Cinema: "Roma citta'aperta", un libro ne svela nuovi segreti

(AGI) - Roma, 17 mar. - "Sul set ero il piu' piccolo e RobertoRossellini mi spiegava con molta calma quello che dovevo fare eio lo facevo con grande facilita', come spesso accade airagazzini di quell'eta'". Vito Annichiarico si racconta per laprima volta a 70 anni dall'uscita del film "Roma citta' aperta"dove all'eta' di dieci anni interpreto' Marcello, il figlio diAnna Magnani, la "sora Pina" della pellicola forse piu' nota eimportante del Neorealismo. A condurre per mano il lettore allascoperta di un capitolo inedito della storia del cinemaitaliano e' Simonetta Ramogida, giornalista

(AGI) - Roma, 17 mar. - "Sul set ero il piu' piccolo e RobertoRossellini mi spiegava con molta calma quello che dovevo fare eio lo facevo con grande facilita', come spesso accade airagazzini di quell'eta'". Vito Annichiarico si racconta per laprima volta a 70 anni dall'uscita del film "Roma citta' aperta"dove all'eta' di dieci anni interpreto' Marcello, il figlio diAnna Magnani, la "sora Pina" della pellicola forse piu' nota eimportante del Neorealismo. A condurre per mano il lettore allascoperta di un capitolo inedito della storia del cinemaitaliano e' Simonetta Ramogida, giornalista e fotografa, con illibro "Roma citta' aperta" (Gangemi Editore). "Perche' si parlaancora oggi di Roma citta' aperta? Perche' un film riesce adessere vivo e a commuovere, emozionare, far riflettere sulpassato con straordinaria freschezza anche molti anni dopo?Chiede Laura Delli Colli nella prefazione al volume diRamogida. La riposta, ancora una volta - osserva Delli Colli -e' in queste pagine scritte come un fiume in piena di ricordi,testimonianze, preziosa ricostruzione. Pagine che riaprono dinuovo con lucidita' ma anche con palpabile trepidazione, uncassetto ancora pieno di immagini e parole che questa lungacarrellata ci restituisce come un lungo piano sequenza, conl'immagine di Anna Magnani sempre sullo sfondo". E allora eccoil nostro Vito-Marcello che parla della sua grande 'mamma'cinematografica. "Ricordo la splendida Anna Magnani che miaccolse e amo' proprio come un figlio... E' un film che non mistanco mai di guardare e ogni volta ritrovo l'emozione che hosentito la prima volta, quando fu proiettato al Quirino il 24settembre 1945. E' un film che ha un ritmo costante, non hapieni e vuoti. E mi commuove sempre". L'autrice nel libro,denso non solo di ricordi e testimonianze ma anche di immagini,ci porta nelle strade del Pigneto, il quartiere dove fu giratoil film, in un viaggio che rivela, attraverso documenti spessoinediti, emozioni e ricordi del piccolo attore che dopoRossellini lavorera' ancora con registi del calibro di VittorioDe Sica calcando anche le scene teatrali. "Il libro e' stato realizzato in un arco temporale dicinque anni. - spiega Simonetta Ramogida, che ha utilizzatodichiarazioni, interviste e molto materiale d'archivio - Il miogrande impegno e' stata una ricerca minuziosa negli archivi dibiblioteche, cineteche, presso le Teche Rai e Rai Storia, laFondazione Ente dello Spettacolo, la Cineteca Nazionale delCentro Sperimentale di Cinematografia, la Rivista ilCinematografo, l'Istituto Cinecitta'-Luce. Ci sono statigiornali e riviste, mostre fotografiche, rassegnecinematografiche". Poi la parola di Vito Annichiarico, la cuistoria personale e professionale, da Roma citta' aperta e finoagli anni '50, si e' intrecciata con quella delNeorealismo.(AGI) .