Tumori: Bologna, infiammazione cronica riduce difese cellule

(AGI) - Bologna, 26 giu. - Esiste una correlazione tra processiinfiammatori cronici, come la colite ulcerosa, e l'aumentatorischio di insorgenza del cancro. E' quanto dimostra uno studiodell'Universita' di Bologna e dall'Azienda OspedalieraS.Orsola-Malpighi, pubblicato sulla rivista scientificainternazionale Oncogene. La ricerca bolognese ha dimostrato lacorrelazione non solo in vitro, ma anche "in vivo" su pazientiricoverati. Lo studio e' il risultato della collaborazione traun team di ricercatori coordinato da Massimo Derenzini(Laboratori di Patologia clinica del Dipartimento di Medicinaspecialistica, diagnostica e sperimentale) e il team guidato daCarlo Calabrese (Unita' operativa Malattie infiammatoriecroniche

(AGI) - Bologna, 26 giu. - Esiste una correlazione tra processiinfiammatori cronici, come la colite ulcerosa, e l'aumentatorischio di insorgenza del cancro. E' quanto dimostra uno studiodell'Universita' di Bologna e dall'Azienda OspedalieraS.Orsola-Malpighi, pubblicato sulla rivista scientificainternazionale Oncogene. La ricerca bolognese ha dimostrato lacorrelazione non solo in vitro, ma anche "in vivo" su pazientiricoverati. Lo studio e' il risultato della collaborazione traun team di ricercatori coordinato da Massimo Derenzini(Laboratori di Patologia clinica del Dipartimento di Medicinaspecialistica, diagnostica e sperimentale) e il team guidato daCarlo Calabrese (Unita' operativa Malattie infiammatoriecroniche intestinali del Dipartimento di Scienze mediche echirurgiche). Come spiega la ricercatrice Elisa Brighenti,prima firma tra gli autori del lavoro, "quando si sviluppa unprocesso infiammatorio cronico nel corpo umano, vienerilasciata nei tessuti una sostanza, denominata interleuchina-6(IL-6). In questo studio abbiamo dimostrato che IL-6 e'responsabile di una riduzione delle difese anti-tumorali dellecellule, facendo assumere loro alcune caratteristiche tipichedelle cellule neoplastiche. Questo e' dovuto all'attivazione diun meccanismo che porta ad una riduzione della quantita' edella capacita' di azione della proteina p53, che rappresentail principale "guardiano cellulare dell'integrita' del genoma"ed ha la funzione di proteggere la cellula dall'accumulo dimutazioni genetiche che possono favorire la formazione deltumore. Inoltre, abbiamo dimostrato che l'esposizione cronicaall'IL-6 e' in grado di far acquisire alle cellule la capacita'di migrare ed invadere anche i tessuti circostanti". La ricercabolognese ha chiarito il meccanismo d'azionedell'interluchina-6, non solo in vitro, utilizzando quindicolture cellulari in laboratorio, ma anche "in vivo" supazienti ricoverati con diagnosi di colite ulcerosa, unprocesso infiammatorio cronico del colon caratterizzato da unrilascio elevato di IL-6 ed associato ad un aumentato rischiodi insorgenza di cancro. La sperimentazione clinica effettuatasu questi pazienti ha inoltre evidenziato che gli effettidell'interleuchina-6 sopra descritti possono essere bloccatigrazie al trattamento con farmaci anti-infiammatori."L'importanza di questo lavoro - sottolinea Elisa Brighenti -sta nell'aver chiarito uno dei possibili meccanismi che leganol'infiammazione cronica ed il cancro e nell'aver evidenziatoproprio nell'interlechina-6 un potenziale fattore che favoriscel'insorgenza della patologia tumorale. Questi risultatipotrebbero spiegare anche la maggior frequenza di neoplasie,oltre che in soggetti con malattie infiammatorie croniche,anche in soggetti obesi e affetti da diabete di tipo 2,condizioni entrambe caratterizzate da un aumentato rilascio diinterleuchina-6." Lo studio e' stato reso possibile grazie adun finanziamento da parte della Associazione Italiana per laRicerca sul Cancro (AIRC).(AGI).