Mafie: Caselli, "presenza storica agricoltura, qualcosa si muove"

(AGI) - Catanzaro, 1 ott. - "Le mani della mafia liquida inagricoltura sono storiche. L'etichettatura anonima non consentedi ricostruire la provenienza dei vari ingredienti nei cibi onelle bevande pseudo 'made in Italy' e questo riguarda meta'della spesa quotidiana di ciascun consumatore. L'etichettaturacorretta e' indice di trasparenza ed e' un valore aggiunto. Leadulterazioni si potrebbero ridurre fortemente non finanziandocon fondi pubblici le aziende che non sono vero baluardo diqualita' e di Italia, oltre che aumentando i controlli e graziead una normativa piu' stringente". E' quanto tra l'altroasserisce il procuratore Giancarlo Caselli,

(AGI) - Catanzaro, 1 ott. - "Le mani della mafia liquida inagricoltura sono storiche. L'etichettatura anonima non consentedi ricostruire la provenienza dei vari ingredienti nei cibi onelle bevande pseudo 'made in Italy' e questo riguarda meta'della spesa quotidiana di ciascun consumatore. L'etichettaturacorretta e' indice di trasparenza ed e' un valore aggiunto. Leadulterazioni si potrebbero ridurre fortemente non finanziandocon fondi pubblici le aziende che non sono vero baluardo diqualita' e di Italia, oltre che aumentando i controlli e graziead una normativa piu' stringente". E' quanto tra l'altroasserisce il procuratore Giancarlo Caselli, presidentedell'Osservatorio sulla criminalita' nell'agricoltura e sulsistema agroalimentare promosso da Coldiretti, intervistato da"Calabria on web" (www.calabriaonweb.it) , il magazine editodal Consiglio regionale. "Il rapporto 'Agromafie', realizzatoda Coldiretti con Eurispes per il 2013, ci dimostra - asserisceil magistrato intervistato dalla giornalista Lucia Lipari - cheil fatturato del fraudolento made in Italy, nel solo settoreagroalimentare, ha oltrepassato i 60 miliardi di euro. Si parladell'Italian sounding e dell'ancora piu' pericoloso italianlaundering, un mix ben confezionato di pubblicita' e prodottiingannevoli, sofisticazioni, scadente qualita', lavaggio didanaro sporco. Le mafie dimostrano, ancora una volta, la lorostraordinaria capacita' di adattarsi alle nuove fasi dellaglobalizzazione dei mercati e dai traffici internazionali". Aproposito del caporalato "pare che sul piano legislativoqualcosa si stia muovendo - spiega il procuratore Caselli - mava detto che le arance calabresi vengono pagate agliagricoltori 0,08 centesimi di euro al chilo. Un litro diaranciata, che contiene 3 centesimi di euro di arancia, costa1,50 euro, a fronte di una percentuale di succo, disciplinatadalla normativa europea, del 12%. L'ipotesi di aumentare questepercentuali fin qui sono state respinte, con la mobilitazionedei paladini della liberta' degli scambi. In questo modo,pero', le sacche di disoccupazione, lavoro nero, caporalato,prosperano, mentre la miglior redistribuzione del valore lungole diverse fasi della filiera ridurrebbe tutto questo, andandoad incidere considerevolmente su tutto il comparto". Casellispiega che "dallo smaltimento dei rifiuti industriali tossiciarriva il danno per l'economia, la salute, l'ambiente e lecoste, non piu' balneabili per via degli scarichi, per iprodotti agricoli che ingeriamo. In Italia il sistema vigente,in linea generale, e' efficace, per i controlli ufficiali delledenominazioni registrate come Dop/Igp/Stg. L'Ue promuove icontrolli italiani su Dop e Igp. Sono gia' stati effettuati 60mila controlli ad opera di organismi di controllo, con oltre 32milioni di euro di sequestri. La repressione delle frodi iniziaa dare i suoi frutti anche in Europa, come ad esempio l'oliofalsamente etichettato Igp Toscano, sospeso dallacommercializzazione nei magazzini Harrod's di Londra". (AGI)Adv