Olio di Palma: Aidepi, dopo Segolene Royal un po' di chiarezza

(AGI) - Roma, 19 giu. - Nel dibattito avviato nei giorni scorsidall'intervento del Ministro francese dell'ecologia, Se'gole'neRoyal, che in un primo momento ha invitato i consumatori aboicottare la Nutella (perche' avrebbe contribuito, attraversol'utilizzo dell'olio di palma, alla deforestazione della areepluviali di Malesia e Indonesia e poi si e' scusata conl'azienda di Alba riconoscendo i progressi fatti sulla stradadelle certificazioni ambientali), interviene anche l'AIDEPI(Associazione Industriali del Dolce e della Pasta Italiani). "La vicenda che ha visto protagonista il Ministro francesedell'ecologia, Se'gole'ne Royal - commenta Mario Piccialuti,direttore di AIDEPI - almeno nelle

(AGI) - Roma, 19 giu. - Nel dibattito avviato nei giorni scorsidall'intervento del Ministro francese dell'ecologia, Se'gole'neRoyal, che in un primo momento ha invitato i consumatori aboicottare la Nutella (perche' avrebbe contribuito, attraversol'utilizzo dell'olio di palma, alla deforestazione della areepluviali di Malesia e Indonesia e poi si e' scusata conl'azienda di Alba riconoscendo i progressi fatti sulla stradadelle certificazioni ambientali), interviene anche l'AIDEPI(Associazione Industriali del Dolce e della Pasta Italiani). "La vicenda che ha visto protagonista il Ministro francesedell'ecologia, Se'gole'ne Royal - commenta Mario Piccialuti,direttore di AIDEPI - almeno nelle sue conclusioni ha avuto unrisvolto decisamente positivo. Le scuse del Ministro e ilriconoscimento di quanto fatto per l'acquisto di olio di palmacertificato sostenibile da parte della Ferrero, costituisconoun primo elemento di chiarezza all'interno di un dibattitomolto acceso in questi mesi in Italia". "L'industria italiana del dolce - ha chiarito MarioPiccialuti - utilizza solo l'11% dell'olio di palma che arrivain Italia. Stiamo lavorando con tutte le maggiori aziendeutilizzatrici di olio di palma perche' si impegnino araggiungere entro il 2015 un approvvigionamento totale di oliodi palma certificato sostenibile. Si tratta di un sistema dicertificazione cui partecipano tutti gli attori della filiera eONG come il WWF, fortemente impegnato a garantire unaproduzione sostenibile evitando la deforestazione, soprattuttoin Malesia e Indonesia, dove si concentra l'85% dellaproduzione mondiale di olio di palma. Per far comprenderel'importanza di questo investimento basta ricordare che solo il18% dell'olio di palma utilizzato nel mondo e' sostenibile ecertificato RSPO? Accusare le aziende italiane come la Ferrerodi essere responsabili della deforestazione di quei Paesi hadel paradossale, visto che le aziende aderenti ad AIDEPI sonotra le poche al mondo ad aver abbracciato completamentel'invito del WWF ad acquistare solo olio di palma sostenibileentro il 2015". "Apprezziamo particolarmente - conclude Piccialuti - lapresa di posizione di Greenpeace che, in risposta all'invitodella Royale, ha affermato che boicottare i prodotti checontengono olio di palma, soprattutto se certificati, non servea nulla e non contribuisce affatto a fermare la deforestazione.Un risultato che si otterra' solo con il contributo attivo ditutti gli attori e lo sforzo e l'impegno delle aziende nellascelta di prodotti certificati RSPO. Posizione analoga a quellaespressa dal WWF gia' da tempo. La speranza e' che quantoaccaduto serva a far riflettere tutti sui reali impattidell'utilizzo di questo ingrediente, mettendo fine a inutilipolemiche basate su una percezione piuttosto che sulla realta'dei fatti". (AGIBru

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