Italiani in Gb in tempo di Brexit, INFLUX a Londra

(AGI) - Londra, 21 giu. - Dopo una lavorazione iniziata nel 2014, INFLUX, il doc...

(AGI) - Londra, 21 giu. - Dopo una lavorazione iniziata nel 2014, INFLUX, il documentario di Luca Vullo sugli italiani a Londra, sbarca nella capitale britannica con la premiere nel Regno Unito che andra' in scena mercoledi' 22 giugno alle 19 ore locali (le 20 in Italia) al cinema Genesis. Una data significativa in quanto vigilia del referendum sulla permanenza del regno di Sua Maesta' nell'Unione Europea, con il tema della Brexit che si intreccia con quello dell'emigrazione italiana verso Londra e le altre citta' britanniche. L'evento e' organizzato in collaborazione con CinemaItaliaUK e in sinergia con EM Production, mentre sponsor della serata e' ITS. A seguito della proiezione londinese (in italiano con sottotitoli in lingua inglese), avra' luogo una sessione di domande e risposte con il regista Luca Vullo, con Annalisa Piras e con il professore di italiano dell'Universita' di Bristol, Charles Burdett. Come fa sapere la stessa organizzazione dell'evento, "la prima britannica di INFLUX rappresenta un appuntamento da non perdere, per poter capire e analizzare lo stato attuale e quello futuro degli italiani a Londra, alla vigilia di un referendum generazionale capace di mutare gli equilibri britannici ed europei". Il documentario mescola sguardi e testimonianze di italiani che sono riusciti a inserirsi con successo nel tessuto professionale e sociale londinese, ma narra anche le storie e le lotte quotidiane delle migliaia di giovani e non che cercano di modellare il loro futuro nella capitale britannica. Tra i volti noti del documentario troviamo tra gli altri, giornaliste come Barbara Serra e Caterina Soffici, architetti come Claudio Silvestrin, cantanti come Marcella Puppini, volti dello sport come Gianluca Vialli, chef come Francesco Mazzei, scrittrici come Simonetta Agnello Hornby e il co- fondatore di Toni & Guy, Toni Mascolo. Il film e' indipendente, prodotto da privati, ma ha usufruito della collaborazione non onerosa delle istituzioni italiane presenti sul territorio britannico: ambasciata e consolato generale d'Italia nel Regno Unito. (AGI)
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