Alimentare: Coldiretti, da domani in vigore le nuove etichette Ue

(AGI) - Roma, 12 dic. - Cambia la spesa degli italiani conl'entrata in vigore delle nuove etichette per i prodottialimentari in vendita che devono essere scritte con caratteripiu' chiari e grandi, ma d'ora in poi devono anche riportarepiu' informazioni, da una maggiore evidenza sulla presenza disostanze allergizzanti o che procurano intolleranzeall'indicazione del tipo di oli e grassi utilizzati, dalla datadi congelamento alle informazioni sullo stato fisico degliingredienti utilizzati in modo ad esempio da non poterutilizzare il termine 'latte' se si usa latte in polvere oproteine del latte. Lo ricorda la

(AGI) - Roma, 12 dic. - Cambia la spesa degli italiani conl'entrata in vigore delle nuove etichette per i prodottialimentari in vendita che devono essere scritte con caratteripiu' chiari e grandi, ma d'ora in poi devono anche riportarepiu' informazioni, da una maggiore evidenza sulla presenza disostanze allergizzanti o che procurano intolleranzeall'indicazione del tipo di oli e grassi utilizzati, dalla datadi congelamento alle informazioni sullo stato fisico degliingredienti utilizzati in modo ad esempio da non poterutilizzare il termine 'latte' se si usa latte in polvere oproteine del latte. Lo ricorda la Coldiretti nel sottolineareche la rivoluzione in etichetta scatta domani, nel giorno diSanta Lucia, con l'applicazione delle norme europee sullafornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (Reg.Ue 1169/2011). Le indicazioni obbligatorie - sottolinea la Coldiretti -devono essere scritte in etichetta con una dimensione minima dialmeno 1,2 mm (o 0,9 nel caso di confezioni piccole) perrendere piu' agevole la lettura da una parte di una popolazionein progressivo invecchiamento. La data di scadenza deve essereriportata su ogni singola porzione preconfezionata e non piu'solo sulla confezione esterna. La nuova etichetta inoltre vienein soccorso anche dei circa 2,5 milioni di italiani chesoffrono di allergie alimentari imponendo l'obbligo di indicarele sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (comederivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano,crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio)con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, adesempio sottolineandole o mettendole in grassetto nella listadegli ingredienti. Anche i ristoranti e le attivita' disomministrazione di alimenti e bevande - precisa Coldiretti -devono comunicare gli allergeni, tramite adeguati supporti(menu', cartello, lavagna o registro), ben visibiliall'avventore. Una tutela e' garantita anche per i bambini e ledonne in gravidanza e in allattamento con la previsione diavvertenze particolari per determinati alimenti contenenticaffeina, per esempio i cosiddetti 'energy drink'. Non e' piu'possibile la definizione generica di "oli vegetali" o "grassivegetali", l'utilizzo di olio grassi tropicali a basso costo(come olio di palma, di cocco o di cotone, che hanno un impattosulla salute) perche' - sottolinea la Coldiretti - bisognaspecificare quale tipo di olio o di grasso e' stato utilizzato.Inoltre, se gli oli o i grassi sono stati idrogenati sara'obbligatorio indicDevono anche essere indicati con accuratezza - continua laColdiretti - i trattamenti subiti dal prodotto o anchedall'ingrediente e non e' possibile usare il termine "latte",se si usa latte in polvere o proteine del latte. Per lepreparazioni di carne e pesce congelato non lavorato occorreindicare la data di congelamento mentre nel caso di alimentiche sono stati congelati prima della vendita e sono vendutidecongelati, la denominazione dell'alimento e' accompagnatadalla designazione "decongelato". Per tutelare il consumatoreda indicazioni ingannevoli, quando si sostituisce uningrediente normalmente utilizzato in un particolare prodottocon un altro ingrediente, come ad esempio i sostituti delformaggio, l'ingrediente impiegato va specificato accanto alnome del prodotto, utilizzando per la stessa caratteri adeguati(pari almeno al 75% a quelli utilizzati per il nome delprodotto). Tra le informazioni obbligatorie, oltre al nome deveesserci l'indirizzo del responsabile dell'alimento, ossial'operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale e'commercializzato il prodotto. Tale indicazione - continua laColdiretti - non va confusa con quelle dello stabilimento diproduzione, obbligatoria per la norma nazionale ma che oradiventa facoltativa, apponibile con l'unica accortezza di noningenerare confusione nel consumatore stesso rispettoall'indicazione obbligatoria del nome e dell'indirizzo delsoggetto responsabile dell'etichettatura. In virtu' di unanorma collegata infine, dal prossimo aprile dovranno essereindicate in etichetta luogo di allevamento e di macellazione dicarni suine e ovi-caprine, come avviene da anni per le carnibovine dopo l'emergenza mucca pazza. "In un momento difficileper l'economia in Europa e in Italia dobbiamo portare sulmercato il valore aggiunto della trasparenza per combattere laconcorrenza sleale a danno delle nostre imprese e per garantirela possibilita' di fare scelte consapevoli al consumatore", haaffermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nelsottolineare "l'esigenza di accelerare il percorso per rendereobbligatoria l'indicazione di origine in tutti i prodottialimentari". (AGI).