Da Madonna a Michelle Obama, la pastasciutta conquista gli Usa

(AGI) - Roma, 3 mar. - Non solo hamburger e patatine fritte. Segli USA cominciano a conoscere e apprezzare la pasta (per il77% degli americani e' diventata un appuntamento almenosettimanale, mentre il 33% la mangia almeno 3 volte asettimana), e' anche merito dei tanti vip che non esitano adichiararsi sostenitori di un piatto che rappresenta ilprototipo del cibo salutare, adatto a una dieta bilanciata eamico dell'ambiente. L'ultimo esempio e' quello di Madonna, chenella sua recente "toccata e fuga" da Fabio Fazio non hacomunque mancato di mangiare pasta (3 piatti) e di

(AGI) - Roma, 3 mar. - Non solo hamburger e patatine fritte. Segli USA cominciano a conoscere e apprezzare la pasta (per il77% degli americani e' diventata un appuntamento almenosettimanale, mentre il 33% la mangia almeno 3 volte asettimana), e' anche merito dei tanti vip che non esitano adichiararsi sostenitori di un piatto che rappresenta ilprototipo del cibo salutare, adatto a una dieta bilanciata eamico dell'ambiente. L'ultimo esempio e' quello di Madonna, chenella sua recente "toccata e fuga" da Fabio Fazio non hacomunque mancato di mangiare pasta (3 piatti) e di raccontarequesta esperienza nei suoi tweet sul viaggio in Italia. Eaccade negli stessi giorni in cui Michelle Obama si faimmortalare da Time con un piatto di spaghetti in un articoloin cui racconta i risultati della campagna anti obesita'. "Cifa piacere rilevare che la carbofobia non ha conquistato tuttigli americani - commenta Riccardo Felicetti, presidente deiPastai Italiani di AIDEPI (Associazione degli Industriali delDolce e della Pasta Italiani). La pasta - spiega AIDEPI - puo'essere la chiave di volta per insegnare agli americani adalimentarsi correttamente e a scoprire la dieta mediterranea:considerando il costo medio di un pacco di pasta da una libbra(pari a 1,45 dollari per poco meno di 500 gr), oggi negli StatiUniti mangiare a casa propria una porzione di pasta con il suosugo a base di pomodoro costa appena 83 centesimi di dollari(circa 0,73 Euro). Il che significa che una famiglia americanadi 4 persone puo' mangiare con un piatto di pasta spendendol'equivalente di 1 Big Mac, che oggi costa circa 3,54 dollari".Sembra che i divi di Hollywood apprezzino a tal punto la nostraregina delle tavole da assoldare i migliori chef nostrani perpreparare pranzi e cene speciali a domicilio. Robert De Niro,Scarlett Johansson, Quentin Tarantino e Halle Berry "affittano"un vero e proprio "personal pasta chef" che, per la modicacifra di 10mila euro, inventa la magia di una cena Italianstyle di successo. Daniel Craig, in questi giorni a Roma per leriprese dell'ultimo "007", e' stato avvistato in compagnia deicolleghi Monica Bellucci e Christoph Waltz nel ristorante "ilBolognese". Ma quanto a passione per la pasta, i vipd'oltreoceano sono in buona compagnia. Secondo una ricercadell'Associazione nazionale dei produttori di pasta (NationalPasta Association): nella fast food nation, la pasta si staaffermando come confort-food preferito degli americani,battendo perfino il cioccolato (56% a 44%) tra i cibi cui nonpotrebbero mai rinunciare. Tra gli altri motivi del successo diquesto alimento, il fatto che e' considerata economica (78%),puo' essere usata in tanti piatti (78%) ed e' un cibo amato datutti (72%). La pasta viene consumata piu' nel Nordest delPaese (soprattutto nelle grandi metropoli, dove i consumisettimanali salgono all'84%) e che gli spaghetti sono ilformato preferito (40%), seguito da Spaghettini, Gomiti,Rotelle e Penne. Mentre la salsa piu' gettonata e' ai formaggi(37%). Seguono sughi a base di carne (32%), verdure (31%) epesce(20%). Insomma, non e' un caso che oggi gli USA figurinoai primissimi posti con 9,2 kg procapite nella graduatoria trai Paesi consumatori di pasta, circa il doppio rispetto aglianni '80. Certo, l'Italia appare inarrivabile con i suoi 26 kgprocapite annui. Ma a garantire un futuro roseo a questoalimento arrivano le nuove Dietary guidelines USA, che, per laprima volta dal 1980, introducono l'importanza dell'impattoambientale nella scelta del cibo da portare in tavola. E lapasta, oltre ad essere nutrizionalmente valida, pratica econveniente, puo' contare su un modello produttivo sostenibilenella gestione delle risorse naturali, con un packaging chepermette un recupero al 100% dei materiali d'imballaggio eun'impronta ecologica minima (1 metro quadrato globale per unaporzione da 80 grammi). .