenne il simbolo della "&lt;strong&gt;Rivoluzione Bianca&lt;/strong&gt;", il piano di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;modernizzazione dell'Iran&lt;/strong&gt;. Fondò il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Museo d’Arte Contemporanea di Teheran&lt;/strong&gt;, acquistando opere di Picasso, Pollock e Warhol (tuttora custodite nei sotterranei del museo). Promosse riforme storiche per l’istruzione e l’&lt;strong&gt;emancipazione femminile&lt;/strong&gt;. Era la "Jackie Kennedy del Medio Oriente", ammirata per eleganza e cultura. Nel 1979, l'onda d'urto della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rivoluzione Islamica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;costrinse la famiglia reale alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fuga&lt;/strong&gt;. Dopo la morte dello Scià al Cairo nel 1980, Farah ha affrontato decenni di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;esilio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra Francia e Stati Uniti, segnati dal dolore per il suicidio di due dei suoi figli, Leila e Alireza.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Oggi, a 87 anni, Farah continua a essere un punto di riferimento per la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;diaspora iraniana&lt;/strong&gt;. La sua autobiografia, “La mia vita con lo Scià”, resta un best-seller che tenta di spiegare un'epoca di splendore e caduta. Mentre Fawzia e Soraya appartengono ormai al mito,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Farah&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;resta l'ultima&amp;nbsp;&lt;strong&gt;testimone vivente&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di un Iran che non c'è più, una donna che ha visto il suo Paese trasformarsi radicalmente, passando dai palazzi imperiali alle amarezze dell'esilio, senza mai smettere di sperare in un futuro diverso per la sua terra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 11 Jan 2026 13:55:06 GMT</pubDate>
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      <title>I 44 anni di Kate Middleton, la principessa resiliente</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-01-09/kate-middleton-principessa-resiliente-44-compleanno-35002105/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Dimenticate il protocollo rigido e i silenzi istituzionali, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;44° compleanno di Catherine, Principessa del Galles&lt;/strong&gt;, segna l'inizio di un'era che nessuno, solo due anni fa, avrebbe potuto prevedere. Se il 2024 è stato l'anno della tempesta e il 2025 quello della cauta rinascita, il 9 gennaio 2026,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Kate Middleton&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;non festeggia solo un numero, ma una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;vittoria personale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che l'ha resa, agli occhi dei sudditi, più umana e più "regina" che mai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre le candeline si accendono nella quiete di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Anmer Hall, nel Norfolk&lt;/strong&gt;, l'atmosfera è quella di una ritrovata libertà. Lungi dall'essere solo un'icona di perfezione, Kate entra nel suo quarantacinquesimo anno di vita con una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;consapevolezza nuova&lt;/strong&gt;, forgiata dalla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sfida della salute&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e dalla remissione annunciata esattamente un anno fa. Chi si aspettava una Principessa chiusa nelle stanze di Windsor è rimasto deluso. Con un colpo di scena che ha rotto la tradizione del ritiro pre-compleanno, Kate è apparsa l’8 gennaio al fianco di William al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Charing Cross Hospital&lt;/strong&gt;. Niente gioielli della corona, ma un calore che ha lasciato senza parole lo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;staff medico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La nuova agenda: contatto umano e resilienza&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A chi le chiedeva del suo percorso, ha risposto con una semplicità disarmante: "So cosa significa aspettare ore per una terapia, so quanto possa essere scoraggiante". Un "I know" che vale più di mille discorsi ufficiali e che conferma come la sua&amp;nbsp;&lt;strong&gt;agenda per il 2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà meno orientata ai tagli di nastro e più rivolta al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;contatto umano profondo&lt;/strong&gt;. La metamorfosi della ragazza di Reading è completa. Quella che nel 2001 era "semplicemente" la studentessa che aveva fatto voltare la testa al&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Principe William&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra i corridoi dell'università scozzese, è oggi il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;baricentro emotivo della monarchia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'influenza autonoma e i Royal Warrants&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il suo ruolo è cambiato: non è più solo la "moglie di", ma una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;figura di Stato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con un'influenza autonoma. Dal 2026, Kate avrà il potere di concedere i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Royal Warrants&lt;/strong&gt;, i prestigiosi sigilli reali alle aziende britanniche. È la prima&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Principessa del Galles&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;a farlo in oltre un secolo. Un segnale chiaro di come&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Re Carlo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;veda in lei non solo una nuora, ma la vera&amp;nbsp;&lt;strong&gt;custode del futuro del trono&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lo stile come manifesto: dal pizzo al riciclo creativo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se un tempo Kate usava gli abiti per mimetizzarsi nel protocollo, oggi li usa per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;comunicare forza&lt;/strong&gt;. Non servono tabelle per ricordare i momenti in cui la sua&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scelta stilistica&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha fermato il tempo. Chi può dimenticare la nuvola di pizzo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alexander McQueen nel 2011&lt;/strong&gt;? Quell'abito non fu solo un vestito da sposa, ma il manifesto di una "commoner" che entrava nella storia. Negli anni, Kate ha imparato a giocare con i contrasti, lo abbiamo visto con il mantello dorato di Jenny Packham alla premiere di James Bond, un look da&amp;nbsp;&lt;strong&gt;guerriera glamour&lt;/strong&gt;, e più recentemente con il velluto smeraldo di Talbot Runhof sfoggiato alla Royal Variety del 2025, simbolo di una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;regalità matura e vibrante&lt;/strong&gt;. La vera rivoluzione, però, è arrivata con il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;"riciclo creativo"&lt;/strong&gt;. Vedere la Principessa riproporre il completo bordeaux di Roland Mouret proprio alla vigilia di questo compleanno non è un caso, è la scelta di una donna che preferisce la sostanza alla novità, il messaggio della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sostenibilità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;all'effimero del lusso.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;La famiglia e il progetto sulla prima infanzia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Oggi, lontano dai flash, la festa sarà intima. Oltre ai piccoli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;George, Charlotte e Louis&lt;/strong&gt;, sembra che a correre per i prati di Windsor ci sarà un nuovo arrivato, un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cucciolo di cocker spaniel&lt;/strong&gt;, secondo compagno per la fedele Orla, avvistato durante le recenti passeggiate di famiglia. Tra i regali, si mormora di un "cimelio di famiglia" donato da Re Carlo. Questo sarà un anno importante per Kate. A giugno, infatti, presenterà l'evoluzione del suo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;progetto sulla prima infanzia&lt;/strong&gt;. Non sarà più solo una campagna di sensibilizzazione, ma una vera e propria&amp;nbsp;&lt;strong&gt;piattaforma digitale di supporto per i genitori&lt;/strong&gt;, sviluppata in collaborazione con esperti del servizio sanitario nazionale (NHS). L'obiettivo è fornire strumenti pratici per la gestione dello&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stress familiare&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e dello&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sviluppo cognitivo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nei primi cinque anni di vita dei bambini.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Kate Middleton compie 44 anni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ed è, finalmente, una donna che non deve più dimostrare nulla: la sua&amp;nbsp;&lt;strong&gt;resilienza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha già parlato per lei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 09 Jan 2026 10:18:30 GMT</pubDate>
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      <title>Oroscopo 2026 segno per segno degli astrologi più amati</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2026-01-02/oroscopo-2026-branko-fox-simon-the-stars-34899823/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è arrivato e i pianeti si stanno organizzando per preparare il nuovo anno. Gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;astrologi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;hanno sfornato i loro&amp;nbsp;oroscopi&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e adesso si parte in quarta per vedere chi avrà indovinato le dinamiche degli influssi delle stelle. AGI ha fatto un esercizio di stile sommando e mescolando le&lt;strong&gt;&amp;nbsp;previsioni dei tre più amati:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Branko&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Paolo Fox e&amp;nbsp;Simon &amp;amp; the Stars&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di seguito,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;segno per segno&lt;/strong&gt;, come sarà il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;, partendo da alcuni punti in comune:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pesci&lt;/strong&gt;, con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Capricorno&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Acquario&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;subito dietro, sono quelli che sembrano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;brillare di più&lt;/strong&gt;, mentre il segno del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Leone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;avrà maggiori&amp;nbsp;&lt;strong&gt;soddisfazioni professionali&lt;/strong&gt;. E l’amore? Un anno dolcissimo per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Bilancia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Cancro&lt;/strong&gt;, mentre&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Ariete&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Toro&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sono chiamati a trasformare quelli che sembrano degli ostacoli in slancio per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rinnovare la passione e l’amore&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 &lt;div&gt;
  
 &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Le previsioni di Branko per Ariete e Toro&lt;/h2&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;ARIETE&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Per i nati sotto questo segno cresce una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;sensibilità più romantica e poetica&lt;/strong&gt;, che favorisce l’amore.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Urano e Plutone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sostengono il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rinnovamento del pensiero&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e l’interesse per le&amp;nbsp;&lt;strong&gt;novità tecnologiche&lt;/strong&gt;. Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;vi mette sotto i riflettori: ogni pianeta, anche solo di passaggio, lascia un segno.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;TORO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Per i nati sotto il Toro, un anno che promette&amp;nbsp;&lt;strong&gt;novità e cambiamenti inattesi&lt;/strong&gt;. I pianeti veloci invitano alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prudenza&lt;/strong&gt;, soprattutto per la presenza di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Marte&lt;/strong&gt;, pronto a creare qualche tensione. L’inizio dell’anno, però, è dominato dall’&lt;strong&gt;amore&lt;/strong&gt;, che può arrivare anche da lontano. Il vero punto di forza del cielo del Toro è&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Urano&lt;/strong&gt;, che sostiene&amp;nbsp;&lt;strong&gt;lavoro e finanze&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;fino ad aprile. Saturno e Nettuno in Ariete non incidono direttamente, ma il loro influsso generale si farà comunque sentire. Non a caso, chi vi definisce “nati con la camicia” potrebbe avere ragione.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2&gt;L'oroscopo 2026 di Simon &amp;amp; the Stars&lt;/h2&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;GEMELLI&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Urano cambia segno&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e per i Gemelli tutto accelera.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Idee, contatti, possibilità si moltiplicano&lt;/strong&gt;. È un anno che stimola&amp;nbsp;&lt;strong&gt;curiosità e movimento&lt;/strong&gt;, ma che chiede anche scelte più consapevoli. Il rischio è restare sospesi per paura di sbagliare. La vera conquista del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è trovare un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;equilibrio tra libertà e responsabilità&lt;/strong&gt;, senza rinunciare a brillare.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;CANCRO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Segno cardinale, vive un anno profondamente&amp;nbsp;&lt;strong&gt;trasformativo&lt;/strong&gt;. Il bisogno di fermarsi e ascoltarsi è forte: è una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pausa necessaria&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per chiudere capitoli emotivi importanti. La&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fiducia nel futuro&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;va ricostruita, passo dopo passo. Lasciare andare ciò che non serve più apre a una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rinascita concreta e liberatoria&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;LEONE&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giove&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che entra nel segno, il Leone è chiamato a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;crescere e a mettersi in luce&lt;/strong&gt;. Non si tratta di competere, ma di riconoscere il proprio&amp;nbsp;&lt;strong&gt;valore&lt;/strong&gt;. Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;invita a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creare, sperimentare, osare&lt;/strong&gt;, trovando un centro più autentico e meno dipendente dallo sguardo altrui.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;VERGINE&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– Per i nati sotto questo segno il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;anno più leggero&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;rispetto al passato. C’è un forte bisogno di rivedere&amp;nbsp;&lt;strong&gt;priorità e significati&lt;/strong&gt;, lasciando andare il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;controllo eccessivo&lt;/strong&gt;. Accettare di non avere tutte le risposte permette di ripartire con maggiore&amp;nbsp;&lt;strong&gt;libertà e apertura al nuovo&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;BILANCIA&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– Questo segno è al centro del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cambiamento cardinale&lt;/strong&gt;. C’è l’attesa di una svolta che arrivi dall’esterno, ma il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;insegna che la vera risposta è interna. Il salto fa paura, ma ascoltare l’&lt;strong&gt;intuito&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;diventa fondamentale per scegliere senza rimpianti e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;ritrovare equilibrio&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h2&gt;Paolo Fox: Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci&lt;/h2&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;SCORPIONE&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;parte molto bene per questo segno, sostenuto da un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giove positivo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nella prima parte dell’anno. Gennaio e marzo sono&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mesi strategici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per portare avanti&amp;nbsp;&lt;strong&gt;progetti ambiziosi&lt;/strong&gt;. Dall’estate il ritmo rallenta, ma tra settembre e novembre, grazie a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Venere e Mercurio&lt;/strong&gt;, arrivano comunque&amp;nbsp;&lt;strong&gt;occasioni interessanti&lt;/strong&gt;, soprattutto sul piano&amp;nbsp;&lt;strong&gt;economico e professionale&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;SAGITTARIO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– Questo è l’anno delle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scelte autentiche&lt;/strong&gt;. Cresce la voglia di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;investire su sé stessi e sul futuro&lt;/strong&gt;, senza compromessi. Primavera ed estate offrono un cielo molto favorevole, con luglio, agosto e settembre mesi di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grande forza&lt;/strong&gt;. È un periodo ideale per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;matrimoni, convivenze, trasferimenti e viaggi&lt;/strong&gt;.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;CAPRICORNO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- Anno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;intenso e impegnativo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per il Capricorno. I primi mesi sono segnati da tensioni e da un forte bisogno di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;selezionare le persone giuste&lt;/strong&gt;. La primavera può portare qualche rivalità sul lavoro, ma la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;determinazione del segno&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;fa la differenza. Giugno, luglio e agosto sono&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mesi vincenti per l’amore&lt;/strong&gt;, con agosto positivo anche sul fronte professionale.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;ACQUARIO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– I nati sotto questo segno nel&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;devono&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fare chiarezza&lt;/strong&gt;, soprattutto in amore. Gennaio è un mese favorevole per i sentimenti, grazie a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Venere nel segno&lt;/strong&gt;. Attenzione ad aprile: la voglia di cambiamento potrebbe creare tensioni nelle relazioni. Nella seconda parte dell’anno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giove in opposizione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;porta qualche&amp;nbsp;&lt;strong&gt;instabilità lavorativa&lt;/strong&gt;, da gestire con lucidità.&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;&lt;strong&gt;PESCI&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- I nati sotto questo segno vivono una prima parte dell’anno molto ispirata, con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Giove favorevole&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;tra gennaio e aprile. Marzo, con&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Venere nel segno&lt;/strong&gt;, è particolarmente fortunato per&amp;nbsp;&lt;strong&gt;amore e intuizioni&lt;/strong&gt;. La primavera e l’estate offrono buone occasioni. Il consiglio è&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nutrire la spiritualità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e non lasciarsi sopraffare.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;è arrivato e con esso anche gli&amp;nbsp;&lt;strong&gt;oroscopi degli astrologi&lt;/strong&gt;. Adesso non ci resta che aspettare e verificare se ci hanno azzeccato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 03 Jan 2026 17:27:02 GMT</pubDate>
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      <title>Make-up di Natale: trucchi illuminanti, rossetto e occhi col kajal [VIDEO]</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2025-12-14/make-up-natale-trucchi-illuminanti-occhi-kajal-34634989/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Un Natale all’insegna della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;magia&lt;/strong&gt;, della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;bellezza&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e dell’essenza più autentica. È quello andato in scena al MAXXI, dove il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;make-up artist Simone Belli&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ha trasformato gli spazi del Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo in un giardino delle meraviglie, dando vita al suo tradizionale&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Christmas Beauty Day&lt;/strong&gt;, appuntamento ormai consolidato delle festività.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra atmosfere sognanti, performance artistiche, percorsi sensoriali e momenti dedicati al benessere, la serata ha riunito numerosi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;volti noti dello spettacolo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e della cultura, offrendo anche uno sguardo privilegiato sulle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tendenze beauty&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che accompagneranno il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Natale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le tendenze make-up 2025 secondo Simone Belli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Secondo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Simone Belli&lt;/strong&gt;, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;trucco delle feste 2025&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;punta tutto sulla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;luce&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e sulla determinazione: "I trucchi delle feste saranno&amp;nbsp;&lt;strong&gt;illuminanti&lt;/strong&gt;, con una nuova texture super-cotto - spiega all'AGI - il cotto andava tanto negli anni ’80-’90, è super sottile. Siccome gli illuminanti spaventano perché segnano, c’è questa nuova tendenza,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gold o lunare&lt;/strong&gt;: quindi sei solare o lunare". Ioltre, aggiunge, "&lt;strong&gt;occhi in primo piano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;con il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;kajal&lt;/strong&gt;”. Un’estetica più decisa, meno romantica: “In queste feste ci saranno donne profonde,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;luminose&lt;/strong&gt;, ma un po' più decise: meno romanticismo e più&amp;nbsp;&lt;strong&gt;determinazione&lt;/strong&gt;, più effetto&amp;nbsp;&lt;strong&gt;strong&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GUARDA IL VIDEO DELLA SERATA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 &lt;div&gt;
  
 &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Tra gli ospiti presenti anche&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Rocio Muñoz Morales&lt;/strong&gt;, che ha voluto riportare l’attenzione su un’idea di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;bellezza più intima e consapevole&lt;/strong&gt;: "A Natale il trucco più bello resta quello dell’animo. Sono giorni in cui dovremmo ricordarci di restare&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fedeli a noi stesse&lt;/strong&gt;, senza inseguire modelli o aspettative. Il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;make-up&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;può valorizzarci, ma non deve mai farci perdere chi siamo, nemmeno – e forse soprattutto – durante le feste”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La doppia anima beauty delle star&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel corso dell’evento l'AGI ha incontrato anche molte altre&amp;nbsp;star. Tra queste&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Matilde Gioli&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Romana Maggiora Vergano&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Lucrezia Guidone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Anna Ferzetti&lt;/strong&gt;. Dai loro look e dalle conversazioni raccolte emerge una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;doppia anima beauty&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;per il Natale 2025.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un lato, la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;bocca rossa&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; scelta con decisione da Matilde Gioli,&lt;/strong&gt; Romana Maggiora Vergano e Lucrezia Guidone, che hanno confermato come il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;rossetto rosso&amp;nbsp;resti un grande&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;classico delle feste&lt;/strong&gt;, capace di dare forza e personalità anche ai look più essenziali. Dall’altro, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;nude look, interpretato da Anna Ferzetti, simbolo di una&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;bellezza più&lt;/strong&gt; naturale e misurata, pensata per vivere le festività in modo meno costruito, più leggero e meno avvinghiato del solito. Insomma le star preferiscono la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;semplicità&lt;/strong&gt;, senza rinunciare a un po' di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;seduzione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che il rosso accompagna sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 13:39:49 GMT</pubDate>
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      <title>Dalla Cina in mostra a New York la moda del futuro</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/video/2025-12-12/moda-pop-dalla-cina-in-mosta-a-new-york-34601082/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - La Cina che non ti aspetti in &lt;strong&gt;mostra a New York. Abiti pop, ma anche ispirati a disegni antich&lt;/strong&gt;i, prodotti con la tecnologia in 3D e, soprattutto, con sorprendenti scollature e motivi molto occidentali: sono gli abiti in mostra al Palazzo di Vetro nella mostra Radiance of Dunhuang e realizzati dall’Accademia di &lt;strong&gt;Arti e Design dell’Università pubblica Tsinghua &lt;/strong&gt;di Pechino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stile ha sorpreso i visitatori e mostrato un aspetto della cultura cinese a molti sconosciuta.&lt;strong&gt; Alcuni media hanno definito questi modelli prototipi &lt;/strong&gt;di abiti che vedremo in futuro nelle passerelle mondiali, copiati da stilisti &lt;strong&gt;sconosciuti, anche europei. Sarà così?&lt;/strong&gt; A voi il giudizio.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 12 Dec 2025 04:30:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>agi</dc:creator>
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      <title>Rivoluzione in tavola a Natale, arriva il panettone salsiccia e formaggio</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2025-12-07/fiera-panettone-pandoro-roma-34526268/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Nel week end, negli spazi dell’hotel Colombo di Roma, arriva per fsteggiare il diciottesimo compleanno l'edizione 2025 della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fiera nazionale del Panettone e del Pandoro&lt;/strong&gt;, appuntamento ormai consolidato per gli appassionati dei&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grandi lievitati italiani&lt;/strong&gt;. Una ventina di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;artigiani selezionati&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;da tutta Italia, dalla Puglia alla Lombardia, sono stati scelti per esporre e far degustare i loro&amp;nbsp;&lt;strong&gt;prodotti&lt;/strong&gt;, tutti rigorosamente realizzati secondo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;metodi tradizionali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A sottolinearlo è &lt;strong&gt;Emanuele Giordano, presidente della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro&lt;/strong&gt;, che spiega come la selezione degli espositori risponda a criteri precisi: “Il criterio di selezione è rispettare la regola tradizionale dell’impasto del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;lievito madre&lt;/strong&gt;. Tutti i nostri artigiani lo fanno”. Al centro di quest’edizione c'è il tema della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;con il premio ribattezzato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;'&lt;strong&gt;Panettone for Peace'&lt;/strong&gt;. La seconda mission è la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;destagionalizzazione del panettone&lt;/strong&gt;, con la presenza di tanti&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettoni anche salati&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Il premio Panettone for Peace e la votazione anonima&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il premio '&lt;strong&gt;Panettone for Peace'&lt;/strong&gt;, cuore simbolico dell’edizione 2025, si svolge attraverso una competizione completamente&amp;nbsp;&lt;strong&gt;anonima&lt;/strong&gt;: gli artigiani partecipano senza indicare il proprio nome e i visitatori possono assaggiare le creazioni e votare il loro&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettone preferito&amp;nbsp;tramite un&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;QR code dedicato&lt;/strong&gt;, garantendo una scelta imparziale e basata esclusivamente sul&amp;nbsp;&lt;strong&gt;gusto&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dal Pop Panettone al Panettone di San Valentino&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Durante il taglio del nastro è stata anche annunciata una nuova iniziativa che amplia ulteriormente la visione della manifestazione: la nascita di una prossima edizione rinominata&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Panettone di San Valentino&lt;/strong&gt;, dove i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestri pasticceri&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;si esibiranno in creazioni apposite pensate per la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;festa degli innamorati&lt;/strong&gt;. Un segnale forte della volontà di portare il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettone fuori dai confini stagionali&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e trasformarlo in un prodotto capace di vivere tutto l’anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tema della&amp;nbsp;&lt;strong&gt;destagionalizzazione&lt;/strong&gt;, su cui l’organizzazione punta con sempre maggiore convinzione, trova in questa edizione un ulteriore rilancio. Dopo il progetto estivo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pop Panettone&lt;/strong&gt;, un format dedicato alla degustazione del panettone anche in contesti non convenzionali — dall’aperitivo alle colazioni salate — la manifestazione ribadisce l’obiettivo di trasformare un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;dolce tipicamente natalizio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in un prodotto capace di vivere tutto l’anno. Un trend confermato anche dal crescente apprezzamento per i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettoni salati&lt;/strong&gt;, che secondo gli organizzatori stanno ormai quasi raggiungendo, in termini di richieste, i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizionali panettoni dolci&lt;/strong&gt;. Un segnale dell’evoluzione del mercato e della curiosità del pubblico verso nuove&amp;nbsp;&lt;strong&gt;interpretazioni gastronomiche&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Le proposte audaci e tradizionali della fiera&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Accanto al messaggio di pace e all’innovazione, la fiera propone un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;percorso di degustazione ricchissimo&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e sorprendente, che racconta la varietà del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettone italiano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;attraverso interpretazioni classiche e sperimentazioni audaci. Si parte dai panettoni più tradizionali, dove eccelle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Alessandro Slama da Ischia&lt;/strong&gt;, considerato un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;maestro del genere&lt;/strong&gt;, e da Obliato, noto per i suoi lievitati dal gusto genuino e profondamente legato alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla creatività campana arrivano invece le proposte più artistiche del Buongustaio, che porta in fiera&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettoni salati al formaggio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e perfino versioni con la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;salsiccia e formaggio che ricorda il classico casatiello&lt;/strong&gt;, capaci di unire la morbidezza del grande lievitato a sapori rustici e intensi. Sempre dalla Campania arriva anche la pasticceria Pentangelo, celebre per i suoi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettoni al liquore&lt;/strong&gt;, ormai un marchio distintivo molto riconoscibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal Sud arriva inoltre lo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;’Ndujattone, ispirato alla&amp;nbsp;’nduja&lt;/strong&gt;, il celebre salume calabrese dal sapore piccante: una&lt;strong&gt; creazione firmata da&amp;nbsp;Marco Macrì&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che fonde la dolcezza del panettone con la caratteristica vivacità della specialità calabrese. Accanto a questa reinterpretazione decisa e originale, si distingue anche la pasticceria The Ship, che presenta un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettone realizzato con vino Aglianico e noci&lt;/strong&gt;, un abbinamento che richiama i profumi del territorio e le sue&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizioni enogastronomiche&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Tra le proposte più particolari va citata infine la pasticceria Vallone, che ha dedicato un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettone salato a Sophia Loren&lt;/strong&gt;: un omaggio alla grande icona italiana che unisce ingredienti mediterranei come il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;salume campano tagliato al coltello&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e una cura estetica pensata per evocare l’eleganza e la forza del suo mito. Una varietà così ampia offre ai visitatori un viaggio sensoriale capace di appassionare sia gli amanti del dolce sia gli estimatori delle note più sapide, confermando come il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;panettone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sia oggi un terreno fertile di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;creatività gastronomica&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La conclusione della fiera&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La fiera si conclude nella serata di oggi, quando verrà svelato il vincitore del '&lt;strong&gt;Panettone for Peace' 2025&lt;/strong&gt;, il premio simbolico che celebra un’edizione dedicata alla&amp;nbsp;&lt;strong&gt;tradizione&lt;/strong&gt;, all’&lt;strong&gt;innovazione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e a un messaggio di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;pace&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;condiviso dagli artigiani partecipanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 07 Dec 2025 05:01:00 GMT</pubDate>
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      <title>Parlano romano i migliori panettoni d'Italia. Chi sono i pasticceri più bravi</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2025-12-01/panettone-maximo-migliori-gourmet-cioccolato-tradizionale-34436288/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - E’ &lt;strong&gt;romano il miglior panettone tradizionale italiano&lt;/strong&gt; così come quello ‘gourmet’, mentre il migliore al cioccolato è realizzato nel Viterbese. Al termine dalla &lt;strong&gt;VII edizione di Panettone Maximo, festival nazionale del panettone&lt;/strong&gt; artigianale – tra i più autorevoli a livello nazionale e, senza dubbio, il più importante evento di Natale della Capitale – che&lt;strong&gt; si è svolta domenica 30 novembre al Salone delle Fontane dell’Eur,&lt;/strong&gt; sono stati premiati i migliori panettoni d’Italia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A trionfare sono stati&lt;strong&gt; Pasticceria Macrì di Roma&lt;/strong&gt; per la categoria del “Miglior panettone tradizionale” e&lt;strong&gt; Dolce Tuscia di Capranica (VT) &lt;/strong&gt;nella categoria “Miglior panettone al cioccolato”. Grande consenso anche quest’anno per la competizione per il “Miglior panettone gourmet”, titolo vinto da &lt;strong&gt;Francesco Apreda, chef del ristorante Idylio by Apreda di Roma&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Premi della Stampa estera e del pubblico&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A seguire, il &lt;strong&gt;“Premio Stampa Estera”, consegnato dalla presidente Elena Postelnicu&lt;/strong&gt;, è andato a Konig Cafè (Campobasso) quello per il “Miglior Packaging” alla pasticceria pugliese L’arte di Luciano (Apricena - FG), mentre nella categoria &lt;strong&gt;“Miglior comunicazione digitale” si è affermata Lisita Pasticceria (Mondragone-CE)&lt;/strong&gt;. Il “Premio del pubblico”, votato direttamente dalle migliaia di presenti, è andato a Zest Pasticceria (Ardea-RM).&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Organizzato dalla E20 Events Factory e Ristoragency, l’evento ha goduto del p&lt;strong&gt;atrocinio della Presidenza della Regione Lazio&lt;/strong&gt; e dell’Assessorato ai Grandi Eventi del Comune di Roma e il contributo di ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) e l’importante&lt;strong&gt; sostegno degli sponsor Agrimontana, Molino Dallagiovanna&lt;/strong&gt;, Irinox, Fattoria Latte Sano, Reviva e Caffè Moak (gold) e Cacao Barry ed Eurovo (silver).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La super giuria del Panettone Maximo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A decretare i vincitori è stata una&lt;strong&gt; super giuria composta, come ogni anno, da nomi di assoluto prestigio&lt;/strong&gt; del mondo della pasticceria – come il Maestro Gino Fabbri (presidente onorario Apei), Angelo Musolino (presidente Compait), Claudio Gatti (presidente Accademia dei Maestri del Lievito Madre), Attilio Servi (Mastro Pasticcere e lievitista) e i &lt;strong&gt;Mastri Pasticceri Denis Dianin, Fabrizio Donatone&lt;/strong&gt; (Campione del mondo 2015) e Walter Musco per il tradizionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il cioccolato invece Giuseppe Amato (Miglior pasticcere del mondo 2021), Davide Comaschi (&lt;strong&gt;World Chocolate Masters 2013 e Maestro Cioccolatiere&lt;/strong&gt;), Francesco Boccia (Campione del mondo 2015), Pasquale Marigliano (Maestro Pasticcere &amp;amp; Maitre Chocolatier), Andrea Fiori (&lt;strong&gt;Pastry Chef &amp;amp; Maitre Chocolatier&lt;/strong&gt;), Marion Lichtle (Pastry chef e titolare de Il Pagliaccio**) e Valerio Esposito (Maitre Chocolatier).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;In giuria anche critici enogastronomici (per il panettone tradizionale&lt;strong&gt; Luigi Cremona, Alberto Lupini, Vincenzo Pagano&lt;/strong&gt;, per il panettone al cioccolato Valeria Maffei, Pamela Panebianco, Marco Gemelli) e i rappresentanti del “Gruppo del gusto” della Stampa Estera, Elena Postelnicu e Bernard Bedarida.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La novità: area dedicata a 'Olea Dulcis'&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Novità di questa edizione è stata&lt;strong&gt; l’area dedicata a “Olea Dulcis”, ovvero i grandi lievitati &lt;/strong&gt;realizzati con l’olio EVO, evento tenutosi la prima volta lo scorso anno in Umbria, ideato e condotto dal noto giornalista enogastronomico Luigi Cremona e da Lorenza Vitali, con il &lt;strong&gt;contributo di Emanuela Mancino&lt;/strong&gt; e con il proposito di diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva per le sue doti di sostenibilità, valore alimentare, salutistico, paesaggistico e di incentivarne l’utilizzo in pasticceria. La vittoria è andata &lt;strong&gt;ex aequo al Parco delle Querce (Valentano-VT) e Pavone Pasticceria Contadina &lt;/strong&gt;(Chiaramonte Gulfi-RG) per il Miglior Panettone con Evo legato al territorio, a Eden Resort Gaeta (Gaeta-LT), per il Miglior Panettone con EVO creativo, e a Fornai Ricci (Montaquila-IS) per il Miglior premio 100% olio extravergine di oliva.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Soddisfazione degli organizzatori&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;“Siamo molto soddisfatti per il grande successo di questa settima edizione di Panettone Maximo – ha affermato&lt;strong&gt; l’ideatore ed organizzatore Fabio Carnevali &lt;/strong&gt;- che ha nuovamente superato quello dell’anno precedente, con circa 5.000 presenze, confermandosi come l’evento più atteso del periodo natalizio nella capitale.&lt;strong&gt; 48 pasticcerie e forni, 96 panettoni in gara, 20 banchi &lt;/strong&gt;degustazione di eccellenze gastronomiche, 10 panettoni gourmet realizzati da chef stellati, 6 show cooking tri-stellati, l’esclusivo privé per la giuria e i giornalisti e il &lt;strong&gt;Christmas village dedicato ai più piccoli&lt;/strong&gt;, con gli elfi, Babbo Natale e tanto zucchero filato, la donazione a due associazioni che assistono bambini in stato di disagio o in cura presso il reparto di oncoematologia del Bambino Gesù. Tutto questo è &lt;strong&gt;Panettone Maximo e il segreto del suo successo&lt;/strong&gt;, arricchito quest’anno dall’evento collaterale Olea Dulcis, ideato da Lorenza Vitali e Luigi Cremona, con 20 panettoni all’olio EVO. Ora il &lt;strong&gt;nostro obiettivo, non proprio facile, sarà fare di meglio &lt;/strong&gt;e di più. Ma ce la metteremo tutta”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h3&gt;Tutti i premiati del contest&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;A partecipare al contest sono state dunque 48 pasticcerie e forni d’Italia, provenienti da diverse regioni, dalla Lombardia all’Emilia, dalle Marche all’Abruzzo, dal Molise alla Campania, dalla Puglia alla Sicilia. E ovviamente, regione più rappresentata, il Lazio, con in testa Roma. Tutte in gara nelle due categorie regine, panettone tradizionale e panettone al cioccolato, ma anche per altri importanti riconoscimenti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I RISULTATI, CATEGORIA PER CATEGORIA&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior Panettone Tradizionale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Pasticceria Macrì &lt;/em&gt;&lt;/u&gt;(Roma)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Solo da Manduca (Aprilia-LT)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pasticceria D’Antoni (Roma)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Lino Ramunno (Pomezia-RM)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pan de Roma (Roma)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior Panettone al Cioccolato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Dolce Tuscia &lt;/em&gt;&lt;/u&gt;(Capranica-VT)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Solo da Manduca (Aprilia-LT)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Bonfì (Santa Severa-RM)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pasticceria D’Antoni (Roma)&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pasticceria Patrizi (Fiumicino-RM)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior Panettone Gourmet&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Francesco Apreda – Idyllio by Apreda&lt;/em&gt;&lt;/u&gt; (Roma)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Ernesto Iaccarino – Ristorante Don Alfonso 1890 (Sant’Agata sui Due Golfi, NA)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Giuseppe di Iorio – Aroma Restaurant (Roma) e Gianfranco Pascucci – Al Porticciolo (Fiumicino-RM)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premio della Stampa Estera&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Konig Cafè&lt;/em&gt;&lt;/u&gt; (Campobasso)&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pasticceria D’Antoni (Roma)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Solo da Manduca (Aprilia-LT)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;La Dolce Terrazza (Roma)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Gerri Pasticceria (Agnone-IS)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior Packaging&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
  Assegnato da una commissione di cinque food designer e architetti, presieduta da Patrizia Boglione e composta Domitilla Dardi, Francesco Subioli, Matteo Giannini e Nilushana Wijegunaratne.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;L’arte di Luciano &lt;/em&gt;&lt;/u&gt;(Apricena-FG)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pasticceria D’Antoni (Roma)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Dolce Tuscia (Capranica-VT)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Konig Cafè (Campobasso-CB)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Maison Lafé (Roma)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior Comunicazione Digitale&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
  Assegnato da una commissione tecnica presieduta dalla docente di comunicazione Claudiana Di Cesare.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Lisita Pasticceria &lt;/em&gt;&lt;/u&gt;(Mondragone)-CE&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Pasticcera D’Antoni (Roma) e Pasticceria Patrizi (Fiumicino, RM) ex aequo&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Etra Lievitati Mazzuto (Taranto-TA)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Il Giardino del Pane (Roma)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premio del pubblico&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
  Assegnato da un “giurato d’eccezione”, il pubblico stesso che, attraverso dei coupon, ha avuto modo di votare il proprio panettone preferito.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Zest Pasticceria&lt;/em&gt;&lt;/u&gt; (Ardea-RM)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Caffè Masulli (Somma Vesuviana-NA) e Pasticceria Nobel (Roma) ex aequo&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Solo da Manduca (Aprilia-LT)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;Lino Ramunno (Pomezia-RM)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h3&gt;Show cooking a tre stelle&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Grande successo hanno riscosso, come detto, gli show cooking, sempre super affollati.&amp;nbsp;Hanno aperto&lt;strong&gt; le esibizioni Eleonora Sdino (pastry chef) &lt;/strong&gt;e Federico Molinari (gelatiere) per Latte Sano e Alessandro Pietropaoli e Luca Maira (rispettivamente chef e pastry chef dell’Hilton Rome Eur La Lama) per Megadolciaria.&amp;nbsp;A seguire &lt;strong&gt;quattro grandi pastry chef di altrettanti ristoranti d’Italia&lt;/strong&gt; premiati dalle tre stelle della Michelin: Pierfederico Pascale (pastry chef del ristorante Villa Crespi) in coppia con Kabir Godi (Responsabile Laboratorio Cannavacciuolo), Luca Bna (&lt;strong&gt;pastry chef ristorante Casa Perbellini 12 Apostoli&lt;/strong&gt;), Nino Salvati (pastry chef ristorante La Pergola) e Alessio Billeci (pastry chef del ristorante Atelier Moessmer Norbert Niederkofler).&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La solidarietà a Panettone Maximo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Anche quest’anno&lt;strong&gt; a Panettone Maximo non poteva mancare la solidarietà&lt;/strong&gt;. A ricevere i panettoni donati da pasticcerie e forni saranno ben due associazioni.&amp;nbsp;Il Ciofs FP lazio ets (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale) di Suor Novella che, &lt;strong&gt;con la sua offerta educativa, aiuta i giovani &lt;/strong&gt;delle fasce sociali più deboli non solo a realizzare il primo inserimento nel mondo del lavoro, ma anche promuovendo processi di riconversione e mobilità professionale che valorizzano le pari opportunità.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’Associazione Davide Ciavattini O.N.L.U.S., che opera principalmente nella&lt;strong&gt; Divisione di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù &lt;/strong&gt;di Roma e svolge anche una importante attività per la raccolta di fondi che vengono destinati a specifici progetti rivolti a migliorare&lt;strong&gt; l’assistenza psico-sociale, ricreativa ed educativa &lt;/strong&gt;svolta quotidianamente presso il Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 10:59:43 GMT</pubDate>
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      <title>Antonello Colonna, tra Olimpiadi e calcio: "Dybala? Un piatto con sfumature”</title>
      <link>https://www.agi.it/lifestyle/news/2025-11-27/antonello-colonna-chef-olimpiadi-paragona-dybala-a-piatto-34391837/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Nel cuore delle campagne di Labico, a pochi chilometri da Roma, c’è un luogo che è diventato negli anni una sorta di&lt;strong&gt; regno personale per&amp;nbsp;Antonello Colonna. Un resort immerso &lt;/strong&gt;nel verde, dove lo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;chef stellato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;accoglie personalità da tutta Italia e non solo, tra&amp;nbsp;&lt;strong&gt;alta cucin&lt;/strong&gt;a, ricerca e quell’ospitalità che rappresenta da sempre la sua firma. Lo incontriamo in giorni di grande fermento: Colonna ha infatti appena ricevuto &lt;strong&gt;l’incarico di chef per l'Italia alle&amp;nbsp;Olimpiadi Milano-Cortina 2026&lt;/strong&gt;, l'ennesimo evento sportivo dopo due Mondiali e le Olimpiadi di Atlanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre a questo, nell'intervista all'AGI racconta il lancio delle nuove&amp;nbsp;&lt;strong&gt;padelle professionali Steel Pan, firmate con la designer Carmen Sollo&lt;/strong&gt;, realizzate con tecnologia “lega su lega” in&amp;nbsp;acciaio, senza alcun additivo chimico.&amp;nbsp;Questa sua nuova iniziativa è stata presentata con un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;video promozionale&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dal taglio quasi cinematografico: "Amo la cinematografia, amo gli spot visti in un certo modo. È uscito fuori uno spot un po’ insolito rispetto a quello che vediamo &lt;strong&gt;nel mondo della&amp;nbsp;gastronomia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;- ha spiegato Antonello Colonna - magari si vedono cose più di tradizione, possono essere pure più dirette. Però oggi penso che tutti vogliono vedere attraverso un video certe musiche, certi atteggiamenti e quindi &lt;strong&gt;questo spot mi è molto piaciuto. Mi ricorda più delle professioni&lt;/strong&gt;, più di discipline sportive che di cuochi, e poi anche il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cuoco è cambiato&lt;/strong&gt;, non c’è più la pancia così, l’immaginario collettivo o i luoghi comuni, e cerchiamo di cambiarli. Quindi io sono un po’ un fautore, ho rotto un po’ il ghiaccio su questi&amp;nbsp;&lt;strong&gt;luoghi comuni&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Atleti e professionisti nella pubblicità&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Gli chiediamo cosa pensi del fatto che&lt;strong&gt; molti atleti, oggi, si prestano sempre più spesso alla pubblicità&lt;/strong&gt;, come accaduto di recente con Jannik Sinner. Colonna non ha dubbi: “Sì, ormai si fanno delle scelte. Adesso, per esempio, viene utilizzata anche la musica con le colonne sonore. Prima potevano essere anche sconosciute, oggi invece i&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grandi artisti italiani&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stanno rappresentando o grandi gruppi&lt;/strong&gt; istituzionali per sensibilizzare attraverso la loro musica. Il fatto che un professionista, un attore, un’attrice, un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;grande atleta&amp;nbsp;possa rappresentare il cibo per noi funziona&lt;/strong&gt;. Noi siamo contenti, io non sono geloso, anzi posso essere anche orgoglioso. Nel raccontare il piatto, nel raccontare il cibo, magari siamo più bravi noi”, ha aggiunto sorridendo.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Il 'Made in Italy' è uno stile di vita&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il discorso si sposta sul&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Made in Italy&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; concetto oggi sostenuto anche da un Ministero&lt;/strong&gt; dedicato. Colonna rivendica di essersene occupato in tempi non sospetti: “Sono molto al corrente di questa iniziativa con l'apposito Ministero, sono stato un fautore di questo, sono stato incaricato di parlarne in tempi non sospetti. Io lo dico in due parole: il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Made in Italy è uno stile di vita&lt;/strong&gt;, quindi non è un’etichetta. Uno mette l’etichetta Made in Italy oppure Made in Corea, Made in altre parti, ma non è solo questo, altrimenti lì &lt;strong&gt;cadiamo in un artigianato di produzione. Il Made in Italy&lt;/strong&gt; è uno stile di vita che parte dall’Ottocento e arriva ad oggi. Quindi è quello che dobbiamo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;mantenere e tutelare&lt;/strong&gt;. Con tutto rispetto per gli spaghetti al pomodoro, parliamo di uno stile. È lo&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stile Italia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;nella sua globalità".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ruolo di chef alle Olimpiadi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Uno stile che Colonna porterà anche alle&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Olimpiadi&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; notizia ufficiale nelle ultime ore &lt;/strong&gt;e di cui parla con AGI: "Sono un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;veterano dello sport&lt;/strong&gt;. Forse mi hanno chiamato come possono chiamare un allenatore di calcio della mia età per vincere lo scudetto&lt;strong&gt;. Sono reduce dai Mondiali di Italia ’90, USA ’94 e dalle Olimpiadi di Atlanta 1996&lt;/strong&gt;. Metterò in campo la mia esperienza, il mio sarà un ruolo fuori pista. Mi piace definirlo così perché &lt;strong&gt;Milano è famosa per i vari Fashion Week&lt;/strong&gt;, Fashion Design, Wine Week. Però poi c'è anche il Fuori salone, che in questo caso con me diventa il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fuori pista&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Racconta un&lt;strong&gt; aneddoto sull'Expo del 2015&lt;/strong&gt;: "Io non ero nel padiglione Italia, però rappresentavo l’Italia da piazza della Scala. Sarà importante anche approcciare con il giusto stile: mi vestirò bene,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;stile italiano&lt;/strong&gt;, sartoria napoletana, scarpe artigianali e tutto il resto. &lt;strong&gt;Le mie Olimpiadi avranno lo&amp;nbsp;stile italiano&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il calcio, i buongustai e il curling&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Quando gli chiediamo dello sportivo per il quale vorrebbe cucinare racconta &lt;strong&gt;un aneddoto del&amp;nbsp;calcio, suo grande amore&lt;/strong&gt;: “Nel calcio c’erano grandi atleti, ma anche veri&amp;nbsp;&lt;strong&gt;buongustai&lt;/strong&gt;. Anche perché nel calcio la rosa può essere di 25-26 calciatori e non tutti giocano. Per esempio &lt;strong&gt;ai Mondiali c’erano tre portieri: quello che mi dava più soddisfazione&lt;/strong&gt;, perché giocava di meno, era Tacconi. Lui giocava di meno, ma era un buongustaio. Era il terzo portiere, quindi &lt;strong&gt;la sera difficilmente andava in panchina&lt;/strong&gt; e ci divertivamo a cucinare".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornando alle Olimpiadi se la cava con la sua inconfondibile ironia: "&lt;strong&gt;Mi farebbe piacere cucinare per chi fa la disciplina del&amp;nbsp;curling&lt;/strong&gt;. Trovo, spero di non fare una gaffe, che non abbiano bisogno di grandi energie. Tutto sommato anche se mangiassero un po’ di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cacio e pepe&amp;nbsp;in più non gli farebbe male&lt;/strong&gt;. Diverso sarebbe per la discesa libera".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Cucina e calcio: che piatto è la Roma?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il suo cuore romanista è noto: "&lt;strong&gt;Che piatto è la Roma di Gasperini?&lt;/strong&gt; È un po’ di tutto. Io amo il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;calcio&lt;/strong&gt;, al di là di essere romanista. Mi sento un&amp;nbsp;&lt;strong&gt;calciofilo. Vedo tutte le partite,&lt;/strong&gt; qui dietro c’è uno schermo che al di là dei meeting serve per vedere il calcio. Parafrasando la cucina, &lt;strong&gt;è come chiedermi cosa voglio cucinare oggi&lt;/strong&gt;… La cucina è quella, il calcio è quello. Da 100 anni si gioca il calcio, il campo è sempre quello, i calciatori sono 11, l’arbitro è 1, a parte il VAR. Le regole sono sempre quelle.&lt;strong&gt; Un allenatore moderno però può fare tante belle cose&lt;/strong&gt;. Intanto uno scudetto fatecelo vincere con Gasperini. Al massimo se non riesce ne troveremo un altro”, dice ridendo.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dybala? Piatto con sfumature, puoi fare la scarpetta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“&lt;strong&gt;Dybala&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;è il piatto più attento, con tante sfumature&lt;/strong&gt; - spiega invece sul giocatore simbolo dei giallorossi - Dybala rappresenta la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;complessità di un piatto&lt;/strong&gt;. Non ho detto che è complicato, attenzione. La complessità in cucina è un'altra cosa. Per farvi capire quando &lt;strong&gt;Dybala fa bene è come un piatto che viene fuori veramente bene&lt;/strong&gt;, ci si diverte. Si può fare anche la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;scarpetta con Dybala&lt;/strong&gt;”, conclude con un sorriso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <category>Lifestyle</category>
      <category>Komposer</category>
      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:48:41 GMT</pubDate>
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      <title>Alla Reggia di Venaria il Gran Ballo delle debuttanti (con le scarpette rosse)</title>
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      <description>&lt;p&gt;AGI - La &lt;strong&gt;Reggia di Venaria Sabauda a Torino,&lt;/strong&gt; una delle&amp;nbsp;residenze dei Savoia&amp;nbsp;parte del sito seriale&amp;nbsp;Unesco&amp;nbsp;iscritto alla Lista del&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Patrimonio dell'umanità&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dal 1997, è tornata a ospitare per il sesto anno consecutivo il &lt;strong&gt;Gran Ballo della Venaria Reale&lt;/strong&gt;, organizzato nell'ambito del progetto ‘Vienna sul Lago’, giunto alla sua XXIX edizione. Si tratta del progetto di &lt;strong&gt;formazione, cultura e solidarietà patrocinato&lt;/strong&gt; dalle più alte istituzioni italiane e internazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella magnifica Galleria Grande, il tradizionale Gran Ballo ha riportato sabato sera&lt;strong&gt; al centro il tema della lotta alla violenza contro le donne&lt;/strong&gt;, alla vigilia della Giornata internazionale del 25 novembre. Protagoniste della serata sono state&lt;strong&gt; le 30 debuttanti, provenienti dall’Italia e dall’estero&lt;/strong&gt;, accompagnate dagli Aspiranti &lt;strong&gt;Guardiamarina del corso Hurakan dell’Accademia Navale &lt;/strong&gt;di Livorno.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Sotto gli eleganti &lt;strong&gt;abiti bianchi selezionati da Pisconti Milano&lt;/strong&gt;, le giovani hanno indossato le simboliche scarpette rosse, trasformando il ballo in un messaggio forte e consapevole contro la violenza di genere. &lt;strong&gt;Un evento che dà voce, speranza e un futuro alle donne&lt;/strong&gt; vittime di violenza. Con l'intero ricavato destinato a sostenere il &lt;strong&gt;Progetto Alice Onlus, dedicato all’educazione all’amore &lt;/strong&gt;e alla consapevolezza tra i giovani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nato in memoria di Alice, vittima di violenza di genere, il progetto &lt;strong&gt;porta nelle scuole un percorso formativo che sensibilizza &lt;/strong&gt;studenti e studentesse su parità, rispetto e legami sani, contribuendo a costruire una comunità più attenta e responsabile.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;L’evento è culminato con&lt;strong&gt; la consegna del ‘Premio Costanzo’ a personalità &lt;/strong&gt;che hanno fatto della lotta sociale e culturale il loro faro. Tra i premiati per questa edizione la &lt;strong&gt;campionessa mondiale di nuoto paralimpico, Carlotta Gilli&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 23 Nov 2025 00:38:21 GMT</pubDate>
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