Agroalimentare: 3, 7 mld valore aggiunto, Sicilia fa meglio Italia

(AGI) - Palermo, 3 dic. - La Sicilia sfiora nell'agroalimentarei 3,7 miliardi di valore aggiunto per un importo pari al 4,8%del totale dell'economia regionale, al di sopra dell'Italia(3,8%). Le imprese attive nel settore al 2014 sono 88.986 (11%del dato nazionale), pari al 24% del totale imprese dellaregione. In termini di scambi commerciali, la Sicilia haesportato a giugno 2014 circa 500 milioni di euro con un saldocommerciale positivo (+138 milioni di euro), mentre quellonazionale e' negativo. Sono alcuni dati di un dossier di SRM(Studi e Ricerche Mezzogiorno, centro studi collegato al gruppo

(AGI) - Palermo, 3 dic. - La Sicilia sfiora nell'agroalimentarei 3,7 miliardi di valore aggiunto per un importo pari al 4,8%del totale dell'economia regionale, al di sopra dell'Italia(3,8%). Le imprese attive nel settore al 2014 sono 88.986 (11%del dato nazionale), pari al 24% del totale imprese dellaregione. In termini di scambi commerciali, la Sicilia haesportato a giugno 2014 circa 500 milioni di euro con un saldocommerciale positivo (+138 milioni di euro), mentre quellonazionale e' negativo. Sono alcuni dati di un dossier di SRM(Studi e Ricerche Mezzogiorno, centro studi collegato al gruppoIntesa Sanpaolo) presentato oggi a Palermo nel corso di unconvegno un convegno su Expo 2015 inserito nelle Giornate dell'economia. In particolare, le esportazioni crescono del 2,6% rispettoall'analogo periodo precedente (Italia +1,6%). Le importazionisono invece di 358 milioni di euro pari all'1,7% di quellenazionali (-6%, a fronte un dato italiano di +2,3%). I prodottialimentari trasformati esportati rappresentano circa la meta'del valore di filiera e le conserve sono quelli maggiormenterappresentativi: peso dell'export sull'industria alimentare diben il 37%. Segue l'export delle bevande (27,7%), ma adincidere maggiormente sul Mezzogiorno e' l'export della filieradel "pesce" con un peso sul Mezzogiorno di circa il 50%. Con235 prodotti agroalimentari tradizionali (pari al 5% del totaleItalia), la Sicilia si posiziona al terzo posto nelMezzogiorno. La regione presenta 28 prodotti DOP e IGP e unaricca offerta di vini di qualita' 23 DOC, 1 DOCG e 7 IGT. Ilnumero dei produttori (DOP E IGP) e' pero' contenuto (2.551produttori) e la superficie delle aziende che si occupano dicoltivazioni e/o allevamenti di qualita' ha un peso sul totaleinferiore al Mezzogiorno ed all'Italia (5,7% controrispettivamente il 13,6% ed il 19,9%). Anche la numerosita' ditali aziende risulta esigua: se in Italia le aziende diqualita' rappresentano l'11% del totale, in Sicilia sono il2,2% mentre nel Mezzogiorno raggiungono il 5,8%. Secondo la ricerca, "la Sicilia ha buone potenzialita' percrescere e per affermarsi sui mercati internazionali dellaqualita' ma deve potenziare la sua capacita' di offerta e didistribuzione". Un altro potenziale fattore di sviluppo e'costituito dal fatto che le eccellenze eno-gastronomiche dellaSicilia sono un fattore attrattivo del turismo, che peraltrorappresenta un settore in crescita con un aumento della domandainternazionale. L'offerta turistica che si crea sui prodottienogastronomici e' sempre piu' vasta andando incontro allenuove esigenze "esperienziali" dei turisti: aziende agricolevisitabili, cantine visitabili, ristoranti tipici eagriturismo, enoteche e vie del vino. Per il direttore area Sicilia di Intesa Sanpaolo, AlbertoRanieri, "la partnership con Expo 2015 e' un'occasioneimperdibile per le imprese della Sicilia ed in particolare perquelle nostre clienti per le quali Intesa Sanpaolo ha messo adisposizione, a livello nazionale, un plafond di 15 miliardi dieuro per lo sviluppo del made in Italy e il nostro nuovoportale per l'e-commerce, 'Created in Italia', per facilitarel'accesso delle imprese ai nuovi mercati digitali". (AGI)Rap