La riscoperta dei kimoni giapponesi anche per vestire le pareti delle case, un'intervista 

  • Kimoni (Cecilia Scaldaferri-Agi) 
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14 ottobre 2017,11:27

Simbolo per antonomasia del Giappone, oggetto prezioso dai tanti colori e simbologie, il kimono non vive solo sugli schermi, sulle stampe o tra i libri ma gode anche di una stagione di ‘riscoperta’ tra i giovani che, cercando tra i bauli delle nonne e i mercatini vintage, mettono insieme tradizione e modernità. Non solo, per sopravvivere, questa antica attività artigianale si reinventa, scoprendo nuovi impieghi nel design e arredamento d’interni. 

A raccontarlo è lo stilista 54enne Nobuaki Tomita, in visita in Italia, famoso in patria e all’estero per le sue creazioni, che ha messo a disposizione negli anni per film, riviste e spettacoli teatrali. Attivamente impegnato nella promozione culturale, usa i kimono per avvicinare popoli e Paesi utilizzando prodotti locali, come è avvenuto con gli abiti dedicati l’anno scorso a quattro città italiane - Biella, Genova, Sorrento e Torino - in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Allora, ha presentato un kimono tinto con il limoncello, uno con il cioccolato, uno con tessuti biellesi e uno realizzato con il jeans. 

“Quando creo – spiega - cerco sempre di tenere a mente il territorio dove presento i kimoni e valorizzare oggetti o prodotti locali, come ho fatto in Italia. Non ho preferenze per particolari simboli o colori ma questa è la mia peculiarità. E poi mi piace sorprendere la gente, cerco sempre un materiale che stupisca”. 

Nobuaki Tomita è consapevole dell’attenzione dei “giovani che guardano con grande interesse e fascino ai kimoni, vorrebbero utilizzarli creando un proprio stile, indossandoli con originalità, non è facile ma ci stanno provando”. Da qui l’invito, ai giovani giapponesi ma non solo, a proporre nuovi disegni per kimoni e creare il proprio. Un modo per tenere in vita tradizione e artigianalità, a rischio in un mondo sempre più frenetico e standardizzato, in Giappone come in Italia. Per farle sopravvivere, sottolinea, “è importante mantenere la tradizione riutilizzandola nella modernità”.
 
E nella stessa ottica si muovono i tentativi di applicare questa artigianalità a nuovi settori. Come sottolinea lo stilista, “un artigiano che lavora nel mondo dei kimoni guadagna 250 yen all’ora, circa due euro. Non è facile mantenersi facendo solo questo, da qui la proposta di sviluppare applicazioni di questa tecnica artigianale anche in altri settori, come il design e l'arredamento d'interni. Per esempio, è stato sperimentato l’utilizzo di kimoni sui muri al posto della carta da pareti”. 



14 ottobre 2017,11:27

Simbolo per antonomasia del Giappone, oggetto prezioso dai tanti colori e simbologie, il kimono non vive solo sugli schermi, sulle stampe o tra i libri ma gode anche di una stagione di ‘riscoperta’ tra i giovani che, cercando tra i bauli delle nonne e i mercatini vintage, mettono insieme tradizione e modernità. Non solo, per sopravvivere, questa antica attività artigianale si reinventa, scoprendo nuovi impieghi nel design e arredamento d’interni. 

A raccontarlo è lo stilista 54enne Nobuaki Tomita, in visita in Italia, famoso in patria e all’estero per le sue creazioni, che ha messo a disposizione negli anni per film, riviste e spettacoli teatrali. Attivamente impegnato nella promozione culturale, usa i kimono per avvicinare popoli e Paesi utilizzando prodotti locali, come è avvenuto con gli abiti dedicati l’anno scorso a quattro città italiane - Biella, Genova, Sorrento e Torino - in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Allora, ha presentato un kimono tinto con il limoncello, uno con il cioccolato, uno con tessuti biellesi e uno realizzato con il jeans. 

“Quando creo – spiega - cerco sempre di tenere a mente il territorio dove presento i kimoni e valorizzare oggetti o prodotti locali, come ho fatto in Italia. Non ho preferenze per particolari simboli o colori ma questa è la mia peculiarità. E poi mi piace sorprendere la gente, cerco sempre un materiale che stupisca”. 

Nobuaki Tomita è consapevole dell’attenzione dei “giovani che guardano con grande interesse e fascino ai kimoni, vorrebbero utilizzarli creando un proprio stile, indossandoli con originalità, non è facile ma ci stanno provando”. Da qui l’invito, ai giovani giapponesi ma non solo, a proporre nuovi disegni per kimoni e creare il proprio. Un modo per tenere in vita tradizione e artigianalità, a rischio in un mondo sempre più frenetico e standardizzato, in Giappone come in Italia. Per farle sopravvivere, sottolinea, “è importante mantenere la tradizione riutilizzandola nella modernità”.
 
E nella stessa ottica si muovono i tentativi di applicare questa artigianalità a nuovi settori. Come sottolinea lo stilista, “un artigiano che lavora nel mondo dei kimoni guadagna 250 yen all’ora, circa due euro. Non è facile mantenersi facendo solo questo, da qui la proposta di sviluppare applicazioni di questa tecnica artigianale anche in altri settori, come il design e l'arredamento d'interni. Per esempio, è stato sperimentato l’utilizzo di kimoni sui muri al posto della carta da pareti”.