Invasione di pomodori cinesi, per Coldiretti +520% import

(AGI) - Roma, 3 ott. - Sono aumentate del 520 per cento leimportazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina cheraggiungeranno a fine anno circa 90 milioni di chili, pari acirca il 10 per cento della produzione nazionale. E' l'allarmelanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi alprimo semestre 2015, nel denunciare il rischio concreto chevenga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali edesteri per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta laprovenienza. Dalla Cina - sottolinea la Coldiretti - si staassistendo "ad un crescendo di navi che sbarcano fusti

(AGI) - Roma, 3 ott. - Sono aumentate del 520 per cento leimportazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina cheraggiungeranno a fine anno circa 90 milioni di chili, pari acirca il 10 per cento della produzione nazionale. E' l'allarmelanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi alprimo semestre 2015, nel denunciare il rischio concreto chevenga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali edesteri per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta laprovenienza. Dalla Cina - sottolinea la Coldiretti - si staassistendo "ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare econfezionare come italiano poiche' nei contenitori al dettaglioe' obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, manon quello di coltivazione del pomodoro". La maggioranza deglisbarchi avviene nel porto di Salerno in Campania comeevidenziato dal rapporto Agromafie elaborato dall'Osservatoriosulla criminalita' in agricoltura insieme ad Eurispes eColdiretti. Un commercio "che va reso trasparente - continua laColdiretti - con l'obbligo ad indicare in etichetta l'originedegli alimenti che attualmente vale in Italia solo per lapassata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughipronti. A rischio c'e' uno dei settori simbolo del Made inItaly nel mondo". L'84 per cento degli italiani peraltroritiene che sia molto importante che l'etichetta riporti laprovenienza della materia prima impiegata per la frutta everdura trasformata come i derivati del pomodoro, secondo laconsultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodottiagroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole(Mipaaf), che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito delMipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015. Un risultato che, sullabase del regolamento comunitario n.1169 del 2011, entrato invigore il 13 dicembre del 2014, consente all'Italia - sostienela Coldiretti - di introdurre norme nazionali in materia dietichettatura obbligatoria di origine geografica deglialimenti. "In un momento di difficolta' economica va portatosul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligodi indicare la provenienza in etichetta per tutti i prodottialimentari", ha affermato il presidente della Coldiretti,Roberto Moncalvo. La Cina ha iniziato la coltivazione dipomodoro per l'industria nel 1990 e oggi, dopo aver superatol'Unione Europea, rappresenta il secondo bacino di produzionedopo gli Stati Uniti. Ma il gigante asiatico "anche nel 2014 haconquistato il primato nel numero di notifiche per prodottialimentari irregolari perche' contaminati dalla presenza dimicotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme dilegge, da parte dell'Unione Europea, secondo una elaborazionedella Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema diallerta per gli alimenti. Su un totale di 3.097 allarmi perirregolarita' segnalate in Europa ben 469 (15 per cento) hannoriguardato la Cina". Il pomodoro e' il condimento maggiormenteacquistato dagli italiani. Nel settore del pomodoro daindustria sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditoriagricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie ditrasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con unvalore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro.(AGI).