Dall'hard all'enciclopedia digitale: così è nata (17 anni fa) Wikipedia

Il fondatore Jimmy Wales era partito da un portale che offriva contenuti per adulti a pagamento

wikipedia come è nata

La più grande enciclopedia del mondo è nata sotto le luci rosse. Wikipedia compie 17 anni: è il 15 gennaio 2001 quando compare online per la prima volta. Viene pensata come una costola di Bomis: è un portale che aggrega contenuti, divisi per argomenti, fondato da Jimmy Wales: l'uomo che ancora oggi presiede la fondazione che sostiene Wikipedia decide, a metà degli anni '90, di investire in una dot-com il ricco gruzzolo messo da parte come operatore finanziario. Su Bomis si trova di tutto, ma hanno grande successo informazioni e link per un pubblico maschile: sport e donne molto svestite. Nella sezione Premium, Bomis offre contenuti erotici a pagamento.

Da Nupedia a Wikipedia

Tra il portale popolato di starlette e la grande enciclopedia partecipata di oggi c'è però un passaggio intermedio: Nupedia. Creata all'interno di Bomis nel 1999, è un'enciclopedia aperta ai contributi volontari degli utenti. Ha però un vincolo: è concepita con una struttura di revisione rigida, che passa solo dagli esperti dell'argomento. Si evolve con troppa lentezza. Wales e lo sviluppatore Larry Sanger cercano allora un sistema più “wiki” (termine che in hawaiano significa "rapido"). Sanger inventa allora il nome Wikipedia, l'enciclopedia svelta. Viene battezzata in inglese, ma in pochi mesi avrebbe ottenuto grande popolarità, moltiplicando voci e lingue disponibili. Wikipedia viene pensata inizialmente come un'iniziativa for profit all'interno di Bomis. Per Sanger sarebbe dovuto essere solo uno strumento per migliorare Nupedia. A questo punto le idee dei due fondatori iniziano ad allontanarsi. Wales spinge su procedure snelle e partecipazione che diano a Wikipedia vita propria. Sanger, che vorrebbe maggior rigore, abbandona il progetto già nel 2002. Oggi è direttore informatico di Everipedia, un'enciclopedia online con criteri di rilevanza meno rigidi e che punta a sviluppare una versione su blockchain​ (in modo da aggirare le restrizioni imposte dai regimi autoritari).

I cinque pilastri

Il modello di Wales, al momento, si è imposto. E si basa sui cosiddetti “cinque pilastri di Wikipedia”: il progetto è “un'enciclopedia” (“non punta a contenere qualsivoglia tipo di contenuto originale ma una rielaborazione selettiva basata sulle fonti”), è “neutrale” (punta a riportare “in maniera equa i punti di vista rilevanti”), “libero” (“aperto” ma “non anarchico”, con contenuti “utilizzabili e ridistribuibili”), dotato di “un codice di condotta” (la “Wikiquette”, l'etichetta dell'enciclopedia) e “senza regole fisse”. Oggi la versione inglese di Wikipedia ha 5,5 milioni di voci. Al secondo posto, con 5,3 c'è la versione in cebuano, lingua parlata nelle Filippine da meno di 20 milioni di persone. Seguono le versioni svedese, tedesca, francese, olandese, russa e (all'ottavo posto con 1,4 milioni di voci) italiana.
 



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