Musica: al Postepay Rock in Roma arrivano Mumford and Sons

(AGI) - Roma, 29 giu. - Mumford & Sons arrivano a Roma. La band inglese si esibira' domani sera, 30 gigno, al Postepay Rock inRoma a meno di due mesi dall'uscita del nuovo album, "WilderMind", anticipato dal singolo "Believe" e dai brani "The Wolf","Snake Eyes" e "Tompkins Square Park". Registrato agli AirStudios di Londra, e' stato prodotto da James Ford (ArcticMonkeys e Florence & The Machine) e questo nuovo lavoro segnauna svolta significativa rispetto ai dischi precedenti; "SighNo More" del 2009 e "Babel" del 2012. Dopo essersi esibiti praticamente senza sosta da quando

(AGI) - Roma, 29 giu. - Mumford & Sons arrivano a Roma. La band inglese si esibira' domani sera, 30 gigno, al Postepay Rock inRoma a meno di due mesi dall'uscita del nuovo album, "WilderMind", anticipato dal singolo "Believe" e dai brani "The Wolf","Snake Eyes" e "Tompkins Square Park". Registrato agli AirStudios di Londra, e' stato prodotto da James Ford (ArcticMonkeys e Florence & The Machine) e questo nuovo lavoro segnauna svolta significativa rispetto ai dischi precedenti; "SighNo More" del 2009 e "Babel" del 2012. Dopo essersi esibiti praticamente senza sosta da quandohanno formato la band, avevano deciso di prendersi, dopo cinqueanni, la loro prima pausa - iniziata alla fine del loro tourmondiale per l'album "Babel" a settembre 2013 e durata cinquemesi. Nei mesi precedenti alla fine del tour, Marcus (voce,chitarra e batteria), Ben (voce, organo e tastiera) Winston(voce, chitarra resofonica e banjo) e Ted (voce e contrabbasso)avevano trascorso del tempo con Aaron Dessner dei The National,registrando demo a New York. La band si e' rivista nel febbraio dello scorso anno agliEastcote Studios di Londra, dove avevano registrato il loroalbum di debutto, "Sigh No More". Qui e' iniziato un lungoperiodo di scrittura di otto mesi. Sin dalle prime sessioni diprova, fu subito evidente che si stava assistendo ad uncambiamento d'approccio non solo alla scrittura e allaregistrazione, ma anche alla dinamica dei brani. C'e'un'atmosfera minimalista nel nuovo album, il cui suono Marcusdescrive come "uno sviluppo, non una partenza". "Verso la fine del tour di Babel, abbiamo suonato semprenuove canzoni durante il soundcheck, e nessuna di queste eracaratterizzata dal banjo o dalla grancassa. E provare lecanzoni con Aaron, quando abbiamo preso una pausa, ci ha fattocapire che non avevamo l'intenzione di coinvolgere strumentiacustici. Non abbiamo detto: no agli strumenti acustici. Macredo che tutti noi avevamo il desiderio di darci una scossa.Il songwriting non e' cambiato drasticamente; e' stato guidatopiu' dal desiderio di non fare di nuovo la stessa cosa.Inoltre, ci siamo innamorati della batteria! E' cosi'semplice." Il nuovo album e' il piu' collaborativo scritto dalla band finoad oggi. Inoltre, in netto contrasto con "Babel", nessuna dellenuove canzoni e' stata testata dal vivo: i fan le ascolterannoin anteprima nel disco. Uno shock, allora? "E' un invito," -dice Marcus - "non una sfida". La band che una volta aveva detto ad un intervistatore chese non avessero suonato dal vivo allora non sarebbero piu'stati una band ora ammette che quella pausa di cinque mesi - equelle writing sessions agli Eastcote Studios - ha dato loroqualcosa di cui avevano bisogno per progredire. "Believe", unadelle canzoni chiave del nuovo album, e' stato un beneficiariodi questo piu' coinvolgente processo. Dal punto di vista dei testi, l'album si propone come unaserie di istantanee - un diario, una cartolina, una serie diconversazioni su incomprensioni, angoscia, impegno, inganno eperdita. E' un disco notturno che vola dentro e fuoril'oscurita' delle ombre e la luminosita' delle luci. Il sounddi queste emozioni e' fatto di una musica di incredibilecomplessita' e sottigliezza, che suona come una nuova paginaper la band, ma che e' ancora identificabile con i loro lavoriprecedenti. (AGI).

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