Tumori: italiani scoprono nuovo approccio terapia non invasiva

(AGI) - Milano, 9 lug. - Nuove prospettive per la terapia noninvasiva dei tumori, grazie a una ricerca realizzata da ungruppo di scienziati italiani dell'Istituto Italiano diTecnologia (IIT) e dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO). Lanotizia e' stata pubblicata sulla rivista Nature. La cura noninvasiva dei tumori tramite terapie a bersaglio molecolare e'un importante sviluppo nella medicina oncologica, poiche'queste agiscono direttamente su elementi biologici specificidella malattia, riducendo gli effetti collaterali delle attualichemioterapie. I ricercatori coordinati da Bruno Amati, direttore delCentro di Scienze Genomiche dell'IIT, hanno migliorato lacomprensione di uno dei

(AGI) - Milano, 9 lug. - Nuove prospettive per la terapia noninvasiva dei tumori, grazie a una ricerca realizzata da ungruppo di scienziati italiani dell'Istituto Italiano diTecnologia (IIT) e dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO). Lanotizia e' stata pubblicata sulla rivista Nature. La cura noninvasiva dei tumori tramite terapie a bersaglio molecolare e'un importante sviluppo nella medicina oncologica, poiche'queste agiscono direttamente su elementi biologici specificidella malattia, riducendo gli effetti collaterali delle attualichemioterapie. I ricercatori coordinati da Bruno Amati, direttore delCentro di Scienze Genomiche dell'IIT, hanno migliorato lacomprensione di uno dei meccanismi genetici alla base dellaproliferazione di uno specifico tumore una sottoclasse dilinfoma -, chiarendo il ruolo della proteina Myc e dei geni daessa regolati. La scoperta apre nuove vie di sviluppoterapeutico, quali nuovi farmaci antitumorali con azionemirata. Myc e' una proteina che regola l'espressione dinumerosi geni nel DNA. Tale ruolo e' sintetizzato nel terminefattore di trascrizione: la presenza della proteina e'fondamentale affinche' il DNA possa attivare o meno alcunedelle sequenze geniche che lo compongono, determinando ilcorretto funzionamento delle cellule. Si sa da tempo che Myc e'uno degli oncogeni (i geni che inducono la crescita tumorale)piu' comuni in tumori di ogni tipo. Infatti un'aumentataquantita' della proteina Myc e' spesso riscontratanell'insorgenza delle malattie oncologiche, ed e' legata inparticolare alla proliferazione incontrollata delle cellulecancerose. Alcuni lavori scientifici recenti avevano avanzatola proposta che Myc agisse amplificando l'attivita' dei geni inmaniera indiscriminata , spiega Amati, il nostro lavororidimensiona questa conclusione mostrando che in realta' laproteina Myc interviene in modo piu' specifico, regolandodeterminati geni, e che l'amplificazione della trascrizione,quando avviene, e' un effetto indiretto dell'attivita' di Myc. Svelare il collegamento tra l'attivita' oncogenica dellaproteina Myc e l'espressione di gruppi specifici di genibersaglio, e' stato possibile grazie a un analisi genomicadettagliata di un ceppo di topi transgenici portatore di unparticolare tipo di tumore, il linfoma a cellule B. Taleneoplasia e' caratterizzata da un elevato livello di Myc neilinfociti di tipo B (le cellule del sistema immunitarioresponsabili della produzione degli anticorpi), che simanifesta anche nell uomo dopo specifiche alterazioni nel genecodificante la proteina Myc. L'osservazione dello sviluppograduale del tumore nel modello animale ha permesso di studiarenon solo le fasi tardive della malattia ma anche quelle precoci- che nello studio diretto sull'uomo non e' possibileevidenziare - permettendo cosi' una caratterizzazione piu'accurata ed estesa della funzione della proteina nell'induzionedel tumore. La nostra scoperta apre la strada ad importantisviluppi futuri sia scientifici che terapeutici - continua ilProf. Amati sara' fondamentale studiare in dettaglio i genibersaglio identificati ed il ruolo degli stessi nello sviluppoe mantenimento del tumore. Inoltre potremo identificare i genii cui prodotti (a loro volta altre specifiche proteine)potranno costituire bersagli per lo sviluppo di terapie mirate,portando all'eliminazione delle cellule tumorali. Per questafase pre-clinica, ci baseremo sullo stesso modello animaleusato nella presente pubblicazione." Quando tali studi sarannoconclusi, i ricercatori avranno individuato i geni sui qualiconcentrarsi per futuri sviluppi terapeutici nell'uomo. (AGI)Red/pgi .