Agricoltura: agrumi di Sicilia, workshop per strategie di sviluppo

(AGI) - Roma, 30 set. - Quantificare la produzione degli agrumisiciliani da destinare ai mercati interni ed esteri; interventodeciso e straordinario su Tristeza virus; riduzione fiscale edei costi della filiera anche per maggiore competitivita'compromessa dal costo dei trasporti dall'isola; tutela alleimportazioni extracomunitarie; innovazioni di prodotto e diprocesso anche a tutela dell'ambiente e della salute;ammodernamento delle colture; campagna d'informazione nazionalesulle proprieta' degli agrumi Dop e Igp siciliani;tracciabilita' del Made in Sicily lungo la filiera e impegnodei fornitori sui temi sensibili per il consumatore ovvero,legalita', sviluppo sostenibile, commercio equo e solidale.

(AGI) - Roma, 30 set. - Quantificare la produzione degli agrumisiciliani da destinare ai mercati interni ed esteri; interventodeciso e straordinario su Tristeza virus; riduzione fiscale edei costi della filiera anche per maggiore competitivita'compromessa dal costo dei trasporti dall'isola; tutela alleimportazioni extracomunitarie; innovazioni di prodotto e diprocesso anche a tutela dell'ambiente e della salute;ammodernamento delle colture; campagna d'informazione nazionalesulle proprieta' degli agrumi Dop e Igp siciliani;tracciabilita' del Made in Sicily lungo la filiera e impegnodei fornitori sui temi sensibili per il consumatore ovvero,legalita', sviluppo sostenibile, commercio equo e solidale.Sono le proposte della filiera e delle associazioni dicategorie degli agrumi siciliani, per il Mipaaf. Agrinsieme(Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Agci), FruitImprese, Coldiretti e le industrie di trasformazione, riunitedal Distretto Agrumi di Sicilia, a Roma, si sono incontratenella sede del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari eForestali per programmare, secondo un criterio di concertazionee di condivisione di obiettivi e strategie, il futurodell'agrumicoltura. La Sicilia e' la maggiore regioneagrumentata d'Italia con 42 mila aziende, 84 mila addettidiretti, 504mila nell'indotto - che nel resto del Paese. Lecategorie hanno cosi' indicato una lista delle "cose da fare":"una rotta che dalla tracciabilita' dei prodotti "Made inItaly", alle colture sostenibili a tutela del territorio edell'ambiente - si legge in una nota - sembra indicare unavisione globale di politiche agricole che, se parte dalcomparto agrumicolo siciliano, e' certamente condivisibile pertutti i prodotti di qualita' coltivati nel nostro Paese.Eccellenze di cui gli agrumi siciliani con ben quattro frutti amarchio Dop e Igp sono testimoni indiscussi, "frutti del sole"esportati in tutto il mondo sin dall'Ottocento e che, cometanti altri prodotti "Made in Italy", non possono mancare sullatavola degli italiani". Al workshop, introdotti dallapresidente del Distretto, Federica Argentati (agronomo edesperta in cooperazione), sono intervenuti il Sottosegretarioalle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione e Rosaria Barresi,Assessore Regionale all'Agricoltura. Erano presenti RosaGiovanna Castagna per Agrinsieme (sigla che riunisce Cia,Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Agci), AlessandroChiarelli per Coldiretti, Salvatore Laudani per Fruit Imprese,Vilfredo Rajmo (Associazione industrie agrumarie del C.L.A.M) eCorrado Vigo, presidente dell'Ordine degli Agronomi siciliani.(AGI)red/Mld