Birra al Vinitaly racconta eccellenza agroalimentare italiana

(AGI) - Roma, 20 mar. - Per la terza volta consecutivaAssoBirra torna a Verona al Vinitaly e anche quest'anno sara'presente per offrire a curiosi e amanti un assaggio dellabevanda che ha conquistato 35 milioni di italiani. AssoBirra(Associazione dei Produttori della Birra e del Malto) gestira'uno spazio di oltre 400 mq (al quale sono da sommare altri600mq a disposizione delle aziende, per un totale di 1000mqdedicati alla birra), dove saranno presenti circa 15 aziendedel settore (per un totale di oltre 30 birrifici considerandoanche gli altri presenti in ferie), per celebrare un prodotto

(AGI) - Roma, 20 mar. - Per la terza volta consecutivaAssoBirra torna a Verona al Vinitaly e anche quest'anno sara'presente per offrire a curiosi e amanti un assaggio dellabevanda che ha conquistato 35 milioni di italiani. AssoBirra(Associazione dei Produttori della Birra e del Malto) gestira'uno spazio di oltre 400 mq (al quale sono da sommare altri600mq a disposizione delle aziende, per un totale di 1000mqdedicati alla birra), dove saranno presenti circa 15 aziendedel settore (per un totale di oltre 30 birrifici considerandoanche gli altri presenti in ferie), per celebrare un prodottoche da millenni viene preparato con 4 elementi naturali, senzaconservanti e coloranti. "E' bello tornare qui per raccontarel'eccellenza di un prodotto naturale realizzato da sempre conla stessa ricetta originale, usando acqua, orzo, luppolo elievito. Parliamo di un prodotto dall'alta qualita', grazie aduna media di 70mila controlli ed analisi, effettuate sulprocesso e sul prodotto, che la filiera compie per portare unabirra dal campo di coltivazione delle materie prime albicchiere del consumatore. Il livello d'eccellenza conquistatosu questo fronte e' sicuramente merito anche degli investimentieffettuati sul concetto di "filiera controllata", che ciconsente anche di ottimizzare il consumo di materie prime",spiega Alberto Frausin, Presidente AssoBirra. Quest'anno, nello spazio AssoBirra al Padiglione C stand33A-33U, tra le novita' assolute che sara' possibile degustareci sara' anche la birra limited edition FiscAle, la "birra chepaghi due volte". "AssoBirra ha deciso di presentare una suabirra. Lo ha fatto - spiega Frausin - per rispondere nel suostile all'ultimo aumento delle accise sulla birra scattato il1° gennaio 2015 e che ha visto nel complesso, insieme aglialtri aumenti, crescere la pressione fiscale sul nostroprodotto del +30%. Abbiamo risposto in modo irriverente ad unaquestione assolutamente seria, proponendo un prodotto vero, cheesiste e che puo' essere provato da tutti anche a Verona.FiscAle avra' un gusto "piacevolmente amarognolo", perfetto perabbinamenti con piatti strutturati e difficili da digerire?come le accise!" L'obiettivo dell'Associazione e' quello dimantenere alta l'attenzione del Parlamento e del Governo suirischi che questa ulteriore stretta fiscale rischia di generaresulla filiera intera.Le "birre Speciali" alla conquista del VinitalyLa presenza al Vinitaly di AssoBirra arriva al culmine di unpercorso iniziato diversi anni fa con l'ingressonell'associazione dei primi 3 microbirrifici. Oggi sono oltre40 i microbirrifici in AssoBirra. Un fenomeno che, pero',arriva a contare oltre 600 produttori, includendo 16 traaziende storiche, stabilimenti industriali e malterie, se lo sivede nella sua globalita'. Anche quest'anno l'Associazione sara' a Verona grazie alladisponibilita' della fiera di Verona e del presidente Riello, eal contributo di importanti sponsor, come i frigoriferiLiebherr, che per il terzo anno accompagnano AssoBirra nellefiere in giro per il mondo."AssoBirra e' a tutti gli effetti la "casa di tutti iproduttori di birra", al Vinitaly parleremo di birra ingenerale e presenteremo le Specialita' in particolare, cheormai rappresentano una quota del 7-8% del mercato (parliamo dibirre "speciali" prodotte dalle medie e grandi aziende e birreartigianali in generale), con trend di crescita del 10-20%. InItalia e' ormai presente almeno 1 microbirrificio in ogniprovincia, a testimonianza di una realta' imprenditoriale cheha conquistato tutto il Paese. I microbirrifici italiani stannoconquistando mercati difficili e complessi come quellianglosassoni o giapponesi, che vincono prestigiosi premi ingiro per il mondo e che mettono nel prodotto la fantasia tuttaitaliana di utilizzare nelle ricette anche altre materie primee aromi del nostro ricchissimo territorio. Quando parliamo dimicrobirrifici pensiamo a centinaia di imprenditori, moltospesso giovani, che stanno portando avanti una sfidaimprenditoriale importante per il futuro del nostro Paese e chesi trovano invece a competere in un contesto europeo nel qualegli altri piccoli produttori godono di una fiscalita' ancorapiu' favorevole. Questo elemento limita ulteriormente la loropotenzialita' d'esportazione. Tra grandi e piccoli produttori,comprendendo l'indotto, sono 136mila le persone che lavoranonel nostro settore. La birra e' insomma un importante driverper l'economia italiana e anche europea nonche' un importante"creatore di lavoro" - continua Frausin - che va ben oltre lebirrerie. Si stima che 1 posto di lavoro nel mondo della birrane generi 24,5 nell'ospitalita' (bar, ristoranti, alberghi), 1nell'agricoltura, 1,3 nella supply chain (imballaggio,logistica, marketing e altri servizi) e 1,2 nella distribuzione(GDO e dettaglio). E' anche per questo che quando parliamo dibirra e di un numero sempre crescente di produttori che siavvicinano a questa professione non possiamo che essereorgogliosi". Eppure, anche a causa dell'aumento delle accise deciso dalprecedente Governo (+30% in 15 mesi,) si avverte nel settorebirrario una contrazione della fiducia nell'investimento chedeve far riflettere. "Nel 1° trimestre del 2015 abbiamoregistrato l'apertura di solo 11 nuovi microbirrifici contro i20 del trimestre dell'anno precedente, con un calo di aperturestimato in un -50%. Credo - conclude Frausin - sia giusto,soprattutto in questa fase, tutelare tutta la filiera eaiutarla a crescere. Non a caso abbiamo deciso di continuarecon la nostra battaglia al grido di #rivogliolamiabirra perprovare a ridurre la pressione fiscale sul nostro prodotto, cheormai vede 1 sorso su 2 della nostra birra destinato al fisco ?E pensare che il settore potrebbe dare molto di piu' in terminidi occupazione: se solo le accise in Italia fossero al livellodi Germania o Spagna il settore potrebbe generare 7mila nuoviposti di lavoro in un anno, anche per questo ci battiamo controuna tassa che reputiamo assolutamente ingiusta". (AGI) .