Tumori: oncologi, ricerca indipendente rischia sparire in Italia

(AGI) - Firenze, 20 feb. - La ricerca oncologica italiana e'tra le migliori e piu' produttive nel mondo industrializzato.Ma le regole del sistema Italia ingessano i ricercatori,provocano ritardi nell'approvazione degli studi, impedisconol'arrivo di nuove molecole e la collaborazione con l'industriadel farmaco e favoriscono la fuga di cervelli. L'allarme vienedal convegno del Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica(GOIRC), che si svolge oggi a Firenze.Secondo gli esperti, in cinque anni si e' registrato un calopreoccupante del numero complessivo delle sperimentazioni: nel2009 erano 761, nel 2013 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)ne ha

(AGI) - Firenze, 20 feb. - La ricerca oncologica italiana e'tra le migliori e piu' produttive nel mondo industrializzato.Ma le regole del sistema Italia ingessano i ricercatori,provocano ritardi nell'approvazione degli studi, impedisconol'arrivo di nuove molecole e la collaborazione con l'industriadel farmaco e favoriscono la fuga di cervelli. L'allarme vienedal convegno del Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica(GOIRC), che si svolge oggi a Firenze.Secondo gli esperti, in cinque anni si e' registrato un calopreoccupante del numero complessivo delle sperimentazioni: nel2009 erano 761, nel 2013 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)ne ha autorizzate 583, 204 relative ai tumori. Una diminuzionesostanziale e' stata quella degli studi indipendenti, calatidal 41,8 per cento (318) del 2009 al 23,8 per cento (139) del2013. Il GOIRC ha condotto nel gennaio 2015 un'indagine fra iprincipali gruppi oncologici attivi nel Paese per capire ledifficolta' e le aree prioritarie su cui intervenire. "Sonoemersi - ha spiegato Rodolfo Passalacqua, presidente GOIRC eDirettore dell'Oncologia Medica degli Istituti Ospitalieri diCremona - tre ostacoli principali. Innanzitutto la mancanza diun sostegno finanziario pubblico ai gruppi in modo che possanomantenere un'infrastruttura organizzativa necessaria per laricerca. Va evidenziata inoltre la ridondanza e la diversita'dei Comitati Etici con regole e disposizioni diverse, cherendono massacrante e dispendioso l'iter di approvazione di unostudio. Basti pensare che negli Stati Uniti il tempo diapprovazione e' meno di un mese e il Comitato Etico e' unicoper tutto il gruppo cooperativo. Invece in Italia ogni ospedaledeve approvarlo separatamente e spesso non si riesce nemmeno apartire con le sperimentazioni in cui l'arruolamento e'competitivo a livello internazionale. Il terzo ostacolo e'costituito dalle differenze legali e burocratichepost-approvazione con ulteriori ritardi e blocchiingiustificati". Secondo gli oncologi se non si agisce laricerca indipendente rischia di sparire in Italia. (AGI) .