Tumori: Cnr, nanoparticelle d'oro uccisono cellule cancro

(AGI) - Roma, 18 dic. - Utilizzare la temibile capacita' dellecellule tumorali di sopravvivere anche in condizioni di scarsaossigenazione per renderle riconoscibili da parte dinanoparticelle d'oro in grado di individuarle e distruggerle.E' quanto realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Istitutodi fisica applicata del Consiglio nazionale delle ricerche(Ifac-Cnr) e dell'Universita' di Firenze. La nuova tecnologia,illustrata su Advanced Functional Materials, e' protetta dabrevetto. "Le cellule tumorali si distinguono da quelle saneper la loro 'sete' di ossigeno. Con il nostro lavoro abbiamoscoperto che proprio le caratteristiche sviluppate per farfronte all'ipossia possono essere

(AGI) - Roma, 18 dic. - Utilizzare la temibile capacita' dellecellule tumorali di sopravvivere anche in condizioni di scarsaossigenazione per renderle riconoscibili da parte dinanoparticelle d'oro in grado di individuarle e distruggerle.E' quanto realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Istitutodi fisica applicata del Consiglio nazionale delle ricerche(Ifac-Cnr) e dell'Universita' di Firenze. La nuova tecnologia,illustrata su Advanced Functional Materials, e' protetta dabrevetto. "Le cellule tumorali si distinguono da quelle saneper la loro 'sete' di ossigeno. Con il nostro lavoro abbiamoscoperto che proprio le caratteristiche sviluppate per farfronte all'ipossia possono essere utilizzate per la loroindividuazione", ha spiegato Fulvio Ratto, autore dello studioe ricercatore dell'Ifac-Cnr. "In particolare, abbiamoconstatato che le cellule cancerose ipossiche reagiscono allacarenza di ossigeno - ha continuando - esprimendo sullamembrana un enzima chiamato anidrasi carbonica 9 (Ca9). Noiabbiamo reso riconoscibile questa sorta di impronta da parte dinanoparticelle d'oro fornite di un inibitore di Ca9, peresempio un sulfamidico: le nanoparticelle in tal modoidentificano e attaccano le cellule tumorali ipossiche, chesono le piu' difficili da raggiungere con le terapieconvenzionali". Una volta legate in maniera selettiva a questecellule, le nanoparticelle possono essere attivate con unlaser. "A seconda del regime di esposizione luminosa, lenanoparticelle generano ultrasuoni oppure calore, chepotrebbero essere rispettivamente impiegati per l'imagingdiagnostico oppure per la rimozione ipertermica delle cellulemaligne", ha detto Ratto. Gli esperimenti condotti finora sonostati effettuati su cellule coltivate in laboratorio edimostrano che, non appena subentrano le condizioni di ipossia,le cellule cancerose possono essere efficacemente riconosciutee distrutte. La strada per applicare questa tecnologia allauomo e' pero' ancora lunga: sara' infatti necessaria unacomplessa fase di test preclinici in modelli animali, prima diaccedere alla sperimentazione clinica. (AGI).