Tumori: aumenta sopravvivenza in Europa, Italia nella media

(AGI) - Roma, 25 set. - La sopravvivenza per tumore in Europa,a 5 anni dalla diagnosi, aumenta costantemente. Ma rimangonodifferenze tra i paesi. I dati dell'Italia rientrano nellamedia dell'Ue. Lo rivela il programma di ricerca EUROCARE 5,coordinato dall'Istituto Superiore di Sanita' e dallaFondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Irisultati saranno presentati domani 26 settembre a Vienna inoccasione dell'annuale appuntamentodell'EuropeanCancerCongress. Gli approfondimenti sarannopubblicati nel prossimo numero dell'European Journal of Cancer. Lo studio EUROCARE-5 copre mediamente il 50 per cento dellapopolazione Europea. Sono stati analizzati i dati di oltre 10

(AGI) - Roma, 25 set. - La sopravvivenza per tumore in Europa,a 5 anni dalla diagnosi, aumenta costantemente. Ma rimangonodifferenze tra i paesi. I dati dell'Italia rientrano nellamedia dell'Ue. Lo rivela il programma di ricerca EUROCARE 5,coordinato dall'Istituto Superiore di Sanita' e dallaFondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Irisultati saranno presentati domani 26 settembre a Vienna inoccasione dell'annuale appuntamentodell'EuropeanCancerCongress. Gli approfondimenti sarannopubblicati nel prossimo numero dell'European Journal of Cancer. Lo studio EUROCARE-5 copre mediamente il 50 per cento dellapopolazione Europea. Sono stati analizzati i dati di oltre 10milioni di pazienti adulti diagnosticati per 40 diversi tipi ditumore nel periodo 1995-2007 e seguiti fino al 2008. Lo studiorivela che la percentuale di pazienti oncologici chesopravvivono 5 anni dopo la diagnosi, pur essendo miglioratarispetto alla fine degli anni novanta, e' ancora moltovariabile tra Paesi Europei. Le differenze sono piu' accentuateper i tumori ematologici. In generale, nel periodo considerato,la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi aumenta costantementein tutte le regioni Europee per la maggior parte dei 40 tipi ditumore esaminati, e aumenta in modo particolare nei paesidell'Est Europa, che sono in genere i piu' svantaggiati.Tuttavia le differenze tra Paesi permangono e il divariomaggiore si osserva proprio per le patologie interessate danotevoli progressi terapeutici, come le leucemie mieloidicroniche, i linfomi non Hodgkin e due suoi sottotipi (linfomifollicolari e linfomi diffusi a grandi cellule B). In Italia lasopravvivenza per i tumori ematologici e' generalmente in lineacon il valore medio Europeo in particolare per i linfomi diHodgkin (82 per cento contro 81 per cento) e non Hodgkin (62per cento contro 60 per cento), per le leucemie mieloidicroniche (53 per cento) e acute (16 per cento contro 17 percento). La sopravvivenza dei pazienti italiani affetti damieloma multiplo e' invece significativamente piu' elevatadella media (46 per cento contro 39 per cento). In Italia cisono margini di miglioramento rispetto ai paesi del Centro-NordEuropa, in particolare per i linfomi follicolari (72 per centocontro 75 per cento), linfoma diffuso a grandi cellule B (50contro 60 per cento), leucemia/linfoma linfoblastico (38 percento contro 44 per cento) e leucemia mieloide cronica (53 percento contro 58 per cento). (AGI).