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Agricoltura: Confagri E. Romagna, no cementificare ma riqualificare

(AGI) - Roma, 8 ott. - "Limitare il consumo di suolo agricoload opere strettamente necessarie; non cementificare bensi'riqualificare l'edificato e ripristinare i siti dismessi;passare dallo sviluppo orizzontale delle citta' a quelloverticale; portare all'individuazione originaria i terreniagricoli riclassificati come 'edificabili', ma sui quali non e'mai stata realizzata alcuna opera, sull'esempio di quanto fattodal Comune di Reggio Emilia>. Lo ha dichiarato il presidente diConfagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi, oggi in Regione alsecondo incontro del percorso di revisione della legge sulgoverno del territorio (LR 20/2000), sul consumo di suolo inEmilia Romagna. "La

(AGI) - Roma, 8 ott. - "Limitare il consumo di suolo agricoload opere strettamente necessarie; non cementificare bensi'riqualificare l'edificato e ripristinare i siti dismessi;passare dallo sviluppo orizzontale delle citta' a quelloverticale; portare all'individuazione originaria i terreniagricoli riclassificati come 'edificabili', ma sui quali non e'mai stata realizzata alcuna opera, sull'esempio di quanto fattodal Comune di Reggio Emilia>. Lo ha dichiarato il presidente diConfagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi, oggi in Regione alsecondo incontro del percorso di revisione della legge sulgoverno del territorio (LR 20/2000), sul consumo di suolo inEmilia Romagna. "La nuova legge e' improrogabile e urgente - asserisce ilpresidente di Confagricoltura Emilia Romagna. Da annisosteniamo la necessita' di un piano per ridurre il consumo disuolo che contrasti l'urbanizzazione selvaggia e promuova lavalorizzazione delle aree agricole. L'aggressioneindiscriminata nei confronti delle aree piu' fragili, collinarie pedecollinari, spesso teatro di una rete viariasovradimensionata, ha determinato negli anni danniincalcolabili all'equilibrio antropico soprattutto per lacomponente agricola: sminuzzamento della proprieta' concreazione di reliquati incoltivabili e abbandonati;impermeabilizzazione delle aree di ricostituzione delle faldesotterranee; danneggiamento del reticolo di scolo senza alcunrispetto per l'equilibrio raggiunto nei secoli e, infine, intermini piu' generali, la continua sottomissionedell'agricoltura alle altrui necessita'". Confagricoltura rimarca la centralita' dell'argomentosoprattutto in relazione alla valorizzazione delle areeagricole coltivabili, indispensabili per dare una rispostaconcreta alla crescente domanda di risorse alimentari da partedella collettivita' nazionale e internazionale. Il rischio e'quello di ritrovarsi tra cinquant'anni con una perdita disuperficie agricola non piu' recuperabile, se non attraversocosti troppo onerosi per l'intera societa'. Uno scenario chepotrebbe essere ulteriormente aggravato da una gestione idricadifficile e problematica, causata proprio dall'eccessivacementificazione. "Se e' altresi' vero - conclude il presidenteTosi - che le nuove linee politiche di indirizzo sonofinalizzate al sostegno dell'agricoltura sostenibile, allosviluppo dell'agricoltura di precisione e alla diffusione delleinnovazioni tecnologiche fondamentali per ridurre l'impattoambientale e migliorare la resa dei terreni, ci attendiamo lastessa attenzione anche dall'Amministrazione regionale".(AGI) Bru