Agricoltura: Cia, da campagna 200 mila nuovi posti entro 2030 (2)

(AGI) - Bologna, 15 dic. - "Anche se il Paese continua arespirare una crisi persistente -ha evidenziato il presidentenazionale della Cia, Dino Scanavino, nel suo intervento-nell'agricoltura e nel territorio rurale ci sono sempre nuoveidee ed energie per superare l'impasse e creare ulteriorioccasioni di reddito e sviluppo. E infatti nelle aziendediversificate il contributo della multifunzionalita' sulleentrate complessive arriva al 25%, superando il 30% nel casodelle imprese agricole "under 40", grazie anche a una maggioreattitudine al rischio e propensione a fare innovazioni diprocesso e di prodotto". Secondo l'analisi della Cia, supportata da

(AGI) - Bologna, 15 dic. - "Anche se il Paese continua arespirare una crisi persistente -ha evidenziato il presidentenazionale della Cia, Dino Scanavino, nel suo intervento-nell'agricoltura e nel territorio rurale ci sono sempre nuoveidee ed energie per superare l'impasse e creare ulteriorioccasioni di reddito e sviluppo. E infatti nelle aziendediversificate il contributo della multifunzionalita' sulleentrate complessive arriva al 25%, superando il 30% nel casodelle imprese agricole "under 40", grazie anche a una maggioreattitudine al rischio e propensione a fare innovazioni diprocesso e di prodotto". Secondo l'analisi della Cia, supportata da un'indaginerecente realizzata in collaborazione con il Censis, "l'impresaagricola recupera vigorosamente una dimensione sociale,culturale, che si affianca a quella puramente economica:propone e influenza stili di vita e di consumo, fa innovazionesociale, produce esternalita' positive nella societa' e nelmodo di concepire l'impresa, il territorio, il mercato, lerelazioni umane e famigliari. Basti pensare al fenomeno dellamultifunzionalita' dell'agricoltura, e in particolare agliagri-nidi, alle fattorie sociali e didattiche, agliagriturismi, ma anche alla crescente attenzione verso laresponsabilita' sociale d'impresa all'interno del comparto:fenomeni, questi, che insieme al fermento economico,rappresentano i principali fattori di mutamento all'interno delpatrimonio agroalimentare italiano, e dai quali il 39,7% degliitaliani, e specialmente quelli del Centro (44,5%) - dovequeste dimensioni sono ben piu' radicate - si aspetta che possaderivare l'impulso al cambiamento della vita materiale, e nonsolo. (AGI)Ari