Libri: Rolando Ravello legge John Fante, "Chiedi alla polvere"

(AGI) - Roma, 2 dic. - E' il capolavoro di John Fante. E' unodei grandi libri della letteratura americana del '900. E'"Chiedi alla polvere", classe 1939, che oggi ritorna inaudiolibro narrato dalla voce di Rolando Ravello, qui impegnatoa dipanare le avventure di Arturo Bandini - alter egodell'autore - a ridarci il suo sarcasmo, la sua ironia e i suoisogni sbandati sullo sfondo della Grande Depressione americana,della polvere della California. E dell'amore per Camilla Lopez. Romanzo-icona, "Chiedi alla polvere e' il secondo titolo -dopo La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier

(AGI) - Roma, 2 dic. - E' il capolavoro di John Fante. E' unodei grandi libri della letteratura americana del '900. E'"Chiedi alla polvere", classe 1939, che oggi ritorna inaudiolibro narrato dalla voce di Rolando Ravello, qui impegnatoa dipanare le avventure di Arturo Bandini - alter egodell'autore - a ridarci il suo sarcasmo, la sua ironia e i suoisogni sbandati sullo sfondo della Grande Depressione americana,della polvere della California. E dell'amore per Camilla Lopez. Romanzo-icona, "Chiedi alla polvere e' il secondo titolo -dopo La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalierletto da Isabella Ragonese - della serie pubblicata incollaborazione con Land Rover per il progetto "Ogni strada hauna storia da raccontare. Emons Audiolibri e Land Rover insiemeper la cultura". A trent'anni dalla morte Fante gode di un successoplanetario ma la sua riscoperta si deve allo scrittore CharlesBukowski - Fante e Bukowski si incontreranno poi nel 1978 - chetrovo' il romanzo in una biblioteca di Los Angeles frequentatadal giovane Fante. "Continuavo ad aggirarmi per la sala grande,tirando giu' un libro dopo l'altro, leggendo qualche riga, avolte qualche pagina, per poi rimetterli al loro posto. Poi, ungiorno, ne presi uno e capii subito di essere arrivato inporto. Rimasi fermo per un attimo a leggere, poi mi portai illibro al tavolo con l'aria di uno che ha trovato l'oronell'immondezzaio cittadino. Le parole scorrevano confacilita', in un flusso ininterrotto. Ognuna aveva la suaenergia ed era seguita da un'altra simile. La sostanza di ognifrase dava forma alla pagina e l'insieme risultava come scavatodentro di essa. Ecco, finalmente, uno scrittore che non avevapaura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati traloro con straordinaria semplicita'. Quando cominciai a leggerequel libro -scriveva Bukowski- mi parve che mi fosse capitatoun miracolo, grande e inatteso. Ero socio della biblioteca.Presi in prestito il libro e me lo portai in stanza, mi sdraiaisul letto e ripresi a leggerlo, ma prima ancora di finirlocapii che l'autore era riuscito a elaborare un suo stileparticolare. Il libro era Ask the Dust e l'autore era JohnFante".(AGI).