Alimentare: Assica, per produzione e consumi 2014 ancora difficile

(AGI) - Roma, 17 giu. - Il 2014 e' stato ancora un anno digrandi sfide per il settore dei salumi. Il comparto, come ilresto del mondo alimentare, nonostante le connaturate dotianticicliche, ha continuato a mostrare segnali di debolezza. Laproduzione e' scesa a 1,165 milioni di tonnellate dalle 1,179milioni dei dodici mesi precedenti (-1,2%). Ricalcandol'andamento della produzione anche il fatturato e' risultatoancora cedente, fermandosi a 7.822 milioni di euro (-1,5%). La ripresa tanto auspicata ha tardato ancora ancora adarrivare, mentre si sono concretizzate nuove e imprevedibiliminacce, dall'embargo russo al mantenimento fino a

(AGI) - Roma, 17 giu. - Il 2014 e' stato ancora un anno digrandi sfide per il settore dei salumi. Il comparto, come ilresto del mondo alimentare, nonostante le connaturate dotianticicliche, ha continuato a mostrare segnali di debolezza. Laproduzione e' scesa a 1,165 milioni di tonnellate dalle 1,179milioni dei dodici mesi precedenti (-1,2%). Ricalcandol'andamento della produzione anche il fatturato e' risultatoancora cedente, fermandosi a 7.822 milioni di euro (-1,5%). La ripresa tanto auspicata ha tardato ancora ancora adarrivare, mentre si sono concretizzate nuove e imprevedibiliminacce, dall'embargo russo al mantenimento fino a poschesettimane fa dei provvedimenti restrittivi imposti dalleautorita' americane. E' quanto emerge dai dati illustrati daAssica (l'Associazione industriale delle carni e dei salumiaderentia Confindustria) nel crso dell'Assemblea annuale.Elementi positivi sono emersi sul finire dell'anno - spiega laricerca - quando si sono cominciati ad intravedere piccolimovimenti nella direzione della crescita per quanto riguarda iconsumi. La trasformazione, ancora in atto, non e' statacomunque indolore, ha comportato enormi sacrifici, non solo intermini di redditivita' ma anche in termini di perdita diunita' operative e di posti di lavoro. La speranza e' quella dipoter recuperare competenze e margini approfittando dellefavorevoli condizioni economiche che si stanno delineando allivello mondiale. Ma ancora una volta a trainare il comparto oltre la crisie' stato l'export. Secondo ISTAT nel corso del 2014 leesportazioni hanno raggiunto quota 148.830 ton (+4,7%) per unfatturato record di 1,260 miliardi di euro (+6,3%). La domandaestera ha rappresentato, infatti, il principale traino su cuiil settore ha potuto contare, nonostante il commerciointernazionale sia cresciuto ad un ritmo ancora debole e nuovebarriere non tariffarie siano intervenute a raffreddare ledinamiche degli scambi. Frenano ancora produzione e fatturato Nel 2014 i salumi hanno registrato una nuova flessione siadella produzione sia del fatturato. Un trend questo sul qualeha inciso anche la moderazione dei prezzi, diminuiti mediamentedello 0,3% per effetto di una pressione promozionale ancoramolto alta. In merito ai singoli salumi, a soffrire di piu' sono stati,anche nel 2014, i prodotti a maggiore valore aggiunto,penalizzati ancora dalla limitata disponibilita' di redditodelle famiglie e dai maggiori costi di produzione. Nonostante la contrazione complessiva della produzione,prosciutto crudo e cotto, prodotti leader del settore, hannovisto la loro quota complessiva scendere al 48,6% dal 48,8%dell'anno precedente e al 52,1% in valore dal 52,4%.Analogamente a quanto accaduto nel biennio precedente, anchenel 2014 le produzioni di prosciutto crudo e cotto hannoevidenziato rispetto al 2013 una flessione: piu' importante iprosciutti crudi, piu' lieve i prosciutti cotti. La produzionedi prosciutti crudi e' infatti scesa 285.200 ton (-2,1%),quella di prosciutti cotti si e' fermata a 281.500 ton (-0,8%).Analoghi gli andamenti in termini di valore, con il prosciuttocrudo che ha registrato un calo del -3,1% per 2.154 milioni dieuro e il prosciutto cotto una contrazione del -1,3% per 1.918milioni di euro. Trend negativo anche per le quantita' prodotte dimortadella, attestatesi sulle 167.400 ton (-2%) per un valoredi 670,4 milioni di euro (-0,7%). Risultato positivo, invece, per i wurstel che hannoraggiunto il traguardo delle 70.000 ton (+0,2%) per un valoredi circa 245,4 milioni di euro (+0,3%), favoriti ancora unavolta dal fattore prezzo e dalla vivace domanda estera. Notevole crescita per la produzione di speck, salita a31.600 ton (+9%) per un valore di 318,4 milioni di euro(+8,3%), quella di salame, invece, si e' fermata a 108.100 ton(-0,8%) per un valore di 911 milioni di euro (-1,6%). Risultatopositivo anche per la produzione di pancetta (+0,8% per 52.600ton e +1% in valore per 243,7 milioni di euro), su cui ha agitoda stimolo la ripresa dell'export, mentre ha evidenziato unanuova contrazione la coppa (-0,6% per 41.800ton e +0,6% invalore per 323 milioni di euro). Infine, conclude Assica, ha registrato ancora un trendnegativo anche la bresaola che ha visto la produzione scenderesia in quantita' (-0,9% per 15.600 ton) sia in valore (-1,7%per un valore di 254 milioni di euro). I consumi - al primo posto sempre prosciutto cotto e crudo Il 2014 ha evidenziato un nuovo calo sul fronte dei consumi,che hanno continuato a risentire dei tagli operati dallefamiglie al carrello della spesa. (AGI)Bru

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