Addio Laura Antonelli, icona sexy anni '70. Banfi, "era una donna fragile" - Video

(AGI) - Roma, 22 giu. - Laura Antonelli, attrice icona sexydegli anni '70, e' morta nella sua abitazione a Ladispoli,comune vicino Roma. La Antonelli, 74enne, e' stata trovataesanime a terra dalla collaboratrice domestica che intorno alle8,30 ha dato l'allarme. Sul posto sono accorsi i sanitari del118 che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.Nel 1971 raggiunse la certa notorieta', recitando nel film 'Ilmerlo maschio', interpretato al fianco di Lando Buzzanca ediretto da Pasquale Festa Campanile. Ma e' nel 1973 che la suaimmagine si consacra icona sexy nel ruolo di

(AGI) - Roma, 22 giu. - Laura Antonelli, attrice icona sexydegli anni '70, e' morta nella sua abitazione a Ladispoli,comune vicino Roma. La Antonelli, 74enne, e' stata trovataesanime a terra dalla collaboratrice domestica che intorno alle8,30 ha dato l'allarme. Sul posto sono accorsi i sanitari del118 che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.Nel 1971 raggiunse la certa notorieta', recitando nel film 'Ilmerlo maschio', interpretato al fianco di Lando Buzzanca ediretto da Pasquale Festa Campanile. Ma e' nel 1973 che la suaimmagine si consacra icona sexy nel ruolo di una sensualecameriera in 'Malizia' di Salvatore Samperi, accanto a TuriFerro e al giovane Alessandro Momo.

VIDEO: una delle scene che hanno reso Laura Antonelli icona sexy

Il film, campione diincassi con 6 miliardi di lire, divenne un vero cult movie,entrando prepotentemente nell'immaginario erotico degliitaliani e innalzando l'attrice a sogno erotico degli italiani,oltre a farle ottenere il Nastro d'Argento alla miglioreattrice protagonista e il Globo d'oro alla miglior attricerivelazione. "Hanno approfittato della sua bonta' e della sua fragilita', lohanno fatto "parrucchieri, presunti registi, addirittura,diceva, i parenti...". Cosi' la ricorda Lino Banfi, collganegli anni '70 e suo amico di vecchia data. "Non vedeva latelevisione da trenta anni, ascoltava solo Radio Maria",ricorda ancora Banfi che del suo ultimo incontro con l'attricericorda: "abbiamo pianto e riso quando le ho rammentato unaparte in cui l'ho fatta recitare in pugliese, perche' facevamia moglie". Secondo Banfi la solitudine e' stato il suodramma, "la solitudine e' brutta. Di solitudine si puo'morire". Ricorda di averla incontrata circa cinque anni fa e di aver"scritto all'allora ministro Bondi e anche a Berlusconi"perche' facessero qualcosa perche' non finisse in "totale"miseria, "ma non e' stato possibile fare niente e capii di averfatto anche un danno nel bene, perche' in quel modo si erasaputo del suo indirizzo" e la potevano cercare i curiosi.

Dalla droga al collagene, 14 anni di processi

Nata il 28 novembre del 1941 a Pola in una famiglia istriana.Insieme alla quasi coetanea Femi Benussi e alle piu' anzianeAlida Valli e Sylva Koscina fa parte delle "bellissime quattro"dalmato-istriane. E da bambina con la famiglia e' profugadell'esodo istriano. Arrivata a Roma per un breve periodoinsgna Educazione fisica al Liceo artistico di Via Ripetta edopo aver girato alcuni Caroselli per la Coca Cola einterpretato fotoromanzi esordisce nel cinema interpretandopiccoli ruoli in vari film, a cominciare da 'Il magnificocornuto' di Antonio Pietrangeli del 1964 e 'Le sedicenni' diLuigi Petrini del 1965.

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La sua prima parte importante le viene offerta, nel 1969,dal regista Massimo Dallamano che la sceglie come protagonistadel film 'Venere in pelliccia', ispirato al romanzo di Leopoldvon Sacher-Masoch. Ma l'occasione sfuma a causa della ferocecensura del tempo, che blocca l'uscita del film, il quale sara'riproposto sei anni piu' tardi con il titolo 'Le malizie diVenere'. Dopo il successo di 'Malizia' si spalancarono le portedella notorieta' e del guadagno e il suo cachet lievito' da 4 a100 milioni di lire per film. Nel frattempo alterna interpretazioni in film d'autore come'Trappola per un lupo' di Claude Chabrol, dove conosceJean-Paul Belmondo con il quale avra' una discussa e turbolentarelazione, 'Sessomatto' di Dino Risi e 'Mio Dio, come sonocaduta in basso!' di Luigi Comencini (per il quale vince unsecondo Globo d'oro). Vengono girate pellicole totalmentecentrate su di lei, come 'Peccato veniale' di Salvatore Samperio 'Divina creatura' di Giuseppe Patroni Griffi (in quest'ultimola Antonelli interpreta una scena di nudo integrale delladurata di ben sette minuti, un'eternita' per quell'epoca).

 

Nel 1976 inizia a lavorare con registi che svelano il latopersonale dell'attrice fino ad allora nascosto dalla suaprorompente fisicita', con il personaggio di Giuliana ne'L'innocente' di Luchino Visconti, nel 1977 in 'Gran bollito'di Mauro Bolognini e nel 1981 in 'Passione d'amore' di EttoreScola, per il quale riceve una candidatura al David diDonatello per la migliore attrice non protagonista. In seguito lavora principalmente in commedie come nel'Malato immaginario' e nell''Avaro', entrambi di Tonino Cervicon Alberto Sordi protagonista. Intanto prosegue anche nelfilone erotico, sempre diretta da Samperi in 'Casta e pura'(1981), al fianco di Massimo Ranieri. Per tutti gli anniottanta lavora in film comici o sexy: e' nel cast all star di'Grandi magazzini' di Castellano e Pipolo e al fianco di DiegoAbatantuono in 'Viuuulentemente mia' di Carlo Vanzina.Interpreta - nel 1985 - 'La Venexiana', tratta dall'omonimacommedia del '500, accanto a Monica Guerritore. Sul finire deldecennio approda sul piccolo schermo con due mini-serietelevisive, che riscuotono il gradimento del pubblico: 'Gliindifferenti' (1988) e 'Disperatamente Giulia' (1989), diretterispettivamente da Mauro Bolognini ed Enrico Maria Salerno.

La parabola ascendente di Laura Antonelli si interrompe lanotte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveterivengono trovati 36 grammi di cocaina. Condannata in primo gradoa tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacentiviene assolta nove anni dopo quando la Corte d'appello di Roma,che la riconosce consumatrice abituale di stupefacenti, ma nonspacciatrice. Seguono una serie di lunghi momenti di disagio,anche psichico, culminati con una lunga causa civile perottenere un indennizzo - senza successo - dopo un intervento diestetico che - affermava l'attrice - le aveva sfigurato ilviso. .



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