Crisi: Coldiretti, indigenti 430. 000 bambini sotto i 5 anni (2)

(AGI) - Roma, 14 lug. - Sulla base delle elaborazioniColdiretti sulla relazione sul 'Piano di distribuzione deglialimenti agli indigenti 2013', realizzata dall'Agenzia per leErogazioni in Agricoltura (Agea) la popolazione totale deibambini indigenti, espressa in valori assoluti, e' concentratain prevalenza nell'Italia Meridionale (149.002, pari al 35 percento del numero complessivo di minori tra i 0 e i 5 annibisognosi di aiuto) e nell'Italia Settentrionale (129.420unita', pari al 30 per cento). Oltre il 40 per cento deibambini bisognosi di aiuto alimentare - precisa la Coldiretti -e' concentrato in Campania ed in Sicilia.

(AGI) - Roma, 14 lug. - Sulla base delle elaborazioniColdiretti sulla relazione sul 'Piano di distribuzione deglialimenti agli indigenti 2013', realizzata dall'Agenzia per leErogazioni in Agricoltura (Agea) la popolazione totale deibambini indigenti, espressa in valori assoluti, e' concentratain prevalenza nell'Italia Meridionale (149.002, pari al 35 percento del numero complessivo di minori tra i 0 e i 5 annibisognosi di aiuto) e nell'Italia Settentrionale (129.420unita', pari al 30 per cento). Oltre il 40 per cento deibambini bisognosi di aiuto alimentare - precisa la Coldiretti -e' concentrato in Campania ed in Sicilia. I bambini - sottolinea la Coldiretti - sono la punta piu'debole di un iceberg che conta 4.068.250 piu' poveri dei poveriche nel 2013 in Italia sono stati addirittura costretti achiedere aiuto per il cibo da mangiare, con un aumento del 10per cento sull'anno precedente. In realta' la crisi ha tagliatoil cibo sulle tavole della maggioranza della popolazione con 2italiani su 3 (65 per cento) che hanno ridotto la quantita' oha tagliato sulla qualita' della spesa per alimenti nel 2013,secondo le elaborazioni della Coldiretti. Gli acquisti di prodotti alimentari nel 2013 sono diminuitidel 3 per cento dall'inizio della crisi nel 2008, ma -sottolinea la Coldiretti - e' nel 2014 che si e' toccato ilfondo con le famiglie che hanno detto addio dalla pasta (-5 percento) all'extravergine (-4 per cento), dal pesce (-7 percento) alla verdura fresca (-4 per cento) nei primi due mesirispetto allo stesso periodo del 2013. Gli italiani nei primianni della crisi - precisa la Coldiretti - hanno rinunciatosoprattutto ad acquistare beni non essenziali,dall'abbigliamento alle calzature, ma poi hanno iniziato atagliare anche sul cibo. Piu' di otto italiani su dieci (81 percento) - conclude la Coldiretti - non buttano il cibo scadutocon una percentuale che e aumentata del 18 per centodall'inizio del 2014, secondo Waste watcher knowledge for Expo.(AGI)Mau