Expo: Cia, difendere l'acqua per difendere la terra

(AGI) - Roma, 1 lug. - "La fame di acqua" e quindi "l'usosostenibile dell'acqua per i sistemi colturali" che tradottosignifica irrigare meno, irrigare meglio per produrre di piu'.E' una sfida che l'agricoltura del mondo si deve porre ed e'l'oggetto del convegno di alto valore scientifico, ma anche diprofondo valore simbolico, che il Cnr ha organizzato oggi aExpo all'interno di Padiglione Italia. La Cia-Confederazione italiana agricoltori, partner di Cnrnel suo progetto acqua, sottolinea come oggi si parla molto diimpronta idrica, ma e' comunque un indicatore parziale einsufficiente. Bisogna distinguere i vari usi

(AGI) - Roma, 1 lug. - "La fame di acqua" e quindi "l'usosostenibile dell'acqua per i sistemi colturali" che tradottosignifica irrigare meno, irrigare meglio per produrre di piu'.E' una sfida che l'agricoltura del mondo si deve porre ed e'l'oggetto del convegno di alto valore scientifico, ma anche diprofondo valore simbolico, che il Cnr ha organizzato oggi aExpo all'interno di Padiglione Italia. La Cia-Confederazione italiana agricoltori, partner di Cnrnel suo progetto acqua, sottolinea come oggi si parla molto diimpronta idrica, ma e' comunque un indicatore parziale einsufficiente. Bisogna distinguere i vari usi dell'acqua e ilconcetto di spreco e di consumo: una cosa e' l'acqua che entranei processi industriali, altra cosa e' quella che adoperiamoper usi domestici, altra cosa ancora e' quella che utilizziamoin agricoltura. L'acqua irrigua e' indispensabileall'agricoltura ed e' connaturata con la sua storia. La nascita dell'agricoltura e l'uso di tecniche diregimazione e irrigazione sono strettamente legate, ma l'acquache si utilizza nell'irrigazione viene in massima parterestituita al territorio e continua ad alimentare la falda-sottolinea la Cia-. Certo bisogna risparmiare acqua a tutti ilivelli, anche in agricoltura, ma attenzione ai cambiamenticlimatici, allo sviluppo industriale e alla globalizzazione cheaccrescono i problemi dell'inquinamento idrico, cioe' lacontaminazione dei mari, delle acque interne superficiali e difalda, sia per l'assente o carente depurazione delle acque auso civile, sia per i reflui soprattutto delle attivita'industriali, ma anche agricole: Questo e' il contributo che la Cia porta alla "questioneidrica", ben consapevole che si deve e si puo' risparmiareacqua. Ed e' anche per questo che il Cnr e' per laConfederazione un partner strategico su un ampio ventaglio diricerche. Nel convegno odierno, ad esempio, il Cnr non solo hatracciato la fotografia dell'esistente emergenza idrica -la Faostima che entro il 2050 la popolazione mondiale aumentera' del42%, la domanda alimentare salira' del 60% e la disponibilita'idrica ai fini agricoli scendera' del 18%- ma ha illustrato lesoluzioni gia' disponibili e quelle allo studio. In particolare la ricerca punta oggi sul risparmio mirato,sull'uso di fonti non convenzionali come le acque saline e ireflui cittadini e industriali (che opportunamente trattatipossono essere riciclati), sull'aumento della produttivita' chesi puo' ottenere con una corretta e piu' efficiente irrigazionee puntando sulla biodiversita', sulla riduzione degli sprechi el'introduzione di nuove soluzioni tecnologiche -spiega la Cia-.Si studiano sempre piu' nel dettaglio le specifiche esigenzeidriche delle varie colture e la ricerca vanta oggi un ampioventaglio di nuovi tool per rilevare e regolare i quantitatividi acqua da somministrare e per individuare il momento ottimaleper farlo. Con questi strumenti e' possibile tra l'altrogestire l'irrigazione tramite informazioni rilevate dasatellite e attraverso Sistemi Geospaziali di Supporto alleDecisioni. Intanto proprio il modello proposto dalla Cia diagricoltura multifunzionale, orientata a coltivazionibiologiche e a tutela della biodiversita', e' il migliorcontributo che l'agricoltura puo' dare alla "questione idrica".Coltivare bio significa non inquinare e dunque restituire tuttal'acqua irrigua alla falda in modo da renderla di nuovodisponibile. Significa inoltre minore impatto ambientale edunque diminuire l'impatto sui cambiamenti climatici che gia'in Italia rendono squilibrata la distribuzione dell'acqua,oltre a porre criticita' sotto l'aspetto della stabilita'idrogeologica. Ecco quindi che l'agricoltore custode diventaindispensabile figura di riferimento per la salvaguardiadell'ecosistema. L'agricoltura multifunzionale consente poi diottenere delle sinergie di produzione che impattanopositivamente sul risparmio idrico. Infine sostenere labiodiversita' significa coltivare e allevare secondo il migliocriterio di efficienza territoriale e anche questo si traducein risparmio idrico -conclude la Cia-. L'agricoltura, dal cantosuo, deve mettere in campo maggiore efficienza nei sistemid'irrigazione e sviluppare un rapporto sempre piu' coeso conricerca e tecnologia per l'efficienza dei suoi sistemiproduttivi.(AGI)Bru

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it