Olio: Cia, preoccupati per ipotesi Ue aumento import da Tunisia

(AGI) - Roma, 23 set. - Suscita molte perplessita' la propostadella Commissione europea di autorizzare un accesso temporaneosupplementare di olio d'oliva tunisino nel mercato Ue. Loafferma il presidente nazionale della Cia-Confederazioneitaliana agricoltori Dino Scanavino spiegando che, purcondividendo la necessita' di intervenire a supportodell'economia del Paese in questa contingenza eccezionale, e'ugualmente doveroso interrogarsi sulle ripercussioni economichedi una scelta del genere su un settore cosi' rilevante perl'agricoltura italiana e comunitaria, come quello dell'oliod'oliva. Ci sono sicuramente segnali di ripresa del settore inItalia, con la campagna olivicola 2015 che sara' sicuramentemigliore

(AGI) - Roma, 23 set. - Suscita molte perplessita' la propostadella Commissione europea di autorizzare un accesso temporaneosupplementare di olio d'oliva tunisino nel mercato Ue. Loafferma il presidente nazionale della Cia-Confederazioneitaliana agricoltori Dino Scanavino spiegando che, purcondividendo la necessita' di intervenire a supportodell'economia del Paese in questa contingenza eccezionale, e'ugualmente doveroso interrogarsi sulle ripercussioni economichedi una scelta del genere su un settore cosi' rilevante perl'agricoltura italiana e comunitaria, come quello dell'oliod'oliva. Ci sono sicuramente segnali di ripresa del settore inItalia, con la campagna olivicola 2015 che sara' sicuramentemigliore rispetto ai risultati disastrosi dello scorso anno. Inpiu' l'impegno del Governo sulle risorse a sostegno dell'oliod'oliva incentiva gli operatori a impegnarsi anche ininvestimenti di medio e lungo periodo -spiega Scanavino- E'chiaro che in questa situazione, con un comparto che statentando di reagire alla crisi, ipotizzare l'ingressofacilitato di ulteriori 35 mila tonnellate di olio tunisino inUe preoccupa fortemente gli olivicoltori italiani, che temonouna diminuzione competitiva sui prezzi. Se l'obiettivo dell'Europa e' essere solidali con i Paesiterzi tramite azioni commerciali di privilegio, non vadimenticato pero' che non si puo' sempre penalizzare il settoreprimario -evidenzia il presidente della Cia-. L'apertura dicontingenti a dazio zero non riguarda solo l'olio d'oliva.Preoccupante e', ad esempio, anche la situazione relativa alsettore del riso. Le negoziazioni dell'Ue non possonoconsiderare come "merce di scambio" sempre i prodottidell'agricoltura e soprattutto decisioni cosi' importanti,prima di essere adottate, devono tenere conto dell'impattoeconomico e delle richieste degli operatori europei. Nelle prossime settimane sara' decisivo l'intervento diParlamento e Consiglio Ue per rivedere questa propostalegislativa e intervenire nei confronti della Commissioneaffinche' non si dimentichi che la solidarieta' va anchedimostrata agli agricoltori europei che stanno attraversandocrisi importanti in molti settori -conclude Scanavino- comehanno dimostrato i 6mila produttori agricoli che hannomanifestato a Bruxelles il 7 settembre.(AGI)