Agricoltura: Martina, il CRA diventa Crea

(AGI) - Roma, 25 giu. - Il CREA (Consiglio per la Ricerca inAgricoltura e l'analisi dell'economia agraria), natodall'incorporazione dell'INEA da parte del CRA (in cui eranogia' precedentemente confluiti INRAN ed ENSE), e' senz'altro,in Italia, con i suoi circa 2300 addetti, il piu' importanteente di ricerca dedicato all'agroalimentare. Il suo nuovo assetto, presentato ufficialmente oggiall'Expo - alla presenza del Ministro delle Politiche AgricoleMaurizio Martina - prevede, distribuiti in tutto il territorionazionale, 12 Centri di ricerca - ciascuno con una o piu' sedi- (vedi allegato 1) di cui 6 disciplinari (genomica ebioinformatica,

(AGI) - Roma, 25 giu. - Il CREA (Consiglio per la Ricerca inAgricoltura e l'analisi dell'economia agraria), natodall'incorporazione dell'INEA da parte del CRA (in cui eranogia' precedentemente confluiti INRAN ed ENSE), e' senz'altro,in Italia, con i suoi circa 2300 addetti, il piu' importanteente di ricerca dedicato all'agroalimentare. Il suo nuovo assetto, presentato ufficialmente oggiall'Expo - alla presenza del Ministro delle Politiche AgricoleMaurizio Martina - prevede, distribuiti in tutto il territorionazionale, 12 Centri di ricerca - ciascuno con una o piu' sedi- (vedi allegato 1) di cui 6 disciplinari (genomica ebioinformatica, agricoltura e ambiente, difesa ecertificazione, ingegneria e trasformazioni agroalimentari,alimenti e nutrizione, politiche e bioeconomia) e 6 di filiera(cerealicoltura e colture industriali, colture arboree - cioe'alberi da frutta, agrumi e olivo -, viticoltura ed enologia, orticoltura e florovivaismo, zootecnia e acquacoltura, forestee produzioni del legno). La riorganizzazione proposta prevede un percorso diconcentrazione e razionalizzazione, che consenta di raggiungerei seguenti obiettivi:Maggior economicita' della gestione emigliore organizzazione, anche di tipo amministrativo;Maggior coordinamento delle attivita' e miglior capacita' dicontrollo e monitoraggio dei risultati, rispetto agli obiettivistrategici e di indirizzo scientifico;Innalzamento qualitativodella ricerca, grazie al maggior accesso alle apparecchiaturescientifiche e all'accresciuta possibilita' di confronto traricercatori. Le 12 strutture di ricerca hanno come punto di riferimentoil Comitato Scientifico, che svolge compiti di controllo eindirizzo dell'attivita' scientifica, predisponendo appositiprogrammi di ricerca e curandone l'esecuzione, attraverso ilmonitoraggio e il confronto costante con le strutture diricerca. Fisicamente l'Ente sara' riorganizzato in 28 sedi e 10laboratori, rispetto alle oltre 80 di origine, ivi compresal'Amministrazione centrale di Roma con 19 presidi regionali,che si appoggiano o sulle strutture di ricerca dell'Ente gia'operative sul territorio o su strutture messe a disposizione dasoggetti istituzionali con cui l'Ente collabora. I presidi regionali sono vere e proprie sentinelle sulterritorio: intercettano e gestiscono la domanda di ricerca inambito locale, coordinandosi con l'offerta prodotta dai centrisu scala nazionale e potenziano il trasferimento tecnologico"sul campo". Ciascuna delle sedi dedicate ad attivita' di ricerca esperimentazione avra' a disposizione dei campi sperimentali,siano essi terreni agricoli, allevamenti o impianti,organizzati in modo funzionale all'attivita' del singoloCentro. L'intera struttura e' proiettata a favorire lerelazioni e l'integrazione delle attivita' di ricerca con leprincipali realta' europee e internazionali, con le Universita'e gli altri Enti di ricerca nazionali, pubblici e privati, conil territorio e le imprese. Il riassetto organizzativo definisce gli interventinecessari per assicurare il contenimento della spesa e lariduzione del numero delle sedi, rafforzando l'equilibrioeconomico-finanziario del CREA. La prevista azione di spending review, che deve garantireil conseguimento degli obiettivi finanziari imposti dalla leggedi stabilita', ovvero una riduzione della spesa corrente del10% entro la fine del 2017, puo' sintetizzarsi nelle seguentilinee di intervento:Riduzione dei centri di costo in misurapiu' che proporzionale rispetto alla riduzione delle sedi;Riassetto delle aziende, al fine di migliorarne l'efficienza emassimizzarne i ricavi;Centralizzazione delle procedure diacquisto e razionalizzazione delle strutture di supportoamministrativo;Revisione dei contratti di acquisto di beni eservizi, per adeguarli alle effettive necessita' dell'Ente. Al fine di marcare il segno del cambiamento, viene propostodi preporre al nome per esteso dell'Ente, il marchio CREA, chepur non costituendo un acronimo, incorpora al suo internol'evocazione dei contenuti dell'Ente e l'ambizione direalizzare un nuovo corso per il sistema dell'Agricoltura. Il passaggio alla nuova strutturazione avverra' congradualita' e flessibilita', tenendo conto delle effettivecompetenze presenti nei vari centri, della strumentazione adisposizione, dei costi di trasferimento o di adattamento dellestrutture, della coerenza con gli obiettivi dirazionalizzazione e concentrazione. "Il CREA, cosi' riformato, si presenta piu' agile ecompatto, piu' sintonizzato sulle esigenze del territorio edell'impresa, piu' pronto a cogliere opportunita' difinanziamento nazionali ed europee e a valorizzare l'eccellenzascientifica dei suoi ricercatori. - afferma il commissarioSalvatore Parlato - Intendiamo essere il sostegno al Made inItaly di fronte alle grandi sfide dell'agroalimentare".(AGI)Bru

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it