Grecia: Nomisma, Grexit?Impatti ridotti su agroalimentare italiano

(AGI) - Bologna, 4 lug. - "Un'eventuale uscita dall'euro daparte della Grecia non dovrebbe preoccupare particolarmente leimprese agroalimentari italiane mentre, paradossalmente,rischia di limitare i possibili effetti positivi derivanti dauna svalutazione competitiva per le stesse imprese greche": e'quanto emerge dall'analisi di Andrea Goldstein e Denis Pantinidi Nomisma sul possibile impatto dell'uscita dall'euro dellaGrecia nel settore agroalimentare italiano. "La capacita'esportatrice dell'agroalimentare ellenico e' sostanzialmentecontenuta- spiegano i due economisti - e a causa delladipendenza dall'import per i principali input produttivi (comeagrofarmaci, fertilizzanti, mangimi e macchinari) unasvalutazione si tradurrebbe in costi superiori

(AGI) - Bologna, 4 lug. - "Un'eventuale uscita dall'euro daparte della Grecia non dovrebbe preoccupare particolarmente leimprese agroalimentari italiane mentre, paradossalmente,rischia di limitare i possibili effetti positivi derivanti dauna svalutazione competitiva per le stesse imprese greche": e'quanto emerge dall'analisi di Andrea Goldstein e Denis Pantinidi Nomisma sul possibile impatto dell'uscita dall'euro dellaGrecia nel settore agroalimentare italiano. "La capacita'esportatrice dell'agroalimentare ellenico e' sostanzialmentecontenuta- spiegano i due economisti - e a causa delladipendenza dall'import per i principali input produttivi (comeagrofarmaci, fertilizzanti, mangimi e macchinari) unasvalutazione si tradurrebbe in costi superiori per le imprese".La Grecia assorbe meno del 2% dell'export delle impreseagroalimentari italiane (poco piu' di 608 milioni di euro nel2014 rispetto a un totale di 34,3 miliardi di euro), mentre alcontrario l'Italia rappresenta il principale mercato di sboccoper le aziende greche (14,8% del totale delle esportazioniagroalimentari greche). I principali prodotti esportati inItalia - rileva l'indagine del centro studi bolognese- sonoprodotti ittici (30%), olio d'oliva (21%), cereali (12%) eprodotti lattiero-caseari come yogurt e feta (11%). Dall'altraparte i principali prodotti agroalimentari italiani esportatiin Grecia nel 2014 sono stati: carne fresca e stagionata(12,4%), caffe' (11,8%), mangimi (9,8%). Per Nomisma, "un'eventuale uscita della Grecia dall'euro e il ritorno delladracma renderebbe indubbiamente piu' costose le importazionidall'Italia, con il rischio di una loro eventuale sostituzionecon prodotti nazionali. In piu' la svalutazione renderebbe piu'convenienti i prodotti ellenici rispetto a quelli dei diretticoncorrenti. La minaccia di una svalutazione non e' pero'particolarmente grave per le nostre imprese esportatrici. Ilpaniere di prodotti esportati dalla Grecia differiscenotevolmente dal nostro e anche per quanto riguarda i mercatidi destinazione non si rileva una significativasovrapposizione". Anche per quanto riguarda l'olio d'oliva, la"potenza di fuoco" espressa dall'agricoltura greca appare moltoridotta rispetto ai concorrenti, cioe' Italia e Spagna. (AGI)Ari