Tumori: 3 mln italiani sopravvivono ma 1 su 3 muore d'infarto

(AGI) - Napoli, 2 ott. - Non e' piu' un nemico contro cui tuttele armi sono spuntate: oggi, tanti sopravvivono a un tumore, il67% degli adulti e' vivo a 5 anni dalla diagnosi e il 75% deibambini e' vivo oggi a 10 anni. Si stima che i sopravviventi alcancro negli Stati Uniti siano oltre 14 milioni e mezzo, equesto numero arrivera' a 18 milioni nel 2022. In Italia sonocirca 3 milioni. La chemioterapia, le terapie biologiche e laradioterapia possono pero' provocare complicanze a breve e alungo termine. In un recente studio condotto

(AGI) - Napoli, 2 ott. - Non e' piu' un nemico contro cui tuttele armi sono spuntate: oggi, tanti sopravvivono a un tumore, il67% degli adulti e' vivo a 5 anni dalla diagnosi e il 75% deibambini e' vivo oggi a 10 anni. Si stima che i sopravviventi alcancro negli Stati Uniti siano oltre 14 milioni e mezzo, equesto numero arrivera' a 18 milioni nel 2022. In Italia sonocirca 3 milioni. La chemioterapia, le terapie biologiche e laradioterapia possono pero' provocare complicanze a breve e alungo termine. In un recente studio condotto sulle cause didecesso in 1807 sopravviventi al cancro, in un follow-up di 7anni, si e' evidenziato che il 33% moriva per disturbi cardiacie il 51% di cancro: purtroppo questo e' un prezzo da pagaresicuramente alto. A causa delle terapie anticancro una notevolepercentuale di pazienti sviluppa una serie di effetticollaterali cardiovascolari: scompenso cardiaco, infartomiocardico, tromboembolismo, aritmie, prolungamento del trattoQT, ipertensione e, quindi, uno su tre muore a causa dimalattie cardiache provocate dalle cure farmacologiche oradioterapiche per il tumore. Tutto cio' si puo' evitare se almomento della diagnosi e prima della scelta della terapiaoncologica si consulta un cardioncologo, per individuare etrattare eventuali fattori di rischio cardiovascolari comeipertensione, colesterolo alto, diabete. Regole che rientranonel decalogo cardioncologico presentato in occasionedell'International Workshop on Cardioncology, che si tiene aNapoli oggi e domani. Tra queste, sicuramente, cambiare lostile di vita aumenta la probabilita' che le cure sconfigganoil tumore e non incidano pesantemente sulla qualita' di vita elo stato di salute complessivo.Per alcuni tumori, fare piu' esercizio fisico, ad esempio, fabene quasi quanto una chemioterapia per prevenire le ricadute,mentre cambiare alimentazione migliora l'efficacia dei farmacie puo' ridurne gli eventi avversi. "Il problema degli effetticollaterali cardiaci della terapia antitumorale - spiega NicolaMaurea, co-presidente del congresso e Direttore della StrutturaComplessa di Cardiologia alla Fondazione Pascale di Napoli -sta crescendo anche a causa dell'invecchiamento dellapopolazione. Un numero sempre maggiore di persone arriva alladiagnosi di tumore con fattori di rischio cardiovascolari(ipercolesterolemia, dislipidemia, diabete, ipertensionearteriosa) o cardiopatie silenti. E mentre si e' tutticoncentrati a eliminare il cancro, questi problemi non sonoriconosciuti o non vengono adeguatamente trattati: un errore diprospettiva, perche' questo aumenta il rischio di eventiavversi cardiaci a seguito della chemioterapia o della terapiacon farmaci biologici. Le tecniche ecocardiograficheattualmente diffuse nella maggior parte degli ospedali e sulterritorio non sono sufficienti a diagnosticare precocementel'insufficienza cardiaca in questi pazienti. Le nuove lineeguida ci indicano che e' obbligatorio utilizzare le nuovemetodiche di studio della funzione cardiaca: lo strainlongitudinale globale e l'ecocardiografia tridimensionale.Inoltre, vanno implementate le tecniche strumentali peridentificare precocemente una tossicita' emergente, che e'quella vascolare". "La cardiotossicita' di questi composti e'variegata - interviene Michelino De Laurentiis, co-presidentedel congresso e Direttore della Divisione di Oncologia MedicaSenologica dell'Istituto Pascale di Napoli -. E' percio'indispensabile prevenire, intercettare e se necessario trattarele complicanze cardiovascolari in pazienti sottoposti a cureoncologiche e in tutti coloro che sopravvivono al tumore: ilmodo piu' semplice per farlo e' sottoporsi a una consulenzacardiologica clinica e strumentale al momento della diagnosi ditumore e comunque prima di intraprendere la terapia, cosi' dapoterla scegliere e adattare in base alla condizionecardiovascolare del singolo caso. Solo cosi' il trattamentoavra' la massima efficacia anticancro unita a un minimo impattocardiaco". .