Gdo: piu' vino italiano nei supermercati esteri

(AGI) - Roma, 23 mar. - Le vendite di vino nella Grandedistribuzione hanno fatto segnare una timida inversione ditendenza nel 2014 ed una piu' robusta ripresa nel primobimestre del 2015. Ma per consolidare il trend si dovrannoaumentare le vendite all'estero, ricorrendo alla Grandedistribuzione internazionale, e in Italia ridurre il marginetroppo alto delle promozioni, rendere piu' leggibile loscaffale vino, migliorare la comunicazione al consumatore conetichette parlanti, app, banner verticali, degustazioni consommelier. Questo e' quanto e' emerso oggi a Vinitaly dallatavola rotonda organizzata da Veronafiere, in collaborazionecon IRI, sul mercato del

(AGI) - Roma, 23 mar. - Le vendite di vino nella Grandedistribuzione hanno fatto segnare una timida inversione ditendenza nel 2014 ed una piu' robusta ripresa nel primobimestre del 2015. Ma per consolidare il trend si dovrannoaumentare le vendite all'estero, ricorrendo alla Grandedistribuzione internazionale, e in Italia ridurre il marginetroppo alto delle promozioni, rendere piu' leggibile loscaffale vino, migliorare la comunicazione al consumatore conetichette parlanti, app, banner verticali, degustazioni consommelier. Questo e' quanto e' emerso oggi a Vinitaly dallatavola rotonda organizzata da Veronafiere, in collaborazionecon IRI, sul mercato del vino nella Grande distribuzione. Nel primo bimestre del 2015 - spiega una ricerca dell'Iri -sono stati venduti 78 milioni di litri di vino con un aumentodell'1,3% in volume rispetto all'anno precedente, un aumentoche sale al 4,4% in volume nel caso del vino in confezione da75 cl. Nel 2014 il vino confezionato fino a 75cl segna un + 0,2% avolume. Le bottiglie da 75cl a denominazione d'origine fannoregistrare - 0,7% a volume (nel 2013 si era arrivati a - 3,2%).Cresce ancora la spinta promozionale che sul totale del vinovenduto si attesta sul 40,17%, ma che sulle bottiglie adenominazione d'origine arriva al 51,80%; in aumento dell'11,3%a volume le vendite dei vini biologici, in calo 13% le venditea volume delle bottiglie a marchio del distributore. Alla presentazione delle statistiche sono seguiti gliinterventi dei relatori sul tema delle vendite di vino italianosugli scaffali della grande distribuzione estera. Gia' oggi sianegli Usa il vino italiano rappresenta il 35% (a valore) deltotale dei vini importati dal mondo e collocati a scaffale, ein Germania questa percentuale e' del 30%, come ha riferitol'IRI. Ma la percentuale puo' crescere notevolmente sia per lamaggiore disponibilita' delle catene estere sia per un progettoche il Governo italiano sta mettendo a punto, come ha riferitoEmilio Gatto, Direttore generale per la promozione dellaqualita' agroalimentare, Ministero delle Politiche Agricole:"Il Ministero delle Politiche agricole sta lavorando allaidentificazione di Paesi 'bersaglio' in cui avviare progetti dicollaborazione che dovranno vedere direttamente interessata laGDO nazionale per la stipula di accordi con i grandi playerinternazionali per far crescere la commercializzazione deinostri vini. Il progetto e' in fase embrionale ma prendera'corpo con la collaborazione dei diversi portatori di interessecoinvolti". Un progetto che fa ben sperare le cantine, come hadichiarato Marco Caprai, delle Cantine Caprai: "Col pianostraordinario del Governo per la promozione del Made in Italysi sono rese disponibili risorse economiche sei volte piu'impegnative rispetto a quelle dei precedenti anni. Per andareall'estero pero' il prodotto vino deve inevitabilmente portarsidietro una storia, con eventi organizzati all'interno deglistores, filmati, e via dicendo". Le opportunita' e gli obiettivi per sostenere la crescitadelle vendite di vino nei supermercati sono state illustratedal rappresentante di Federdistribuzione a Vinitaly 2015,Angelo Corona, Direttore Acquisti Private Label di Finiper:"Per crescere noi distributori dovremmo continuare la ricercasul layout espositivo, per rendere piu' facile e immediata lascelta del consumatore; creare sinergie con i prodotti localidegli altri reparti per valorizzare abbinamenti; utilizzare inmodo piu' innovativo le promozioni. E farlo attraverso unaancor migliore relazione con i produttori, che potrebberocondividere alcune iniziative che mirano al risultato finaledel mercato. Va rafforzata anche la marca del distributore,sempre piu' di qualita' e rappresentativa della varieta' delterritorio. In questo ambito Iper, La grande i, e' la primacatena della GDO ad avere creato, gia' nel 2006, un'ampia lineadi vini esclusivi a filiera controllata, a marchio 'GrandiVigne'". La revisione della leva promozionale e' uno degliaspetti chiave per il 2015, secondo Federvini, rappresentato daEnrico Viglierchio (Vice Presidente Gruppo Vini di Federvini eDirettore generale di Castello Banfi): "Riportiamo i brandgradualmente fuori dalla morsa promozionale che ha ormaiampiamente superato il suo livello 'fisiologico' col risultatoche il consumatore non comprera' piu' nel regolare e sara'sempre in attesa della promozione di turno e che il valore delbrand e la sua percezione da parte del consumatore sarannogradualmente erosi in modo irreversibile. Serve quindi che ilprezzo venga gestito in modo da tutelare il valore delprodotto". Una proposta condivisa da Sergio Dagnino, Vice-PresidenteUnione Italiana Vini e Direttore Generale di Caviro: "Per loscaffale del vino osserviamo le stesse dinamiche promozionalitipiche dei prodotti largo consumo, ma aggravate da unainadeguatezza qualitativa dell'offerta, il che impone unastrategia che rimetta al centro il consumatore".(AGI)