David Donatello: Criaco, "vince la Calabria degli ultimi"

(AGI) - Reggio Calabria, 13 giu. - "Vince Francesco Munzi,soprattutto: ha fatto il film che voleva fare, e dentro c'e'tutta la sua bravura e la sua sensibilita' artistica. Maaccanto a lui vince la Rubbettino, e Florindo Rubbettino, cheha sostenuto il progetto di un libro, prima, e di un film dopo.E poi, libro e film vanno oltre, superano la loro naturaartistica per diventare fatto sociale, facendo vincere quellaCalabria considerata senza speranza: la Calabria delle rughedella Locride, dei balzi d'Aspromonte. Vincono gli Africoti, ilocridei che hanno dato il meglio di loro stessi perche'

(AGI) - Reggio Calabria, 13 giu. - "Vince Francesco Munzi,soprattutto: ha fatto il film che voleva fare, e dentro c'e'tutta la sua bravura e la sua sensibilita' artistica. Maaccanto a lui vince la Rubbettino, e Florindo Rubbettino, cheha sostenuto il progetto di un libro, prima, e di un film dopo.E poi, libro e film vanno oltre, superano la loro naturaartistica per diventare fatto sociale, facendo vincere quellaCalabria considerata senza speranza: la Calabria delle rughedella Locride, dei balzi d'Aspromonte. Vincono gli Africoti, ilocridei che hanno dato il meglio di loro stessi perche' Munzirealizzasse la sua opera". Cosi' Gioacchino Craco, autore delromanzo "Anime nere", da cui e' stato realizzato l'omonimo filmche ha vinto il David di Donatello. "Vincono gli ultimi -aggiunge Criaco - che hanno dato l'anima, davanti e intorno lacamera da presa, per dimostrare che il male non e' un fattogenetico, ma un prodotto sociale e basta avere opportunita' eil destino muta. E perde la Calabria dei vinti, di quelli chetanto non si puo' far nulla. Quella del rancore, dellamediocrita'. Quella dei migliori siamo noi e gli altri sonofeccia. Perde un'autoproclamata intellighenzia da sagrapaesana. Una politica che non ha visione e non ha entusiasmo.Perde la Calabria che si sente migliore ed e' la peggiore e nonha visto che il film aveva vinto a Venezia, nei festivalinternazionali, fra i calabresi normali; e vincera' ancora.Perche' non e' solo un film, ma un piccolo grande sogno, deicalabresi ultimi che vogliono diventare i primi". E' una doppia soddisfazione per lo scrittore di Africo, nelReggino: un riconoscimento per un romanzo tanto amato dailettori quanto avversato da certa intellighenzia meridionale eun momento di riscatto per quei tanti giovani calabresi elocridei per i quali la storia stessa di Criaco e' un segno disperanza in un futuro migliore. La storia di Criaco si legainfatti a doppio filo con la storia del successo del suoromanzo prima e del film poi. Un film partito quasi in sordina,realizzato con pochi mezzi per poi arrivare a conquistare ilpubblico del festival del cinema di Venezia (tredici minuti diapplausi) e via via delle kermesse cinematografiche di tutto ilmondo, da Londra a New York, da Oslo a Taipei fino al traguardodi questa sera. Una storia cosi' bella da essere raccontataanch'essa in un libro curato da Goffredo Fofi e Luigi Francoche Rubbettino annuncia in libreria per il prossimo autunno. Siintitolera' "Anime Nere: dal libro al film" Il libro oltre aripercorrere le tappe che hanno portato alla trasposizionefilmica del romanzo attraverso le parole dello scrittore e delregista, offre la lucida analisi di Goffredo Fofi; letestimonianze fotografiche di Francesca Casciarri; le voci deitanti protagonisti registrate da Maria Teresa D'Agostino; lasceneggiatura originale del film; due racconti sull'Aspromontee Africo di Umberto Zanotti Bianco. (AGI)