Istat: Cia, calo del potere d'acquisto "svuota" il carrello

(AGI) - Roma, 4 lug - La riduzione del potere d'acquisto dellefamiglie continua a riversarsi direttamente sul carrelloalimentare, con una flessione della spesa per il cibo del 2 percento da inizio anno ma che sfiora il 12 per cento rispetto ailivelli pre-crisi (dai 129 miliardi del 2007 ai 114 miliardidel 2013). Lo afferma la Cia-Confederazione italianaagricoltori, in merito ai dati Istat ai dati Istat su "redditoe risparmio delle famiglie" nel primo trimestre 2014. In sei anni gli italiani hanno visto il reddito realedisponibile erodersi del 10,2 per cento e la disoccupazionesalire

(AGI) - Roma, 4 lug - La riduzione del potere d'acquisto dellefamiglie continua a riversarsi direttamente sul carrelloalimentare, con una flessione della spesa per il cibo del 2 percento da inizio anno ma che sfiora il 12 per cento rispetto ailivelli pre-crisi (dai 129 miliardi del 2007 ai 114 miliardidel 2013). Lo afferma la Cia-Confederazione italianaagricoltori, in merito ai dati Istat ai dati Istat su "redditoe risparmio delle famiglie" nel primo trimestre 2014. In sei anni gli italiani hanno visto il reddito realedisponibile erodersi del 10,2 per cento e la disoccupazionesalire ai massimi dal 1977 -osserva la Cia-. Di conseguenza, ilcalo della domanda domestica e' diventato strutturale, andandoa coinvolgere non piu' solo il "superfluo" ma anche beniprimari come gli alimentari. La tavola, insomma, e' diventata "low-cost", come dimostral'aumento esclusivo degli scontrini nei discount nel primoquadrimestre dell'anno (+3,1 per cento) in controtendenzatotale rispetto a negozi di quartiere (-2,3 per cento),supermercati (-0,7 per cento) e ipermercati (-1 per cento). Non solo -aggiunge la Cia-. Davanti al bancone alimentare,l'85 per cento degli italiani cerca di eliminare ogni spreco edeccesso, comprando "quanto basta", e il 58 per cento opta peril prodotto con il prezzo piu' basso, scegliendo il brand solose e' in offerta speciale. Inoltre, il 49 per cento deiconsumatori ammette di sacrificare per primo pranzi e cene alristorante, mentre il 21 per cento ritorna al "fai da te" incucina soprattutto per quanto riguarda dolci, pane e pasta 'amano'.(AGI)Bru