Alimentare: Tamagnini, priorita' per Fsi, pronti valutare dialogo

(AGI) - Rho, 15 giu. - "Abbiamo fiducia che nei prossimi annigli imprenditori pensino a un'apertura nel capitale. Se sara'con Fsi benissimo, se senza Fsi va altrettanto bene".L'auspicio e' dell.a.d. del Fondo Strategico Italiano (Fsi),Maurizio Tamagnini, intervenuto oggi al convegno sull'exportalimentare italiano organizzato dal Fsi in collaborazione conFederalimentare. Tamagnini ha spiegato che per Fsi"l'alimentare e' un settore di alta priorita'". E che"sicuramente anche grazie a Expo e' un settore moltointeressante". Per questo, dice "abbiamo aperto un dialogo convarie aziende. Speriamo di potere concretizzare" in questosettore "cosi' come abbiamo fatto

(AGI) - Rho, 15 giu. - "Abbiamo fiducia che nei prossimi annigli imprenditori pensino a un'apertura nel capitale. Se sara'con Fsi benissimo, se senza Fsi va altrettanto bene".L'auspicio e' dell.a.d. del Fondo Strategico Italiano (Fsi),Maurizio Tamagnini, intervenuto oggi al convegno sull'exportalimentare italiano organizzato dal Fsi in collaborazione conFederalimentare. Tamagnini ha spiegato che per Fsi"l'alimentare e' un settore di alta priorita'". E che"sicuramente anche grazie a Expo e' un settore moltointeressante". Per questo, dice "abbiamo aperto un dialogo convarie aziende. Speriamo di potere concretizzare" in questosettore "cosi' come abbiamo fatto con altre situazioni". Dicerto "serve tempo per far si che gli imprenditori possanodelineare dei progetti di sviluppo, che poi possano portare adavere il nostro capitale di rischio, o quello di altri, asupportare il progetto". Il Fondo strategico italiano puo'investire nell'alimentare, anche nelle aziende di dimensionipiu' piccole, dopo che nel luglio scorso il governo Renzi, hacodificato questo settore come 'strategico'. Da quel momento"possiamo investire anche in aziende mediamente piu' piccole,con un fatturato inferiore ai 300 milioni di euro". Tamagnininon si sbilancia su quali siano le aziende con le quali e' gia'iniziato un dialogo, dicendo solo che sono "le maggioriimprese", in settori come quello "del vino, dell'olio, dellacarne bovina, quello della filiere della distribuzione". E chesi trovano in tutto il paese, da nord a sud. "L'alimentareitaliano e' tutto molto interessante - aggiunge il Ceo - Questisono solo alcuni esempi" nei quali si cerca di "aiutarel'aspetto dimensionale dell'azienda italiana. Oggi, l'1,5 percento delle aziende italiane esporta piu' del 70 per cento ditutto il nostro alimentare. Dunque, e' molto bene avere tantebelle aziende piccole e di nicchia ma e' altrettanto importanteavere alcune aziende capo filiera che possano combinarel'eccellenza delle piccole aziende del made in Italy con ilraggiungimento dei mercati che e' sempre piu' costoso,complesso ma anche interessante perche' e' la che c'e' lacrescita". Quante saranno le aziende interessate a dialogarecon Fsi, dipende dalle aziende stesse, e dal progetto cheportano avanti. "E' molto importante il progetto degliimprenditori - spiega - perche' noi lo accompagniamo quandol'imprenditore ha individuato un progetto di espansione". Aquel punto interviene Fsi con degli investimenti, o altri inquanto "il nostro e' un sistema aperto con coinvestitori -aggiunge Tamagnini - e l'azienda puo' utilizzare questo denarocome benzina per la crescita soprattutto all'estero". Cosaimportante: dalle aziende fino ad adesso c'e' una "buonareazione. C'e' una coscienza sempre maggiore che e' meglioavere una fetta piu' piccola di una torta molto grande esostenibile che una fetta grande di una torta piccola che poisi va mano mano ad assottigliare se non a essere non piu'sostenibile". Limiti all'investimento? "Non ne abbiamo -replica - . Dipende da quanti progetti ci vengono presentaticon le caratteristiche di crescita importante che rispettil'equilibrio finanziario". (AGI) Cre

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