Universita': Cgil, Renzi parla a sproposito; no a spot

(AGI) - Roma, 12 ott. - "Il presidente del consiglio, da ultimoieri sera, ha parlato, a sproposito, di merito e di rientro dicervelli, avanzando proposte volte solo a catturare faciliconsensi nell'opinione pubblica. All'universita' italiana - incrisi profonda dopo anni di definanziamento, di calo delleimmatricolazioni, di riduzione dell'offerta formativa e delpersonale, di espulsioni di massa di ricercatori precari (il97% negli ultimi 10 anni), di diritto allo studio in condizionipietose - non serve uno spot pubblicitario ma un progetto serioper uscire dall'emergenza". Lo afferma in una nota ilsegretario generale della Flc Cgil,

(AGI) - Roma, 12 ott. - "Il presidente del consiglio, da ultimoieri sera, ha parlato, a sproposito, di merito e di rientro dicervelli, avanzando proposte volte solo a catturare faciliconsensi nell'opinione pubblica. All'universita' italiana - incrisi profonda dopo anni di definanziamento, di calo delleimmatricolazioni, di riduzione dell'offerta formativa e delpersonale, di espulsioni di massa di ricercatori precari (il97% negli ultimi 10 anni), di diritto allo studio in condizionipietose - non serve uno spot pubblicitario ma un progetto serioper uscire dall'emergenza". Lo afferma in una nota ilsegretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo."Confondendo - forse volutamente - il rientro di studiosiall'estero con una tornata di concorsi nazionali aperti ancheagli studiosi italiani - spiega Pantaleo - si crea l'ennesimopasticcio di cui non c'e' alcun bisogno. Possiamo ricordare aRenzi che tutti i piani per il rientro dei cervelli sonomiseramente falliti? Chi tornerebbe in un Paese nel quale ilaboratori e le biblioteche non funzionano, gli stipendi sonobloccati, dove e' praticamente impossibile dare opportunita'agli studiosi piu' giovani? Chi tornerebbe in una universita'ingessata da una burocrazia asfissiante e da un carico dilavoro amministrativo ormai fuori da ogni logica? Renzi parlaanche di 'un gruzzoletto da spendere' che presumibilmentesarebbe assegnato ai singoli ricercatori sulla base dellaridicola idea che l'eccellenza e la qualita' possanoprescindere dal funzionamento del sistema. E' evidente che siaggraverebbe l'effetto di impoverimento di una parte delleuniversita' nel solco della attuale devastante modalita' diattribuzione delle risorse. Peraltro, cosa ne e' delle migliaiadi docenti gia' abilitati? Cosa ne facciamo dell'abilitazionescientifica nazionale a fronte dell'ennesimo percorso direclutamento con modalita' derogatorie? La Flc Cgil, nei primigiorni di ottobre, con l'assemblea nazionale 'Fuoridall'emergenza', ha tracciato un quadro impietoso dellasituazione degli atenei e avanzato proposte concrete perrilanciare il ruolo pubblico dell'universita'. Invece diprocedere per spot si sblocchi finalmente il turn-over, che haprodotto un calo devastante di personale universitario econseguentemente dell'offerta formativa e del numero deglistudenti, e si attivi subito un piano straordinario perassumere nuovi ricercatori e professori associati (ben piu' di500!) per mettere in sicurezza il sistema. E' necessariofinanziare il diritto allo studio, far ripartire la dinamicasalariale, bloccata da oltre sei anni e finanziare leuniversita' per la loro insostituibile attivita' di ricerca einnovazione: solo cosi' - dice Pantaleo - i nostri ricercatorinon scapperanno all'estero e quelli che ci sono potrannovalutare il ritorno. Serve, inoltre, innovare i contratti eridare dignita' al lavoro del personale. Per una volta si proviad intervenire sull'universita' confrontandosi con chi questarealta' la vive tutti i giorni, con il personale con glistudenti, con le associazioni e i movimenti e non con qualcheconsigliere, novello apprendista stregone. La misura e' ormaicolma. La Flc si fara' promotrice di una nuova e piu' radicalestagione di lotte per la dignita' del sistema universitario,dei suoi studenti, dei suoi lavoratori", conclude ilsindacalista. (AGI).